il processo Galbiati-Teodorani, intervista al prof. Luigi Ciaurro (23.07.2026)


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Radio Radicale parliamo del del 25 luglio 1943 e con Luigi Ciaurro, docente di diritto costituzionale all’allusa colonnello del Corpo militare della Croce Rossa Italiana, vogliamo parlare di un di un di una di un aspetto particolare del del 25 e del 25 luglio che poi portò anche a una a uno scontro giudiziario nel secondo dopoguerra tra il 1955 al 1956,
Alludo al processo
Bunny Galbiati, Teodorani Galbiati, che fu un processo clamoroso,
Noi partiamo da da questo viaggio nel 25 luglio 1943 per chiederci se in realtà il fascismo avrebbe potuto difendersi dal suo, dal suo crollo e dal voto di sfiducia del del Gran Consiglio del fascismo.
E per questo noi partiamo dalle ore successive al al voto di sfiducia degli del Gran Consiglio al termine della discussione del Gran Consiglio interviene il capo della milizia della milizia volontari del servizio nazionale e in generale Galbiati, che era un fedelissimo di di Mussolini e che era membro di diritto al Gran Consiglio che vota contro l’ordine del giorno di Dino Grandi e subito dopo la discussione e la e la bocciatura del dell’ordine del cioè delle I, il passaggio dell’ordine del giorno Grandi.
Galbiati avvicina Mussolini, sostenendo che quel voto non ha alcun valore giuridico e costituzionale, poi, il mattino dopo, propone a Mussolini di arrestare i 19 ministri gerarchi membri del Gran Consiglio che hanno votato contro di lui.
Benito Mussolini non lo non lo ascolta e nelle ore successive, addirittura qualcuno gli propone un piano di emergenza, c’è una telefonata e avviene tra Mussolini e un’eccellenza alle ore 16:20, poco prima che Mussolini si recasse a Villa Savoia, per conferire con Vittorio Emanuele terzo che gli garantisce e di aver approntato un un piano per per un piano di emergenza per difendere e il governo,
Galbiati aveva organizzato vicino a Roma una divisione che si chiamava divisione, M che in quelle ore si trovava nella zona di Bracciano, che poteva essere impiegata per eventuali emergenze, e cosa succede in quelle ore e, soprattutto, come si arriva allo scontro con il conte Teodorani e nel secondo dopoguerra poi dirigerà un.
Settimanale di destra e che era anche un un parente acquisito di Benito Mussolini, io forse mi sono dilungato un po’troppo, lascio la parola a Luigi Ciaurro, allora noi raccontiamo questa storia, perché quando si parla del 25 luglio del 43, si parla sempre delle solite cose.
Piero buongiorno, a lei e agli ascoltatori di Radio Radicale Galbiati non è tra i protagonisti della lunga notte del Gran Consiglio del fascismo, lo sappiamo eppure, a ben guardare, se e come ha accennato lei ricostruiamo gli avvenimenti del giorno dopo, a mio avviso potremmo definire Galbiati come il protagonista,
Uno dei protagonisti principali del 25 luglio diciamo all’indomani del voto nella notte del Gran Consiglio dei Fasci del fascismo andiamo con ordine anche con qualche notazione di colore.
