Autore: Redazione ENAC Informa • Data: 1 Ott 2026
Pubblicato il 02/10/2026
ℹ️ In breve: la circolare INPS 104 del 29 settembre 2026 chiarisce come applicare isopensione e assegni straordinari dei Fondi di solidarietà ai lavoratori senza contributi prima del 1996. Per autorizzare lo scivolo l’INPS verifica i requisiti in vigore alla futura decorrenza, non quelli del giorno di uscita: nel 2027 e 2028 età e contributi sono più alti.
La circolare INPS 104/2026 non introduce un nuovo scivolo pensionistico, ma chiarisce come applicare gli strumenti già esistenti ai lavoratori interamente contributivi, cioè a chi non possiede anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.
Il documento riguarda l’isopensione prevista dall’articolo 4 della legge 92/2012 e gli assegni straordinari dei Fondi di solidarietà bilaterali. In entrambi i casi la prestazione di accompagnamento e la contribuzione correlata sono finanziate dal datore di lavoro secondo le regole dello strumento e dell’accordo applicabile.
Chi riguarda la circolare INPS 104
Il chiarimento è rivolto ai lavoratori il cui primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996. Per questi assicurati la pensione è liquidata integralmente con il sistema contributivo.
Il punto delicato è che, per alcune forme di pensionamento, non basta raggiungere età e contributi: è necessario anche rispettare una soglia minima di importo della pensione. Poiché il lavoratore lascia l’azienda prima della decorrenza pensionistica, l’INPS deve verificare in prospettiva che alla fine dello scivolo risultino soddisfatti tutti i requisiti previsti dalla legge.
Quanto può durare lo scivolo
- Fondi di solidarietà bilaterali: fino a 60 mesi dalla cessazione del rapporto;
- isopensione: fino a 48 mesi secondo la disciplina ordinaria;
- l’estensione fino a 84 mesi dell’isopensione riguarda le pensioni con decorrenza entro il 1° dicembre 2026.
Nel periodo massimo deve rientrare anche l’eventuale finestra mobile. Il lavoratore deve quindi raggiungere non soltanto il requisito, ma la prima decorrenza utile della pensione entro la durata dello scivolo, senza soluzione di continuità.
Vecchiaia contributiva: serve anche la soglia di importo
Per chi non ha contributi prima del 1996, la pensione di vecchiaia richiede almeno 20 anni di contribuzione e, fino al raggiungimento dell’età più elevata prevista dalla legge, un importo di pensione non inferiore all’assegno sociale.
L’età da utilizzare è però quella vigente alla futura decorrenza: 67 anni e 1 mese nel 2027 e 67 anni e 3 mesi nel 2028. Per autorizzare lo scivolo, l’INPS verifica all’ingresso nell’esodo che l’importo della prestazione di accompagnamento, calcolato sulla contribuzione disponibile e con il coefficiente di trasformazione relativo all’età posseduta in quel momento, non sia inferiore all’assegno sociale vigente alla stessa data.
Per la vecchiaia contributiva senza soglia di importo, l’età passa a 71 anni e 1 mese nel 2027 e 71 anni e 3 mesi nel 2028, con almeno cinque anni di contribuzione effettiva.
Anticipata contributiva: nel 2027 non bastano più 64 anni e 20 anni
La pensione anticipata contributiva prevista dall’articolo 24, comma 11, richiede oggi 64 anni di età e almeno 20 anni di contribuzione effettiva, oltre alla soglia minima di importo. Ma per uno scivolo che termina negli anni successivi l’INPS deve utilizzare i requisiti futuri:
- 2027: 64 anni e 1 mese di età e almeno 20 anni e 1 mese di contribuzione effettiva;
- 2028: 64 anni e 3 mesi di età e almeno 20 anni e 3 mesi di contribuzione effettiva.
La prima rata deve inoltre raggiungere almeno tre volte l’assegno sociale, soglia ridotta a 2,8 volte per le donne con un figlio e a 2,6 volte per le donne con due o più figli.
La circolare dispone che la verifica dell’importo soglia venga effettuata già all’accesso allo scivolo, confrontando la prestazione di accompagnamento con l’assegno sociale vigente in quel momento.
