Mugnano. Evade dai domiciliari per inseguire l’ex fino a Capri: arrestato di nuovo. «Montecristo ci ha messo 10 anni per vendicarsi»



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Si è imbarcato all’alba per raggiungere Capri, dove la donna che diceva di amare e che lui stesso aveva ridotto a vivere nella paura si era rifugiata per sfuggirgli. Un viaggio durato poche ore e conclusosi con l’ennesimo arresto per un uomo di 31 anni, originario di Mugnano di Napoli e residente a Polcenigo (PN), già in carcere lo scorso maggio per aver aggredito la stessa donna, una 30enne residente a Ercolano, e proprio per quei fatti sottoposto agli arresti domiciliari.
L’uomo è evaso dalla propria abitazione napoletana nelle prime ore del mattino per imbarcarsi alla volta dell’isola azzurra. Alle 5.30 è già a Capri; 20 minuti dopo è sotto la porta di casa della vittima, nella zona di Marina Grande, e bussa con violenza. La stessa porta il cui vetro, circa un mese prima, l’uomo aveva già frantumato a calci durante l’aggressione poco prima dell’estate.
È la stessa donna, nella denuncia sporta subito dopo i fatti, a raccontare ai carabinieri l’angoscia di quei minuti: “Guardando il mio cellulare mi accorgevo di aver ricevuto una serie di chiamate tramite il social network ‘Instagram’ da un profilo mai visto prima. Questo profilo è stato utilizzato da lui per contattarmi in quanto avevo bloccato il suo profilo ufficiale.” Un escamotage per aggirare il blocco imposto dalla vittima, accompagnato da una fotografia della porta di ingresso di casa sua, inviata pochi istanti prima di iniziare a bussare.
La donna, in un primo momento, ha atteso in silenzio nella speranza che l’uomo si allontanasse. Poi, temendo che potesse ripetere quanto già accaduto in passato, ha deciso di contattare telefonicamente il Comandante della Stazione Carabinieri di Capri, raccontandogli quanto stava accadendo.

Non era la prima volta. Nei giorni precedenti, l’uomo aveva sommerso l’ex compagna, ma anche la madre e la sorella di lei, di messaggi e minacce inviati attraverso profili falsi su WhatsApp, Telegram ed email, alternando richieste di tornare insieme a minacce di vendetta. Il 15 giugno le aveva scritto: “quando torni a Napoli torna in canotto perché prima o poi ti prendo e ti faccio pagare tutto quello che sto subendo…”. Il giorno successivo: “il mondo è piccolo non preoccuparti, Montecristo ci ha messo 10 anni per vendicarsi”. E ancora, il 12 giugno, una email dai toni inquietanti in cui affermava di essere entrato in possesso di video intimi della coppia, proponendo uno scambio: “Cara [nome], sono riuscito a recuperare i nostri video quando ci davamo i baci. Fammi sapere se li vuoi in cambio della borsa”.
Messaggi che arrivavano nonostante l’uomo fosse già agli arresti domiciliari proprio per le violenze commesse nei confronti della donna lo scorso maggio. Quando l’aggressione in casa, la prognosi di 7 giorni per contusioni multiple, il tentativo di soffocamento e l’attesa in casa nascosto nell’armadio avevano portato al primo arresto e all’attivazione del Codice Rosso.

Ricevuta la richiesta di aiuto, il Comandante della Stazione di Capri, libero dal servizio, si è messo personalmente e immediatamente alla ricerca dell’uomo. Il militare esce di casa, si mette in sella al proprio scooter e riesce a trovare il 31enne all’interno di un bar del porto dell’isola visto che nel frattempo si era allontanato dall’abitazione della donna. Gli ha impedito di allontanarsi con una scusa in attesa dell’arrivo dei rinforzi già allertati per evitare che la situazione degenerasse. Bloccato, è stato trasferito in caserma.
Per il 31enne sono scattate le manette per atti persecutori aggravati dalla relazione affettiva con la vittima. Deve rispondere anche di evasione. La donna, già inserita nel circuito di valutazione del rischio e nel protocollo “Codice Rosso” fin dal precedente episodio, ha rifiutato la collocazione in una struttura protetta.
L’uomo è stato portato in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

*Questo il comunicato diffuso lo scorso 22 maggio:*

Capri: Violenza di genere. Carabinieri arrestano cameriere

E’ il 19 maggio, è ora di pranzo e la Centrale Operativa della compagnia carabinieri di Sorrento segnala ai militari della stazione di Capri un’aggressione in abitazione. Poco prima una 30enne del posto era fatta picchiata dal proprio fidanzato. Arrivati sul posto i carabinieri hanno visto con i propri occhi l’aggressione appena subita. Il volto è gonfio e rosso mentre in casa sono diversi gli oggetti distrutti.
La donna viene trasferita in ospedale. La prognosi, di sette giorni, parla di “Contusione del volto, del labbro superiore, del collo e del braccio destro a seguito di aggressione. Stato di agitazione”.
Dal racconto della donna emerge quanto appena avvenuto. La vittima era a letto con il compagno e arriva una notifica sullo smartphone di lui. La discussione, nata per gelosia, dura poco. L’uomo scatta dal letto e aggredisce la donna. Lui la blocca e la colpisce con una decina di schiaffi al volto della testa. Per qualche secondo le stringe anche le mani attorno al collo ma lei riesce a divincolarsi sferrando un calcio. Il 31enne a quel punto inizia a buttare a terra tutto ciò che trova e strappa una tenda divisoria dei locali. Lei urla e lo tiene lontano. Il 31enne va verso l’uscita e, con un forte calcio sferrato alla porta, frantuma il pannello in vetro.
Dall’esterno la voce di lui. “Vieni a vedere cosa sta prendendo fuoco…”. La 30enne esce di casa e vede la divisa da lavoro avvolta dalle fiamme. L’ansia aumenta, nonna decide di rinchiudersi in casa attendendo i carabinieri.
Insieme da due anni ma da circa un mese le cose non vanno più bene. Lei vorrebbe lasciarlo e lui alterna fasi di calma e ira. Una frase rimbomba nella testa della donna …”in due sull’isola siamo troppi”.
I carabinieri si mettono alla ricerca dell’uomo e lo trovano in un noto hotel del posto dove lavora. E’ in evidente stato di alterazione psicofisica. Il 31enne viene accompagnato in caserma. Lì l’uomo ha una crisi e il 118 arrivato sul posto lo trasferisce in ospedale. Viene disposto un T.S.O. e il ricovero per il 31enne in ospedale – diagnosi “Intossicazione da sospetta assunzione di farmaci antipsicotici in dose non terapeutica” – in attesa del suo trasferimento in una struttura psichiatrica di Napoli. Il codice rosso viene attivato, l’uomo viene denunciato.
Arriva la sera del 20 maggio, il 30enne viene dimesso. I Carabinieri avvertono la donna. La vittima lo ha “bloccato” su whasapp ma lui non si arrende e le manda un SMS: “tengo cose sul telefono che se voglio ti faccio uscire su tutti i giornali….sbloccami”.
La donna non torna a casa e chiama i carabinieri. L’uomo, intanto, è stato licenziato e attende la donna nella casa di lei. I militari si sincerano che la donna non vada da lui e raggiungono l’abitazione della 30enne. Il vetro della porta di ingresso è ancora rotto, i carabinieri entrano. In casa pare ci sia nessuno, lui si è nascosto. Le mani che reggono l’anta di un armadio danneggiato tradiscono il 31enne. I carabinieri aprono l’armadio e bloccano l’uomo che viene arrestato.

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