Myanmar: cambia la facciata del regime, ma i militari restano al potere con il sostegno della Cina (8.07.2026)


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Ben ritrovati all’appuntamento con asiatica, qui, su Radio Radicale, chi vi parla, Valeria Manieri c’è e in collegamento anche Francesco, Radicioni, corrispondente dall’Asia per Radio Radicale, in questi giorni ancora nella capitale, qui a Roma.
E co conduttore di questa rubrica, buona sera, Francesco ben ritrovato buonasera, Valeria buonasera, che ci ascolta prima di presentarvi il nostro ospite, andiamo a toccare il tema di questa settimana e torniamo in Myanmar, non lo facciamo da dicembre dello scorso anno.
Dove appunto data in cui sono tenute, diciamo formalmente le elezioni che avevano portato sul piano politico Min Aung Young a diventare formalmente presidente del Myanmar, appunto con un tentativo di recuperare una qualche credibilità all’estero per una transizione civile del potere da lì in poi. Insomma, cercheremo di raccontarvi a oggi, a luglio come è andata questa transizione. Insomma, le notizie non sono lo capirete particolarmente positive. Parallelamente Min Aung Hlaing aveva lasciato la guida a ufficiale delle forze armate a un suo film fedelissimo, c’è di fatto da parte suona un controllo molto capillare di cui vi parleremo
Del Myanmar, ma sarà anche l’occasione per non solo raccontarvi delle vicende interne e delle difficoltà enormi che mi amava sta attraversando ormai la la conta dei morti e oltre 100.000 persone da questo inizio di una lunghissima transizione, diciamo abbastanza disperata ha appunto dal ormai,
Dal febbraio 2002 mila 21.
A alle sorti di Aung San Suu Kyi, appunto, di cui si parla ormai troppo poco o per nulla fino alla situazione interna, che riguarda ovviamente l’economia e insomma i rapporti di questo paese con le potenze occidentali, ma anche tutte le altre potenze dell’area.
Il come dire questa mezz’ora sicuramente non sarà sufficiente per affrontare un po’di di di temi che sono ovviamente importanti ci aiuterà in questo racconto Raniere, sa Ranieri Sabbatucci che ritroviamo davvero con grande piacere già ambasciatore dell’Unione Europea in Myanmar, ora rientrato in Italia oggi il consulente
Sulle relazioni internazionali e appunto qui nel nostro Paese che sempre ovviamente anche di Myanmar continua a occuparsi che ha una sua grande suo grande interesse, oltre che una sua grande appassionata a appunto suo appassionato interesse. Grazie per essere qui con noi stasera. Ranieri Sabbatucci, grazie mille Valeria Grasso, 1.000 Francesco, un saluto a tutti gli ascoltatori. Allora è difficile capire da dove ripartire. Però forse Francesco la cosa più facile è proprio ripartire da dove ci eravamo lasciati e quindi sostanzialmente da dicembre in poi. Che cosa è successo un po’rapidamente, andando poi nel dettaglio di quelli che sono stati poi i passaggi formali di questo potere, che comunque continua a mietere problemi e ovviamente continua a mietere vittime in Myanmar
Ma allora si Valeria, se non mi ricordo male, l’ultima puntata di asiatica che noi avevamo dedicato al Myanmar era appunto alla fine di dicembre con me, nel collegato da un mercato di Yangon, la più importante città della capitale economica, diciamo così, del del Myanmar, la più popolosa città,
E del del Myanmar, dove ero riuscito a ottenere da parte della giunta militare al potere,
Come diversi altri giornalisti internazionali, per la prima volta del dagli ultimi cinque anni, dal golpe, dal colpo di Stato del 2021, un visto di sette giorni per entrare dentro dentro al Paese con molte limitazioni, l’obiettivo della giunta era mostrare in quell’occasione proprio queste elezioni elezioni,
Fatte in tre fasi, a dicembre c’era stata la prima fase, poi a gennaio ce ne saranno altre due proprio per raccontare la complessità di questo, anche di tenere questo questo voto in un Paese dilaniato dalla guerra, da dalla guerra civile, di cui la giunta militare al potere controlla solo una frazione del del del territorio tant’è che quelle elezioni appunto,
E non hanno visto la partecipazione al voto di ampie fette del territorio del del Myanmar, quelle elezioni ce lo eravamo detto, non hanno prodotto, diciamo così, nessuna sorpresa nelle urne erano state molto, occorre ocra fate, come dicono gli anglosassoni e il lo lo US DPI cioè il partito unità, le unità solidarietà e sviluppo al partito proxy della giunta militare ha stravinto quel quel quell’elezione in cui praticamente non c’era nessuno dei partiti.