Gran Consiglio del fascismo e ha convocato alle 17 di sabato, 24 luglio, all’ora di pranzo, 40 gradi all’ombra. Quindi è un nuovo che sa di antico la calura di oggi, e lei ha già ricordato tutti gli avvenimenti, eccetera, eccetera. Il Gran Consiglio del fascismo probabilmente si conclude quella notte intorno alle 2:40 Galbiati interviene in una sola volta nel corso della riunione, dopo l’interruzione dell’Ime della mezzanotte intorno alle ore 1 e fa un discorso perlomeno come lui lo ha ricostruito nel in un suo libro di memorie pubblicato nel 1950, che ti chiama il 25 luglio, e la milizia un discorso, diremmo oggi un po’grillino, perché dice attenzione, non è partito. Esse, lontano dal paese, sono alcuni gerarchi del partito che sono ormai lontani dalla gente e dai camerati e con il loro stile di vita lussuoso, eccetera, eccetera Mussolini. Nel suo libro del 44 il tempo del bastone e della carota definisce il discorso di
Galbiati durante quella notte come lirico con gli accenti della vecchia guardia fascista. Insomma, ne parla bene di quel discorso
Siamo all’indomani, stiamo domenica 20 finché andiamo subito a domenica 25 luglio, a mio avviso è un doppio protagonista, Galbiati, come se ci fossero due luogotenenti generali Galbiati in quella stessa giornata, e potremmo dire che in entrambe le occasioni sì, col senno di poi a un certo punto di vista del dati aveva ragione, pur avendo sposato tesi all’apparenza differenti, va ricordato lei Galbiati alle 9 si reca a Palazzo Venezia, non invitato, viene a un certo punto ricevuto non subito dopo un paio di ore va a colloquio con Mussolini, gli presenta un suo promemoria in cui adombra di la costituzione di reparti scelti, una sorta di Stay-behind che chiama mussolinismo
Al qual fine andrebbe lui personalmente in Germania da in Mussolini lo incoraggia, ma secondo me tanto per per essere cortese e a un certo punto venuta fuori Lin Lean raggiungibilità di grandi.
è
Galbiati dice, ma perché non li arrestiamo tutti questi 19 perché non li fermiamo, ecco, tramite la milizia di fermiamo Mussolini, si rifiuta ma il no, ma che c’entra forse grandi non si fa trovare perché in difficoltà con me minimizza, poi ci sono dei collari dell’Annunziata e facciamogli fermiamo così e lascia cadere la cosa.
E coi secoli, ma lo sappiamo, non separa la storia, ma ci viene dalla curiosità e se invece Galbiati avete avesse arrestato tutti e 19 con arrestato fermato, ecco usato un termine improprio, avesse fermato militarmente manu militari ad opera della milizia i 19 protagonisti e questo è un primo
è un è un primo Galbiati un duro, ricordiamo che Galbiati è sempre stato un duro, non solo era un luogotenente generale della Milizia, non solo aveva preso il posto del quale, nel maggio del 41 di Starace come comandante generale della Milizia, ma addirittura Fusco troviamo brevemente in pochi secondi che cos’era la milizia la milizia era un corpo speciale,
E così istituito formalmente nel gennaio del 2023, con un regio decreto legge, si trattava di squadristi,
Irregolari ex militari che vengano inquadrati in questa sorta di.
E forza armata speciale, chiamiamola così, che però nel
2000 bimbi, scusate nel 1900
24 diventò una forza armata dell’esercito, diventò una vera e propria forza armata dell’esercito, prima i membri delle milizie che avevano anche dei gradi differenti da quelli delle forze armate, perché si rifacevano ai gradi della romanità, Consoli i luogotenenti Generali, signori, erano questi i gradi militari quindi nel
1924 vengono inquadrati nelle forze armate dell’esercito, mantenendo una propria specificità, tenga presente che nella seduta del.
25 del 24 25 luglio del Gran Consiglio del fascismo, tutti i componenti erano vestiti in sahariana nera del partito, sono tre membri, avevano tre componenti, avevano una diversa uniforme ed erano Galbiati Capello uniforme di generale della milizia.
Casanuova che il Presidente del Tribunale speciale anche lui aveva la divisa della Midnight, lo stesso Mussolini Mussolini, ha presieduto quella Iannone con la divisa di.
Capo primo caporale, d’onore, che la milizia, una sorta di capo supremo ruolo che spettava solo a lui e ha presieduto con con questa divisa, particolare, per dire l’importanza dell’amicizia nel fascismo, e
Diciamo, nasce prima come banda irregolare, poi come forza militare, regolarizzata, infine come forza armata inserita nelle forze armate del.
Dell’Esercito italiano,
Col senno di poi, se li avesse Arrest fermati tutti quei 19, le cose sarebbero andate diversamente, forse sì.
