Riapre il Teatro Rossini dopo i lavori di riqualificazione. Intervento da 535mila euro


«Promessa mantenuta: riapriamo il Teatro Rossini dopo i lavori di riqualificazione da 535mila euro resi possibili da RivieraBanca (235mila euro) e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (150mila euro) e con l’impegno dell’Amministrazione comunale di 150mila euro» così il sindaco di Pesaro Andrea Biancani al taglio del nastro del simbolo della cultura pesarese. L’emozione della riapertura si percepisce già all’ingresso in sala. Ad accogliere il pubblico sono le quattro date che segnano altrettanti momenti chiave della storia del Teatro Rossini, casa del ROF e, tra le altre, della Stagione di Prosa (che ripartirà da qui questo autunno per l’edizione 2026/2027) e simbolo del profondo legame tra Pesaro, la musica e la cultura in senso lato. Quando il drappo rosso è sceso svelando l’ultima data, il 2026, l’orgoglio di restituire questo luogo alla città e al mondo della musica è stato condiviso dai presenti. Primo su tutti il sindaco Andrea Biancani: «Questa è una data che volevamo cristallizzare. Abbiamo sempre avuto ben fisso davanti agli occhi l’obiettivo di aprire il Rossini per il ROF 2026 e l’abbiamo sempre dichiarato – ha detto -. Ma oggi siamo riusciti a fare di più: abbiamo terminato 535mila euro di lavori 3 settimane prima della “prima” (l’11 agosto con l’opera Le Siège de Corinthe all’Auditorium Scavolini; il Festival sarà al Teatro Rossini dal 12 agosto con l’opera L’occasione fa il ladro, ndr) e possiamo riaprire il cuore vivo della cultura della città ai pesaresi e agli appassionati dell’arte e della cultura. Lo facciamo con una splendida inaugurazione, lo spettacolo di voci offerto dei cantanti dell’Accademia Rossiniana “A. Zedda”, talenti internazionali che calcano per primi il palco del Rossini, dopo l’importante intervento di restauro e riqualificazione che abbiamo completato in tempi record».

Biancani parla al plurale perché plurali sono stati gli interventi messi in atto dall’Amministrazione, e li ripercorre: «Siamo partiti subito dopo il ROF, a settembre 2025, con le verifiche che abbiamo fatto e da cui era emersa la necessità di consolidare gli stucchi del boccascena dopo la caduta di un pezzo di intonaco. È stato un momento complicato, si doveva decidere cosa fare e chiudere inevitabilmente il Teatro per fare i lavori. Siamo andati avanti ma non ci siamo fermati a fare lo stretto indispensabile. La chiusura del Rossini, fatta non a cuor leggero meritava un’attenzione in più. Abbiamo quindi ampliato le verifiche degli stucchi all’intero solaio e ai palchi. E abbiamo anche valutato (e iniziato a progettare) un intervento per risolvere in maniera definitiva il problema delle infiltrazioni dal tetto». L’Amministrazione ha iniziato a correre, coinvolgendo i vari assessorati e uffici tecnici, «Insieme al vicesindaco Vimini, all’assessora alle Manutenzioni Della Dora e all’assessore alle Nuove opere e al Bilancio Pozzi in particolare, abbiamo messo a terra le risorse per i primi interventi di restauro degli stucchi e delle parti lignee decorate (attingendo anche dal Fondo di riserva) e cercato di individuarne delle altre per il rifacimento del tetto». E mentre le operazioni agli stucchi procedevano, gli uffici lavoravano al progetto per la copertura e ai finanziamenti per “coprirlo”. L’Amministrazione comunale ha messo a bilancio le risorse per il tetto («ci siamo dati questo intervento come priorità, e lo porteremo avanti in ogni modo» avevano detto il sindaco a fine settembre 2025) e, allo stesso tempo, ha deciso di attivare una nuova possibilità: «A fine novembre 2025 insieme al vicesindaco abbiamo attivato l’Art Bonus per il Teatro Rossini – ricorda Biancani – e lanciato l’appello ai mecenati della città interessati a fare uno straordinario gesto d’amore per la cultura e la musica di Pesaro sostenendo l’intervento da 385mila euro che avevamo previsto». Tempo un mese e mezzo e a rispondere sono state prima la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, con un contributo di 150mila euro, poi a metà febbraio 2026 RivieraBanca con un contributo di 235mila euro «una scelta concreta e potente a favore della cultura del territorio». Il 2 marzo sono partiti i lavori di rifacimento del tetto del teatro. A inizio luglio, al termine del sopralluogo, la decisione di un ulteriore intervento da circa 70mila euro «per il miglioramento complessivo degli spazi maggiormente frequentati dal pubblico. Senza le poltroncine i segni dell’usura erano ben visibili e abbiamo scelto di agire anche sulla parte bassa dei palchi del primo ordine, un’area particolarmente esposta alla presenza del pubblico e alle attività di allestimento, con tutto quello che ciò comporta. È stata l’occasione per pensare di consolidare anche il maestoso lampadario centrale della sala» precisa Biancani. L’Amministrazione ha quindi avviato il recupero degli elementi deteriorati, il consolidamento delle superfici, la ricostruzione delle decorazioni mancanti, il ripristino delle finiture e l’applicazione della foglia oro nelle parti restaurate. Si è intervenuti anche sugli spazi dei servizi igienici, dei camerini e del locale fonici. Le ultime settimane sono state anche quelle in cui si è proceduti alla ritinteggiatura delle parti ammalorate del foyer e alla sostituzione delle lampade della sala con illuminazione a Led grazie all’impegno di AMAT.