è principali della de de dell’opposizione, un altro 25% del Parlamento di Nepi do eh.
Controllato da Costituzione proprio dai militari, quindi ci sono rappresentanti dei militari e ha alla fine di marzo, inizio di aprile, c’è stata quella che tu hai definito in modo forse fin troppo prudente come una transizione, una transizione da Minář Laing ha Min Aung Hlaing ESAU, Laing con la divisa è quello senza delle forze delle forze armate, ESA Mina on line, senza divisa delle de delle forze armate Min Aung Hlaing, capo dell’esercito a Mina on line. Presidente, e come ricordavi Valeria, forse l’elemento più interessante, diciamo, è stato il fatto, ma adesso su questo chiederò anche al Ranieri Sabbatucci di darci una mano
Ieri è stato il fatto che tutti, al di là della presidenza di Min Aung Hlaing, tutti i posti che contano quasi tutti i posti che contano intorno al potere di Nepi do sono di uomini, sono di fedelissimi, proprio del del generale del generale golpista prendere, ho provato a riassumere un po’almeno la prima parte di questi di questi ultimi sette mesi.
Che cosa ci dice tutto questo
Eh mica.
Ci dice che.
In realtà.
Lui è riuscito a raggiungere il suo obiettivo e non c’è riuscito a costo zero, c’è riuscito.
Ha un prezzo, anche se vogliamo piuttosto elevato, però è chiaro che ora lui è una situazione dove il suo potere consolidato consolidato sia un pochino se vogliamo, a livello, a livello interno, ma soprattutto a livello internazionale.
Bisogna, bisogna ricordare che né on line, che non è che è stato il capo delle forze armate, per per qualche giorno è stato per anni per per più di 10 anni e il capo delle forze armate, e siccome è una persona anche con una reputazione di essere estremamente puntiglioso, accurato, preciso ed estremamente diciamo ossessionato se vogliamo dalla lealtà è chiaro che lui ha avuto tutto il tempo e anche di più di quello necessario per costruire per piazzare per per identificare le persone che gli servivano al suo obiettivo, dopodiché con una diciamo una certa,
Diciamo.
Se vogliamo,
Aiuto. Anzi, se vogliamo un aiuto preponderante dalla Cina, che lo scordiamo, perché questa situazione non è stata una un cammino senza problemi, e cioè ricordiamoci l’operazione 10 27 dove era possibile ventilare in quel tempo una caduta del regime, cioè le forze di opposizione che si sono riunite e che hanno iniziato a lavorare insieme all’improvviso a stavano acquistando territorio in maniera estremamente significante e poi è venuta, è partita anche l’offensiva dell’Arakan Army, quindi c’è stato un momento di crisi abbastanza profonda che ha fatto sì che poi la scena ha detto in quel momento è scesa dallo steccato, ha detto, va bene a noi, tutto questo non ci sta bene, adesso scegliamo non necessariamente il cavallo che ci piace particolarmente, ma è il cavallo che ci piace o che meno ci dà meno problemi, ci dà più garanzie e hanno iniziato a sostenere i miei on line e questo, ovviamente, adesso è un processo dove loro sono stati estremamente efficace nella nell’aiutarlo. A consolidare il proprio potere e lui ha un potere che, secondo me, in questo momento è abbastanza difficile contrastare per
Fra i partirei come dato di fatto il fatto che mi on line che rimarrà al potere per parecchio tempo e non c’è una grande possibilità di vedere cambiamenti di di sostanza di questo, quindi la questione cosa fare quando il potere sarà così c’è ovviamente, e per l’opposizione questo non cambia niente però ricordiamoci l’opposizione soprattutto i gruppi etnici anche loro combattono da 70 anni non hanno orizzonti,
Immediati, cioè i Karen non è che si aspettano, hanno mai avuto aspettative di risolvere questa questione nei prossimi
Due mesi sanno benissimo che questa è una storia che andrà avanti, non era un problema prima, non lo è particolarmente oggi e continueranno a combattere e combattere fino a che otterranno i loro obiettivi, quindi a questo punto secondo me è abbastanza da tutti sta politico la situazione è abbastanza consolidata nel senso che mi Hollande al poté questo non vuol dire che il Paese sia stabile,
Assolutamente, perché questo paese è la fotografia, no, poi c’è la fotografia dinamica di un Paese che continua a vivere un periodo durissimo, dighe, debris, povertà diffusa di appunto, di sostanzialmente di una guerra tra bande, ma anche e soprattutto appunto di un regime militare molto dure di di un isolamento internazionale no,
Oltre al solito, l’isolamento si sta cioè l’isolamento internazionale lì e forse doveva ha avuto più successo, ma in un lager, tutti i Paesi.
