Transizione energetica: l’Europa tra il green deal e le guerre del petrolio


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No.
Adesso c’è Beatrice.
Livorno no.
Beatrice Covassi, quasi sempre normalmente intervenire.
Sorge un contatore, no, nessun altro, siamo un pilastro della sua soluzione giusta è quella che organizza più inizialmente.
Matteo contro, Anzalone.
Punto Anzalone, lo facciamo dopo facciamo dopo Mario d’Urso.
Buonasera, a tutti, a tutti e ben trovati.
Io sarò rapidissimo, ah, no, scusate, deve avviare la registrazione.
Eccoci.
Allora dicevo buona sera a tutti, a tutti, grazie per essere qui oggi e questo insomma per noi.
Un bellissimo appuntamento in onore avere qui il professor Giuseppe Rosa e grazie eh.
Giovanni chiedo scusa e qui siamo sempre buttati in medias res quindi andiamo sempre diversissima, così, grazie a Lucia, Votano per aver organizzato questa iniziativa, insomma Grasser, si spese in prima persona questo momento insomma cruciale.
È evidente, insomma, alla tua piuttosto sotto gli occhi di tutti, insomma la fase storica e a livello di geopolitica globale e quanto è importante oggi ricominciare a parlare di temi ambientali quando il Green Deal viene messo in discussione e soprattutto, poi, noi facciamo sempre riflessioni spesso più come dire politiche ragioniamo un po’più dal punto di vista della.
Delle strutture, appunto, sociali, politiche e istituzionali, invece, avere insomma un occhio tecnico, una persona che, insomma, comprende i fenomeni fisici, appunto con con un livello di dettaglio che insomma noi boa può sfuggire da da cittadini e da associazione che si occupa appunto di alfabetizzazione europea che cerca di diffondere quello che è lo stato delle cose e cerca di portare consapevolezza tra le persone rispetto a quelle che sono le cose che avvengono oggi sia dal punto di vista insomma transnazionale, interno al dal nostro interno all’Unione europea e soprattutto quello che vediamo oggi, ovviamente dal punto di vista del del panorama bellico globale che
Da da da pensare e da poco da dormire a tutti quanti, però, dobbiamo sempre ricominciare a pensare a come costruire, come guardare avanti, a come pensare al progresso, soprattutto con una chiave insomma ambientali ambientalista, che riesca a guardare avanti e che riesca a guardare verso la transizione alla sostenibilità in modo più responsabile e più.
Consapevole possibile, per cui per noi è importantissimo mettere al centro questi temi, è importantissimo la ragionarci insieme ed è bellissimo vedere una partecipazione così così, insomma, non banale di di giovedì pomeriggio e quindi grazie a tutti per l’attenzione adesso lascio la parola alla professoressa volano che farà una brevissima introduzione e buon lavoro a tutti e buon ascolto.
Grazie grazie.
Anche per me è un piacere essere qui e io sono tra i soci fondatori di questa associazione, io parlo europeo che diciamo i cui scopi, come ha detto, sono ovviamente rinchiusi nel.
Nello stesso nome e siamo fermamente convinti che?
Diciamo ormai i problemi non si risolvono solo in Italia, ma si risolvono in Europa, e quindi un tema così importante come quello della transizione energetica è sicuramente uno di quelli che va, diciamo approfondito anzitutto e poi.
Su cui bisogna prendere, bisognerebbe prendere importanti decisioni sia in Italia che in Europa, l’oratore o vuol piacere di presentare l’oratore di questa sera il professor Giovanni Rosa?
È un fisico, professore alla Sapienza, è associato all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, quindi una carriera, diciamo in qualche modo parallela alla mia, a parte la sede di appartenenza, fra l’altro abbiamo anche fatto un esperimento insieme al Gran Sasso, quello dei neutrini che venivano dal Cern e arrivavano dentro il Gran Sasso ci siamo molto divertiti devo dire e quindi Unes perché è stato un esperimento molto importante ebbene,
Gianni
No, è arrivato all’età della pensione, posso dirlo, ha sviluppato, ha sviluppato una passione sfrenata per approfondire i temi energetici e ci si è dedicato veramente con lo stesso entusiasmo, la stessa profondità, lo stesso impegno.
Che metteva nel lavoro e poi fra l’altro questo lavoro, come avrete forse letto, anche scaturito, in nella pubblicazione di un libro, allora è un tema caldo, questo, della transizione energetica da vari punti di vista. Che approccio dovete e dobbiamo aspettarci oggi bene l’approccio lo oserei definirlo un approccio molto laico, come è l’unica, diciamo l’unico forse che può partire da una persona che fa ricerca scientifica, perché perché, ovviamente alla scienza non dub non ha e non dà verità assolute? La scienza fornisce solo un metodo condiviso con cui, in questo caso specifico delle transizioni energetiche può, diciamo, aiutare a mettere sul sul tavolo ed esaminare secondo criteri oggettivi e condivisi a livello italiano, europeo e forse anche direi mondiale su come si possono
Giudicare pregi difetti e limitazioni di tutte le fonti energetiche, quindi, se diciamo, non c’è un approccio ideologico dietro né questa presentazione ne il libro non vi lasciate, lascia la non vi lasciate.
Diciamo ingannare dal fatto che noi siamo Istituto nazionale di fisica nucleare, non ci siamo mai occupati nell’istituto e noi non ci siamo mai occupati di energia nucleare né teorica, né diciamo pratica e industriale, anzi, l’Istituto nazionale di fisica nucleare è nato per,
Volere di Amaldi proprio sull’onda del rifiuto.
Della dell’uso della scienza a scopi militari, ma per la pace.
Purtroppo diciamo quello questo argomento diceva, è molto caldo e purtroppo quello che si vede nel nel dibattito, soprattutto politico, devo dire, è il fatto che le persone si dividono su una base meramente ideologica, che poi si riassume molto banalmente, però sono pro o sono contro il nucleare allora,
No, immagino che Gianni, non darà ricette.
Definite, può dire solo può, diciamo guidarci in questa analisi di benefici e e punti?
Positivi e negativi delle varie fonti energetiche, e questo è quello che andrebbe fatto secondo me, non solo qui, che ovviamente è un’associazione diciamo io parlo europeo in cui anche perché, come è già stato detto Lo sguardo di del professor Rosa non non si ferma solo a quello che fa l’Italia quello potrebbe fare l’Italia perché è normale e nessuno si salva da solo nel mondo, quindi figuriamoci se si può salvare da solo in Europa e ma fa parte di quelli approfondimenti che secondo me bisognerebbe.
Ci ce ne fossero molti di più nel Paese perché perché abbiamo in una società che vuole essere democratica?
Quello che
Si chiama alla cittadinanza scientifica, cioè il fatto che tutta la popolazione deve poter partecipare a discussioni e decisioni che riguardano direttamente o indirettamente la scienza può essere fatta solo se i cittadini sono consapevoli, ecco, quindi questa è una delle poche occasioni speriamo tante occasioni in cui la nostra cittadinanza scientifica possa essere,
è messa alla prova, anche forse
Migliorata bassa, la smetto perché siccome questi argomenti mi sono molto cari, potrei levarti tutto lo spazio, allora do la parola a.
Il professor Gianni Rosa, grazie
Grazie riuscì Orazio, io parlo europeo, Andrea e Matteo, che mi hanno aiutato nella logistica, allora io avevo detto di qua perché.
