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E Radio Radicale, siamo col sempre Marco Lombardo di azione per parlare del dibattito qui a Palazzo Madama, sul Consiglio europeo del 18 e del 19 giugno, allora, come ha trovato.
L’intervento della premier, che è stato consegnato qui a Palazzo Madama, soprattutto sul dossier che riguarda l’allargamento del del del dell’Unione europea, e le polemiche che ci sono, che ci sono state sul programma Safe.
E sullo scontro in atto con la burocrazia europee, perché ho visto che la Meloni?
Ho trovato spesso nei vicini nel suo intervento motivi di polemica con con le burocrazie europee e chiesto di fare in fretta per il mediatore per la guerra russo-ucraina
Sì, diciamo che ci sono alcune posizioni che sono condivisibili, per esempio la posizione che il Governo con piena continua a tenere sull’Ucraina di sostegno all’Ucraina e favorevole però evoca una trattativa favorevole a una trattativa, parla anche di un portavoce senza però ben identificare chi può essere questo portavoce se lo facesse, gli salterebbero tutti addosso, questo lo sappiamo. Questo è una cosa che, nel senso che è una posizione che evidentemente tiene in sé alcune contraddizioni, io penso che il dato politico di questo Consiglio europeo,
O meglio, di queste comunicazioni sul Consiglio europeo sta in quello che è successo un po’alla Camera e al Senato, noi non abbiamo ancora esponenti dell’area di Vannacci alla Camera, sì ed è nato questo dibattito su chi rappresenta la nuova destra, ecco perché lo dico perché quella che è stata sempre una posizione diciamo abbastanza solida e del governo in tema di politiche europee in termini di politica estera nonostante l’errore per noi clamoroso.
Che il Governo compia ancora nel rendere nel ritenere affidabile l’amministrazione americana di Trump quando noi diciamo invece che Putin Trump sono due facce della stessa medaglia. Però abbiamo sempre riconosciuto al governo di avere mantenuto una posizione sull’Europa e sull’Ucraina, diciamo piuttosto stabile o in noi vorremmo il superamento del voto all’unanimità. Noi vorremmo la Meloni è contraria, certo, ma questa è un’epoca, cioè lei ha detto che è favorevole alla cosiddetta cooperazione rafforzata, ma ha cominciato a smussare i termini, però la verità è che, se vogliamo un’Europa che procede a una politica federale, dobbiamo superare il voto all’unanimità che rende l’Europa ostaggio degli interessi nazionali
Però il dato politico è questo, siamo sicuri che questa posizione venga anche rispetto alla nuova maggioranza che sta per assorbire Vannacci, è evidente da quello che è successo alla Camera e le contraddizioni di ci sono e saranno inevitabili, la diciamo, c’è stato questo parte dell’intervento dove lei ha attaccato futuro nazionale quindi,
Non mi è sembrata una posizione di compromesso, no, si è aperta un’interlocuzione tra la destra e la nuova destra, il punto è capire quanto la nuova destra, crescendo, costringerà l’attuale destra a modificare la posizione politica sull’Europa, perché noi sappiamo perfettamente che su quelle posizioni non si riconoscerà l’area di Vannacci,
Ed è solo un tema di fino a quando fino a che punto si arriverà? Quindi questo? Penso che sia il dato politico nuovi player ed è d’accordo con l’equiparazione che ha fatto la Presidente, il Presidente del Consiglio tra Vannacci e gli altri partiti dell’opposizione di sinistra, ma sa gli estremi funziona, che si toccano. Io ricordo sempre che ne abbiamo avuto l’ambasciatore russo che ha partecipato e, nello stesso tempo, all’inaugurazione del partito di Rizzo estrema sinistra e di Vannacci, quindi gli estremi si si si si tengono. Noi invece chiediamo che in questo momento la situazione sia talmente delicata dal punto di vista internazionale che non ci possono essere ambiguità, non ci possono essere ambiguità sull’Europa non ci possono essere ambiguità sul tema del federalismo europeo. Non ci possono essere ambiguità sul superamento del voto all’unanimità su debito comune, sulla difesa europea, su Nanako europea. Ecco, su questo è evidente che non solo
La maggioranza, ma anche, diciamo, il campo largo