Un occhio di tutti i Paesi confinanti l’anno praticamente riconosciuto, lui è potuta andare in India, è stato accolto bene in India tra poco ne parliamo no di questo di questo aspetto però diciamo, inizia adesso, dopo sostanzialmente, quasi sei anni, quasi quasi sei anni di no di una situazione straziante da quel punto di vista.
No, e con la situazione lo accennava, valere con la situazione all’interno del Paese che comunque rimane, in cui il regime, la giunta militare, insomma il regime ex militare, chiamiamolo come vogliamo in regime di Mina on line si è cambiato il destino, ha esatto continua a non controllare ampie fette del territorio,
Più ampie rispetto Tudini ricordavi Ranieri che già prima del golpe non controllava non controlla, insomma, c’erano ampia fetta del territorio che non erano sotto il controllo del dell’autorità centrale, ma oggi queste parti si sono allargate, continua la guerra, la guerra civile, continuano le difficoltà economiche all’interno del Paese perché in questa situazione,
Min Aung Hlaing, 12, ricordavi, spinto dalla Cina, con un forte pressione da parte cinese, ha deciso di andare a quelle elezioni e di lo dicevamo cambiarsi il vestito mettersi la cravatta
Ma la cosa interessante perché c’erano tra coloro che stavano a Yangon c’era sempre un po’il dubbio, perché la Costituzione non permette al presidente di essere anche il capo delle forze armate e tutti si erano posti la questione se il mio on line non avesse avuto timore di fare questa transizione al presidente perché avrebbe dovuto rinunciare ad essere il capo delle forze armate.
E quindi questo avrebbe aperto una vulnerabilità,
Era interessante è che questa vulnerabilità era stata anche identificata e, se vogliamo, proiettata da coloro i quali
Dicevano che bisognava procedere verso queste elezioni perché avrebbero creato una situazione di pluralismo più grande di quello che esisteva, che non ce n’era per niente, adesso esistevano diverse e, se vuoi diversi fuochi i quali avrebbero poi creato opportunità.
