Intervista a Graziano Delrio su vertice NATO e sulla guerra Russia Ucraina (8.07.2026)


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Con Graziano Delrio del Partito democratico parliamo del vertice NATO che è in corso in Turchia nella giornata di ieri ci sono stati diversi investimenti, insomma, si è parlato di 50 miliardi di dollari in uso, così il termine generico, insomma per la difesa.
Per le armi
Io le chiedo un’opinione perché si parla di in atto punto 3 e c’è il presidente degli Stati Uniti che, diciamo, come spesso succede, stava facendo tutta una serie di esternazioni contro diversi Paesi europei, addirittura, insomma, la Spagna non vuole avere più rapporti con l’Italia, insomma, sempre per la questione iraniana, no, perché non è stato aiutato, mentre sono ripresi, ha detto pure che gli iraniani sono bugiardi, insomma, ecco ha ripreso a bombardare l’Iran. Io le chiedo che idea si si si è fatto e si sta facendo di tutto questo senatore
In primo luogo.
Va detto che c’è un fenomeno preoccupante a livello mondiale, che l’aumento della spesa militare, che ormai rasente i 3.000 miliardi, quindi noi stiamo invertendo, una tendenza che c’era stata fino agli anni 2000 di una progressiva riduzione, per esempio dei sistemi missilistici atomici, eccetera eccetera quindi dai trattati di non proliferazione nucleare siamo passati a una una specie di delirio bellicista in cui tutti gli Stati Siri Armano.
Col tema di una minaccia di Ds, sentirsi minacciati, quindi intanto bisognerebbe riportare, credo questa discussione nel suo ambito essenziale, cioè la politica, gli Stati hanno il dovere, hanno il compito di creare le condizioni per la pace e la sicurezza, non per il riarmo perché questa è la strada che l’Europa ha scelto i grandi, la grande tradizione politica italiana di De Gasperi, di Moro e in particolare alla politica estera di Fanfani.
Era una politica che aveva come prospettiva alla riduzione della spesa in armamenti e la costruzione di strutture istituzionale che favorissero il dialogo. Penso al lavoro che ha fatto Moro per l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, quindi per di col Trattato di Helsinki e nello stesso tempo però non chiudevano gli occhi di fronte all’esigenza legittima di
Difendersi di riavere degli strumenti di difesa. Quindi, che dire del vertice NATO, però ho fatto questa lunga premessa,
Io dico sono preoccupato dell’aumento della spesa militare in generale
Ma credo che sia necessario che l’Europa comprenda che questo alleato americano, che la NATO sarà sempre più europea, ecco io non parlerei più di pilastro europeo della NATO, parlerei di una NATO sempre più europea, perché la tendenza degli Stati Uniti a disimpegnarsi è ormai evidente ed è anche altrettanto evidente.
Che è inaccettabile che i presidenti di Stati Uniti tratti di gli alleati europei con questa arroganza e con queste offese, anche personali a coloro che rappresentano il nostro Paese e quindi.
Si può si deve essere alleati, ma si deve richiedere rispetto, questo è il punto, non è che va superata l’alleanza transatlantica, intendiamoci però però bisogna richiedere rispetto e bisogna che gli europei a scelgono la loro strada, ci deve essere una strada europea AR alla alla difesa comune e questo è il punto chiave che vuol dire comprare europeo vuol dire dotarsi di sistemi,
Di difesa europea, non di attacco, ma allo scudo missilistico, i sistemi satellitari comuni
L’investimento per la cyber sicurezza che riguarda anche le strutture civili, ovviamente.
E quindi noi abbiamo una serie di investimenti che io ritengo necessario, pur essendo come prospettiva ripeto, come direzione credo che la direzione debba essere quella del di una riduzione della spesa militare al questi investimenti in tecnologie in alta tecnologia, sono necessari quindi
Non festeggio l’aumento delle spese in bombe e proiettili, eccetera, eccetera.