Forse sì, perché poi non sarebbe stato nemmeno così facile arrestare Mussolini,
A Villa Ada, ma andiamo per ordine, poi Galbiati se ne va torna.
Nella sede dell’amicizia del Comando generale di viale, Romania, dove incontra a livello di cerimoniale Cerica, che nel frattempo era diventato il comandante generale dei carabinieri e fu
No, l’organizzatore della famosa ambulanza di qualche ora dopo, e quindi era già a conoscenza del tutto, ovviamente non dice nulla a Galbiati, però viene Mussolini, richiama Galbiati, telefona Galbiati e gli dice di tornare a Palazzo, Venezia, ci mette un po’Galbiati Mussolini sta uscendo lo convince e questo lo riconosce.
Lo conferma anche Mussolini in quel libro sul 1944 Mussolini, nell’ultima uscita pubblica di Mussolini, Presidente del Consiglio Nazionale, sua Eccellenza capo del fascismo, eccetera, eccetera l’ultima uscita pubblica la fa con Galbiati che lo accompagna, va a San Lorenzo, che Raz zone che era stata colpita pochi giorni prima da bombardamenti a incontrare la popolazione lo accompagna Galbiati poi Galbiati dice che era stato lui a convincere e comunque lo accompagna.
Ed è significativo perché sempre in questo libro di Galbiati il 25 luglio e la Milizia volontaria garbati non accenna nemmeno a una.
Oggi si direbbe una fake news che pure ogni tanto ritorna che Galbiati avesse.
Si è sconsigliato Mussolini di andare alle 17 del rema Mussolini, si ribadì che si fidava molto del De re, eccetera, eccetera, eccetera, ma non vi è alcuna traccia della ipotesi che Galbiati avesse detto Ti accompagno io con una camionetta della milizia al
A questo incontro con il re non emerge un elemento, quantomeno nelle memorie di Galbiati stesso, che forse avrebbe avuto un interesse ad accreditarsi in questo senso. Poi la storia la conosciamo le 17 ci sono ore concitate, direi tale ta a partire dalle 17:30, che non si sa dov’è finito Mussolini, Buffarini, Guidi,
E ho testimoniano alcune telefonate, stava Villa Torlonia insieme a donna, Rachele, cercando di capire che cosa è successo e Galbiati Galbiate alle 17, incontra Dollmann e scrive nelle sue memorie che dolmen sapeva già tutto colonnello delle SS, che era un un treni potenziali o quasi qui a Roma,
E successivamente rientra a viale Romania, dove aveva il comando generale, riceve varie telefonate di Buffarini, eccetera, eccetera, Buffarini, Guidi, sottosegretario, Buffarini, Guidi, rientra Ramin, Ministro dell’Interno ed ex sottosegretario fino al febbraio del 43 agli interni ma di fatto era al ministro e poi diventerà ministro durante la Repubblica sociale italiana e qui abbiamo una prima riunione che ci interessa molto.
Tra le ore 20 e ore 22, evidentemente già Galbiati ai suoi lo sapevano e cosa succede a una riunione con i suoi ufficiali che facciamo quindi agendo e ci sono due ufficiali? La notizia è confermata da Galbiati nelle sue memorie, ma anche nel processo del 55 56 culle fatto riferimento, sono Palladini due alti ufficiali della milizia Palladini ed Alba che vogliono e propugnano la linea dura. Ecco, scendiamo in piazza, andiamo alla ricerca di di Mussolini, ristabiliamo l’ordine, non può finire tutto così
Galbiati prende una decisione diversa e alle 22:10 telefono ad Albini, che ancora il sottosegretario degli Interni, come il ministro della Mussolini, dura più alta carica per la gestione dell’ordine pubblico, che chiama ad Albini, sostanzialmente per rassicurarlo e gli dici, la milizia rimane a disposizione del re del Duce quindi da un messaggio rassicurante,
Più tardi verso le.
22 e 30,
Lo chiama Badoglio, questo lui dice nelle memorie e mi sento di dire anche se Galbiati non non fa questa battuta, che Galbiati non ci casca Badoglio, gli fa i complimenti, sei, un soldato hai capito, qual è l’atteggiamento giusto, mi farebbe tanto piacere incontrarvi.