E però diciamo che c’era una parte, diciamo due due aspetti. Il primo è che mi on line, che è sempre voluto, ha sempre voluto fare il presidente, e cioè io non ci ho mai creduto neanche per un attimo quando dicevano no, poi in realtà, quando arriva questo dualismo, lui sceglierà di rimanere il capo delle forze armate, no, lui ha fatto tutto questo con un solo obiettivo, quello di diventare presidente. Questa era l’obiettivo prima delle elezioni del 2020. Questo è il motivo per cui si è scontrato con ANSA Su Kyi questa ad altri, ovviamente perché c’era un antagonismo atavico lì e poi, e quindi questo è sempre stato l’obiettivo. Insomma, questo è il raggiungimento di quello che lui percepisce, quello che gli è dovuto per qualche motivo, il secondo perché alla Cina gli conviene, cioè ritiene che sia un personaggio che comunque
è una un, diciamo, un regime che così è abbastanza sotto controllo stabile, può fare quello che vuole, perché ricordiamo la Cina non è che interessa il Myanmar per intero, cioè c’è la la la non lo vede il Myanmar come un’entità unica da gestire nell’insieme da trovare soluzioni nell’insieme, allora quello che gli interessa il corridoio, il Corridoio loro strategico, quindi l’obiettivo principale era stabilizzare quel corridoio e l’hanno fatto sono riusciti. Poi, se nel Sud di questo corridoio ci sono ancora attenzione, va be’vedremo se la sbrighi diranno loro, non se la sbrighi diranno, gli daremo una mano. Una cosa però, in realtà è meno importante, cioè per loro, appunto, non è mai stato visto come
È un un, una situazione, una, una, un’entità unica al Myanmar ed è per questo che oggi diciamo che, mentre il pm on line finalmente si può fregiare di essere il presidente del Myanmar, in realtà i problemi non sono stati risolti. Si sono in qualche caso sono stati attenuati. Nel Nord Anshan, ad esempio, è riuscito a riprendere un po’di territorio nel nord del Paese, forse anche nel Sud è rimasto più o meno stabile, ira Cain ha perso, tanto va. Beh, quella è una situazione, perché poi la cosa paradossale il gruppo etnico meno influenzabile dalla Cina è quello di tutti quanti sono tutti che ricevono armi in maniera diretta o indiretta dalla Cina, ma quello del dell’Arakan Army è sempre stato il gruppo, anche per per distanza geografica, più
Diciamo, indipendente da quel punto di vista più autonomo dalla volontà cinese, se vogliamo.
Ranieri, tu l’hai, citato tante volte a questo punto parliamo anche di Cina, perché anzi tornano continuiamo a parlare anche di scena dal rapporto col Myanmar, perché è proprio una manciata di settimane fa e in questo tentativo proprio del del capo della giunta militare del Myanmar di uscire dall’isolamento c’è stata la visita a Pechino.
Non è la prima volta già un anno fa, Mina on line, era stato ospite,
Sia al al vertice della Shanghai Cooperation Organisation dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai a Tianjin, poi aveva partecipato alla sfilata su Tienanmen alla sfilata degli autografi, quella insieme a Kim Jong un Vladimir Putin, insomma, tutta quella Giulio tra tutta quella bella gente c’era anche Min Aung Hlaing,
È tornato però a Pechino praticamente in visita in visita ufficiale, si Gianpi, gli ha steso, gli ha steso il tappeto rosso in questi cinque anni i rapporti tra Pechino e la giunta alle accennavamo sono stati contraddittori.
La Giunta abilità, chiedo scusa, Pechino aveva buon, aveva avuto buoni rapporti con Aung San Suu Kyi negli anni appunto, del del quant’è il tentativo di coabitazione militari, governo, governo civile sono stati molto cauti nei primi nei primi tempi, dopodiché all’indomani proprio di quella grossa offensiva nel nord del Paese in cui di fatto i gruppi della resistenza tolgono to tolgono il controllo alla Giunta anche del posto di frontiera con la Cina. Li cambia qualcosa e iniziano delle pressioni, pressioni sui gruppi etnici, eccetera, eccetera tu, in quel periodo a Yangon, quindi lei le conosce bene la vissute. Bene come mai è successa questa cosa, perché Pechino ha scommesso sulla giunta militare
Ma Pechino non ha una, diciamo che la se vogliamo la forza della Cina anche quando si occupa di politica internazionale e che non persegue una un’armonizzazione ideologica, quei Paesi con cui si occupa differenza, se vogliamo, è l’Occidente che ci tiene a promuovere i principi e valori e un certo tipo Pechino s’interessa esclusivamente dei propri interessi economici, quindi si è trovato a cercarlo sempre andare d’accordo con chiunque fosse al potere, purché gli garantisse il massimo dei loro interessi economici, strategici e Myanmar. Ricordiamo il ma mia madre è il paese più strategico che esista per la Cina, cioè e se vogliamo si parla dello stretto di Hormuz o in questi giorni, ma lo stretto di Hormuz per la Cina è niente in confronto a quello che è lo Stretto di Malacca
Il Myanmar e la la carta per sdoganarsi dallo Stretto di Malacca, quindi probabilmente l’interesse strano offre alla Cina un oceano in più,
Esatto un affaccio su un oceano in più e non un oceano, per modo di dire proprio tra l’Oceano Indiano, quindi non c’è niente o c’è o non c’è niente di più strategico per lo più di questo no, quindi loro l’unica cosa che gli interessava, considerando anche che, insomma, la mia madre è l’unico Paese al mondo che non è cioè voi immaginate in Europa no ai piccoli Stati membri quelli in mezzo a quelli più grandi, le difficoltà o sennò il Canada o il Messico con gli Stati Uniti, cioè,
Il Myanmar, un Paese, 50 milioni di abitanti in mezzo a due paesi che un ognuno fa più di un miliardo di abitanti. Quindi diciamo che questo problema è e alla e alla potenza, no, ecco questo punto, la la il diciamo, la Cina è stata
Hertz ha avuto ottimi rapporti con San Suu Kyi e e in questo momento ha dovuto prendere una situazione di stallo, si è messo un attimo a guardare quello che succedeva non era contenta del colpo di Stato, era abbastanza contenta dello status quo, si è ritrovato un colpo di Stato,
Accade senza fini, non ama l’instabilità in nessuna sua fortuna e quindi l’apertura di una guerra santa.