Spero che lo schermo si veda bene,
E inizierò questa chiacchierata di oggi con un qualcosa che potrebbe sembrare scontato, ma insomma, in definitiva non è così scontato perché l’energia è una risorsa critica.
Ora, quello che è accaduto dalla rivoluzione industriale in poi è che il mondo è cambiato completamente, sia dal punto di vista del livello economico che della popolazione siamo passati da inizio secolo scorso da circa 1 miliardo e mezzo agli 8 miliardi e passa che siamo ora e nel frattempo è quello che è l’indicatore più convenzionale del livello di sviluppo economico che Prodotto interno lordo, per quanto antipatico sia il, il mondo degli economisti dovrebbe essere una misura,
Appropriata per beni per beni di consumo, beni durevoli e servizi di cui ciascun cittadino viene a beneficiari, questo indicatore è cresciuto moltissimo in tutti i Paesi del mondo.
Ma evidentemente non tutti i Paesi del mondo sono cresciute allo stesso modo, quindi questo grande sviluppo economico ci consegna un’umanità che sta molto più avanti rispetto ai secoli scorsi, ma con una divaricazione crescente fra estrema ricchezza ed estrema povertà,
Abbiamo un Nord e un Sud del mondo e in questa mappa potete vedere essenzialmente.
Usiamo un pochino.
Coso qui in questa mappa, potete vedere essenzialmente un Nord e un Sud del mondo, è una una differenza abissale fra i più ricchi e i più poveri,
Ora, perché l’energia entra in questo, in questo discorso, in che modo l’energia rientra in questo discorso e nonostante dei consigli di Lucia, le mie, le mie slide sono, come sempre, un po’schizofrenica molto ispirate al mondo da cui proveniamo noi che ci occupiamo di scienza, 20 con i grafici che non possono mancare,
Quindi, per la parte sinistra, per la parte di là diciamo chi è abituato ai grafici guardargli e sente l’audio, però per chi dei grafici ha orrore o nessun tipo di aiuto guarda i fumetti da quest’altra parte ho messo nelle slide o comunque più argomenti è più materiale di quello che riuscirò a descrivere perché fortunatamente rimarrà traccia di questo di questo incontro e quindi si potrà poi tornare per leggere dei particolari poi me potete telefonare a cercare per tutti i dettagli, naturalmente non ho la risposta a tutte le domande ora cosa ci dice questa?
Questo bellissimo grafico dell’energia ci dice che mentre il mondo si popolava così tanto e diventava così ricco, il consumo di energia è molto aumentato, ora è aumentato molto, se ci fate caso quasi esponenzialmente nella prima metà del secolo scorso nella segue all’inizio della seconda metà del secolo scorso, poi questa questo momento ha un po’rallentato abbiamo anche imparato a usare meglio l’energia,
D’altra parte, non lo abbiamo fatto perché siamo buoni e di buona volontà, ma perché ogni crisi che è intervenuta ci ha mostrato quanto critico è il ruolo dell’energia per lo sviluppo.
Quindi e questo è il più terribile dei dei grafici, lo guardate, non l’ho guardato e dopo non ce ne saranno di brutti, così comunque, qual è il messaggio, il messaggio è che le quantità sono importanti e perciò sono sono partito da questo punto qui di dire quanto è importante l’energia, le quantità sono importanti perché, mentre la popolazione mondiale è cresciuta di un fattore cinque, va bene da un miliardo e mezzo a 8 miliardi e il pil è cresciuto di un fattore 30,
Venne, quindi è chiaro che c’è più, ci sono più beni di consumo, beni durevoli e servizi per ognuno degli abitanti della terra, molto più in fretta è cresciuto il PIL.
Di quanto sia cresciuta la popolazione, questa non è una cosa così banale perché fa parte anche di un processo di efficientamento che ha visto per dire le auto a fare più chilometri, con un litro, i, gli elettrodomestici di tripla A, le illuminazione a led, eccetera eccetera la tecnologia va avanti, va bene,
E quindi il consumo di energia è un fattore 10 al di sopra del de della base di partenza che stiamo prendendo in considerazione, sta di fatto che le 2 grandezze sono strettamente legate, correlate, come diciamo il linguaggio scientifico in questo complicatissimo grafico, i balletti che vedete lì sono proporzionali alla popolazione.
Rappresentata dal balletto stesso, ora questi questi blocchi grossi sono i grandi Paesi asiatici e poi i grandi paesi e la grande popolazione africana, vedete dov’è la la, la linea mediana, questo World Everyday energie chiusa la linea mediana taglia il mondo in due fette completamente disuguali.
C’è un’enorme quantità di popolazione mondiale che è al di sotto della media e una sparuta minoranza.
Dove siamo anche noi, anche se non siamo proprio all’estremo di questa scala di benessere che ha un mucchio di di?
Di beni di servizio, beni di consumo, di servizi, di beni di consumo e di beni, anche non essenziali, va bene e consuma una quota di energia pro capite molto più alta rispetto ai Paesi più poveri, quindi la disuguaglianza, la povertà economica e la povertà.
Energetica sono due mappe che coincidono completamente e d’altra parte non c’è sviluppo economico senza energia, quindi identificare una è una risorsa estremamente critica per portare avanti lo sviluppo economico.
Ora e dobbiamo parlare di di Europa e di transizione energetica, la domanda sorge spontanea ma spontanea, ma chiesta transizione energetica.
Allora qui facciamo anche un piccolo giochino con chi è in sala e con chi è collegato.
Provate a immaginare la vostra risposta adesso, prima che scopro le carte, va bene e poi vediamo se siamo d’accordo, se avevate in mente Rust lo stesso tipo di definizione e di caratterizzazione che scelgo di di di presentare e di sostenere come tratto caratterizzante della transizione.
Quindi fatevi la vostra risposta e vediamo se coincide è già al primo giro forse qualcuno è già eliminato fuori gioco, perché vi dico che, dal mio punto di vista, la transizione energetica non è una semplice sostituzione di fonti primarie.
Non è una semplice sostituzione di fonti primarie.
Cosa sono le fonti primarie, l’abbiamo vista prima nel grafico e sono quelle che hanno portato allo sviluppo di quella che possiamo chiamare la civiltà del petrolio va bene e le fonti da cui sappiamo trarre energia, energia, parola prima di fisici e soprattutto di ingegneri, energie e il lavoro va bene da da dalla rivoluzione industriale in poi per sottrarre,
Al lavoro pesante di esseri umani e le bestie, questa era un po’l’idea iniziale, poi ti vogliamo levare tutto agli esseri umani con l’intelligenza artificiale, quindi così diventiamo totalmente irrilevanti e il sistema produce da sé forse forse no ora da che cosa siamo capaci di trarre.
Energia da secoli innumerevoli siamo soprattutto capace di trarre energia dalla combustione, dal bruciare bruciare cosa inizialmente la biomassa e poi il carbone, e poi sempre di più, petrolio e gas, i combustibili fossili.
E sono la quota di maggioranza nella disponibilità di energia del mondo, lo sono tuttora, lo sono ancora oggi e la transizione è cominciata ora cosa ha affiancato gradualmente queste fonti note da tempo abbiamo ripreso in qualche modo l’acqua e il vento.
Che però sapevamo usare e soprattutto come movimentazione meccanica e l’abbiamo, inclusa l’acqua e il vento, nella produzione di energia elettrica quindi abbiamo idroelettrico, abbiamo eolico che produce elettricità e dal sole, che ci ride da lassù riusciamo a trarre calore quindi energia termica direttamente senza bruciare nulla eh.