Galbiati non ci casca e gli dice no, grazie, non posso. Devo qui gestire, eccetera, eccetera e declina l’invito nel frattempo alle 22:47 c’è il famoso comunicato presso lei al con i proclami del re e di e di Badoglio e arriviamo alle 23, in cui richiama di nuovo Ambrosio e gli chiede ai sentito, alla radio e Galbiati risponde no, non l’ho sentita perché evidentemente inventiva che va bene, ti manderò un generale per che ti spiegherà quello che è successo, arriva a viale, Romania nel prosieguo di una notte, il generale Farone mi sembra eh
E gli porta una lettera di Badoglio in cui dice che il giorno successivo sarà sostituito dal generale Armellini per quanto riguarda la il comando della milizia.
E con la chiusura che c’è e c’è spesso in queste le lettere di revoca, su, eccetera sarà poi lei avrà un altro incarico e che cosa succede, succede che non succede, niente, finisce lì la questione nel giorno dopo, diciamo ormai il 26 luglio c’è lo scambio delle consegne e si finisce alle 3:10. Presumo che abbia dormito Galbiati nella sua caserma, il suo quartier generale di viale Romania e quindi
È tutto tace e a un colloquio con il generale Luciana che comandava la divisione che lei ha ricordato, la famosa divisione corazzata AM, ben dotata dai tedeschi di artiglieria che stava nei pressi di Bracciano e lo congeda con un laconico no, no, non vi preoccupate domani continuate,
Con regolarità le vostre esercitazioni e quindi abbiamo emerge in questa stessa giornata un doppio Galbiati, quello che vuole arrestare fermare.
E Manu militare, i 19 componenti del Gran Consiglio del fascismo, che hanno votato per l’ordine del giorno Grandi, è quello che tra le 22 e le 23 della notte del 25 luglio, sostanzialmente dà ordine alla milizia di restare nei ranghi, di non fare niente, di non rispondere alle provocazioni eccetera eccetera.
Come nei film di Vanzina, come va a finire Galbiati a degli incontri con Mussolini lo racconta lui stesso, il primo, cioè la, il 1 ottobre, 1943 alla Rocca delle Caminate, però, comincia a evidentemente a sapere che intorno alla sua condotta,
C’è qualche dubbio, lascia un memoriale Galbiati che lo dice in cui spiega che vi erano a Roma cinque divisioni del regio, esercito, la divisione M stava abbracciano e chissà quanto tempo ci avrebbe impiegato per venire e quindi sostiene lui che non poteva fare diversamente e quindi Gusev Sam sembra quasi che si senta in dovere di dovesse spiegare
Con Mussolini la guerra finisce. Lui vuole pubblicare un libro sul 25 luglio Galbiati alla milizia nell’aprile del 45, ma poi gli eventi glielo impediscono. È lui stesso che racconta e poi verrà pubblicato da un editore, lui stava a Milano di Milano nel 1950, nei prima accennava al
A una vicenda processuale molto interessante e ricordiamo una cosa che Galbiati è anche intervenuto come testimone al al processo di Verona e che e che credo gli sia stata anche rifiutata l’iscrizione, pur essendo un generale che aveva combattuto nella Repubblica sociale italiana, è stata né che è negata l’iscrizione al partito nazionale repubblicana. Questo emerge nel processo, addirittura con precise testimonianze, ma addirittura quando ancora c’era la Repubblica sociale italiana. A un certo punto si in lingua tedesca viene pubblicata la notizia che lei lo lo ricordava, che
è assolutamente indegno e paradossale che Scorza, che è accusato di aver mobilitato il partito nella notte del 25 luglio e soprattutto Galbiati, siano andati quasi fischiettando a testimoniare al processo di Verona e invece non siano diventati loro stessi dei coimputati, si adombra che Doha avrebbe dovuto essere sul processo il 28 gennaio 1944 contro Galbiati che poi è stato rinviato ma sembra proprio una notizia data tanto per senza che ci sia un una fondatezza fattuale e,
Arriviamo al famoso processo che lei prima ricordava che cosa fa nel dopoguerra Galbiati manco a Limbiate diventa un moderato, diventa un moderato, scrive su un giornaletto il suo ultimo articolo pensi è del maggio 1900 aprile maggio 1953.