Ai confini
In che poteva in questo stato di instabilità, cercando di così di consolidare un po’il proprio interesse strategico fino a che a un certo punto c’è stato un problema, ci sono stati questi famosi SKAM Center che erano diventati un problema talmente grande ma talmente grande anche per la Cina, anzi, soprattutto per la Cina, che bisognava fare qualcosa e loro senza essersi impegnati in maniera chiara e forte. Col mio Langhe chiedevano il ritorno da lui che si impegnasse aiutare a risolvere questo problema degli Skunk center, cosa che non è successo e a un certo punto ha pensato ho visto che ci sono dei gruppi etnici che tutto sommato potrebbero portarmi un riposo ritorno rapido. Lasciamogli fare il loro lavoro, si sporchino le mani loro, risolvano
E questo questo problema degli Scout Center e poi vediamo se non che la cosa gli era un po’scappata di mano perché questi gruppi etnici non solo sono andati dentro i SKAM, i SKAM Center, dove si trovavano ma son, hanno iniziato a andare velocemente anche al di fuori e lì la situazione sia un po’complicata perché erano perché questo chiaramente era era instabilità erano un fenomeno che non volevano farsi scappare di mano e poi c’era anche questa paradossale più possibilità di unione tra questi gruppi etnici e i gruppi di opposizione.
Al dove dove vive, Francesca Bangkok, il famoso energy, che ora, non da quello che ho capito, non esiste più o perlomeno non esiste più nella forma originale che erano visti da Pechino come forces, forze filo occidentali, in particolare filoamericane, in quanto sostenute finanziariamente e politicamente dall’Occidente dagli Stati Uniti qui l’ultima cosa voleva vedere era un progresso verso l’instabilità gestito da gente che era praticamente filo occidentale.
Qui a quel punto ha deciso beh, adesso non è inutile rimanere sullo steccato, cerchiamo di di di intervenire e di stabilizzare la cosa, sono andate mio Langhe, gli hanno imposto una serie di di di di cose in cambio del soldi del proprio sostegno e la Cina è riuscita a imporsi a questi gruppi etnici e fermarli per me è una delle immagini più interessanti di quel tempo che,
Non ho mai veramente capito perché l’avesse fatto, però, era era una forma, se vogliamo anche di bullismo, quindi a un certo punto il il regime aveva nelle proprie prigioni i leader di questi SKAM Center, che la Cina voleva. Non è bastato che la Cina li ricevesse, cioè che il mio Langhe, gli desse, questi leader degli Skunk center, ma la Cina è andata a prenderseli e ha mandato le proprie truppe speciali, vestite in uniforme da truppe speciali a prenderli vestiti così a Nepi do era strano, cioè c’era della coreografia strane in piedi avevano messo dei cartelli in inglese. Qual è il motivo di mettere dei cartelli in inglese a queste prigioni? Quindi lì c’era proprio un tentativo quasi di umiliazione per dire guarda
Tu adesso fa esattamente quello che ti Prudentino o sennò tu finisci male. Qui è stata un’operazione di Forza Terracina che a un certo punto è e poi per non bisogna scordarsi a mio on line, mio Lange ha sempre avuto un grandissima così sfiducia o sospetti era estremamente sempre stato la parte sospettosa verso la Cina. Infatti Mion Lange ha cercato disperatamente una sponda dalla Russia. Il problema della Russia, che non è un Paese, c’è chi può dare la sfonda, ma non ti può dar nient’altro. Insomma, ti dà la spia la spalla, ma non ti può dare poi
Siccome sono pochi minuti Ranieri Sabbatucci Francesco nei decenni ne approfitterei, per fare due cose, fare un recap di quelli che sono i contatti, appunto le visite che Pyongyang ha fatto in questi ultimi mesi e perché sono strategico abbiamo citato appunto adesso Cina, Russia ma non solo e l’altro elemento è visto che ne abbiamo parlato a microfoni spenti e anche perché Ranieri Sabbatucci diciamo esce diciamo, da ambasciatore europeo in Myanmar, rientrato in Italia,
Che cosa ne esce, che cosa ne resta anche della presenza o dell’influenza europea in Myanmar e di insomma, cosa stiamo facendo tutto stiamo facendo in generale occidentale assoluta, me li ricordo Barack Obama a 10 anni fa?
