Milano, 30 giugno 2026 – Sono due i progetti di docenti del Politecnico di Milano ad aver ricevuto finanziamenti dalla vittoria di un ERC Proof of Concept. BATTITO, della professoressa Paola Occhetta (Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria), mira ad affrontare uno dei problemi più grandi della ricerca farmaceutica: la tossicità cardiaca imprevista. SAC3, coordinato da Gianvito Vilé, docente del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta”, punta a trasformare i catalizzatori a singolo atomo in una tecnologia industriale per la chimica fine e il settore farmaceutico.
L’European Research Council (ERC) sovvenziona attraverso il bando ERC PoC progetti eccellenti capaci di distinguersi in ambiti di frontiera, supplementari all’ERC principale, con lo scopo di inserire sul mercato i primi risultati della ricerca di base.
Con gli ERC PoC appena ottenuti, il primato del Politecnico cresce ancora, confermandosi prima università italiana per finanziamenti ricevuti nell’ambito del programma Horizon Europe con 448 progetti per un totale di circa 211,86 milioni di euro. Nell’ambito del programma quadro di finanziamento Horizon Europe 2021-2027, il Politecnico di Milano ha ottenuto finora 49 progetti ERC per un totale di circa 49,26 milioni di euro.
BATTITO
Il progetto BATTITO punta a rivoluzionare i test preclinici dei farmaci, affrontando uno dei problemi più grandi della ricerca farmaceutica: la tossicità cardiaca imprevista, che è la principale causa di fallimento dei nuovi medicinali. Oggi i modelli usati in laboratorio spesso non riescono a prevedere come reagirà un cuore umano.
Per superare questo limite, BATTITO — sviluppato in collaborazione tra il Politecnico di Milano e il suo spin-off BiomimX S.r.l. — introduce il primo “cuore su chip” (Organ-on-Chip) completamente automatizzato e intelligente. Il cuore di questa innovazione è uHeart, un modello 3D di tessuto cardiaco umano miniaturizzato e battente, combinato con un sistema di controllo basato sull’Intelligenza Artificiale. Anziché limitarsi a osservare il tessuto, il sistema impara e adatta in tempo reale gli stimoli meccanici al variare dello stato delle cellule, guidando il tessuto verso uno standard ottimale di maturazione.
Questo approccio ridurrà drasticamente la variabilità degli esperimenti e fornirà alle aziende farmaceutiche un test altamente affidabile per valutare la sicurezza dei farmaci in sviluppo, permettendo di salvare risorse e, soprattutto, di ridurre la necessità di test sugli animali.
Paola Occhetta è professoressa associata del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (DEIB) del Politecnico di Milano, dove guida progetti di ricerca nel campo della bioingegneria e della meccanobiologia. La sua ricerca è supportata da finanziamenti prestigiosi, tra cui l’ERC Starting Grant e l’EIC Pathfinder di Horizon Europe. Ha conseguito il dottorato al Politecnico di Milano nel 2015, specializzandosi nello sviluppo di piattaforme microfluidiche per colture cellulari 3D, e ha successivamente completato un postdoc in medicina traslazionale all’University Hospital di Basilea. Autrice di oltre 40 pubblicazioni scientifiche internazionali, Paola Occhetta è un’innovatrice riconosciuta: è inventrice di tecnologie brevettate e co-fondatrice di BiomimX S.r.l., spin-off del Politecnico pioniere nello sviluppo di “Organi su Chip” battenti. È inoltre membro di comitati internazionali di standardizzazione e Vicepresidente per l’Adozione Regolatoria della Industrial Alliance for Microphysiological Systems (IAMPS), impegnata nel definire i nuovi standard europei e globali per queste tecnologie.
SAC3
SAC3 (“Single-Atom Cartridges: From Powder to Product”) punta a trasformare una delle più promettenti innovazioni della catalisi moderna in una tecnologia pronta per l’industria. Il progetto svilupperà la prima piattaforma per realizzare catalizzatori a singolo atomo stampati in 3D.
Questa soluzione supera uno dei principali limiti della chimica fine, dove i catalizzatori sono spesso utilizzati sotto forma di polveri difficili da maneggiare, recuperare e riutilizzare. SAC3 usa infatti un processo innovativo di stampa 3D che consente di realizzare delle “cartucce catalitiche” robuste e pronte per l’impiego industriale. Il processo di produzione elimina passaggi tradizionali complessi, che compromettono la dispersione atomica responsabile delle prestazioni del catalizzatore. I primi risultati dimostrano il potenziale della tecnologia: una cartuccia catalitica a base di nichel, contenente una quantità di metallo 100 volte inferiore rispetto ai catalizzatori convenzionali, ha mostrato una produttività superiore del 43%.
L’obiettivo del progetto è validare questa tecnologia su scala preindustriale e creare le basi per uno spin-off del Politecnico di Milano dedicato alla commercializzazione di cartucce a singolo atomo per i settori della chimica fine e farmaceutica.
Gianvito Vilé è professore associato di Impianti chimici al Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano. La sua attività di ricerca è dedicata allo sviluppo di processi chimici innovativi per la produzione sostenibile di molecole ad alto valore aggiunto destinate ai settori farmaceutico e della chimica fine. I suoi studi si concentrano sull’impiego di catalizzatori avanzati, con l’obiettivo di ridurre il consumo di materie prime critiche, minimizzare la produzione di scarti e rendere più efficienti i processi di sintesi industriale. La sua attività scientifica è supportata da prestigiosi finanziamenti europei, tra cui un ERC Starting Grant, un precedente ERC Proof of Concept e ulteriori progetti finanziati nell’ambito di Horizon Europe. Nel 2025, ha vinto l’EFCATS Young Researcher Award in Catalysis, uno dei più prestigiosi riconoscimenti europei nel settore della catalisi.
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AgenSalute Desk
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