Ah, all’interno delle contraddizioni interne, sì, d’accordo con l’impostazione della Premier, che dice noi aumenteremo i fondi per la difesa, però non a scapito, per esempio, della politica agricola, dei fondi, della politica sui fondi di coesione, allora,
Questa è la strategia giusta perché, insomma, è arrivare al 5% da quello che ha detto oggi la Meloni è abbassano abbastanza arduo perché sarà aumentata la spesa per la difesa dell’1,7%, ma il più resta ancora da fare. Allora io penso che il tema del 5% del Pil sia una boutade, nel senso che i Paesi governi sanno, anche quando lo dichiarano, che realisticamente non è razzismo, ma quello che non si capisce in questo momento è che in questa fase così delicata, difendere e investire sulla difesa in maniera autonoma, anche rispetto a gli Stati Uniti, non si può non significa voler essere guerrafondai, offre guerra significa capire che dobbiamo difendere la nostra libertà e se tu vuoi scegliere delle priorità, da qualche parte i soldi li devi togliere, cioè le so, le cose sono due o si fa nuovo debito, e a un Paese che paga già oggi gli interessi sul debito, quanto paga di istruzione per i propri figli toglierei da oggi pagherà un po’di più c’è, visto che ce l’ha fatta la BCE, quindi è proprio sconsigliabile la strada del nuovo debito, soprattutto per un Paese come l’Italia, perché il debito è la zavorra del futuro delle nuove generazioni, quindi l’esercito sarebbe favorevole al taglio, ma bisogna imparare a tagliare da qualche parte. In Italia c’è la spesa pubblica improduttiva che va tagliata, ci sono centri di costo che riguardano anche la politica.
Navigare, altrimenti è troppo facile dire aumentiamo, ma non tagliamo da un’altra parte. Cominciamo a dire le cose delle quali possiamo fare a meno gli quasi dobbiamo allora, nel corso del dibattito ci sono stati molti attacchi a Renzi che Renzi ha cercato di
Soprattutto quella parte sulla flessibilità in cambio di maggior numero di immigrati, allora lei capisce le critiche della Meloni nei confronti di Renzi o le boccia, no, io penso che abbia in questo caso la zona di Renzi, perché il tema dell’accordo non era stato fatto per avere immigrati illegali d’Italia era stato fatto perché c’è un accordo sulla presidenza Junker,
Ecco però che cosa ci dice tutto questo che siamo in campagna elettorale, perché pensare che diciamo l’Italia abbia accettato la flessibilità in cambio di farsi ventre molle dell’immigrazione illegale in Italia. È evidente che è una cosa, proprio una propaganda. Ecco, questo mi preoccupo perché quando parliamo di politica estera dovremmo sempre tenere i piedi ben saldi, soprattutto in un contesto di conflitto come quello di oggi, con il fatto che sia stato oggetto di vanto la. Il provvedimento europeo sui rimpatri richiede che sia stato giusto da parte della Meloni. Ho sbagliato a, è giusto che si faccia e che ti faccia valere la de la Destra dice una cosa dice abbiamo modificato l’orientamento e l’Unione europea sul tema dell’immigrazione e questo è legittimo da parte sua quello che noi riteniamo che queste cose vadano decise a livello europeo, non a livello nazionale, è quello che abbiamo sempre detto. Vuoi fare questa modifica. La devi fare a livello europeo, non lo devi fare con decreti che poi vengono non interpretati o disapplicati dai giudici nazionali perché in contrasto con le regole europee.
E qui sta un punto fondamentale che era una domanda che aveva fatto anche il senatore Monti e che ha ripreso il senatore Calenda oggi, se tu vuoi difendere l’interesse nazionale, lo devi fare nel contesto europeo, quindi vogliamo parlare di patriottismo, sì, ma il vero patriottismo oggi in Europa e questo è il punto politico sul quale ancora molti partiti non si riconoscono in un sono allineati. Non si può essere patriota a livello nazionale e non patrioti a livello europeo perché l’unico modo per esercitare consapevolmente la difesa dell’interesse nazionale oggi e nel contesto europeo, senza il quale noi puntiamo poco o nulla nel mondo. Il gioco degli altri da Putin e Xi Jinping a Trump è quello di frammentarsi perché divisi, contiamo meno
Grazie al senatore Marco Lombardo di azione, grazie.
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