L’adozione dell’intelligenza artificiale negli enti della Pubblica Amministrazione italiana è ormai realtà: molti grandi enti sono alle implementazioni sistematiche che trasformano i processi, mentre altre amministrazioni procedono nei test su specifici casi d’uso. Il percorso verso l’IA richiede, però, una solida base di dati affidabili e tracciabili, rispettando i più severi principi della governance. È qui che si colloca la sfida: le PA italiane hanno alle spalle decenni di stratificazioni tecnologiche e organizzative, con sistemi legacy che in molti casi convivono con piattaforme cloud di nuova generazione, e ciò rende complesso classificare e mettere in sicurezza i dati. La Data & IA Governance si impone come priorità di politica pubblica e di responsabilità istituzionale.
Le amministrazioni possono orientarsi seguendo la direzione tracciata sia dal legislatore europeo sia dal legislatore italiano. In particolare, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale- ACN ha pubblicato le Linee guida per il rafforzamento della resilienza, che impongono alle PA di dotarsi di sistemi di backup avanzati, disaster recovery e continuità operativa in caso di attacchi ransomware o incidenti informatici. L’Agenzia sottolinea, tra l’altro, che “La governance e i processi di risk management includono la gestione dei rischi legati alla cybersecurity” e che “I fornitori e i partner terzi di sistemi informatici, componenti e servizi sono identificati, prioritizzati e valutati utilizzando un processo di valutazione del rischio inerente la catena di approvvigionamento cyber”.
La NIS2 ha ribadito che tutta la supply chain va monitorata e l’istituzione del Polo Strategico Nazionale rafforza questa strategia: i partner della PA devono essere certificati. La stessa ACN gestisce il Catalogo per i servizi cloud a supporto della trasformazione digitale sicura della Pubblica Amministrazione – catalogo in cui è entrata di recente anche Veeam Software, storico specialista del backup che oggi offre una piattaforma unificata per la resilienza e la sicurezza dei dati proprio in ottica di Data e IA Governance.
Protezione delle banche dati, come affrontare le criticità
Ribadiscono la necessità di una solida governance del dato e di protezione contro il rischio di corruzione anche le “Linee guida dell’ACN per il rafforzamento della protezione delle banche dati rispetto al rischio di utilizzo improprio”, punto di riferimento per la strategia d’adozione dell’IA nella PA.
ACN ha fornito una descrizione puntuale delle criticità cui le PA possono andare incontro: per esempio, policy di permessi a maglie larghe che allargano in modo improprio la possibilità di accesso alle informazioni o banche dati non sempre basate sui principi di security-by-design, privacy-by-design e zero-trust.
Sono aspetti ribaditi anche dal Regolamento Cloud italiano e dall’AI Act europeo: la PA gestisce banche dati critiche e di alto valore che necessitano di elevatistandard di protezione, tracciabilità e mitigazione del rischio.
Un ruolo cruciale è svolto dal Cloud qualificato e dal citato Catalogo ACN: è evidente che, per realizzare questo solido perimetro di sicurezza, la Pubblica Amministrazione non può affidarsi a soluzioni generiche, ma deve adottare servizi e infrastrutture cloud che garantiscano la massima conformità.
Nella PA il vero banco di prova è il tempo di ripristino
Uno degli aspetti di rilevanza strategica ai fini della resilienza digitale è quello della protezione attiva finalizzata alla continuità operativa: non basta rilevare e affrontare l’eventuale incidente cyber o compromissione, ma occorre garantire l’integrità dei dati e la rapidità di ripristino.
Quando si parla di dati questo significa che il solo backup non è sufficiente: le informazioni devono anche poter essere recuperate rapidamente quando un servizio è indisponibile. Il tempo necessario per tornare operativi rappresenta una delle misure più concrete della resilienza digitale.
Un caso significativo è quello della Regione Campania. Utilizzando la piattaforma Veeam per proteggere oltre 2.000 macchine virtuali e circa un petabyte di dati, l’ente ha misurato un netto salto in avanti nella resilienza: il ripristino di un singolo file richiede pochi secondi, mentre per volumi di dati più consistenti sono sufficienti pochi minuti. La Regione ha riscontrato anche il miglioramento del tasso di successo dei backup e l’impiego di copie immutabili per proteggere i dati anche in caso di attacco informatico.
Anche nel caso di ATM, azienda controllata al 100% dal Comune di Milano, l’adozione delle soluzioni Veeam ha ridotto i tempi di ripristino “da giorni a minuti”.
“Le amministrazioni gestiscono ogni giorno dati essenziali per cittadini, imprese e per il funzionamento dei servizi pubblici: proteggerli e garantire la possibilità di recuperarli rapidamente in caso di incidente è fondamentale”, afferma Alessio Di Benedetto, Country Manager di Veeam Software Italia. “La qualifica di Veeam all’interno del Catalogo ACN rappresenta un importante riconoscimento del valore che possiamo offrire alla Pubblica Amministrazione italiana. L’offerta Veeam è pensata per aiutare le organizzazioni a proteggere i propri dati, garantirne la disponibilità e accelerarne il ripristino in caso di incidenti, contribuendo a rafforzare la continuità operativa e la resilienza delle infrastrutture digitali della PA”.
Il backup nell’era dell’IA è la base della resilienza
Il tema della protezione dei dati e della continuità operativa è particolarmente delicato perché la PA gestisce servizi – come quelli sanitari – che non possono permettersi l’indisponibilità e i partner tecnologici si stanno riposizionando per accompagnare questa evoluzione.
Questa postura di sicurezza diventa ancora più cruciale con l’ingresso nell’era dell’IA Agentica. La Pubblica Amministrazione deve dimostrarsi capace di ridurre i rischi e di esercitare il controllo lungo l’intero ciclo di vita dei dati, unificando i controlli di accesso e protezione basati su policy, workflow di governance, misure di tutela della privacy e reporting di conformità con una resilienza integrata.
Il backup si evolve di conseguenza: la crescita della quantità di dati e della velocità con cui questi vengono aggiornati impone di aumentare la frequenza delle copie e la capacità di conservazione. Parallelamente, la crescente sofisticazione degli attacchi informatici rende necessario proteggere le copie, evitando che un ransomware possa compromettere contemporaneamente sistemi di produzione e backup. A questo si aggiunge la questione della continuità del servizio: una strategia efficace non deve limitarsi a produrre copie, ma deve permettere di verificarne l’integrità e di utilizzarle concretamente per il ripristino, perché solo il recupero nei tempi richiesti permette di raggiungere l’obiettivo della resilienza.
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