Il giornaletto si chiama Brancaleone, in cui, il cui titolo è di per sé significativo, dobbiamo essere grati a De Gasperi.
Quindi noi potremmo dire che sia lui, ma anche Teodoro, anche Vanni Teodorani che il suo avversario, che potremmo collocare in quella categoria che già si diceva clerico fascisti.
Vediamo al al fatto della querela, viene pubblicato sul giornale l’Asso di Bastoni un’intervista a Vanni Teodorani che aveva sposato la figlia del fratello di Mussolini, Arnaldo, poi morì giovane, 48 anni fu a lungo consigliere comunale dell’MSI di Roma dal 56 al 1964, anno del decesso, insomma scrisse un articolo in cui definiva Galbiati netto pusillanime responsabile di aver issato la bandiera bianca e era diventata poi rossa della vergogna da parte della milizia e,
Galbiati, lo querela Galbiati, lo querela, c’è un processo interessante, inizia a Roma, ma poi viene spostato nel novembre del 55 a Milano, si conclude il 13 giugno 1956, vedremo come si conclude durante quel processo durato ben 13 udienze vanno a testimoniare in parecchi contro Galbiati va testimonia testimoniano processo di Verona in nera democratica, credo è una giusta definizione alla sua subisce il suo processo di Verona.
Tratto preferito che non fecero nel gennaio, alla fine del gennaio del 44, esatto alimentato da lui, tra l’altro anche lui era il querelante, insomma, in breve Dogman ha delle parole molto dure.
C’è tutta una retorica su questo punto che, a un certo punto, a fronte dell’inerzia di Galbiati, addirittura i tedeschi pensavano, facciamo mettere la divisa DSS militare delle SS al colonnello Dollmann, mandiamolo, abbracciano e facciamo arrivare questa divisione corazzata, in questo modo Kesserling si pronuncia contro.
Contro l’atteggiamento di Galbiati Taggi, che era un alto ufficiale, che comandava 750 uomini delle amnistie a Trastevere e dice noi eravamo pronti a scendere in piazza ma Galbiati ci ha dato l’ordine di restare in caserma, Luciana che era il criminale che comandava questa famosa in mimetica divisione corazzata M. Abbracciano e anzi aveva sosteneva di aver illustrato la situazione di Roma, che era gestibile da un punto di vista militare qualora si fosse mossa per riconquistare i quasi il il, il dominio territoriale contro il Regio, Esercito da parte della milizia cui Rosana testimonia contro
Contro il povero generale Galbiati, però, Luciana dice una cosa che voleva in quel durante quel processo che voleva essere accusatorio nei confronti di Galbiate, invece, dal mio punto di vista,
Semmai dimostra come anche il secondo Galbiati avesse ragione, dice Roma si è salvata, non ha avuto spargimenti di sangue, non per merito di Badoglio, ma per colpa di Galbiati, però io penso che questo sia vero Galbiati si è reso conto che era inutile, che era inutile da da militari non era una situazione gestibile francamente l’amicizia contro il regio, esercito la comandante serio avrà pensato non faccio,
Anche inutili e così fastidiose perdite ai miei uomini e salva tutti i suoi uomini che nemmeno molto della mia inizia l’unico, l’unico morto della Milizia e quel poveretto che stava in Sicilia, che quando ci fu lo sbarco in Sicilia fu l’unico fucilato per qualche motivo inerente ai doveri militari e anche questo è un merito di un comandante militare quando non fa magari per mettersi in mostra non fa perdere la vita Hannes inutilmente a nessuno dei suoi uomini, poi c’è anche quello che diceva lei, ci sono delle testimonianze che confermano quello che diceva lei, vale a dire che l’onorevole
Per Battifoglia sostiene che, a fronte della sua richiesta di iscriversi al partito nazionale repubblicano Mussolini disse di no,
Con proprio di suo pugno e un certo generale Nicchiarelli della guardia nazionale repubblicana, che possiamo considerare l’archiviazione della milizia e Mussolini, pure gli disse no, non lasciamo lasciamolo tranquillo, Galbiati
Ormai è troppo screditato, quindi portano nel processo queste queste opzioni, anzi, come finisce questo processo vengono assolti tutti con una motivazione paradossale, ma secondo me lusinghiera è assodato e Galbiati in un fece muovere la.
