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Il ragazzo.
Radio Radicale, oggi ospite qui con noi, eccolo finalmente sistemato, Rapallini, ciao, Raffaele bentornato, per Radio Radicale.
Pare Sabbadini, presidente di cash Titania, è una voce nota, è un volto noto della nostra radio, commettiamo spesso cose che accadono appunto nell’ambito e nel mondo dei Pride, nel mondo dei diritti nel mondo, delle della richiesta di diritti come è giusto che sia e Raffaele però quest’anno già l’altr’anno ne avevamo parlato purtroppo tu stessa di Stato ed è stato vittima di di di così di un di un attacco di natura antisemita dagli uniamo le cose come vengono come vanno a chiamare col loro nome.
E però restava bravissimo, ritenuto botta dal palco in maniera eroica, devo dire, di non te li assolutamente Mussolini, una virgola, a Napoli quest’anno, i problemi sono cominciati prima e allora mi ci racconti cosa è successo e come poi si è sviluppata la cosa dei Pride qui in Italia a 19 l’asse Roma-Napoli è stato caldo già dall’anno scorso, appunto c’era stato anche a Roma.
L’assalto alla fine del Pride, al nostro, al nostro track, dove eravamo come cash cure of, ma anche come Cascetta Italia e per cui diciamo quest’anno la situazione si è sviluppata non solo.
Diciamo, da prima del Pride di Roma e, in particolare, da attraverso l’esclusione della partecipazione dei cash and con il proprio caro, avevamo fatto richiesta in base a un post che noi abbiamo fatto il 14 maggio in maniera unilaterale, il coordinamento del Roma Pride ha deciso di escludere la partecipazione del nostro carro perché quest’anno,
Nella piattaforma politica del Pride era contemplato il discorso del genocidio, in particolare, per cui chi accettava la piattaforma accettava anche la definizione di genocidio e tettoie e corti in concorso, allora diciamo in questa situazione, ovviamente.
Ci è arrivata tra capo e collo dopo dopo qualche giorno di un credo, di sentirmi un ritorno non so non so di cosa.
Perfetto, allora diciamo in questa situazione siamo stati convocati dal coordinamento, a cui noi avevamo chiesto di partecipare da mesi, senza essere ascoltati, siano stati convocati e praticamente c’è stato detto che non potevano partecipare la cosa che è successa a quel punto noi ci siamo ovviamente ribellati a questa cosa perché la riteniamo un’esclusione ingiusta e soprattutto basata su temi che non sono secondo noi fondanti.
Lì in un tight che deve essere inclusivo, quantomeno sul temi su cui si può discutere, perché chiaramente noi siamo sempre aperta la discussione, il problema grosso interrompere proprio su questo tema, non secondo il solo una domanda specifica
Eh, ma è normale, al di là del fatto che questa storia del genocidio non è provato da nessuna parte, quindi è molto dibattuta e lo stesso Amir Khan, che è stato uno dei giudici della Corte penale internazionale, ha detto non più tardi di un mese fa, tre settimane fa, che non c’erano gli estremi per definire quello che è accaduto a Gaza un genocidio e l’ha detto lui che è stato il primo accusatore come corte penale internazionale, ma la domanda che ti faccio, ma è normale che
Nell’organizzare un Pride, un’organizzazione che si occupa dei diritti e del del movimento LGBTQ ponga una questione politica internazionale come questa, che non c’entra assolutamente nulla col tema, allora ti ringrazio per la domanda, mi permette di fare non una dichiarazione Prada di entrare nel vivo del tema questo tema,
Dell’allargamento delle piattaforme dei Pride è un tema che ormai Bruce Willis si discuteva tanto tempo e le e le piattaforme dei Pride sono diventati dei dei dei mostri, ma non di nel senso di lunghezza di articolazione, eccetera, eccetera. E quello che si sta dicendo da molte parti ultimamente nel movimento LGBT, e bisognerebbe ritornare a dare centralità ai nostri, alla richiesta dei nostri diritti, che sono fermi a di a 10 anni fa al, diciamo alle unioni civili e non si sono spostati da quel momento. Anzi sono peggiorati vedi il decreto Valditara, eccetera, eccetera, per cui
E questo allargamento sicuramente a crea dei malumori all’interno del del movimento, ovviamente ci sono delle forze che tirano anche per allargare ancora di più queste piattaforme e in particolare sul discorso genocidio, noi, al di là di come ha gestito non siamo dei tecnici, non siamo il diciamo il.