«È stato un lavoro organico, con interventi non solo sulle parti strutturali ma anche su quelle che incidono sulla qualità e sull’accoglienza degli spazi – dice il sindaco Biancani -. È stata una visione complessiva e coerente di recupero e miglioramento che oggi ci consente di restituire il Teatro Rossini alla città e al suo pubblico internazionale. Il prossimo obiettivo è restituire anche il lampadario centrale, in tutto il suo splendore, per la prima del ROF».

L’assessore alle Nuove Opere Riccardo Pozzi, sui lavori alla copertura: «Gli interventi hanno riguardato la parte del tetto che aveva evidenziato le criticità, con il rifacimento e l’impermeabilizzazione della copertura. Un investimento di 385 mila euro, reso possibile grazie al contributo di RivieraBanca e della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro. Ci eravamo impegnati a riaprire il Teatro Rossini in tempo per il Rossini Opera Festival e abbiamo mantenuto la promessa, con qualche giorno di anticipo. Restituiamo alla città uno dei suoi luoghi simbolo grazie a un lavoro di squadra che ha coinvolto istituzioni, tecnici e sostenitori. Il Teatro Rossini compie 208 anni ed è un patrimonio che richiede manutenzione costante. Voglio ricordare anche l’impegno del sindaco Andrea Biancani per questo teatro: già nel 2002, da consigliere regionale, si adoperò per reperire le risorse necessarie al recupero della Sala della Repubblica. A quell’intervento sono seguiti quelli su via Oberdan, l’efficientamento energetico e, oggi, questo intervento sulla copertura, che ci permette di riconsegnare il teatro alla città in piena sicurezza e funzionalità».

Per l’assessora alle Manutenzioni Mila Della Dora, quella di oggi «è una giornata importante perché restituiamo alla città un luogo simbolo dell’identità dei pesaresi. È il risultato di un grande lavoro di squadra e di una collaborazione virtuosa tra pubblico e privato, di cui siamo particolarmente orgogliosi. Ricordiamo tutti il momento in cui, nel settembre 2025, siamo stati costretti a chiudere il teatro. Oggi possiamo dire di aver mantenuto l’impegno assunto con la città, riaprendolo in tempo per il Rossini Opera Festival 2026. Ringrazio i professionisti e tutte le maestranze che hanno lavorato per raggiungere questo risultato. Abbiamo realizzato ulteriori interventi di manutenzione per circa 150 mila euro, finanziati anche attraverso il Fondo di riserva, perché l’obiettivo condiviso era restituire il teatro alla città nel più breve tempo possibile. I lavori hanno interessato il boccascena, gli stucchi e altri spazi, tra cui i camerini, grazie anche alla collaborazione di AMAT. Viva il Teatro Rossini!».

