è il governo più longevo della storia repubblicana


Il governo Meloni è il più longevo della storia repubblicana. Oggi sono ben 1.413 i giorni in carica, uno più del Berlusconi II, dall’11 giugno 2001 al 23 aprile 2005.

Giorgia Meloni non è più solo quindi la prima donna a Palazzo Chigi, ma anche il presidente del Consiglio che vi è rimasto più tempo alla guida dello stesso esecutivo, in carica dal 22 ottobre 2022. Nella graduatoria, anche il terzo posto è occupato da un governo di centrodestra, il quarto di Silvio Berlusconi (1.287 giorni, dall’8 maggio 2008 al 16 novembre 2011), seguito dal Craxi I (1.093 giorni, dal 4 agosto 1983 al 1° agosto 1986). Poi l’esecutivo di centrosinistra guidato da Matteo Renzi per 1.024 giorni, 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016.

Meloni: “La stabilità non è un record da esibire, ma la condizione per programmare”

Oggi il nostro Governo diventa il più longevo della storia della Repubblica italiana. È un dato che accolgo con gratitudine e con un forte senso di responsabilità. Perché la stabilità non è un record da esibire, ma la condizione che consente a una Nazione di programmare, decidere, mantenere gli impegni e farsi rispettare. In questi anni abbiamo lavorato per aumentare l’occupazione, ridurre la disoccupazione, sostenere famiglie e imprese, rafforzare la sicurezza, governare i conti pubblici con serietà e restituire all’Italia peso e credibilità sulla scena internazionale“. Queste le prime parola della premier pubblicate oggi sui propri canali social.

Giorgia Meloni

I risultati ci sono, ma sappiamo bene quante cose restino ancora da fare. Questa stabilità non è merito di una persona sola. È il risultato di una coalizione unita, che governa da quattro anni con una visione comune e che ha scelto di stare insieme non contro qualcuno, ma per realizzare un progetto per l’Italia. Non credo sia un caso che, da oggi, i tre Governi più longevi della storia repubblicana siano tutti governi di centrodestra. La stabilità si costruisce quando un’alleanza condivide valori, obiettivi e una visione della Nazione, non quando l’unica ragione per stare insieme è impedire agli altri di governare. Ma soprattutto, questa stabilità esiste grazie agli italiani che nel 2022 ci hanno dato fiducia. Una fiducia che non abbiamo mai considerato un assegno in bianco e che non daremo mai per scontata. Il prossimo anno torneremo davanti ai cittadini con quello che abbiamo fatto, con quello che resta da fare e con la nostra idea di futuro. E saranno ancora una volta loro a decidere se meritiamo di continuare questo cammino. Intanto il lavoro va avanti. E questa sera ci vediamo a Bari, insieme alla grande comunità di Fratelli d’Italia. Sarà l’occasione per guardarci negli occhi, fare il punto sulla strada percorsa e, soprattutto, parlare di quella che abbiamo ancora davanti. Avanti, con i piedi per terra e lo sguardo rivolto al futuro“.

I festeggiamenti a Bari

Un traguardo storico e da festeggiare. Bari è la location scelta. Sono circa 80 i pullman impiegati. I cancelli saranno aperti dalle ore 16:00. Attesi 10mila partecipanti, con intervento in videocollegamento di Antonio Tajani e Matteo Salvini. L’evento prenderà il via due ore dopo, con il discorso conclusivo della premier previsto per le 19:15, al tramonto. La scelta non è causale: gli organizzatori hanno optato per una città proiettata sul Mediterraneo, con uno sguardo rivolto all’Oriente. Un richiamo alla politica estera, campo in cui il governo rivendica il merito di aver reso l’Italia di nuovo decisiva, come hanno spiegato negli scorsi giorni i vertici di FdI. Per l’evento è stato allestito un palco largo una ventina di metri con maxi-schermo. Da giorni il partito lavora per presentare la festa in città e in tutta la regione con conferenze stampa nelle varie province.