Chi decide poi, se questo non siamo all’Aja, a decidere se questo genocidio oppure no, ma quello che possiamo dire che la parola non è neutra per noi è come, siccome nel movimento LGBT le parole sono importanti e noi conosciamo il valore delle parole e per noi noi ebrei LGBT questo evoca nella relazione storica precisa cioè di fatto,
Ci colpisce particolarmente afferma, ci colpiscono particolarmente delle affermazioni tipo le persone ebree, che stanno facendo ad altre quello che hanno subito, perché, come vedete da questi, già da questa frase riusciamo a capire quanto non si parli solo di un governo o di un conflitto quando si parla di genocidio,
Ma si finisce ad associare ciò che accade a l’intero popolo ebraico, allora non è più una questione di Israele, ma diventa una questione del popolo ebraico, si attaccano in sinagoga e si attaccano,
Le persone con l’équipe botte qui arriveremo più avanti, cioè questo noi non possiamo dire che il governo israeliano non possa essere.
Diciamo.
Al governo israeliano non possa essere imputato,
Genocidio, però questo non è stato ancora detto, ma soprattutto con gli altri governi, potrebbe anche essere, quando lo sarà, quando sarà dimostrato, dovremmo prenderne atto, ma per il momento, come dicevo, questo non è successo, per cui questo tema perché è un tema molto divisivo e che crea problemi anche alle nostre identità perché le nostre identità ebraica, i LGBT non devono essere considerate quando si parla di traumi o cose di questo genere. Per noi è un tram trauma parlare di questa parola, non diciamo le cose, coesistono quello che è successo
è una realtà, se ci sono stati massacri, ci sono state istruzioni e questo noi le riconosciamo totalmente le sofferenze del popolo palestinese, però
Quindi over noi vuol dire qualcos’altro, ma poi aggiungerei di lasciare qui ti faccio la domanda, ma la consapevolezza di quello che avviene invece nel mondo palestinese, agli omosessuali da parte dei movimenti LGBT c’è questa questa, questa consapevolezza, ecco scusa se li uso lo stesso dell’orologio.
Guardi
Però io vorrei un attimino uscire da questo da questo angolo, perché qui ce li chiudiamo in un angolo, mentre dobbiamo un po’parlare a parte quello che è successo, ovviamente, di cui stiamo parlando, ma soprattutto di quello che dovrà di quello che ci aspettiamo dal movimento LGBT e di quello che non dovrà più essere perché in questa situazione, al di là di quello che succede nel mondo palestinese, in quello in questa situazione, dopo che si è verificata questa coppia si è si è è successo soprattutto per la situazione di Roma, un sommovimento che non ci saremmo mai aspettati perché a fronte di questa esclusione la società civile e non cash adesso e non cash perché non è stata una cosa,
Provocata da cash, la società civile è insorta e nel giro di 24 ore ci sono stati 1.200 persone superqualificata che hanno firmato una petizione verso il sindaco affinché riuscisse a trovare una quadra, a dare una mano per trovare una quadra in questo rapporto che si era creato molto conflittuale di di scontro tra noi e il coordinamento e addirittura in 48 ore siamo arrivati a oltre 2000 firme, ma ci son stati i politici intellettuali, c’era percepire giornalisti, tutto,
è stata una cosa che fondamentalmente a noi adesso ha sorpreso molto positivamente e credo abbia anche fatto ragionare le persone, e qui vengo al punto positivo quello che è stato fin qui era tutto negativo, ma a quel punto diciamo, è partita quella che è stata una concertazione, un una discussione
Sul tavolo, il tavolo del del Sindaco di Roma, in cui ci siamo confrontati, abbiamo avuto quello che voleranno dall’inizio, c’è un confronto, un dialogo, una discussione affinché si riuscisse a capire le ragioni, l’1 dell’altro okay e questa era l’obiettivo principale di fatto siamo arrivati a una a un accordo noi, da una parte,
In come tutti gli accordi abbiamo ceduto, da una parte perché abbiano deciso di partecipare senza la sicurezza, senza il carro, però non cambio entriamo.