La milizia e quindi questo è un po’lo possiamo considerare una prima impropria difesa di mancata difesa di Roma. I fatti sono acclarati, quindi assolve sia di intervistato che era Vanni Teodorani che il direttore responsabile, il capo e il capo redattore rimane la condanna a una pena pecuniaria per diffamazione generica, per Vanni Teodorani, perché aveva chiamato in netto pusillanime e così via l’ultimo l’ultimo dispiacere Galbiati, cioè la nel nell’lassù, il mondo dell’associazionismo del 1955 si costituisce l’associazione degli ex miliziani che raggiunge addirittura 90.000 iscritti nel corso degli anni 60 Galbiati. Non viene ammesso, ci riesce vent’anni dopo, nel 55, grazie a un amico suo, un tale ufficiale mo ingegner, mo, che presiedeva la sezione di di Genova, e quindi fu fu come uno qualsiasi dubbio, era stato l’ultimo vero comandante generale della Milizia. Viene così accolto nell’associazione dei reduci della notizia
Che cosa possiamo dire dove possiamo mettere Galbiati dalla parte della storia, dunque lui cerca?
Di convincere Mussolini a
Arrestate, 19 votanti, dell’ordine del giorno, Grandi gli dice di non andare a Villa Savoia, poi però non fa nulla per.
Difendere la situazione arriva a testimoniare al processo di Verona, ma agli occhi di Gotti si parla di un suo processo che poi in realtà ci sarà nel dopoguerra gli occhi screditato, combatté per la Repubblica sociale italiana, ma non viene iscritto al partito nazionale repubblicano
Dove lo mettiamo questo Teodorani e scusi, questo Calvi generale Galbiati nella storia?
Ma lo mettiamo nel limbo.
Io lo metterei in paradiso, guardi, non sembra assurda la mia, la risposta alla sua provocazione, perché secondo me un comandante militare in quei momenti in cui gli uomini più facinorosi dei tuoi ti dicono no, dobbiamo dare una risposta, quindi si crea quel tema non c’è più e che più a chi è più duro nelle nella risposta militare ha mantenuto il sangue freddo ha capito che lui lo dice anche a un certo punto nelle sue memorie c’erano manifestazioni di piazza a Roma dopo l’annuncio del lei a ci saremo pure fatto un
Ahimè, pure ho avuto a che fare magari con dei civili, contro una sorta di pre Battaglia di San Paolo, quindi secondo me Ravel e poi non sarebbe servito a niente, parliamoci chiaro che su che che che succedeva.
A mio giudizio, a ad avere evitato una guerra della Mini, una guerra guerra civile della milizia contro i carabinieri regio, esercito resta, resta un mese, ebbene, allora attribuiamo questo merito al generale Galbiati, che poi è scomparso nel 1983, se non ricordo, se non ricordo male, poi, tra l’altro credo anche il giorno del suo compleanno e ringrazio il professor Luigi Ciaurro, docente di diritto costituzionale alla Lumsa ex colonnello del Corpo militare della Croce Rossa Italiana, col quale abbiamo parlato del 25 luglio 1943, e del processo Galbiati Teodorani del 1955 1956 di cui tutti si sono dimenticati, insieme a tante altre figure di questa data storica che ha segnato il futuro del
Nel nostro del nostro Paese e l’apertura di una stagione ancora più grossa di quella che si era aperta il 10 giugno 1940. La ringrazio, grazie a lei e agli ascoltatori di Radio Radicale,


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