un investimento storico per la sicurezza idraulica [FOTO E VIDEO] – Lavocediasti.it


Questa mattina, in strada Quaglie nella zona del Villaggio San Fedele, è stato inaugurato il nuovo, atteso impianto di sollevamento dello scarico finale del Depuratore di Asti. Un’infrastruttura vitale, gestita da Asp, concepita per risolvere in modo definitivo le gravi criticità idrauliche che da anni minacciavano la tenuta del sistema fognario durante i violenti eventi atmosferici.

La priorità della sicurezza idrogeologica

L’intervento si inserisce in un quadro molto più ampio di difesa del territorio. A ribadirlo è stato il vicesindaco, Stefania Morra: “Fin dal primo giorno del suo insediamento nel 2017, il nostro sindaco aveva una priorità: mettere in sicurezza tutta la zona sud della città, perché nel 2016 avevamo avuto parecchi problemi con l’innalzamento dei livelli del Tanaro a seguito di eventi meteorologici eccezionali sempre più frequenti”.

L’amministrazione ha quindi lavorato su più fronti, in stretta sinergia con la Regione e l’Aipo. “C’è stato un primo intervento in cui abbiamo rimosso oltre 40.000 metri cubi di materiale litoide tra il ponte della ferrovia e il ponte di corso Savona, alzando gli argini in terra”, ha continuato il vicesindaco. “Ora i lavori stanno iniziando in questi giorni per terminare l’innalzamento dell’argine in muratura fino a corso Savona e per la rimozione di ulteriore materiale sulla parte finale del Borbore”.

Riguardo al cantiere concluso oggi, Stefania Morra ha sottolineato le difficoltà superate: “È un lavoro iniziato nel 2022 che non ha avuto un grande impatto visivo come può essere un cantiere su corso Savona, ma l’impegno tecnico e amministrativo di tutti è stato altissimo per dare finalmente delle risposte ai cittadini”.

Un’eccellenza nazionale da sei milioni di euro

Il valore strategico dell’infrastruttura va di pari passo con la solidità aziendale. Il presidente di Asp, Fabrizio Imerito, ha rivendicato i grandi traguardi raggiunti dal servizio idrico: “La nostra eccellenza è riconosciuta a livello nazionale da Arera per la qualità dell’acqua, il contenimento delle perdite e lo smaltimento dei fanghi. Questo ci ha permesso di ricevere premialità per circa 10 milioni di euro negli ultimi cinque anni”.

Risorse preziose che l’azienda continua a reinvestire per il territorio. “Dal 2022 a oggi abbiamo investito circa 15 milioni di euro nel servizio idrico integrato. Solo su questo impianto abbiamo investito circa 6 milioni di euro, superando mille vicissitudini e problematiche”, ha spiegato il presidente. “Continueremo a investire per mantenere il controllo e l’aspetto pubblico del servizio idrico integrato: è un messaggio forte di continuità che vogliamo dare alla città”.

Come funziona la nuova infrastruttura

A scendere nei dettagli operativi è stato l’amministratore delegato, Massimo Cimino, che ha evidenziato quanto questo polo sia cruciale: “Tutte le acque della nostra città convogliano qua e, attraverso processi chimici e biologici, vengono purificate e restituite all’ambiente. Questo nuovo impianto di sollevamento risolve una criticità storica: prima, quando il Tanaro si alzava, il depuratore non riusciva più a scaricare le acque, finendo per allagare se stesso e parte della città”.

Con la nuova opera, il problema viene bypassato, permettendo al sito di funzionare anche in condizioni di piena. L’ad ha inoltre rassicurato sulle sfide future: “Per affrontare le bombe d’acqua, stiamo portando avanti altri interventi di ampliamento sulle infrastrutture fognarie, con un cantiere importante che si sta già concludendo nella zona est di Asti, aumentando così la resilienza dell’intero capoluogo”.

I numeri del progetto e le sfide di cantiere

Gli aspetti ingegneristici più complessi sono stati sviscerati dagli ingegneri idraulici Simone Tollemeto e Andrea Lerda. L’impianto, nato negli anni Ottanta, gestisce oggi i reflui di circa 210 chilometri di rete fognaria cittadina. In una giornata normale riceve circa 2.000 metri cubi d’acqua all’ora, ma durante le precipitazioni violente il volume può arrivare a 6.000 metri cubi.

Fino ad oggi, i tre collettori principali che gestiscono le varie zone della città e non solo, rischiavano il collasso se il livello del Tanaro bloccava lo scarico finale, con il rischio di rivivere l’incubo del 2016, quando il fiume si alzò di oltre sette metri. “Abbiamo realizzato un canale di bypass sotterraneo del rio Valmanera e deviato il nostro scarico in nuove vasche”, hanno illustrato i progettisti. “Da qui, le acque vengono sollevate al di sopra del livello del Tanaro tramite idrovore. L’impianto continua a funzionare e, passatemi il termine poco tecnico, non andiamo più a bagno”. L’opera porta a compimento un piano di messa in sicurezza originariamente pensato nel 2013 dal compianto ingegner Schiavone.
Nel dettaglio i tre collettori sono: Asti Est: raccoglie i reflui di tutta la zona di corso Alessandria, della zona industriale, Porta Comero-Stazione, Quarto e i Valenzani; Asti Centro: copre l’intera area del centro storico, corso Dante, fino a Valmanera, Viatosto e corso Casale; Asti Sud-Ovest: accoglie i reflui provenienti da Palucco, corso Torino, la zona della Torretta dell’Ospedale Nuovo, tutta la zona di corso Alba e Variglie, e l’intera area sud della città, da Lungotanaro e via Torchio fino a San Marzanotto, Trincere e Isola d’Asti.

Costruire questa roccaforte idraulica è stata una vera e propria impresa. I tecnici hanno dovuto scavare fino a sette metri di profondità, al di sotto del livello del fiume, realizzando pali in cemento armato di dieci metri. “Durante i lavori abbiamo dovuto affrontare almeno quattro bombe d’acqua e due piene ordinarie del Tanaro, motivo per cui i tempi si sono fisiologicamente dilatati”. Oggi, però, l’impianto vanta una potenza di fuoco impressionante: alle due pompe originarie sono state affiancate quattro nuove e potentissime idrovore. “Oggi possiamo arrivare a sollevare 18 metri cubi al secondo, quando nella peggiore delle ipotesi ne dovremo gestire 15. Parliamo di volumi enormi, se si pensa che un metro cubo equivale a mille litri”, hanno concluso i tecnici.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Betty Martinelli

Source link

Di