A tutti gli effetti, se si apre un percorso in cui il primo step, anzi il secondo step perché il primo è stato la partecipazione al Pride, è l’ingresso all’interno dei coordinamento del Roma Pride 2027 e questa è una grossa conquista non di cash non di Roma Pride ma di tutto il movimento, perché questo è quello che noi vogliamo interloquire e far capire le nostre e le nostre in realtà, perché si continua a dire che siamo in Carlo, siamo stati in carro d’Israele, si continuano a dire che abbiamo la bandiera israeliana quando abbiamo una bandiera rainbow.
Ed esprime la parte nostra, cioè dell’identità LGBT, e abbiamo la il Magen David, la stella ebraica ebraica, sottolineo, che è esprime la parte nostra, o dell’identità dell’ebraismo, che non è solo una religione, è proprio un qualcosa di identitario che,
Dentro di noi anche per le persone religiose, ma la sorte me tu hai un po’giustamente, dal punto di vista, lo capisco e posso anche condividere il vaso, la storia del dei palestinesi omosessuali. No, no, no, ci arrivo, ci arriva poco più completo della domanda. Qualche giorno fa, però, abbiamo visto della bimba invasa dal Pride è stato un plaid, molto bello, molto colorato, molto vivo, senza contestazioni, nonostante Israele sappiamo perfettamente, esistono movimenti religiosi che non sono proprio contentissimi di questo Pride. È evidente perché le 3 grandi religioni monoteiste, checché se ne dica, comunque hanno un senso di di di di di, di disagio, di ostilità, chiamiamolo un po’come vogliamo ma, insomma, non digeriscono il tema dell’omosessualità. Questo è un problema, è un problema che prima o poi speriamo che verrà risolto, perché è evidente che non può, non può andare avanti all’infinito. In questa maniera, però, tanto Israele A I il DNA democratico e liberale, per poter ospitare un Pride insicurezza, anzi bellissimo, coloratissimo, ma dall’altra parte noi in un Paese arabo, non potremmo mai vedere un Pride. Certo, certo, questa questa realtà diciamo che ci sono anche delle eccezioni, perché con difficoltà noi abbiamo qui passa alla seconda parte
E delle delle nostre attività di questo periodo, che è stato il Pride di Napoli, proprio al Pride di Napoli abbiamo visto rappresentato un Pride unico nel suo genere, è il Pride di Beirut, con il suo rappresentante, che assolutamente, ha presentato tutto il lavoro difficile perché, come dice tutte le,
Tele loro avevano avuto dei casi proprio di attacco da parte sia delle comunica Atac cristiane e delle comunità musulmane, perché gli estremisti ci sono dappertutto, come anche nelle comunità ebraiche ci sono gli estremisti che non accettano che esistano degli ebrei LGBT, cosa che sarebbe semplicemente prendere atto di una realtà inoppugnabile no e per cui diciamo in questa situazione è certo che il presidente alla vita è una rappresentazione plastica chiara di quello che è lo chiamerà lo chiamassero cuocerlo, no a me non interessa nulla, però esiste, esiste e ha una forza non indifferente inoppugnabile.