Penso che sia giusto che l’Europa viva questa consapevolezza e la diva con l’idea di un esercito comune europeo, di una difesa comune europea che gradualmente si può costruire safe e un primo strumento, questo questo fondo comune, se sarà uno strumento che porterà al buy European cioè a comprare europeo perché non può essere come è adesso
Che gli investimenti nella difesa europei finanzino le industrie americane, essenzialmente, poi qualche scambio ci sarà sempre, ma insomma bisogna che entriamo anche noi nell’idea di essere una grande potenza, oltre che economica, anche strategica, e quindi con una politica estera e di difesa autonoma. Noi abbiamo delle delle, abbiamo delle difficoltà, questo sì, ma è i timori, allora i nostri, al di là del disimpegno americano,
Nei confronti della della Russia e anche qua io non lo so. Vedo una, devo dire, una situazione sempre più complicata, per il semplice fatto che comunque il presidente voti non considera l’Europa un interlocutore
Tutte le notti e lo saprà bene. No, comunque attacca proprio a dismisura e l’Ucraina e tra l’altro
Trovandosi anche sempre più in difficoltà, no, abbiamo sentito anche discorsi che ha fatto sulla benzina e ha avuto una lunga telefonata con il presidente Trump.
Però adesso abbiamo visto poi anche il presidente Trump.
E come sembra privilegiare, insomma, comunque in qualche modo
Il rapporto con la Russia è sicuramente rispetto che ha un rapporto con l’Europa o voglio dire un rapporto con l’Ucraina, sì, purtroppo in simili si cercano, quindi è evidente che Trump è un concetto della democrazia, delle istituzioni molto particolare, mettiamola così
Cerca persone come lui che credono nella forza, nel nel diritto della forza, noi dobbiamo avere ed essere assolutamente convinti.
Che il sostegno alla resistenza ucraina è necessario ed è importantissimo per l’Europa, l’Ucraina Europa, se vogliamo riavviare e andrà fatto un dialogo diplomatico con la Russia.
Che tolga la prospettiva della guerra e della minaccia della guerra su i confini europei. Se vogliamo affrontare questo dialogo, andrà affrontato, lo dico da pacifista convinto con, diciamo la nostra capacità di deterrenza nei confronti della Russia, perché la Russia ha mostrato con la invasione dell’Ucraina di appunto bypassare di superare quel sistema di reciproco rispetto della sovranità nazionale che ci eravamo dati fin da appunto dagli accordi di Helsinki di cui parlavo prima. Quindi è successo un fatto molto grave, molto serio. Non ci si può, tra virgolette, fidare
Del fatto che Putin
Non abbia tentazioni ulteriori, diciamo, e quindi è necessario che l’Europa si attrezzi certamente si prepari e soprattutto che faccia in modo che la difesa ucraina, che è stata eroica in questi quattro anni eroica, non venga abbandonata appunto ai capricci o alle relazioni russo americane e bisogna che l’Europa sia presente, forte, costante mi sembra che questo ci sia ci sia e quindi io credo che questo sia la condizione per aprire poi un dialogo che costruisca una pace giusta diciamo tra una tregua e poi una pace giusta quindi sull’Ucraina la strada è tracciata. Gli europei hanno mostrato molta serietà. Bisogna continuare su questa strada.
È ottimista, ma è molto ottimista. No, sono ottimista, nel senso che credo che dobbiamo giocare un ruolo, assolutamente continuare a giocare un ruolo assolutamente di difesa dei principi che in cui crediamo. Ecco, ripeto, anche se l’alleato americano dovesse sbandare questa cosa, l’Europa deve mantenerla, devi mantenerla per la sua stessa sopravvivenza. Questo è il punto cioè ottimista su diciamo un dialogo ovviamente, insomma, un diano parlo di di di di alti diplomazie, ovviamente col presidente Putin, no, sono, penso che presto o tardi il prezzo che la Russia sta pagando presto tardi, come dire, diventerà insostenibile, perché la Russia sta pagando un prezzo altissimo in termini di vite di
E quindi credo che.
L’opzione militare non porterà a nessun risultato, né da una parte né dall’altra, questo era chiaro anche all’inizio sembrava, all’inizio che la Russia potesse prevalere, poi si è capito da subito che quindi, poiché l’opzione militare non è la soluzione a questo problema è evidente che bisognerà ragionare di un sistema che porti gradualmente ad un accordo ad una ad una ed è quello che chiede Kiev peraltro chiede Chiesa. Non sono ottimista sul fatto che lo che la cosa possa succedere a breve, ma sono ottimista nel fatto che, se noi teniamo il punto, possa succedere,
Grazie grazie a Graziano Delrio buon lavoro, senatore, diciamo grazie.


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