Maculopatie, screening gratuiti anche domani al Complesso Monumentale San Giovanni


La prevenzione esce dagli ospedali e incontra i cittadini nel cuore della città. È questo il messaggio che ha caratterizzato la prima giornata della campagna nazionale “Il tuo punto di vista conta – Non lasciare che le maculopatie ti fermino”, promossa da Roche, ospitata al Complesso Monumentale San Giovanni di Catanzaro grazie alla collaborazione con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Renato Dulbecco.

L’iniziativa, dedicata alla sensibilizzazione e alla prevenzione delle patologie della macula, ha registrato già nella prima giornata una significativa partecipazione: sono stati circa ottanta i cittadini che hanno aderito oggi agli screening gratuiti effettuati dall’équipe “Retina&Imaging” della UOC di Oculistica dell’AOU Dulbecco. Gli esami proseguiranno anche domani, nella Sala Gissing del Complesso Monumentale San Giovanni, dalle 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 18.

La campagna punta a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e dell’accesso tempestivo alle cure per le patologie della macula, tra le principali cause di perdita della vista in età adulta.

Generico giugno 2026

Ad aprire la giornata è stato un incontro informativo rivolto alla cittadinanza, durante il quale il professor Adriano Carnevali, professore associato di Oftalmologia dell’UMG e promotore dell’evento, ha illustrato l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce: “Questa iniziativa nasce dalla necessità – ha spiegato Carnevali –di portare la salute e la prevenzione non solo all’interno degli ospedali, ma anche all’interno della città.” Secondo il docente, il tema della diagnosi precoce rappresenta oggi una delle sfide più importanti della medicina moderna. “Parliamo sempre più spesso – ha aggiunto – di medicina di precisione e di terapie da effettuare nel momento più opportuno. La diagnosi precoce è fondamentale perché ci aiuta a curare meglio i pazienti e a somministrare le terapie efficaci al momento giusto.” Nel corso dell’incontro, Carnevali ha spiegato in modo semplice cosa siano le maculopatie: “La macula è la parte più centrale e nobile della retina, quella che ci permette di focalizzare ciò che abbiamo davanti. Tutte le patologie che la colpiscono vengono definite maculopatie. Non sono malattie rare, anzi sono molto diffuse. Pensiamo alla retinopatia diabetica o alla degenerazione maculare legata all’età.”

Proprio per questo, ha sottolineato il professore, è fondamentale individuare tempestivamente i primi segnali della malattia. “L’obiettivo della medicina oggi – ha detto Carnevali – è trovare subito le maculopatie perché disponiamo di terapie efficaci che però funzionano soprattutto quando interveniamo in tempi rapidi.” Durante la relazione sono state illustrate anche le possibilità terapeutiche oggi disponibili. Nelle fasi iniziali possono essere utilizzati integratori alimentari antiossidanti, come luteina e curcumina, e trattamenti di fotobiomodulazione. Nei casi più avanzati si ricorre invece a iniezioni intravitreali, laser retinico o chirurgia. Fondamentale anche l’adozione di corretti stili di vita, con particolare attenzione alla cessazione del fumo, alla protezione dai raggi ultravioletti e a una sana alimentazione. Tra i sintomi da non sottovalutare rientrano alterazioni della vista e distorsioni delle immagini: “Spesso il paziente – ha spiegato – vede le linee ondulate, nota deformazioni durante la lettura oppure mentre guida. Nei casi più avanzati possono comparire macchie scure centrali che compromettono la normale visione. Se non trattate, queste patologie possono portare all’ipovisione e in alcuni casi anche alla cecità.” Le maculopatie possono interessare tutte le fasce d’età, anche se le forme più frequenti colpiscono la popolazione adulta ed esistono tantissimi tipi di maculopatie. Possono manifestarsi a qualsiasi età, ma quelle più comuni interessano soprattutto le persone oltre i 50 anni. “Gli screening devono essere effettuati soprattutto sulla popolazione a rischio – ha affermato il professore -, ma anche su chi pensa di essere sano. Uno dei problemi più grandi delle maculopatie è che spesso il paziente vede bene e non sa di essere malato. Per questo invitiamo tutti a sottoporsi a un controllo: in pochi minuti è possibile avere una risposta concreta e capire come comportarsi in futuro.”

I numeri confermano la rilevanza del fenomeno. “Solo considerando la degenerazione maculare legata all’età e la retinopatia diabetica – ha evidenziato Carnevali – in Italia ci sono oltre tre milioni di persone affette da maculopatia. Significa che circa una persona ogni trenta presenta un inizio di malattia o ne è già affetta. Agire sulla prevenzione significa curare meglio ma anche intervenire prima che il danno visivo diventi irreversibile”.
Importanti i risultati raggiunti dall’AOU Dulbecco nel trattamento delle patologie retiniche. Nel 2025 sono state effettuate oltre 2.500 iniezioni intravitreali e più di 10 mila esami diagnostici e trattamenti, tra OCT, esami del fundus oculi, fluorangiografie e terapie. Un dato particolarmente significativo riguarda i tempi di accesso alle cure: a fronte di una media nazionale di 45 giorni tra diagnosi e prima iniezione intravitreale, presso l’AOU Dulbecco il trattamento può essere eseguito anche nella stessa giornata della visita.

Per il commissario straordinario dell’AOU Dulbecco, Simona Carbone, l’iniziativa rappresenta molto più di una semplice giornata di screening. “È certamente un momento operativo sul territorio- ha detto -, ma è soprattutto un momento di informazione. Mettiamo a sistema tutto ciò che l’azienda e l’università offrono ai cittadini e abbiamo la capacità di intercettare rapidamente eventuali situazioni da avviare alle cure. È anche l’occasione per far conoscere non solo le attività ordinarie della nostra Oculistica universitaria, ma soprattutto quelle attività iperspecialistiche che consentono di garantire risposte tempestive e qualificate grazie a équipe dedicate.”

Sulla stessa linea il prorettore dell’Università Magna Graecia, Giuseppe Chiarella, che ha evidenziato il valore simbolico della scelta di organizzare l’evento nel centro della città: “È importante che questa iniziativa sia a Catanzaro ma soprattutto dentro Catanzaro. Questi appuntamenti normalmente potrebbero svolgersi in ospedale, dove le strutture sono più facilmente disponibili, ma la volontà è stata quella di renderli accessibili a tutti i cittadini.” Per Chiarella, la parola chiave resta “screening”. “Screening – ha detto – significa individuare per tempo situazioni sospette e consentire ai pazienti di beneficiare di terapie che possono cambiare la storia della malattia. Arrivare fin quasi alle porte di casa dei cittadini è qualcosa di impagabile e assolutamente lodevole. L’Università Magna Graecia ha questo spirito: essere al servizio della città e della regione. Questa iniziativa ne è una dimostrazione concreta.”




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 Roberto Tolomeo

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