Elettricità attraverso l’effetto fotovoltaico in più abbiamo imparato a in questo no, no, noi altri del dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, siamo complici solo per la parte di conoscenza, naturalmente non per la parte di approfondimento tecnologico abbiamo imparato a capire con come da da da dove viene essenzialmente il fuoco delle stelle e abbiamo scoperto che l’energia nucleare, la fonte dominante dell’universo in definitiva ora sulla terra da sappiamo usare.
Sottoforma di fissione. Stiamo evolvendo in questa conoscenza e abbiamo perfino, ho capito, almeno in linea di principio, come si potrebbe fare per replicare la fusione delle stelle, ma questo è un percorso ancora lungo, ma queste sono quote di minoranza rispetto alla alla torta di disponibilità di energia da fonte prima un’altra quota di minoranza è una una fonte enorme che abbiamo sotto i piedi, ma difficilmente raggiungibile, che è l’energia geotermica del professor Petrini. Anzi, ci potete parlare di cosa c’è sotto la crosta terrestre, ce n’è tanto ora, quindi, questa questo è il pacchetto di disponibilità, ma non è questa la chiave per capire
Cos’è la transizione energetica, la la chiave per capire quello che stava succedendo e di considerare, proprio come fanno gli economisti, l’energia, una risorsa, una risorsa critica, e le risorse critiche in economia possono essere materie prime, materia che si trasformano e poi sono prodotti ebbene ora l’energia è insieme tutte queste cose qui,
è una materia prima, in quanto fonte fossile, è una materia di trasformazione con i derivati del petrolio e con l’uso di energia termoelettrica per fabbricare elettricità ed è soprattutto la merce finale preziosa conce consegnata ai settori di utilizzo.
Ebbene, qui c’è una filiera, chiamiamola la filiera dell’energia e quello che sta evolvendo, quello che si trasforma e l’intera filiera, perché in ogni angolo di questa filiera irrompono nuove tecnologie e al termine di questa filiera, come sempre nel mercato, quello che pilota tutto quanto è la domanda qual è la domanda di energia, qual è la crescente domanda di energia per farne cosa per usarle con per usarla come ora la chiave per capire la transizione a mio modo di vedere e guardare alla quota di elettrizzazione,
Che il sistema energetico globale ah va assumendo negli ultimi decenni decenni questa quota di elettrizzazione è stata pilotata anche dal grande sviluppo di Cina, India e Paesi emergenti che son passati.
Ha un livello di economia molto più elevato di del della fase precedente, raggiungendo di fatto lo standard tecnologico del resto del mondo più avanzato la Cina è lì con noi assolutamente su questo punto, divi da questo punto di vista e e questo ha portato a una enorme sviluppo delle reti elettriche nei paesi,
Nei grandi Paesi asiatici e nei Paesi emergenti e guardate questo questo grafico, guardate cosa è successo in un arco di tempo che va dal 1990 ai nostri giorni, abbiamo una crescita enorme della domanda di energia elettrica e questa crescita enorme è dominata dai Paesi emergenti ai Paesi asiatici ed emergenti.
Va bene, quindi questa è la transizione, è una domanda crescente di energia sotto forma elettrica.
E
Il fatto che diciamo la parte con minor valore aggiunto, se volete, ma la parte che rimane fondante e forte della delle attività produttive si basa pur tuttavia sull’energia termica, cioè no, che è successo, ah, no, non non abbiamo no, non stiamo dismettendo l’energia termica e quindi guardate questi numeri. Abbiamo energia elettrica, che è passata dal 10% al 17%. Ci aspettiamo anche per effetto di altre forti domande, come i data center e nuova tecnologia, che arrivi al 30% a metà di questo secolo. Ma attenzione vuol dire che rimane la fetta della torta più piccina, va bene, non dobbiamo mai dimenticare questa cosa qui la transizione non è uno schiocco di dita, non è qualcosa che può avvenire in pochissimo tempo, resterà dominante l’energia di tipo termico
Quindi questa è la transizione, ah, va be’stiamo andar bene, questa è l’introduzione, va bene, adesso andiamo all’argomento bene l’argomento, l’argomento dell’Europa, l’Italia, anzi l’Europa e l’Unione europea perché non è tutta l’Europa non è tutta l’Europa che fa riferimento intorno a noi e l’Italia stessa abbiamo I da questo punto di vista della transizione abbiamo delle debolezze strutturali e e siamo più sensibili in qualche modo di altre aree del pianeta, di altre aree geopolitiche alle crisi.
Che cos’è l’Europa dal punto di vista della della struttura economica, è un’economia avanzata in fase post industriale?
Da cosa si vede, questo si vede guardando in in questo e in questo stesso arco di tempo che stiamo considerando da dal, dal 90 ai nostri giorni in queste queste Deca di recenti va bene, vedete, il livello totale di consumo di energia non solo non è aumentato anche un pochino diminuito in Europa noi del dell’energia sappiamo fare in fondo un uso abbastanza attento, ma soprattutto perché la nostra attività industriale è relativamente declinata rispetto agli anni 90. Vedete che la frazione di energia,
Che in Europa si consumava inattività industriali, che comprendono l’attività agricole produttive, cantieristica e tutto quanto è declinata dal 34% ha un numero che più piccino, cos’è che ha aumentato, è aumentata la richiesta di servizi, è aumentato, il consumo privato non è aumentato tanto in quota quanto gli d’importanza,
Il consumo strettamente privato e diventa sempre più determinante la distribuzione
E finale delle merci fino a all’ultimo utente, fino alla consegna porta a porta di tutto quello che viene prodotto in un mondo globale che produce beni perfino beni di consumo quotidiano, oltre che i beni durevoli in qualsiasi posto del mondo e li consiglia e li consegna in qualsiasi altro posto del mondo c’è una forte interdipendenza di tutto questo e l’Europa
E concorre con il resto del del de de delle altre aree aree geopolitiche ha una maggiore domanda di energia elettrica, quindi anche l’Europa è parte della transizione, va bene insieme agli altri paesi Ocse, ai Paesi sviluppati.
Ora è certo che non è soltanto sostituzione di fonti primarie, ma vediamo l’Europa quali fonti primarie USA sempre nello stesso arco di tempo va bene, ora mi vedete il petrolio.
A un uso che va un pochino declinando nella Comunità europea.
Del carbone abbiamo provato a fare completamente a meno, ma ancora non ci riusciamo, va bene.
Del gas abbiamo fatto un uso crescente, tutto sommato.
Quindi il gas è diventato come fossile più strategico in qualche modo del del del petrolio, d’altra parte noi, il petrolio, lo importiamo come egregio in Europa, poi soprattutto Germania, Italia e altri Paesi europei lo trasformano e lo mettono nella filiera dei derivati del petrolio che comprende delle plastiche le vernici e rivestimenti e eccetera eccetera quindi il petrolio rimane, il è la base per la tecnologia finale corrente.
Anche per l’elettronica e cosa è successo l’idroelettrico, che è una fonte storica e a cui siamo abituati da tempo, rima rimane più o meno costante perché perché in Europa l’abbiamo già sfruttato praticamente ai limiti della delle possibilità, mentre è salta fuori questa promettente frontiera di eolico e solare e per quello che riguarda il nucleare abbiamo avuto una una,
Fase in cui il nucleare era più incidente rispetto a tutto quanto poi sembrava declinare, ma c’è una ripresa ora, d’altra parte, questo è il mix energetico, tra cui portiamo
Amo e i combustibili fossili sono la fonte primaria prevalente per la comunità europea, perché qui parliamo della UE a 27 va bene.