Occupazione, sostegno alle famiglie, tasse. E poi ancora, sicurezza sanità, scuola e sport: è l’opuscolo che Fratelli d’Italia distribuirà a quanti parteciperanno alla cerimonia con la premier Meloni al porto di Bari. “II Governo + stabile, l’Italia + forte. Record e risultati”, il titolo del libello, che ha come copertina una foto della premier sorridente. Ventotto pagine di ‘record e risultati’ conseguiti in 1.413 giorni. Quattro anni in cui, come riporta l’opuscolo, il tasso di occupazione ha toccato il picco storico del 62,9%, la disoccupazione generale è crollata al 5,7% e quella giovanile al minimo storico del 18,4%. La rassegna dei risultati conseguiti da Meloni tocca poi i sostegni alle famiglie, ricordando, tra le altre cose, l’incremento dell’indennizzo economico del congedo parentale che, nel 2026, si attesta all’80% della retribuzione. L’Esecutivo ricorda poi di aver immesso nelle tasche degli italiani oltre 21 miliardi di euro, attraverso la riforma Irpef e il taglio del cuneo fiscale. Giù lo spread (-65,6% nell’anno in corso), giù gli sbarchi (-80% tra gennaio/luglio 2026 e lo stesso periodo del 2026), su i rimpatri (+60% nel 2025 rispetto al 2021). Viene menzionato quindi il Piano Mattei e il nuovo modello di cooperazione con l’Africa promosso dal Governo ma anche la lotta alla criminalità: 108 latinanti catturati, 278 maxi operazioni, 4.177 arresti, 18mila beni confiscati, 2mila 251 interdittive antimafia. Spazio poi alla Sanità, con il “record” di finanziamenti confluiti nel fondo sanitario nazionale (+13,49% nel 2026), alla sicurezza energetica, alla scuola e l’università, con l’abbandono scolastico che nel 2026 segna il 7,3% contro l’11,5% di quattro anni fa.

Dai dossier al bis

Per Meloni sono stati quasi quattro anni sull’ottovolante, tra scontri con opposizioni e magistratura, nonché quello con Donald Trump, tra turbolenze interne e crisi internazionali. Si presentò come “underdog” e ora rivendica di aver “stravolto i pronostici”, con stabilità politica e conti pubblici in equilibrio, lo Spread sceso da 220 a circa 80 punti e il rapporto deficit/Pil dall’8% a poco più del 3%, a un soffio dalla chiusura della procedura di infrazione Ue. La legge elettorale, l’ampio dossier economico, in cui la manovra si intreccia con le misure sull’energia e le spese militari, le incertezze geopolitiche e quelle di politica interna, a partire dall’incognita Vannacci, passando per le fibrillazioni nei partiti alleati. Non mancano comunque le insidie nei mesi che attendono Meloni, ed entro fine anno si potrebbe capire se, dopo il record di longevità, punterà ad arrivare a fine legislatura o al voto nella primavera 2027. Con un obiettivo comunque già chiaro: il bis a Palazzo Chigi. Si presentò come “underdog” e ora rivendica di aver “stravolto i pronostici”, con stabilità politica e conti pubblici in equilibrio, lo Spread sceso da 220 a circa 80 punti e il rapporto deficit/Pil dall’8% a poco più del 3%, a un soffio dalla chiusura della procedura di infrazione Ue.

Le reazioni e gli auguri

Nello Musumeci

Il 4 settembre rimarrà una data storica: il Governo guidato da Giorgia Meloni, prima donna premier, diventa il più longevo della storia della Repubblica. Un primato che va oltre la durata e testimonia il valore della stabilità politica in termini di affidabilità ed autorevolezza internazionale per l’Italia. Essere parte di questo governo è per me motivo di orgoglio e di grande responsabilità“. Così il ministro per la Protezione civile e per le Politiche del mare Nello Musumeci, che ha aggiunto: “A Giorgia va il mio plauso per aver saputo guidare con determinazione e prestigio una squadra che, in anni complessi, ha mantenuto salda la rotta. È una pagina destinata a rimanere nei libri di storia. Continueremo a lavorare con la stessa determinazione perché di questo Governo si ricordino non soltanto la durata e la saldezza, ma soprattutto i risultati raggiunti per l’Italia e per gli italiani“.

 

Raoul Russo

“Il governo Meloni è il più longevo della storia della Repubblica: un dato che, come esponenti di Fratelli d’Italia, ci riempie d’orgoglio e che, aggiunto ai risultati raccolti in quattro anni dall’Esecutivo dimostra in maniera evidente che la stabilità di governo è un bene per il Paese”. Lo dice il senatore di Fratelli d’Italia, Raoul Russo, coordinatore provinciale di FdI a Palermo, che con il coordinatore cittadino Antonio Rini è presente alla manifestazione di Bari con una delegazione composta da oltre un centinaio tra amministratori locali e militanti. Della delegazione fanno parte anche i parlamentari regionali, nazionali ed europei di Palermo. “Una presenza massiccia da parte di Palermo – prosegue Russo – che denota il grande attaccamento della nostra provincia a Fratelli d’Italia, punto di riferimento per chi governa il territorio. È questo il modo migliore per festeggiare il traguardo raggiunto dal governo Meloni. Un Esecutivo che, con la stabilità, ha ridato anche autorevolezza internazionale all’Italia, che si è lasciata alle spalle i periodi di incertezza caratterizzati dalla fragilità di governi nati spesso da alchimie politiche e non dalla volontà degli elettori – aggiunge Russo -. La fiducia degli italiani è stata ripagata e ora il governo guidato da Giorgia Meloni riparte dai suoi 1.413 giorni di impegno per raggiungere nuovi traguardi, avendo come unica stella polare il bene della nazione“.


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