Il governo prende altri cinque giorni per definire gli aiuti mirati a famiglie e categorie più colpite. I consumatori: «Sconto insufficiente, benzina esclusa
Il governo guadagna altri cinque giorni per decidere come affrontare il caro carburanti. I ministri dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, hanno firmato il decreto interministeriale che proroga fino a giovedì 10 settembre la riduzione di 17 centesimi al litro dell’accisa sul gasolio, in scadenza sabato 5. Per l’entrata in vigore si attende ora la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale.
La nuova estensione sarà finanziata attraverso il meccanismo delle cosiddette «accise mobili»: l’aumento del gettito Iva incassato dallo Stato quando salgono i prezzi dei carburanti viene utilizzato per ridurre temporaneamente l’imposta fissa applicata su ogni litro. Considerando anche l’Iva, il beneficio potenziale alla pompa supera i 20 centesimi al litro, a condizione che la riduzione fiscale venga trasferita integralmente sul prezzo finale.
Una proroga-ponte
Quella firmata venerdì è però soltanto una proroga-ponte. Il precedente decreto aveva confermato lo sconto dal 27 agosto al 5 settembre, con un costo stimato in circa 130 milioni di euro. Ora l’esecutivo prende ancora qualche giorno per mettere a punto misure più selettive e durature, destinate soprattutto alle famiglie con i redditi più bassi e alle categorie professionali maggiormente esposte all’aumento del diesel.
Il passaggio da un taglio generalizzato delle accise ad aiuti mirati è ancora oggetto di confronto nella maggioranza. Tra le ipotesi ci sono sostegni parametrati all’Isee e interventi specifici per le attività che utilizzano maggiormente i mezzi di trasporto. Restano però da definire sia la platea sia la forma concreta delle agevolazioni. Fino al 10 settembre, dunque, per gli automobilisti non cambia nulla; ciò che accadrà dopo dipenderà dalle decisioni del governo e dall’andamento dei mercati internazionali.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha sottolineato che le scelte successive saranno prese anche alla luce di una situazione internazionale che rimane «imprevedibile» e segnata dai conflitti. L’obiettivo, ha spiegato, è limitare l’impatto dei rincari soprattutto sulle imprese, sui lavoratori e sui ceti meno abbienti. Il vicepremier Antonio Tajani ha indicato nella crisi dello Stretto di Hormuz la causa principale delle tensioni sui prezzi energetici, assicurando che il governo continuerà a intervenire e a coinvolgere anche le compagnie petrolifere.
Diesel sopra i 2,1 euro
Nonostante lo sconto fiscale, i prezzi restano elevati. Secondo i dati diffusi dal ministero delle Imprese, il 3 settembre il prezzo medio nazionale in modalità self service era arrivato a 2,147 euro al litro per il gasolio e a 2,039 euro per la benzina. Sulla rete autostradale le medie salivano rispettivamente a 2,221 e 2,124 euro. Dall’inizio di luglio, calcola il Codacons, il diesel è rincarato di 27,3 centesimi al litro, con una maggiore spesa di 13,65 euro per un pieno da 50 litri; la benzina è aumentata di 24 centesimi, pari a 12 euro in più a rifornimento.
La particolarità dell’intervento governativo è che riguarda esclusivamente il gasolio. La benzina resta fuori dallo sconto, nonostante abbia superato i due euro al litro sulla rete ordinaria e i 2,1 euro in autostrada. La scelta riflette la maggiore incidenza del diesel sul trasporto delle merci e, quindi, il rischio che i rincari si trasferiscano sui prezzi al consumo. Ma espone il governo alle critiche delle associazioni dei consumatori.
Le critiche dei consumatori
Il Codacons definisce la proroga «un’elemosina», sostenendo che uno sconto limitato al diesel non protegge i circa 17 milioni di automobilisti che utilizzano vetture a benzina. L’associazione chiede una riduzione più consistente e l’estensione dell’intervento anche alla verde, mettendo in guardia dagli effetti a cascata dei rincari su inflazione, consumi e commercio.
Critica anche l’Unione nazionale consumatori, che parla della «solita mezza pezza». Secondo il presidente Massimiliano Dona, il taglio di 17 centesimi finisce per rendere più sopportabile il rincaro senza riportare i prezzi su livelli normali. L’associazione contesta inoltre l’ipotesi di sostegni riservati soltanto a chi ha un Isee basso o a determinate categorie produttive: il rischio, sostiene, è di lasciare senza protezione una parte delle famiglie in difficoltà e di non impedire che l’aumento dei costi di trasporto si propaghi al resto dell’economia.
La proroga evita per ora un aumento automatico del diesel alla scadenza del 5 settembre. Ma rinvia di pochi giorni la scelta più difficile: continuare con una misura generalizzata, costosa per i conti pubblici, oppure concentrare le risorse su una platea più ristretta, accettando però che per la maggioranza degli automobilisti il prezzo alla pompa possa tornare a salire.
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