E va bene, siamo sono allora eh, eh eh, il punto è, ma ce l’abbiamo in casa, petrolio e gas, no, siamo importatori di petrolio e gas.
Quindi e qui c’è un piccolo riepilogo di da dove importiamo?
Il petrolio e gas, e c’è stato un piccolo particolare che nel 2021 e questi fetenti di di di i nostri vicini russi hanno deciso che volevano rifare l’impero, chissà che cosa hanno invaso l’Ucraina e questa invasione ha portato a a una reazione legittima necessaria della dell’Unione Europea e a una progressiva dismissione sia del gas e del petrolio russo. Bene, avevamo una quota molto importante di gas importata dalla Russia attraverso i gasdotti dismessi, gasdotti. Cosa dobbiamo fare non è che i gasdotti. Sì, a proposito di infrastrutture, di progresso, di tecnologia e di cose che non si costruiscono in un giorno, non è che si fabbricano. Uno dopo l’altro. Ci siamo ritrovati nella necessità di ricorrere maggiormente al gas naturale liquefatto e da chi lo prendiamo
Lo prendiamo dal Qatar e dagli Stati Uniti, ma to il Qatar e ce lo dà attraverso lo Stretto di Hormuz, quindi questa nuova crisi ci costringe praticamente a essere soprattutto dipendenti dal gas, dal GNL negli Stati Uniti, questo è quello che sta succedendo, quindi questi sono i Paesi da cui importiamo.
E e queste son le quote e questa cosa qui non è che finisce domani e non è che finisce con la crisi.
Cioè teniamo in mentre le quantità che sono sempre importanti.
In Europa abbiamo il 23% di energia consumata sotto forma di energia elettrica, questo vuol dire che tre quarti e termica.
Andiamo andiamo verso una maggiore elettrificazione, lo vediamo certo che sì, ma di smettiamo con che velocità, quando come naturalmente ci dobbiamo chiedere, ma perché mai non possiamo dismettere il petrolio, perché questa cosa di a proposito, cioè io so molto, molto spiccia diretto su queste cose qui quando su queste cose quando uno dice va bene ma che problema c’è,
Facciamo tutto rinnovabili, ma basta col petrolio, allora, cari signori, come usiamo il petrolio nella Comunità europea quanto e come in che settori nutriamo nei trasporti?
Nei trasporti navali, il poco che c’è, ma all’interno dell’Europa, lo siamo nei trasporti pesanti su strada.
C’è un parco auto e un parco furgoni e camion che dura 12 15 anni o più questo parco auto e uno diceva che bello, le auto vendute elettriche sono quasi più di sì. Le auto private, ma che che è un mercato di ricambio di lenta sostituzione, non è qualcosa che avverrà in poco tempo, neanche per le auto elettriche e il 90 95% del trasporto su strada va a diesel e sono sono furgoni e camion nuovi comprati quest’anno. È vero che nel 2035 poi qualcosa sarà vincolato, eccetera, ma non ci illudiamo, non è facile, e questo vale per i trasporti ordinari, ma ci sono dei settori che sono detti hard to the carbonai, Artù, Abete energivori, va bene e dobbiamo considerare l’aviazione trasporto marittimo
A parte del trasporto stradale con mezzi pesanti, la metallurgia, i macchinari per miniere, cantieri, lavorazione agricola e la raffinazione del greggio, le plastiche derivati del petrolio non ci si libera facilmente del petrolio e non è una questione di sostituzione, quello vale per il settore elettrico non vale per il settore che quasi irrimediabilmente per ora termico cosa si farà, cosa si dovrà fare?
L’idrogeno
Vediamo, ma è una cosa e un altro capitolo non è il capitolo che stiamo scrivendo oggi e cosa ci facciamo con il gas B e con il gas.
E il gas in Italia e in particolare, ma un po’ovunque in Europa, è il è il la la fonte primaria principale per tutti i consumi domestici, per le caldaie, per per l’acqua sanitaria, per la cottura dei cibi, e allora lo diceva manifestata da fare col gas passiamo tutti a Fo a fornelli a induzione microonde ma ma ma scusami tanto ma una famiglia.
Con i problemi che ama, può dismettere istantaneamente tutta tutta la, la l’attrezzatura domestica, che ha in questo senso e quindi di nuovo la base portante, rimane un consumo che lento da da modificare, che evolve lentamente e in più ci sono settori dove è difficile portar via il metano la metallurgia i cementifici, il settore delle ceramiche,
E la produzione di ammoniaca, fertilizzanti e anche sulla filiera dell’idrogeno, quand anche quand, anche quando dovremo ricorrere a questo e il metano è lì.
Quindi, allora bene le europee dipendente da petrolio e gas, il carbone c’era in casa, lo vorrebbe dismettere, vediamo come produce elettricità la Comunità europea e questa è la classifica, va bene e mi dispiace vengono fatti degli annunci fuorvianti perché alla fine dell’anno scorso ha grande pareggio le rinnovabili hanno pareggiato con,
E con i i fossili in Europa, certo che hanno pareggiato, ma c’è anche dell’altro.
Ora queste son le quote, un quarto viene prodotta dal nucleare.
E poi c’è.
L’espansione di
Eolico e, soprattutto, fotovoltaico, va bene e c’è un gap da colmare, no, cosa vorremmo fare, assorbire completamente la quota prodotta soprattutto da gas, quello residua prodotta da carbone e il fuoco, questi fare scherzi produce davvero quant’è questa quota, dato 2025 743 TWh, ora, per per amici e compagni un terawattora e 1 miliardo di chi lavora di chilowattora va bene,
Son quantità molto grandi. No, ora quanto rinnovabile è stato installato in Europa nel 2025, uno guarda, la potenza guarda i gigawatt poi dovrebbe moltiplicare Egidio Gavazzi per le ore che ci sono in un anno e scopre che non è così, perché è una fonte di discontinua, perché ci sono dei problemi a mettere a sistema tutta la produzione delle rinnovabili e si scopre che, con tutto lo sforzo europeo di nuove installazioni abbiamo guadagnato 60 TWh nel 2025 rispetto al 2024. Cosa ci dice questo che se il consumo di energia con rimanesse così e il passo rimanesse, questo ci vorrebbe comunque una decina d’anni prima di togliere di mezzo la, la parte che viene dai fossili e
E cosa facciamo il derby col nucleare, cosa facciamo, togliamo anche il nucleare, e allora quanto ce ne vuole, cioè stiamo coi piedi per terra, questo è il mondo e questa questa è la produzione di di energia elettrica in Europa e questa è la frontiera e abbiamo bisogno di più energia elettrica non ci possiamo fermare qui.
Ora.
Se questa è sembrata una notizia non tanto positiva e debbo debbo darvene di di di peggio, perché guardiamo come siamo messi in Italia?