Insomma, era stata la grande vittoria diplomate, probabilmente la più grande vittoria diplomatica di Barack Obama della presidenza di Barack Obama proprio.
Le visite sue e di Hillary Clinton a Yangon e Anna vedova logopedisti,
Ranieri sì.
Guarda e di ciò che noi abbiamo avuto questa e le le le Loch, il mondo occidentale ha avuto una, diciamo ha avuto una difficoltà legata, se vogliamo un po’al alla tradizione storica diplomatica, nel senso che quando c’è un colpo di Stato non si può e non si deve avere un un engagement, un impegno non si possono avere dialoghi, c’è un po’l’impressione che,
È un’espressione di sdegno serva, sia abbastanza influente da poter cambiare gli animi, i punti di vista dal permettere anche a coloro i quali si trova in questa situazione di poter cambiare o di di di ritornare, come si diceva all’epoca è ritornare nelle caserme ora francamente, non è che questo sia un qualcosa che abbiamo visto in in massa cioè in giro per il mondo questo tipo, da d’atteggiamento non ha portato i risultati sperati, cioè questa questa forma espressioni sdegno purtroppo non ha cambiato le cose Perotti tendenzialmente isolato l’Occidente in una serie di paesi e la questione era assolutamente comprensibile dal punto di vista della coerenza dei principi
Però non necessariamente diciamo produttiva nel tenimento di una serie di principi, perché a un certo punto, una le cose che bisogna anche ricordare che l’Unione europea non ha preso delle posizioni ha preso una posizione molto chiara, però ha avuto, diciamo, degli forme di scambio con il regime in maniera tale da poter ottenere dei risultati a livello di questi principi quindi ci sono state anche,
Pena di morte che sono state commutate, ci son state liberazione di di sindacalisti, ci sono stati tutta una serie di piccoli di di cose importanti. No, piccole cose di cose importanti, ottenute attraverso una forma di diplomazia sottotraccia che non voleva assolutamente, non ha riconosciuto la legittimità del regime, ma semplicemente ho cercato di di mettere sulla carta, cioè di di non lasciare quei principi sulla carta, ma di o di avergli sulla pratica. Ecco quindi, secondo me, adesso sarebbe abbastanza importante anche imparare da queste storie. No, cioè quanto questo tipo, cioè le le sanzioni, sono uno strumento efficace. Non parliamo adesso de dalla parte morale, ma solo dell’efficacia. Le sanzioni sono uno strumento efficace per produrre cambiamento, dove è stato ottenuto chi ha pagato quando non è stato ottenuto, cioè una riflessione onesta indipendente, secondo me è necessarie ed è sempre più necessario un mondo che diventa più travagliato, dove bisogna, alla fine trovare amici dove amici sono magari erano meno amici, però forse oggi possiamo essere più aperti, perché non è più quello di vent’anni fa, oramai bisogna cercare di formare coalizioni anche e soprattutto direi, con il Sud del mondo e non tutto il Sud del mondo è esattamente sulla stessa dal punto di vista, in linea di principio dell’Europa e quindi a questo punto è una questione scelta. Ecco, secondo me, è una cosa che avremmo potuto. Potremmo imparare dalla Cina l’importanza di non
Diciamo di di, cioè la cosa migliore è fare le cose e farle secondo quello come le puoi fare dopodiché la gente capisce regimi capiscono quello che crea più influenza che semplicemente esprimere sdegno infatti le sanzioni che poi non producono risultati o comunicati stampa che poi sì, abbiamo detto quello che pensiamo, però poi in pratica non è non esce neanche una persona di prigione, non c’è una
