Ok, il titolo dell’articolo è forse un po’ allarmistico, però parte da un fatto di cronaca avvenuto nel 2025, che se da un lato potrebbe potenzialmente ripetersi per qualsiasi altro cittadino nel mondo, dall’altro simboleggia un caso esemplificativo di quanto sia ampia la presenza dei servizi USA nelle nostre vite.
I casi dei giudici della CPI
La vicenda in questione, come raccontato dalla stessa protagonista a BBC News Mundo, è quella che ha riguardato Luz del Carmen Ibáñez Carranza, magistrata peruviana che è stata giudice presso la Corte penale internazionale per otto anni, e che è stata sanzionata dal Dipartimento di Stato di Washington insieme ad altri cinque giudici e tre procuratori del CPI.
Mentre per Ibáñez Carranza il motivo riguarda l’aver “autorizzato l’indagine della CPI contro il personale statunitense in Afghanistan“, per i suoi colleghi le sanzioni sono arrivate in seguito ai mandati di arresto emessi dalla Corte nei confronti del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e del suo ex Ministro della Difesa Yoav Gallant.
Nella dichiarazione del Dipartimento di Stato USA è stato scritto che si sono sempre opposti alla “politicizzazione, all’abuso di potere, al disprezzo per la nostra sovranità nazionale e all’illegittima ingerenza giudiziaria della Corte penale internazionale” e che “la Corte rappresenta una minaccia alla sicurezza nazionale ed è servita come strumento di guerra legale contro gli Stati Uniti e il nostro stretto alleato, Israele“.
Nel dettaglio, con queste sanzioni gli USA agiscono bloccando i conti bancari, sequestrando beni negli Stati Uniti, disattivando indirizzi di posta elettronica, escludendo da sistemi di pagamento come Visa, Mastercard o American Express. Le Nazioni Unite hanno condannato queste misure contro la Corte penale internazionale definendole “un attacco allo stato di diritto“. Alla BBC News Mundo, Margaret Satterthwaite, relatrice speciale delle Nazioni Unite sull’indipendenza dei giudici e degli avvocati, ha riferito:
“Questo è devastante e il messaggio è chiaro: gli Stati Uniti cercano di influenzare direttamente giudici e pubblici ministeri nel loro lavoro, trattandoli allo stesso modo in cui trattano i sospetti terroristi o i capi dei cartelli”.
Luz del Carmen Ibáñez Carranza ha parlato a BBC News Mundo di come le sanzioni giunte dagli Stati Uniti nei suoi confronti stanno influenzando fortemente la sua vita quotidiana.
“I nostri visti d’ingresso negli Stati Uniti sono stati revocati. Ma ci sono anche una serie di sanzioni economiche che vanno dal non poter trasferire fondi in dollari in tutto il mondo, nemmeno all’interno del nostro Paese, al ritiro di tutte le nostre carte di credito. Non posso ordinare cibo a domicilio perché per qualsiasi pagamento è necessaria una carta di credito. Non posso nemmeno prendere un Uber perché è vietato a qualsiasi organizzazione con sede negli Stati Uniti aiutarci“.
Nel caso di Nicolas Guillou, giudice francese della Corte Penale Internazionale, sanzionato per aver emesso il mandato di arresto a Netanyahu, si è verificato anche un taglio dall’account di Google e degli altri servizi digitali statunitensi. Una situazione che blocca di fatto la vita di tutti i giorni, isolando la persona che diventa mira di queste sanzioni.

E se capitasse a uno di noi? Le alternative
Non succede, ma se succede… recita un noto detto. Sebbene siano magistrati di altissimo livello, quelli citati sono stati colpiti da un’azione unilaterale pesantissima e spregevole. Ma in realtà è proprio per via del loro ruolo che si trovano in questa situazione, a noi persone comuni non dovrebbe capitare che gli Stati Uniti d’America ci dichiarino guerra chiudendoci la Gmail o l’account Netflix.
Ma se provassimo a mettere le mani avanti e pensassimo, per puro esercizio teorico, a quali alternative possiamo ricorrere per non essere potenzialmente dipendenti dalla tecnologia americana, cosa ci verrebbe in mente?
Motori di ricerca
Per quanto riguarda le ricerche fatte online, piuttosto che adottare il più celebre Google, si può ricorrere a Qwant, cioè il motore di ricerca francese nato nel 2013, progettato con l’obiettivo di tutelare la privacy degli utenti e garantire risultati neutrali. A differenza di alternative tradizionali, non traccia le tue ricerche, non crea profili pubblicitari e non memorizza cookie.

Intelligenza artificiale
In ambito digitale, ovviamente, tiene banco oggi il tema dell’intelligenza artificiale. Tra i software più comuni ci sono ChatGPT e Gemini, ma se si volesse ricorrere a piattaforme europee di IA si potrebbe adoperare Mistral AI, azienda francese di intelligenza artificiale. È conosciuta soprattutto per lo sviluppo di modelli linguistici potenti e “aperti” (open-source), progettati per competere direttamente con giganti del settore.

Software di produttività personale
Per quanto riguarda le piattaforme di produttività personale, come i pacchetti “Microsoft 365” o “Google Workspace”, l’alternativa che si può utilizzare è “Office EU“, una suite di produttività personale e collaborativa open source, basata su OnlyOffice e promossa da un gruppo di aziende europee che hanno avvertito la necessità di una vera suite per ufficio online aperta e sovrana.

Sistema operativo
Per quanto riguarda i sistemi operativi dei dispositivi digitali, al posto di Windows e macOS, si può utilizzare Linux, sistema operativo open source nato in Finlandia nel 1991.
Social
Sul lato social media, per non scegliere i vari Instagram e Facebook di Meta e X di Elon Musk, in ambito europeo si può usare BeReal, social network francese lanciato nel 2020, la cui caratteristica principale è quella di inviare agli utenti una notifica quotidiana ad un orario casuale, in cui invita gli stessi entro due minuti a condividere una foto con la fotocamera frontale e posteriore.

Oppure Mastodon, nato nel 2016 in Germania, con l’obiettivo di creare un’alternativa decentralizzata, open source e senza pubblicità ai social media tradizionali. Simile a X, si distingue per avere una rete di istanze (nodi della rete) indipendenti a livello di esecuzione, ciascuna avente i propri termini di servizio e le proprie regole per la riservatezza e per la moderazione.

Streaming
Per quanto riguarda le piattaforme di streaming video, al posto di Netflix, Amazon Prime Video o Disney+, restando in ambito italiano si può usare RaiPlay o Mediaset Infinity, mentre in Europa troviamo Now e Mubi (Regno Unito), Arte.tv (Francia e Germania), Rakuten TV (Spagna) e Canal+ (Francia).
Browser
Sul fronte browser, al posto dei più conosciuti Google Chrome, Apple Safari e Microsoft Edge, si può scegliere versioni europee come Vivaldi/Opera (Norvegia), Mullvad Browser (Svezia) ed Ecosia Browser (Germania).
Sistema di pagamento europeo
Per competere con colossi come PayPal o Visa/Mastercard, è nato Wero, nuovo sistema di pagamento digitale paneuropeo lanciato dalla European Payments Initiative (EPI) per unificare i bonifici istantanei in tutta Europa.
Permette di trasferire denaro in pochi secondi 24/7 semplicemente usando un numero di telefono o un indirizzo email, direttamente dalla tua app bancaria. Attualmente è ampiamente utilizzato in Belgio, Francia e Germania, mentre in Italia è in fase di graduale adozione.
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Alessandro Balconi
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