Naturalmente, quando uno dice l’Italia, nel contesto di quello che gli sta attorno e deve confrontare l’Italia non solo con gli altri Paesi della della UE a 27, ma anche con la Gran Bretagna, quindi diciamo, il confronto di fatto comprende Norvegia, Gran Bretagna alla Svizzera va bene poi il Lichtenstein Principato di Monaco,
Stato del Vaticano, eccetera, eccetera, perché se no no, no, no, hanno fatto l’elenco di tutti quanti, ma comunque questa è l’area europea, non è solo la UE a 27, purtroppo non è più la UE a 28, ma tanto i gran britannici se ne stanno pendenti pentendo per lungo e per largo va bene e comunque fanno parte della nostra area economica e si riferiscono a noi, quindi come siamo messi, ma guardate dei numeri, come siamo messi
E l’Italia è quella che produce più energia da fossili, Italgas più degli altri,
E il confronto con la Francia e spietato la Francia va nucleare, diciamo però cattivoni è andato a enucleare, va be’però, la Francia va così e e questi sono questi sono i risultati, oltretutto le quantità prodotte a fronte della popolazione che c’è in ciascuno degli Stati mostrano una grande fragilità del sistema produttivo elettrico in Italia siamo indietro, siamo deboli,
Siamo indietro, siamo deboli e C e C, e siamo fortemente dipendenti dal gas.
E non è finita, le notizie brutte non sono finite perché?
Oltretutto dato del del 2025 3.311 TWh Mazza consumati quanti prodotti non gliela facciamo a produrle tutti vinto, li importiamo l’energia, noi siamo importatori di energia elettrica quanta ne importiamo 15 17% da dove dalla Francia, dalla Svizzera, dalla Slovenia e quelli come la producono col nucleare ma perché dobbiamo ignorare questo questo è un dato di fatto, non è una questione di dire ah, allora fa,
Da qui poi parte tutta la questione del che fare, però io posso posso, diciamo portare la bandierina fino al punto di dire questa è la situazione e fino a qui non c’è discussione la situazione che noi abbiamo aggiunto 7 TWh.
L’anno scorso, ma quando arriviamo a togliere di mezzo l’importazione e il gas, vent’anni di più?
Non è questo il passo, certo che dobbiamo aumentare la quota di rinnovabili, certo che dobbiamo fare di più e di meglio, ma rendiamoci conto che questo passo poi ci riempiamo la bocca di sub di sorpassi, di di affiancamenti di cose clamorose che son successe nel 2025. Non ci siamo,
E il sistema italiano è più debole degli altri, perciò paghiamo le bollette più care,
E quindi va be’~hesitation, quindi vi aspettate una una, una, un uno sfrenato ottimismo sulla parte di dire, ma che ci aspetta quali sono le prospettive, quali sono le possibilità che possiamo fare, che faremo, beh, è qui, ci sono tante piccole riflessioni, ma diciamo che il punto fondamentale è che,
I conflitti non finiscono certamente oggi se se accendete la la, la radio, il telegiornale Repubblica, quello che vi pare che quello che è successo oggi, quello a ripetere, s’è rimessa a Bombarda quell’altro peggio che mai non si vede luce in questi conflitti non c’è ma quand anche questi conflitti finissero oggi, il danno che hanno già provocato perché le filiere, la filiera di gas estratto che viene liquefatto montato sulla nave poi passa per lo stretto poi arriva da noi load Lori classifichiamo quella roba s’è fermata,
E gli esperti ci dicono che una crisi di questa portata è superiore alla crisi petrolifera degli anni 70 e avrà una conseguenza molto forte sull’età, sull’economia.
Italiana europea mondiale per almeno l’anno corrente e l’anno prossimo. Cosa ci aspetta e peste e corna e stagflazione che quando uno dice ti voglio condannare al peggiore alla peggiore delle torture avrai l’inflazione e l’economia sarà pure ferma, quindi non riuscirai a comprare molto più di Etò. Il consumo di energia diminuirà a così diminuiamo le emissioni di anidride carbonica, ma insomma, cioè, rendiamoci conto di di come sono legate le cose, che non c’è una crescita, non c’è una crescita felice, una crescita infelice, non c’è un consumo usa e getta, ci sono beni e servizi essenziali che si fermano quando si ferma l’energia
Quindi andare avanti vuol dire.
È continuare su su su una strada di sviluppo economico sostenibile, naturalmente, qual è il punto che dobbiamo comunque considerare il famoso trilemma dell’energia,
Qualsiasi cosa succede, crisi o non crisi, dobbiamo tener conto che per un singolo paese o per un gruppo di Paesi c’è da assicurare la certezza dell’approvvigionamento e questa è la sicurezza, la security, l’energy security non se ne può fare a meno, non possiamo pensare all’anno prossimo se non sappiamo al prossimo inverno o alla prossima estate chi aveva già prenotato i voli se non sappiamo come come poi si rese riempiranno i serbatoi gli aerei che non potranno partire va bene, quindi la security è indubbiamente un punto fondamentale.
Ma l’Europa proprio il Green Deal e proprio questo gran questa grande spinta europea e per l’attenzione verso l’ambiente, per la sostenibilità ambientale, la sostenibilità con le risorse, per la spinta necessaria verso il riuso e riciclo, di di di di tutto quello che si potrà fare va bene e questa è una,
Spinta importante non è che possiamo dire ora che ci sono le guerre, pensiamo solo alla Security, il resto c’è, c’è perché le risorse sono limitate, cioè perché il pianeta è uno solo, cioè perché non possiamo continuare a buttare nell’ambiente quantità sconsiderate anche di tecnologia che vogliamo dismettere in fretta per sostituirla con qualcosa che è nuova frontiera e alimentato diversamente attenzione non possiamo riempire di di di rifiuti il mondo e l’altro punto, l’altro vertice del triangolo e la disuguaglianza
Questa terribile enorme disuguaglianza che abbiamo a livello mondiale e che abbiamo a livello di ognuna delle nostre nazioni. Quindi questo trilemma rimane lì a a inquietarci. Cosa può fare, cosa deve fare l’Europa? L’Europa si deve mettere insieme e deve essere un soggetto che, per esempio l’ha detto anche Mario Draghi l’hanno detto in tanti non può fare da non si può affacciare al mercato con 30 soggetti indipendenti che vanno a comprare gas e petrolio perché non ha potere di contrattazione. Quindi l’Europa si dovrebbe presentare come un soggetto commerciale unico di acquisto, come abbiamo fatto con con il Covid. È come comprare le mascherine, ognuno per conto suo, e i vaccini, ognuno per conto suo e l’energia è una è una risorsa pregiata e dobbiamo comprarla. Dobbiamo imporre da da forte acquirente forte consumatore. Non siamo produttori, ma siamo consumatori, importa, dobbiamo fare assolutamente un piano energetico europeo, non è possibile che si continui ad andare in ordine sparso, così come abbiamo visto ognuno contro gli altri e i tedeschi che dicono norme biocarburante via e gli inglesi che dicono sì, però il tuo non non mi sta bene, facciamo più eolico, cioè ci vuole una politica coordinata, ci vuole un soggetto unico, non andiamo da nessuna parte
Quindi occorre, ma non basta, alla sicurezza energetica e la sostenibilità rimane un valore importante e le disuguaglianze, e ora è l’Italia.
Punti di vista del tutto personali, ma è forse in parte condivisibili, dovremo rendere conto presto di cosa abbiamo fatto dei fondi del PNRR, era un’opportunità, non siamo stati in grado di usarli, dovremmo comunque tornare a progetti se erano arrivati a un qualche grado di maturazione che dovremo sostenere Golf con finanziamento ordinario non possiamo buttar via il lavoro che non ha dato frutto in quel campo lì.
E si sente parlare e mi sembra veramente una stravagante follia di aumentare.
La prerogativa regionale sul in materia di energia, la prerogativa regionale in materia di energia in questo quadro qui il Veneto e la e la Puglia, che si addentrano nel mercato dell’energia e fanno la loro politica energetica, ma di che cosa stiamo parlando?
