Quello del 2026, sarà un Mondiale che permetterà di parlare, oltre che di fuorigioco, anche di altro. Ecco gli ultimi suggerimenti. Aspetto i vostri 🙂
Antropologia
Il numero di giocatori convocati per le 48 nazioni (ciascuna con rose da 26 giocatori) è 1248.
Guillermo Ochoa, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo sono convocati per il loro sesto Mondiale, non sono dei giocatori, sono delle istituzioni, reperti archeologici viventi, oggetti di culto che l’UNESCO sta valutando di inserire tra i patrimoni dell’umanità. Se li tocchi troppo forte rischi una multa per danneggiamento del patrimonio. La FIFA sta studiando se consegnare loro una medaglia o direttamente una targa commemorativa da appendere all’ingresso dello stadio. A questo punto, più che allenarsi, dovrebbero tenere conferenze motivazionali su “Come restare eterni”.
Kylian Mbappé, invece, ha un’altra missione: inseguire il record di gol ai Mondiali di 16 gol di Miroslav Klose. Per ora è a quota 12 reti, alle spalle di Ronaldo (15), Gerd Müller (14) e Just Fontaine (13) e corre come se avesse un motore elettrico nascosto nei parastinchi, i difensori arrancano come se stessero inseguendo un tram già partito e il record… trema. Ogni suo scatto è una minaccia statistica, ogni suo gol un capitolo nuovo nella storia del calcio. Intanto Klose, da qualche parte, controlla le notifiche con crescente inquietudine e ogni volta che segnerà, sospirerà dicendo:
“Ma non hai un hobby?”
A proposito di Francia, c’è Didier Deschamps, che dopo 14 anni alla guida della Francia ha deciso di salutare. Non è un addio: è un elegante
“Signori, io vi ho portato fin qui. Ora, se non vi dispiace, me ne vado a bere qualcosa mentre voi cercate di non combinare disastri”.
Deschamps lascia una nazionale che ha vinto, perso, sofferto, dominato, litigato, ricominciato. Un ciclo epico, degno di un romanzo francese dell’ottocento.
La storia più epica di tutte: l’Iraq, ultima squadra a qualificarsi dopo 21 partite. Una maratona calcistica talmente lunga che a un certo punto alcuni giocatori hanno chiesto all’allenatore:
“Mister, ma siamo ancora nelle qualificazioni o è già iniziato il Mondiale e non ce ne siamo accorti?”
Ventuno partite: praticamente una stagione intera di campionato, ma con più tensione, più viaggi e meno certezze. Un percorso che meriterebbe un documentario, o almeno un premio per la resilienza.
Ma non sono gli unici protagonisti degni di nota. Tra gli allenatori che sembrano filosofi, gli staff che dormono meno di un astronauta in missione e i preparatori atletici che devono gestire giocatori che arrivano da cinque continenti e dieci fusi orari, questo Mondiale è una collezione di storie umane prima ancora che sportive.
Il giocatore più giovane è Gilberto Mora (Messico) – 17 anni e 240 giorni.
Il più anziano è Craig Gordon (Scozia) – 43 anni e 162 giorni, record assoluto dell’edizione 2026.
La nazionale con l’età media più bassa è la Costa d’Avorio 25,8, mentre quella con la media più alta è la Colombia (30,1).
La FIFA indica che 891 giocatori sono al debutto mondiale (su 1.248 totali). Le nazionali con esordio assoluto al Mondiale, e quindi con la percentuale più alta di debuttanti, 26 su 26 ciascuna, sono: Capo Verde, Curaçao, Giordania.
La differenza di età tra il più anziano e il più giovane è superiore ai 25 anni: 22 giocatori hanno meno di 20 anni e 7 ne hanno più di 40 anni
22 giocatori convocati nel 2026 hanno già vinto almeno un Mondiale. (Prevalentemente Argentina 2022, Francia 2018, Germania 2014).
Tempistica
Sarà il primo Mondiale in cui sarà praticamente impossibile vedere tutto. È la Coppa del Mondo della FOMO: Fear Of Missing Offside. Gli appassionati faranno maratone, i non appassionati faranno finta di capire e tutti diranno almeno una volta:
“Ma questa partita… quando l’hanno giocata?”
Durante la parte iniziale, dall’11 giugno inizierà una sequenza di 17 giorni di partite continue. Come un festival musicale, ma al posto dei cantanti ci saranno 48 squadre e al posto delle canzoni 104 partite. A un certo punto ti chiederai se stai guardando calcio o se sei finito in un loop temporale.
La FIFA si è inventata i sedicesimi di finale. Perché fermarsi agli ottavi, quando puoi aggiungere un turno in più e far sembrare il torneo una matrioska?
Quando finalmente arriverai ai quarti, ti sentirai un sopravvissuto.
Le semifinali sembreranno un miraggio.
La finale del 19 luglio, un evento mistico.
104 partite: è il primo Mondiale che puoi seguire come una serie TV, ma senza la possibilità di skippare le parti noiose. A meno che non giochi la tua squadra: allora sono tutte fondamentali. Stagione 1: Fase a gironi. Stagione 2: Sedicesimi. Finale: episodio speciale da 90 minuti.
Per non perdere nulla, alcuni tifosi stanno già pensando di prendere ferie da giugno a luglio. I datori di lavoro stanno già pensando di negarle.
Se ti chiedi perché fare un campionato così lungo, la risposta è semplice: perché con 48 squadre servono più partite e perché i tre Paesi ospitanti hanno detto:
“Facciamolo grande”.
Allora la FIFA ha pensato:
“E se lo facessimo ancora più grande?”
Gli sponsor hanno risposto:
“Sì, grazie”.
Comunque un Mondiale lungo è bello perché ti dà tempo di affezionarti a squadre che non sapevi esistessero; ti permette di scoprire stadi, città, culture, storie; trasforma giugno e luglio in un’unica grande festa globale e ti regala un pretesto perfetto per dire:
“Non posso uscire, c’è una partita importantissima… credo.”
Il Mondiale durerà 39 giorni perché deve essere il più grande di sempre e perché, diciamolo, quando il mondo si mette d’accordo per fare festa, nessuno ha voglia di farla breve.
Quando la prima partita inizierà, alle 21.00 CEST (Central European Summer Time, l’Ora Legale dell’Europa Centrale, il nostro orario), cioè le 13.00 locali a Mexico City, dell’11 giugno, qualcuno dirà:
“Ma perché mi sto emozionando se non seguo nemmeno il calcio?”
La risposta è semplice: perché questo Mondiale è una storia collettiva, un po’ folle, un po’ epica, molto umana e, come tutte le storie belle, ti trascinerà dentro anche se non vuoi.
Buon divertimento e che vincano i migliori!
Altri argomenti mondiali:
Geografia, Tecnologia e Sociologia
Identità, Urbanistica e Geologia
Fonti:
Riccardo Agresti
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Riccardo Agresti
Source link