Non ci sono fenomeni che poi in realtà mostrino che questi tipi di principi di siano consolidate, insomma, Francesca
Anche anche perché, anche perché c’è un grosso rischio che io debbo dire già ti avevo raccontato a te e Valeria mi sta proprio nell’ultima puntata che avevamo fatto Damiano a fine a fine 2025 e che si inizia a vedere un po’anche in Myanmar come inevitabile cioè di come la diaspora Väinö va in una direzione e e chi continua a vivere nel paese va in un’altra e ha priorità diverse,
Lo abbiamo visto, diciamo così anche recentemente, credo su qualche crisi in Medio Oriente, su quello che dicevano gli attivisti all’estero, è quello che poi succedeva all’interno del del Paese ed è molto pericoloso e in qualche modo in Myanmar c’è e dall’altro abbiamo provato a raccontare il ruolo strategico del,
De del Myanmar, sicuramente per la Cina, lo è anche per la Russia, con questo rapporto, tra l’altro, i russi intendono aprire un porto igni Anmar ad Away che darebbe appunto anche a Mosca un accesso diretto non solo al Sud Est asiatico ma anche all’Oceano Indiano ma
Anche altri attori hanno ricevuto Mina on line, per esempio prima di andare a Pechino in queste settimane, il Ca’
Capo della giunta militare del Myanmar è andato a Delhi, cioè il Paese che ama definirsi come la più grande democrazia del mondo, perché perché per l’India, il Myanmar è un passaggio fondamentale nella strategia di Narendra Modi di guardare a est, di aprire proprio al al Sud Est asiatico e avevo viaggiato anche ne ne ne nei ni negli Stati del nord-est del dell’India anche lì ci sono i grandi progetti infrastrutturali vicino al porto cinesi e va Cain,
Proprio sito e dovrebbe nascere anche un porto, un importante porto indiano, ci sta tutta la partita che si gioca sui Paesi del Sud-Est asiatico e quanto spazio dare all’interno ah ah ah, la Giunta militare nei paesi del Sud-Est asiatico, recentemente il capo della Giunta militare è stato anche in Laos, un paese piccolo abbastanza ininfluente sotto popolato però appunto un pezzo del un pezzo dell’ASEAN così come era avvenuto a Bangkok proprio all’indomani del terremoto.
In quella che era stata una visita che, tra l’altro, col senno di poi, possiamo dire che è stato il vero il vero palcoscenico interno, il primo vero palcoscenico internazionale per te termina on line insomma, non ce ne occupiamo più, non se ne occupa quasi più nessuno e Castaldi quasi completamente dimenticata.
Eh, eh, eh eh, coperta da altre crisi, ma il Myanmar, secondo me, rimane una delle grandi delle grandi crisi dell’Indo Pacifico, una delle grandi crisi dell’Asia non accada. Insomma, è Laguna una guerra civile di queste dimensioni che abbiamo detto nel cuore della regione più dinamica del mondo e che per chi vuole capire il mondo forse dovrebbe guardare anche al Myanmar esatto, e intanto noi ci dobbiamo fermare qui. Eravamo premesso che purtroppo mezz’ora non sarebbe bastata per fare davvero un aggiornamento di tutto quello, e intanto c’è da dire sul Myanmar, però intanto, insomma, abbiamo iniziato a farlo continuare il nostro racconto che ambrosiani, che acquistò Radio Radicale, per questo ringrazio ovviamente il compagno di viaggio
Francesco Radicioni e grazie a Ranieri Sabbatucci, già ambasciatore dell’Unione Europea in Myanmar, oggi in Italia, grazie ancora a voi che ci ascoltate sempre così attentamente la prossima.


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