Il trilemma si applica anche a livello nazionale, perché abbiamo delle grandi disuguaglianze, oltretutto abbiamo delle disuguaglianze nord sud.
E comunque e mi sembra che la cosa che proprio non è il caso di mettere in campo è uno scontro tra tifoserie nucleare, sì nucleare, no.
Impelagarci in una campagna elettorale vergognosa in cui diciamo se vinco io faccio più nucleare, no, perché tu sei contro no scusa ai contro le le le rinnovabili, ma ma non è così che possiamo Afro queste ci vuole una visione pluriennale che va oltre una legislatura che va oltre a una parte politica rinunciamo a questo tipo di di di battaglia, è una follia, una follia totale e guardiamo i numeri, le cose guardiamo le possibilità
È vero che è difficile fare il nucleare in Italia, ma ci sarà una una nuova generazione di nuca, cosa facciamo, diciamo, qualcuno dice no, non sappiamo dove mettere le scorie, quindi quindi cosa le scorie vengono anche dagli ospedali, dalle industrie e dobbiamo trovare soluzione a queste cose. Non possiamo ogni angolo dire questo no, questo non non vicino a me questo non lo voglio qui no alle pale eoliche so brutte disturbano gli uccellini in alto in montagna. Allora bisogna fare un piano nazionale, affidarsi agli esperti e questo Piano nazionale le parti politiche dovrebbero impegnarsi a sostenerlo. Chiunque va a governare perché governare non vuol dire comandare e distorcere il mondo. Il mondo è questo qui
Questa è l’Italia, è così e questi sono i problemi che abbiamo, abbiamo modo di ridurre la dipendenza dal petrolio e beh, certo, ci dobbiamo lavorare, per esempio sulla ripensare i trasporti di merci e persone, l’assetto delle città, ma certo che si possono fare cose possiamo diminuire la dipendenza dal gas sulla carta sì,
Sulla carta abbiamo una una enorme ritardo su questo piano qui rispetto a climatizzazione e riscaldamento, acqua, acqua sanitaria e così via, ma il geotermico non è soltanto il geotermoelettrica, cioè l’energia che si scava in profondità per per fare elettricità, quello non conviene granché e un po’peggio del del pozzo di petrolio c’è il geotermico superficiale, si chiama pompa di calore, è dovunque dobbiamo liberarci da dalle caldaie e dà e dà e dall’impianto a gas se vogliamo diminuire la dipendenza dal gas. Quindi, certo che ci sono cose da fare, ma
Per ogni intervento.
La domanda giusta e non è quanto costa la domanda giusta, è chi paga, chi ci guadagna, chi ci rimette arrivò alla conclusione.
Aggressioni, crisi geopolitica e crisi energetica dell’Europa deve difendersi chiaro.
Ma l’Europa non è soltanto un complesso di paesi, un mercato unico, l’Europa è frutto di una visione ideale, molto alta, di una coesione fra nazioni di grande tradizione che, una volta che si sono scontrate e fatte del male nelle guerre del secolo scorso, hanno deciso di mettersi insieme di rispettare le regole internazionali di stabilire rapporti di fiducia questa è l’Europa non è un mercato unico e non è con l’armamento che l’Europa acquisisce la sua,
Autorità, la sua autorevolezza,
Quindi, l’Europa è questa cosa qui, l’Europa deve dire queste cose con voce forte e chiara, e questo dobbiamo dire noi che parliamo europeo, grazie.
Allora adesso raccogliamo qualche intervento dal pubblico, se c’è qualcuno che vuole rapidamente, contribuirà alla discussione, mi permetto però di farei un piccolissimo intervento perché secondo me che ne ha facoltà, grazie all’intervento cattivo ipnotico, vorrei aggiungere un elemento a una un aspetto che hai toccato benissimo dal punto di vista generale, cioè quello della disuguaglianza dal punto di vista energetico mentre invece secondo me c’è anche un aspetto più particolare, più individuale che I come dire toccato un piano piano però senza poi approfondire invece secondo me,
è un aspetto fondamentale oggi ragionare anche quando pensiamo al costo dell’energia in Italia, che è il più alto d’Europa, all’aumento del costo dell’energia generata dalla crisi globale all’interno dello stretto di Hormuz, eccetera, eccetera su chi va a ricadere questo aumento dei costi perché noi oggi dobbiamo essere consapevoli del fatto che chi ha l’opportunità di ottenere la pompa di calore a casa il Fornello di induzione una casa efficiente dal punto di vista energetico più sostenibile, il fotovoltaico,
Ha avuto l’opportunità di accedere a tutti gli incentivi che ci sono stati, quindi c’è anche le macchine elettriche, io sono uno che ha una persona che ha tutte queste cose qui, perché sono appunto passato di queste di questi temi e però è un discorso di opportunità naturalmente sia di comprensione delle opportunità di finanziamento che ci sono state delle opportunità di agevolazioni che ci sono strade che di accesso naturalmente, quindi, noi oggi la l’onorevole professoressa Muroni che ci faceva una una bellissima lezione qualche tempo fa, su questo
Su quanto il il, l’aumento della dell’energia incide in questo momento l’aumento dell’energia è stata più o meno del 15% dal punto di vista generale, negli ultimi mesi e nelle famiglie a basso reddito ha pesato per il 18%, mentre nelle famiglie ad alto reddito questo questo aumento ha pesato per l’un per 100 del consumo energetico. Quindi questo dovesse in tema centrale, quando facciamo questo tipo di riflessione. Dal mio punto di vista, perché appunto il tema delle disuguaglianze è fondamentale, un’altra, piccolissima cosa, secondo me interessantissimo quello che diceva sul sul discorso. Ovviamente, della discontinuità delle fonti rinnovabili
La riflessione che faccio anzi una domanda che pongo a chi sicuramente più informazioni di me, e cioè la la la, la mia riflessione automatica oggi abbiamo anche la possibilità di ragionare delle batterie gravitazionali.
Che quindi, con un sistema relativamente semplice rispetto a quello chimico, che ovviamente ha delle possibilità piuttosto limitate rispetto a quello gravitazionale, potrebbe provare a dare una risposta con un margine o con un sistema, cioè ragiono da come dire da da profano della materia, però con un sistema di,
Le batterie chimiche a tampone, diciamo modi condensatori potrebbe essere un tentativo di soluzione, le chiedo.
Quindi questo e poi raccogliamo domanda se c’è qualcuno che vuole intervenire gentilmente di alzare la mano e raccogliamo un paio magari apparire rilasciamo la parola così risponde, poi continuiamo così come fece allora, dal punto di vista della della disuguaglianza assolutamente sì, e il Ilg il Green Deal europeo aveva un principio fondamentale che era di non lasciare indietro nessuno cioè proprio questo fatto di dire,
Siccome una transizione comporta la perdita di posti di lavoro e la cancellazione di alcuni alcune linee di produzione, bisogna pensare bene a come compensare chi perde il lavoro e, soprattutto, essere certi che nella transizione, poi c’è un rilancio e un guadagno su altri settori il seguito prova che aveva torto diceva una cosa e,
Pensavamo di fare buoni affari con le macchine elettriche, con la nuova tecnologia, i buoni affari li fa la Cina, quindi.
E i luoghi dove si perde il lavoro e i luoghi dove si si accendono nuove possibilità non coincidono e e quindi il disagio, l’impoverimento e il la la decadenza di di di intere.
