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È così nello spazio con le istituzioni europee e in particolare con il Parlamento europeo e il Parlamento europeo in Italia e il suo direttore, Carlo Corazza, ben ritrovato buonasera.
Non possiamo che partire dal vertice della NATO del 7 8 luglio, appunto, che si tiene da Ankara proprio.
E parte in queste ore in Turchia, nel complesso presidenziale appunto di Best e poi sotto la presidenza del segretario generale Mark Ruth, di cui si tra l’altro si parla molto in questi giorni, per varie ragioni di cui parleremo e il vertice il summit riunisce come saprete I dire dei 32 Paesi alleati, incluso il presidente statunitense Donald Trump, la premier italiana Meloni e anche per parlare appunto di fronti caldi il presidente ucraino Volodimir Zelenskij,
C’è chiaramente da segnalare all’avvio di questo vertice, dei grandi tensioni tra Trump, l’Europa in particolare tra Trump e l’Italia è l’ennesima sbavatura.
Per così chiamarla, insomma, usando un eufemismo con le uscite social, davvero molto poco garbato da parte di Trump nei confronti di Giorgia, Meloni, la storia e la saga continua.
E diciamo, non parte sotto i migliori auspici questo vertice corazza, ma l’Europa insomma deve tenere duro.
Non Unione europea.
E ancora ovviamente interessata a un’alleanza atlantica forte, anche se i segnali di un disimpegno di insomma di una possibile frattura da parte dell’Amministrazione Trump sono sempre più eminenti che dovrebbe nelle frasi di Trump come ha ricordato il ministro degli Esteri Tajani si commentano da sole ma al di là delle sue frasi, al di là della sua oggettiva maleducazione c’è un problema politico nel senso che noi,
Non possiamo più contare al 100% su un impegno di questa America
Nella nella difesa dei dei valori dell’Occidente, a volte sembra quasi che questa amministrazione sia più vicina, alcuni dittatori o i nemici politici del dell’unità europea che un partner Mato affidabile, e mi sembra che questa ossessione per l’aumento della spesa nato 5% nella nella testa dei tram sia molto un’ossessione per finanziare l’industria delle armi americana che va benissimo, però, insomma, noi dobbiamo anche pensare agli interessi europei e quindi va benissimo aumentare la spesa in difesa, sicurezza, cyber sicurezza, spazio è assolutamente vitale. Vediamo in che mondo pericoloso viviamo e quanto è pericolosa questa alleanza di autocrazie, però l’interesse europeo deve essere quello di rafforzare il pilastro
Dell’industria europea della difesa nella NATO, quindi, di usare sempre di più.
Le sinergie ed economie di scala e mercato, e Alleanza industrali de dell’industria europea questo deve essere in primo piano utilizzando i fondi Safe col nuovo bilancio che prevede circa 90 miliardi per la la la difesa comune e cominciando a avere meno tabù su alleanze industriali sia nello spazio che una difesa che nella cyber sicurezza.
Esatto perché, appunto, a sullo sfondo di questo vertice, resta alla costruzione della difesa europea e l’impegno a l’impegno comune sui fronti più caldi e quello ucraino continua a essere quello, più insomma, per noi importante e più strategico.
Da questo punto di vista la guerra non conosce sosta, ci sono state dei botta e risposta tra Kiev e Mosca molto duri, in particolare gli ultimi attacchi di Mosca su Kiev hanno mietuto davvero troppe vittime, diciamo stiamo arrivando a un punto di nuova intensità di questo conflitto.
In questo momento l’interesse oggettivo europeo, al di là di aumentare le spese per la Difesa, si quello di aumentare il suo sostegno per l’Ucraina, che ci sta letteralmente difendendo da una minaccia sempre più evidente del della Russia di Putin, che non esita a minacciare dei Paesi dell’Unione europea come la Polonia e potrebbe verosimilmente anche testare l’unità della NATO quindi gli attacchi mirati nei Paesi Baltici,
Oggi l’Unione europea sostiene il grosso della difesa ucraina, non solo col prezzo 90 miliardi, ma con continui trasferimenti, anche di di di di di, bensì per la difesa deve continuare a farlo in maniera ancora più convinta, il miglior alleato della sicurezza europea, oggi, paradossalmente è proprio l’Ucraina che è l’unica che può fare una guerra moderna è l’unica che sa fare una guerra di droni e l’unica che ahimè,
Per esperienza di quattro anni sul campo, ha sviluppato date di intelligenza artificiale che solo lei può avere, e quindi e la sicurezza europea passa necessariamente per un’integrazione e una collaborazione ancora più forte e un sostegno ancora più forte dell’Ucraina è al centro del dibattito europeo. Ovviamente anche il tema del bilancio pluriennale e bilancio europeo anche su questo. Insomma, c’è una sfida importante.