Ora è passando appunto poi a Napoli, perché credo che sia importante anche dare degli elementi su quello che è successo a Napoli, a Napoli e diciamo noi abbiamo deciso di di aderire alla piattaforma del Napoli Pride trend è stata una bellissima sfilata nel set e anche attività bellissime che ci sono state appunto con il Pride di Odessa la sì, il venerdì sera c’era il trade
Di Odessa in Conferenza, cioè il Pride di e di Beirut, c’era, il Torino c’erano, i rappresentanti della euro Pride del 2027 che si terrà a Torino è stato un momento di confronto fondamentale, bellissimo, in cui c’era anche, ovviamente c’era anche parlamentari, tra cui Pina Picierno che hanno partecipato alla cosa è stato fondamentale il problema è nato il giorno dopo il giorno dopo, durante la sfilata alla sfilata è andata benissimo, noi eravamo sul carro delle
Ma diciamo, delle organizzazioni che avevano aderito al Pride, non quelle dei coordinamento era il secondo cancro, eravamo come richiesto dal dal coordinamento, senza bandiere senza segni distintivi, avevamo scoprono la kippah in testa e una maglietta particolari che diceva, ove sempre cash, è presente allora
Quindi diciamo, tutto Treno conducono fino a che non siamo arrivati in piazza Dante che era alla fine, lì è praticamente il carro, è stato accerchiato, è stato bloccato da una ventina di aderenti all’altro Pride quello che aveva contestato il Pride di Napoli del trentennale
Eh eh praticamente erano iniziano a dire assassini, terroristi vergognatevi,
è di fatto a noi che avevamo semplicemente una kippah in testa
Fu allora che
Ovviamente in tutto questo c’è il solito discorso che si confonde quello che è.
Le attività di un Paese con le persone di religione ebraica e torniamo al discorso di prima che abbiamo detto che ci tende si specula su questa cosa è il carro dei sionisti e il carro di Israele, e questi non devono parlare, infatti siamo arrivati nel backstage del del palco,
Ci stavamo preparando anche se erano pochi veramente una ventina di persone. Ci stavamo preparando ad intervenire, ma improvvisamente una in particolare delle organizzazioni che faceva parte del Pride che del coordinamento del Pride è venuta a comunicarci che noi non avremmo potuto parlare perché avevamo fatto una serie di cose durante durante la parata che avevano indispettito e acceso tra virgolette la piazza considerata che la piazza era fatta di centinaia, migliaia di persone, la piazza era piena e i contestatori erano 20, per cui avevano acceso probabilmente diretti contestatori che non avevano neanche, come si dice, ha aderito alla piattaforma del del Pride. Quindi e qui c’è stata avviciniamo, bagarre e minacciato. Ci siamo, abbiamo discusso fortemente perché questo non è il metodo, erano l’esclusione di stampo antisemita. Questo perché, perché tutte le tutte le organizzazioni che avevano aderito al Pride, non quelle del comitato, ad potevano parlare tra almeno i guarda caso e adducendo come Mosè, cosa che poi è stato riportato in alcuni
Comunicati addirittura che noi avremmo sfruttato seller sulle persone che stavano intorno con le bandiere palestinesi o meno, ma noi, per proprio un dolce ce lo siamo sognati, anzi sfido queste persone a produrre delle prove,
Ci assolutamente assolutamente falso, per cui lo volevo
Bene sottolinearlo, ce lo ha raccontato e ti ringrazio. Ti ringraziamo qui a Radio Radicale, commissiona il nostro Mirror come sempre aperto, perché scelte per le organizzazioni di proprio, perché questi diritti ci stanno particolarmente a cuore, come tutti i diritti umani e civili. Quindi, grazie per questa tua presenza, Raffaele Sabbadini, presidente di cash, speriamo l’anno prossimo veramente che attraverso la presenza del coordinamento riusciamo a prevenire tutto quello che poi è caduto e c’hai raccontato oggi pomeriggio. Grazie grazie e buon proseguirà poi con i programmi di radio radicale. Grazie,
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