Le zone di di di produzione si fa sentire, è chiaro che infatti il punto fondamentale rimane appunto io parlavo di interventi nel nel campo di interventi di quel genere lì nel campo dei servizi, dei dei degli edifici pubblici, dove è chiaro chi paga paga lo Stato come si finanzia con le banche se con con sistemi di finanziamento ma poi cosa ne è di tutto questo?
Chi ne beneficia se io sistema o meglio una scuola, un ospedale e una degli uffici comunali, altri e lo dobbiamo fare, è insensato che non siamo noi, come è stato che detiene un gran numero di edifici pubblici e di funzioni pubbliche, che non si ponga il problema del consumo di gas,
Ma il fatto è che lo Stato è anche in parte e il ministero delle Finanze in parte
Né nel
è azionista dell’Enel o dell’Eni, allora bisogna essere chiari su questa cosa, qui, se si fanno degli investimenti, deve essere chiaro chi ci guadagna e quindi deve essere chiaro come so fatti noi, chi ci rivolgiamo sempre, a cioè ogni volta ti manda ai matti il termine stesso perché quando sento i convegni e le cose ai ministri che già abbiamo invitato per parlare di queste cose gli stakeholders, che sono una cosa molto bella, poi gli stakeholders sono gli amministratori delegati delle aziende che ci guadagnano in quel settore lì ma cosa cavolo vado a chiedere allo stacco Holder di come vogliono migliorare le cose, quello che dirà quello che conviene per il suo profitto.
Chi sono gli esperti, chi ha chi chi dobbiamo sentire, dobbiamo sentire le migliori competenze tecniche e scientifiche, tanto per cominciare, possibilmente non ce ne sono, perché poi non ce ne sono possibilmente fuori dalle parti.
Non ce ne sono, ma comunque mettiamo insieme il meglio che abbiamo, quindi è chiaro che le che le disuguaglianze interne sono o oggi perfino più gravi di quelle internazionali.
E già che arriva.
Va be’io, la domanda ce l’ho per lei in realtà due chiarimenti. Il primo è come mai un aumento del 15% delle bollette incide il 18% sulle famiglie povere e l’un per 100 si beve e l’altra. Che cosa sono le batterie, come si chiamavano gravitazionali? Io conosco solo Battiato per le cose gratis, ah, va be’quello, non ho risposto breve risposta a quello che so tante nicchie di tecnologia nuova. Va bene, però il punto è chi vende e chi è a caccia alle batterie, quali sono adesso sul mercato i pannelli solari e batterie su quelle di questa generazione, che tutte le nuove idee fanno parte di ricerca, innovazione e sviluppo e sono benvenute
Perché il il 15% generale, che include la corrente che ha avuto un aumento del faccio per dire vado a memoria naturalmente del 12%, mentre il gas è aumentato del 20, quindi la media è del 15% e le famiglie che invece di usare l’elettricità per riscaldare casa utilizzano il gas del 18,
Sì.
Sì.
È il mix energetico che cambia.
Le gravitazionali sono fondamentali, ah, ah, un astrofisico vicino.
Comunque acceso, infinite nicchie di nuove tecnologie, ma io faccio la fotografia dell’esistente.
Ci sono due cose, quello che c’è è quello e quello si chiama tecnologia corrente e di mercato e in futuro ci sono infiniti rivoli di ricerca tecnologica, la perovskite per i pannelli solari, però non su fatti così e così via, e così via le batterie di nuova generazione però adesso le batterie sono quelle lì,
Aspetta che?
Sì.
Comunque c’è anche c’è anche le le centrale idroelettrica doppio bacino che 1 un analogo principio di energy storage energia potenziale quando quando si sta più corrente di quella che si usa se rimonta l’acqua al bacino superiore, questo è più facile da capire.
Io io penso che noi si debba.
Ringraziare molto caldamente Giovanni per la sua opera, perché io penso che il, la peggiore disuguaglianza e la conoscenza.
E la conoscenza fa sì che?
Aumentino gli sprechi se la conoscenza, ma anche e quindi impatta immediatamente sull’energia.
Una fondamentale conoscenza che bisognerebbe che tutti avessero è che qualunque intervento si faccia a una parte positiva, ma sicuramente c’è una parte negativa, facciamo un esempio.
Abbiamo le macchine elettriche e la Cina ci sta su bissando.
No, con le macchine normali avevamo il problema di smaltire le batterie al piombo.
Compagni e amici, le batterie al litio sono molto peggio delle batterie a e il loro smaltimento è un problema più grosso e quindi da una parte c’è e dall’altra si toglie.
Un numero che non hai dato, ma che mi fa piacere dare alla fine degli anni 60 per ogni dollaro di prodotto.
C’era dentro 56 centesimi di energia.
Dopo la guerra del Kippur, col primo shock petrolifero.
Per ogni dollaro prodotto, dopo una decina d’anni ce n’erano 26 centesimi, quindi la risposta agli arabi fu quella di consumare meno no, e fu la prima volta che si cominciò a fare studi seri.
Per per diminuire l’energia contenuta nei prodotti.
Termino, perché tu hai detto tutto quello che c’era da dire.
Con una cosa un po’buffa, tanto così, per risollevare da questa tragedia che abbiamo visitato questa sera.
Io frequento l’isola di Capraia, non confondete con Caprera che da Garibaldi Capraia e nell’arcipelago toscano, l’arcipelago toscano è molto.
Curato dal punto di vista ambientale e Capraia non è collegata con il continente, ha un motore diesel che gli dà un megawatt e ci fornisce largo la corrente o naturalmente d’inverno ci saranno 50 60 abitanti, no, però ci hanno le stufette fa freddo, eccetera eccetera d’estate gli abitanti diventano anche 2000 e,
Però tutti quanti hanno messo le lampadine che costano che consumano meno non accendono il riscaldamento e il raffreddamento non è così popolare come avviene e che cosa succede succede che se la prendono con questo motore che gli dà la corrente perché loro vorrebbero mettere?
Qualcos’altro, allora eh no, perché paesaggisticamente l’evento le son brutte e poi, dove lo mettiamo, questo campo fotovoltaico che avrai è tutta scogli no e non è, non è semplice, ma allora hanno inventato però possiamo fare una cosa stupenda invece di usare il gasolio normale nel motore che ci dalla corrente usiamo il bio fiori,
Che differenza ci sia bruciare gasolio o il biofilm, c’è una differenza perché il mio Führer viene prodotto da l’agricoltura la quale, invece di seminare grano per la fame del mondo, misura cose che poi possono fornire gasolio di fatto e questo è,
Ecco e loro si sono innamorato di questo bio fiume, quando gli ho detto guardate, non cambia, niente, fa schifo, il gasolio fa schifo il bio fiume nella stessa misura, ma hanno tutti guardato con aria di queste da chi viene pagato eh come no, un giornalista viene chi creduto immediatamente un tecnico, uno scienziato,
Siamo tornati nelle tantissime, anche erano Marina di Massa e Heller e l’ambasciatore Melani, che volevano grandeur parola.
Niente, io ultimamente no con l’intelligenza artificiale.
Sì, con l’intelligenza artificiale sta venendo fuori il discorso della grande quantità di energia che serve e della grande quantità di acqua altrettanto.
Chiedevo questa problematica come cioè e anche davanti all’Europa che in qualche modo sta investendo e vuole investire sull’intelligenza artificiale qui e questa è una domanda poi il resto sulle fonti alternative e volevo aggiungere anch’io che, essendo non non continue e avendo ancora grossi problemi con le batterie no allora non può non possono essere integrative e non alternative punto cioè questo da un punto di vista di conservazione dell’energia e di e di e di ingegneria sicu.
