al via la seconda settimana di “Percorsi di senso” tra teatro, sinestesie e passeggiate sensoriali – Lavocediasti.it



La sesta edizione del Quadila Festival, la rassegna itinerante ideata dalla compagnia teatrale Lo Stagno di Goethe Ets, entra ufficialmente nel vivo del suo fitto palinsesto estivo. Dopo i primi passi mossi a metà giugno, l’edizione 2026 si dispiega ora in tutta la sua ricchezza e, dal 15 al 19 luglio, si concentra sulla sua seconda, intensa settimana di appuntamenti. Il festival, che si muove quest’anno sotto il titolo di “Percorsi di senso”, abita un territorio diffuso tra il Torinese e l’Astigiano, trovando il suo cuore pulsante ad Albugnano ma toccando anche i comuni di Casalborgone e Pino d’Asti in un viaggio che unisce arte, riflessione e convivialità.

Al centro della proposta culturale di quest’anno si colloca una profonda riflessione sulla dimensione sensoriale dell’esperienza umana. In una società occidentale contemporanea dominata dalla forte supremazia della vista, che spesso relega gli altri sensi a un ruolo marginale, il Quadila Festival lancia una sfida aperta per restituire la straordinaria complessità e bellezza della percezione della realtà. Attraverso il teatro, la musica, i laboratori corporei e i momenti di scambio, la rassegna gioca sulla triplice accezione della parola “senso”: inteso come strumento fisico con cui partecipiamo alla vita, come significato profondo che attribuiamo al nostro tempo e come direzione da imprimere al cammino comune, mantenendo sempre una cifra stilistica fondata sulla leggerezza e sulla dimensione comunitaria.

Il sipario sulla seconda settimana si alza mercoledì 15 luglio alla Sala Camilla Serafino di Albugnano con lo spettacolo teatrale “Colors – Quando la mente incontra i sensi”, una produzione della Compagnia Altrevoci. Con il testo e la regia di Paolo Forsennati, l’attore Alessandro Piron dialogherà con le proiezioni cromatiche e con le musiche originali eseguite dal vivo al pianoforte da Isabella Boffa Ballaran. Lo spettacolo è un viaggio intimo ed emozionale che esplora la meraviglia della sinestesia, svelando desideri e trasformazioni interne e invitando il pubblico a vedere i suoni e ad ascoltare i colori.

Giovedì 16 luglio l’epicentro del festival si sposta a Casalborgone per un doppio appuntamento teatrale. Si comincia nel tardo pomeriggio tra le vie del centro storico con “Cosa resta di Giulietta”, uno spettacolo itinerante e site-specific curato da Giulietta De Bernardi che vede in scena un gruppo di giovani interpreti tra i 16 e i 20 anni. Partendo dalla tragedia shakespeariana, i ragazzi si interrogano sull’attualità degli amori ostacolati da ragioni di genere, sociali o religiose, trasformando la rabbia originale in un coinvolgente percorso nello spazio urbano. In serata, ci si sposterà al Teatro San Carlo per “Il funerale di mia madre – The show“, una commedia politica prodotta da Fondazione Solares Teatro delle Arti, TangramTeatro ed Enchiridion. Scritto da Kelly Jones e diretto da Francesca Montanino, lo spettacolo affronta con graffiante ironia i temi della disuguaglianza sociale, del lutto e della fragilità dei legami familiari attraverso la storia di una giovane drammaturga costretta a capitalizzare la propria povertà per pagare le esequie della madre.

Il fine settimana si apre venerdì 17 luglio nel suggestivo Cortile dell’Antica Canonica di Albugnano, spazio quattrocentesco storicamente legato all’Abbazia di Vezzolano. Qui debutta il Quadila Bar, un’iniziativa curata dall’associazione NessunIsola Aps in sinergia con l’Enoteca Regionale di Albugnano e il progetto Riviera Monferrato, pensata come spazio di sosta e socialità dove degustare i vini del territorio e i prodotti a chilometro zero. La serata proseguirà prima con una cena condivisa, organizzata insieme alla Pro Loco, e poi con l’energia travolgente del concerto dei Melty Groove. Il power trio, formato da Alice Costa, Edoardo Luparello e Carlo Peluso, presenterà il disco originale “Free hands”, offrendo una travolgente fusione di soul, funk, rock e pop arricchita da visual e carisma scenico.

La giornata di sabato 18 luglio comincia presto ad Albugnano con il laboratorio “Sensi in movimento – Pilates e Sacks” condotto da Gabriella Minniti. L’incontro propone un’esperienza di consapevolezza corporea e respiratoria che troverà il suo culmine poetico nella lettura teatrale affidata a Rui Albert Padul, incentrata sulle pagine del celebre neurologo Oliver Sacks. Di sera il festival si trasferisce nel Giardino Don Luigi Bruno di Pino d’Asti per un trittico di performance sotto il grande ulivo del “Teatro greco”. Si inizia con la restituzione della residenza teatrale “Al margine di un bosco presso lo stagno” di Nicolas Toselli e Dora Macripò, una rilettura del Woyzeck di Büchner che ne esalta l’originale frammentarietà, incentrandosi sulle dinamiche del patriarcato e del femminicidio. A seguire, l’azione d’arte visiva e performativa “To reach”, a cura di EO Arte e interpretata da Matteo Michele Bisaccia, precederà lo spettacolo finale “Sixto – L’uomo che visse due volte”. Interpretato da Rui Albert Padul per la regia di Alessandro Zatta, lo spettacolo racconterà l’incredibile storia vera del cantautore di Detroit Sixto Rodriguez, diventato a sua insaputa l’idolo dei movimenti anti-apartheid in Sudafrica. Durante tutta la serata sarà attivo un servizio di ristoro curato dall’Associazione Forme Canoniche.

Domenica 19 luglio si aprirà all’insegna dell’esplorazione del territorio con “Sostare sensoriale“, una camminata naturalistica in partenza dall’Agriturismo Terra e Gente di Albugnano. Guidati da Lucia Cane, i partecipanti attraverseranno tre storiche cascine della zona, cimentandosi in prove olfattive, visive e gustative dedicate alla terra, alle erbe e al vino, accompagnati dalle letture teatrali degli attori de Lo Stagno di Goethe su testi di Beppe Turletti. Nel pomeriggio, la Sala Nilde Iotti ospiterà il workshop intensivo di danza e maschere “Nascere nel gesto”, condotto da Alessandra Fumai e Alessandro Sanzone di Anthropos Teatro, un percorso aperto ai maggiori di sedici anni per esplorare il movimento del corpo attraverso l’uso delle maschere larvali. La sesta edizione del festival saluterà la sua seconda settimana tornando nel Cortile dell’Antica Canonica per l’apertura serale del Quadila Bar e per l’atteso spettacolo internazionale “Il canto dei possibili”, una favola sonora firmata dalla Schoß Company svizzera. La performance viscerale di Lisa Tatin, supportata dall’elettronica di Till Lingenberg, indagherà le infinite e pure sfumature della voce umana, spostando definitivamente l’attenzione dello spettatore dall’atto di vedere a quello di ascoltare e sentire profondamente.

Tutti gli spettacoli e gli incontri della rassegna sono a partecipazione gratuita con la possibilità di lasciare un’offerta libera a sostegno del festival, ad eccezione del workshop domenicale di maschere, riservato ai soci o accessibile tramite tesseramento annuale. In caso di maltempo, per ogni evento sono previste sedi alternative al coperto nei medesimi comuni.




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