Per l’anticipata contributiva vale anche il tetto di cinque volte il minimo
La circolare richiama anche il limite introdotto dalla legge 213/2023: la pensione anticipata contributiva con requisito anagrafico è riconosciuta, durante i mesi di anticipo rispetto alla vecchiaia, per un importo lordo mensile non superiore a cinque volte il trattamento minimo.
L’INPS precisa che questo limite si applica anche alla prestazione di accompagnamento finalizzata a quella pensione. L’importo dell’assegno di esodo, una volta determinato, resta cristallizzato per l’intero periodo di esodo.
Anticipata con molti anni di contributi: nessuna soglia economica
Per la pensione anticipata basata sull’anzianità contributiva non è previsto un importo soglia. Conta il raggiungimento del requisito contributivo vigente alla decorrenza:
- 2027: 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne;
- 2028: 43 anni e 1 mese per gli uomini e 42 anni e 1 mese per le donne.
La contribuzione correlata versata durante lo scivolo è utile al perfezionamento del requisito.
Perché i requisiti 2027 e 2028 contano già oggi
Un esodo avviato nel 2026 può concludersi quando i requisiti pensionistici saranno già aumentati. L’INPS deve quindi accertare il diritto sulla base delle regole in vigore alla data futura di pensionamento, non limitarsi ai requisiti del giorno in cui il lavoratore lascia l’azienda.
Per questo l’età e la contribuzione indicate nei normali requisiti 2026 non possono essere utilizzate automaticamente per uno scivolo che conduce alla pensione nel 2027 o nel 2028.
Per il quadro generale degli adeguamenti rimandiamo alla guida ENAC sui requisiti pensione 2027.
Cosa deve controllare il lavoratore prima di accettare l’esodo
L’isopensione e gli assegni straordinari non sono prestazioni che il lavoratore attiva autonomamente: servono gli accordi previsti dallo strumento, la richiesta del datore di lavoro e la verifica dell’INPS.
Prima di aderire conviene controllare almeno: data di cessazione, durata dello scivolo, forma di pensione prevista alla fine del percorso, requisiti futuri applicabili e, per i lavoratori interamente contributivi, eventuale soglia minima di importo. Chi non rientra in questi strumenti può valutare altre uscite anticipate, come l’APE sociale.
Esempio. Un lavoratore contributivo puro lascia l’azienda a fine 2026 con un’isopensione e raggiungerà la pensione di vecchiaia nel 2027. L’INPS non usa i 67 anni del 2026, ma i 67 anni e 1 mese in vigore nel 2027, e verifica già all’ingresso che l’assegno non sia inferiore alla soglia richiesta. Se il requisito futuro non è centrato entro la durata dello scivolo, l’esodo non viene autorizzato.
La fonte ufficiale è la circolare INPS n. 104 del 29 settembre 2026.
FAQ — isopensione e circolare 104/2026
Domande frequenti su isopensione e circolare INPS 104/2026
La circolare riguarda tutti i lavoratori in isopensione?
Il chiarimento è rivolto in particolare ai lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, per i quali la pensione è liquidata con il sistema contributivo.
Quanto dura oggi l’isopensione?
La durata ordinaria massima è di 48 mesi. L’estensione fino a 84 mesi riguarda le pensioni con decorrenza entro il 1° dicembre 2026.
Per l’anticipata contributiva nel 2027 bastano 64 anni e 20 anni di contributi?
No. Nel 2027 i requisiti salgono a 64 anni e 1 mese di età e almeno 20 anni e 1 mese di contribuzione effettiva, oltre alla soglia minima di importo prevista dalla legge.
Per entrare nello scivolo basta avere abbastanza contributi?
Non sempre. Per la vecchiaia contributiva e per l’anticipata contributiva con requisito anagrafico l’INPS deve verificare anche l’importo soglia.
La contribuzione versata durante lo scivolo vale per la pensione?
Sì. La contribuzione correlata è utile al perfezionamento dei requisiti contributivi secondo le regole indicate dalla circolare.
Chi paga l’isopensione e gli assegni straordinari?
La prestazione di accompagnamento e la contribuzione correlata sono finanziate dal datore di lavoro, secondo le regole dello strumento e dell’accordo applicabile. Il lavoratore non può attivarli da solo: servono gli accordi e la verifica dell’INPS.
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