Sicuramente il discorso politico o del fatto che ha detto che hai detto prima che diciamo da un punto di vista di della programmazione, il discorso energetico vuole qualcosa che va oltre un singolo governo, diciamo almeno come durata massima, no, quindi.
Va pianificato a lungo termine. Noi il discorso che sta venendo fuori adesso, anche con quelle cosiddette centrali nucleari di nuova generazione e ci vuole più di un governo, probabilmente, che passerà da destra a sinistra, sinistra destra e così via. A un certo punto, quindi, ci riusciremo come Italia. La grossa domanda e la politica ricordiamoci ha fatto anche grossi danni quando c’è stato il referendum sul nucleare, perché emotivamente, le persone erano portati a dire no, assolutamente il nucleare non lo voglio, ma la politica avrebbe dovuto capire con il Consiglio dei tecnici e così via, che non era una scelta giusta, così come l’ha capito la Francia, quindi, da lì è iniziato il declino industriale, anche dell’Italia. Se ci pensiamo bene o male, beh ebbe una buona quota, parte sta lì okay, allora provo a rispondere velocemente al sull’intelligenza artificiale. C’è un’iniziativa che è stata anche promossa
C’è, c’è un’iniziativa che è stata anche promossa da da Fabiola Giannotti, ex direttrice del Stern, e c’è stato ultimamente Giorgio Parisi, che si sta impegnando molto in questo in questo campo, quindi c’è la percezione che si debba fare una sorta di Stern dell’intelligenza artificiale europea questo progetto c’è,
Due nodi è uno di quelli su cui forse è più facile trovare consenso, poi che si faccia e che si faccia all’altezza o alla buona altezza del Stern, vedremo sulla sulla questione delle dei tempi e dei modi per implementare e e sulle posizioni così estemporanea che vengono fuori sul nucleare c’è da dire che se uno cioè parliamoci chiaramente, il Governo dice ah beh io farò il nucleare di nuova generazione,
E lui dice bene com’è bella pensata come lo fai, datemi una delega in bianco al governo, ma che è così che si fa la programmazione energetica, cioè quello è un è un contenitore vuoto, ora è un argomento molto serio, bisogna partire da dai tecnici a impostare tutto quanto, ma non è vero che è necessario avere tanto tanto tempo e che è inutile la regolamentazione pubblica, la cosa più importante del nucleare e conservare un’autorità di pubblica sorveglianza, non lasciare questa cosa nelle mani incontrollate di privati così come per l’intelligenza artificiale. Quindi il punto fondamentale è l’autorità regolatoria e se l’Europa si mette insieme standardizza può facilitare e agevolare e rendere più veloci i tempi di attuazione
Ecco uguale, mentre per la dice.
Naturalmente sì, e a proposito della ricerca avevo messo una piccola nota, visto che la parrocchia da cui proveniamo, gli Stati Uniti stanno cacciando ignominiosamente e ricercatori da tutto il mondo che che andavano da loro, perché quello era il luogo, il tempio della della della della della dell’avanzamento tecnologico, quelli stanno tornando in Europa, allora l’Europa deve approfittare di questa enorme risorsa, che sono le competenze tecnico, scientifiche e ridiventare protagonista. Su questo c’era ancora. Grazie, sì, noi intanto ho apprezzato molto il suo approccio laico su tutti gli, su tutti gli aspetti che li ha trattato e anche quanto è stato detto che ogni soluzione poi agli aspetti positivi gli aspetti negativi, allora, in questo, in questo contesto,
Lei ho visto che era molto scettico sulla geotermia, ecco
Sulla geotermia di profondità va beh, diciamolo la geotermia, quella che che che prende il vapore e che poi, dopo lo lo.
Ne fa ne fa energia elettrica o lo usa per scopi di produzione energetica, allora dove dov’è che vedeva che ci fosse una una controindicazione, in tutto ci sono delle controindicazioni perché, per esempio geotermia e anche alcuni effetti dice a un certo saprà dire, naturalmente è un argomento abbastanza tecnico abbastanza spesso,
Ci ho messo pure quello nel lì.
Allora ho studiato.
Studiato allora la geotermia e superficiale ah ah accessibile è privilegio di Islanda Larderello, pochi posti del mondo. Quando c’è in Africa ci sono grandi differenze quando c’è è una mano santa e fedelissimo di usati ora però fare del geotermoelettrica, cioè scavare in profondità per arrivare agli strati profondi che sono caldi per avere sufficiente energia termica per produrre elettricità. Questa cosa comporta prospezione geologica, Pozzi, scavi, rischio di non trovar nulla ed è un’attività simile a quella esplorativa dei pozzi petroliferi, cioè lei dice energia geotermica, dove c’è questo, sì, c’è questa era di questa, però è la geotermoelettrica, sì, cioè dal calore della terra, produrre elettricità, ma la terra è abbastanza calda, tiepida sotto la crosta e a portata di mano
E per fare la pompa di calore, basta avere una sorgente a una temperatura diversa.
Più calda di di di quando è freddo, più fredda di quando è caldo e si fa la pompa di calore in una direzione nell’altra, senza bisogno di bruciare nulla, quindi il geotermico superficiale, che è stato applicato in alcuni distretti con molta efficacia in Francia e in altri posti.
Può cura può far sì che un intero blocco di abitazioni, di servizi e tutto quanto venga servito di tutto punto per l’aspetto di climatizzazione e riscaldamento senza bruciare nulla, ma questo richiede nuove tecnologie o no, sono tecnologie che in Europa le pompe di calore sono molto più diffusa che in Italia.
Pompe di calore che possono essere basate su tecnologie diverse da quella più semplice, questa qui deve buttare fuori l’aria, però allora è l’ambiente superficiale e un po’di elettricità che già fa consumare, ma sempre meno di quanto si consuma con un impianto a combustibile.
Grazie.
Chi lo paga, ma quello è un investimento, cioè sugli impianti cioè dura, due, cioè c’è il tempo di, ma io parlo sempre di opportunità di farlo nel settore pubblico, allora chi paga lo Stato?
E il settore privato si conoscerà la cassetta da fuori e un po’di gente.
Se po’fa io, a questo punto, vista l’ora e prima che veniamo malamente cacciati, mi permetterei di dire due parole conclusive, ringraziare tutti voi per il bellissimo dibattito, perché comunque non sceglie un sacco di riflessione, interessante ed approfondimenti interessanti, ovviamente costruite sulla magistrale presentazione del professor Rota che ringraziamo ringraziamo di cuore perché poi ovviamente sono sono sempre aspetti che,
Intuitivamente, abbiamo che però, insomma, riuscire a mettere a sistema, riuscire a osservare in maniera così organica, così strutturata, poi aggiunge ricchezza alla riflessione, alla alla profondità dei nostri riflessioni, anche che ci porteremo a casa sono certo e che da domani continueremo a raccontare a parlare a parlare in italiano però parlando anche europeo quindi vi ringrazio tantissimo della partecipazione vi invito tutti quanti a seguirsi sulle nostre pagine social a visitare il nostro sito, sul quale troverete questa e altre iniziative.
Riteniamo tutto aggiornato, caricheremo anche questa iniziativa, quindi, anche se, insomma, avete qualche amico che sarebbe vudù sarebbe stato interessato, ma non è riuscito ad esserci noi ricariche eremo tutta quanta tutta quanta l’iniziativa su YouTube sarà disponibile per tutte e tutti quindi grazie ancora e buona serata a tutti.


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