Il vicesindaco assessore alla Cultura Daniele Vimini sottolinea come questo sia «un momento che riunisce l’intera comunità», ringraziando innanzitutto RivieraBanca «non solo per il contributo economico, ma anche per aver creduto fin dall’inizio in questo progetto». Così come fatto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, con la quale il Comune porta avanti da anni una proficua collaborazione: «Gli interventi realizzati nel tempo ci hanno consentito di valorizzare e tutelare il nostro patrimonio, dimostrando come la sinergia tra pubblico e privato possa produrre risultati concreti». Vimini evidenzia il valore particolare dell’intervento, che riguarda il Teatro Rossini, una struttura con oltre due secoli di storia. «Grazie anche alla Soprintendenza e a tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo traguardo. Il Teatro Rossini è la casa della città e, proprio per questo, necessita periodicamente di interventi significativi che ne preservino la bellezza e la piena funzionalità». Il vicesindaco cita un significativo precedente storico: «Nel 1980 il teatro riaprì dopo i lavori di restauro con Luciano Pavarotti; oggi riapre con l’Accademia Rossiniana, che rappresenta i giovani, il futuro del Rossini Opera Festival e un motivo di grande orgoglio per la città». In conclusione, Vimini esprime «un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questo importante sforzo condiviso».

Il presidente di RivieraBanca Fausto Caldari: «La cultura dell’arte musicale è un contributo al miglioramento della civiltà, è motivo di aggregazione tra persone appassionate, di ispirazione per i giovani, è nutrimento per l’anima. RivieraBanca è una Banca con l’anima e ha voluto sostenere l’opera di ripristino dello storico Teatro Rossini, poiché le iniziative qui realizzate, oltre che sulla cultura, impattano sull’economia e sul turismo, ravvivano la comunità e il senso di appartenenza al territorio, dando continuità a un forte indotto, favorendo il lavoro e l’interscambio culturale con artisti di tutto il mondo».

«Il rilievo internazionale del Teatro Rossini – sottolinea Marco Cangiotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro – rende il giorno della sua riapertura al pubblico estremamente significativo, e la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro è fiera di avere dato un apporto fondamentale. Molti sono i bisogni della comunità e la Fondazione è sempre in prima linea per rispondere ad essi. Oggi festeggiamo un intervento a favore della cultura, consapevoli che essa non è un “lusso”, ma ciò che caratterizza l’uomo perché gli permette di esprimere la sua capacità di realizzare la bellezza e la verità, senza le quali la vita si ridurrebbe a un breve ciclo biologico destinato a morire. Nella cultura si manifesta la grandezza dello spirito umano e la sua capacità di opporsi alla morte. In questo senso, il nostro Teatro è un luogo dove continuamente si sperimenta il vero valore della nostra umanità. Dovevamo prendercene cura, e l’abbiamo fatto».

Manutenzione straordinaria del tetto – 385mila euro

La manutenzione straordinaria della copertura del Teatro Rossini è stata realizzata per risolvere le infiltrazioni d’acqua che interessavano il tetto e alcune aree dell’edificio. I lavori hanno previsto il rifacimento delle parti più deteriorate, il miglioramento dell’impermeabilizzazione, la sostituzione di gronde e pluviali, il ripristino di alcuni elementi esterni e alcuni interventi di manutenzione all’interno del teatro. Sono iniziati il 2 marzo e si sono conclusi il 29 giugno 2026, nel rispetto del cronoprogramma previsto di 120 giorni. L’intervento è stato eseguito dalla ditta appaltatrice S.C.R. Italia S.r.l., con il supporto delle ditte subappaltatrici Nefa S.r.l., Protetti di Molnar Josef, Isoclima 2 S.a.s. e CIPA di Cancellieri Maurizio. Alle lavorazioni hanno inoltre collaborato, in qualità di ditte subaffidatarie, Arteferro S.r.l., Garden Plan S.r.l., BMS Impianti di Cappanna Stefano & C. s.n.c., Gnoli Lino & C. s.n.c., Giada Claudio & Romani Luca s.n.c. e S.I.A. S.r.l.. Responsabile Unico del Procedimento è stato l’architetto Maurizio Severini, dirigente del servizio Opere pubbliche e Patrimonio del Comune di Pesaro.

Restauro degli stucchi e delle parti lignee decorate – 150mila euro

L’intervento ha previsto il restauro totale del boccascena mediante ripresa e consolidamento di tutte le porzioni, sistemazione generale mediante verifica e consolidamento della zona platea, palchi e del soffitto affrescato, adeguamento impiantistico. Le operazioni, dal costo complessivo di 130mila euro di fondi propri dell’Amministrazione comunale, sono iniziate con le verifiche da settembre 2025 e si sono conclusi a luglio 2026 interessando tutta l’area platea e il boccascena. A realizzarli sono state le imprese Gamma Restauri srl, Gambini Mario srl, Aplomb srl. Per il Comune: RUP Geom. Loris Pascucci; D.l. Architettonico l’Arch Eros Giraldi, dirigente Servizio Infrastrutture Smart City del Comune di Pesaro.




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