Ma l’ultimo bilancio è stato negoziato nel 2019 2020, quindi un’era geologica fa prima del Covid, prima dell’amministrazione Trump, prima dell’aggressione russa all’Ucraina, prima di Hormuz, è evidente che il business del riuso al no no no, no, no, non può essere una risposta.
Oggi i negoziati sono su l’1 15%. Se scorporiamo i rimborsi al debito del Next Generation, sostanzialmente siamo una percentuale analoga del bilancio 2021 2027. Il Parlamento europeo chiaramente ha una posizione molto più ambiziosa e chiede l’1 e 27% e lo scorporo del ripagamento del debito di Next Generation, però il Parlamento europeo e non è detto che riesca poi a condizionare il negoziato alla fine e le posizioni della Germania e dei Paesi frugali rischiano di tirare giù ancora una volta le le le ambizioni, stiamo parlando di risorse che sono indispensabili per difendere la nostra indipendenza. Quando parliamo di autonomia strategica europea, di piano Draghi, di piano Letta, parliamo della difesa della nostra libertà. Quindi, insomma, è un po’è un po’surreale che non si prenda coscienza del fatto che queste risorse spese a livello europeo sul nostro utente, vitali per la nostra sicurezza, per la nostra indipendenza
E allora diciamo l’ultimo appunto da commentare, è anche, diciamo, a il fatto che andiamo incontro a un periodo complesso in Europa, perché ci avviciniamo al 2027, a un anno elettorale e molti temono che ovviamente questo possa influire.
Su posizioni molto polarizzati, su temi ovviamente sensibile all’interno nei vari Paesi coinvolti, ovviamente noi parliamo anche per per l’Italia, insomma, inizia sicuramente da settembre in poi un’altra no, un’altra era geologica politica, per, per dirla con un eufemismo quali solo diciamo i pericoli e che,
Nascondono e anche, ovviamente, le opportunità che abbiamo davanti come Italia, come Unione europea, rispetto anche appunto ai vincoli elettorali che sappiamo. Intanto non bisogna aver paura dei risultati di elezioni trasparenti e non inquinante, quindi, insomma, vediamo cosa succederà nelle prime elezioni. Saranno in Svezia, poi avremo le presidenziali in Francia, sostanzialmente in parallelo, secondo quello che dicono alcuni analisti, con le politiche d’Italia, poi nemmeno tocchi seguito dalla Germania. Il rischio che io vedo è che aumentino gli inquinamenti del del web anche a livello di di finanziamenti occulti, di di propaganda, di di di partiti filo russi, di forze politiche in tanti rapporti del Parlamento europeo, del self-service differenze, vedo un po’l’Italia un po’dormiente. Questo mi ha detto che
è importante che i servizi segreti, l’autorità preposta a difendere la nostra sicurezza, prendono, prendano coscienza che c’è il rischio di inquinamento della politica, non solo attraverso la guerra, quindi motivo la guerra ibrida, ma ha anche preso finanziamenti occulti a partiti politici e quindi è a rischio la democrazia liberale come se uno avesse un nemico in casa ex ed è finanziato dal nemico a cominciare proprio dalla Russia. Esatto, insomma, inizia un periodo di massima allerta da questo punto di vista, appunto, ricordiamo presidenziali francesi e tra aprile e maggio 27 di tale appunto si parla addirittura, in teoria, entro dicembre 2027 alle elezioni politiche, ma si parla anche di un voto anticipato.
E diciamo, tra le possibili previsioni, in primavera la Spagna, nelle elezioni generali entro agosto 1.027, la Polonia a elezioni parlamentari entro l’autunno 2027, insomma, e poi appunto.
Ci saranno anche Finlandia, Estonia, che rimuoveranno i rispettivi parlamenti nazionali nella primavera, appunto, di 2027 sarà un periodo, insomma oggettivamente molto intenso anche per gli equilibri europei noi ci fermiamo qui, grazie davvero a Carlo Corazza, direttore del Parlamento Europeo in Italia e appresso sentirsi ovviamente buon lavoro e buona settimana alla prossima proprio lui.
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