Predaia (TN), il data center nella miniera di dolomia: «Così il Trentino punta alla sovranità digitale»


Innovazione digitale, sostenibilità ambientale e nuove opportunità per le imprese. È attorno a queste tre direttrici che si è sviluppato l’incontro «Energia per il futuro digitale: quando innovazione e sostenibilità progettano insieme», ospitato da Intacture, in Val di Non, nel territorio comunale di Predaia, nell’ambito della Settimana per l’Energia e la Sostenibilità 2026 promossa da Confartigianato.

Al centro della giornata, il data center Intacture – The Natural Home of Data, realizzato all’interno di una miniera attiva di dolomia. Un’infrastruttura che punta a valorizzare spazi sotterranei già esistenti per rispondere alla crescente domanda di capacità di calcolo e archiviazione dei dati, limitando al contempo il consumo di nuovo suolo.

Un modello che, secondo la Provincia autonoma di Trento, può contribuire a rafforzare il ruolo del territorio nel settore dei servizi digitali, con ricadute potenziali anche per il sistema delle micro e piccole imprese.

A portare il saluto istituzionale è stato Achille Spinelli, vicepresidente e assessore provinciale allo Sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca, che ha indicato in Intacture un esempio concreto della strategia di sviluppo economico e industriale del Trentino.

«Quello che vediamo qui rappresenta in concreto la sintesi della nostra visione di sviluppo e dimostra cosa significa programmare e fare politica economica e industriale in un territorio autonomo», ha dichiarato Spinelli.

Il vicepresidente ha richiamato la legge provinciale sulle cave, che vent’anni fa aveva previsto la possibilità di valorizzare i vuoti generati dall’attività estrattiva, trasformandoli in risorse strategiche.

Oggi, secondo Spinelli, quella scelta apre la strada a un nuovo utilizzo delle infrastrutture sotterranee: non più soltanto spazi da recuperare, ma luoghi in cui sviluppare servizi tecnologici e proteggere una risorsa sempre più centrale per l’economia, quella dei dati.

«Sotto 90 milioni di metri cubi di roccia, a 100 metri di profondità, prende forma il primo green data center europeo realizzato all’interno di una cava attiva, alimentato al 100% da fonti rinnovabili e a zero consumo di nuovo suolo», ha affermato.

Per la Provincia, il progetto rappresenta anche un’opportunità per rafforzare la sovranità digitale, sviluppando capacità autonome nella gestione dei dati e nell’erogazione di servizi digitali sicuri.

«Intacture è soprattutto un pilastro di sovranità digitale: una vera e propria accezione tecnologica per il Trentino, capace di posizionarci come produttori ed esportatori di servizi digitali sicuri», ha aggiunto Spinelli, sottolineando l’importanza di diffondere i benefici dello sviluppo tecnologico anche nelle valli e tra le realtà produttive di dimensioni più contenute.

La giornata, promossa in sinergia dalle realtà di Confartigianato del Garda, è stata pensata per affrontare una questione sempre più rilevante: come sostenere la crescita dei dati e dell’intelligenza artificiale senza aumentare indiscriminatamente il consumo di energia, acqua e territorio.

Dopo i saluti iniziali, con l’intervento di Dennis Bonn, amministratore delegato di Trentino DataMine, e i contributi da remoto di Diego Ruzza, assessore ai Trasporti, mobilità e lavori pubblici della Regione Veneto, e Giorgio Maione, assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, i partecipanti hanno visitato il data center.

La struttura di Predaia offre un caso concreto per discutere di come le caratteristiche naturali di un sito possano essere integrate nella progettazione di un’infrastruttura digitale, con l’obiettivo di ridurre l’impatto sul territorio e affrontare le esigenze energetiche del settore.

Il tema non riguarda soltanto le grandi infrastrutture. La diffusione dei servizi digitali e dell’intelligenza artificiale richiede infatti una rete di competenze, forniture e servizi che coinvolge anche le imprese locali.

Nel pomeriggio il confronto è proseguito con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia; Lorenzo Capelli, presidente di Confartigianato Imprese Mantova; Andrea De Zordo, presidente dell’Associazione Artigiani – Confartigianato Trentino; e Devis Zenari, presidente di Confartigianato Imprese Verona.

A moderare i lavori Carlo Piccinato, segretario di Confartigianato Lombardia e presidente di ConfESG.

Al centro del dibattito, le ricadute che investimenti nelle infrastrutture digitali possono generare sull’economia locale. Dall’impiantistica alla manutenzione, dalla gestione dell’energia ai servizi tecnologici, fino alla formazione di nuove professionalità, la realizzazione e la gestione di strutture di questo tipo possono aprire spazi di attività per numerose aziende del territorio.

«La sfida è fare in modo che innovazione digitale e sostenibilità procedano insieme, creando sviluppo senza consumare inutilmente risorse e territorio», ha sottolineato De Zordo.

«Un’infrastruttura come quella di Predaia dimostra che è possibile progettare in modo diverso, valorizzando il territorio e aprendo nuove opportunità anche per le micro e piccole imprese. L’artigianato può e deve essere parte di questa trasformazione, con competenze, servizi e capacità di innovazione».

Il punto, per Confartigianato, è fare in modo che la transizione digitale non rimanga circoscritta ai grandi investimenti, ma coinvolga il tessuto economico diffuso, favorendo nuove collaborazioni tra infrastrutture tecnologiche, fornitori locali e imprese artigiane.

Nel suo intervento Spinelli ha collegato il progetto Intacture anche alla strategia provinciale in materia di sostenibilità.

La Provincia autonoma di Trento, ha ricordato il vicepresidente, è impegnata nel percorso per ottenere un rating ESG territoriale, basato su criteri ambientali, sociali e di governance, e nella valorizzazione delle imprese sostenibili attraverso il marchio «Trentino Sustainable».

L’obiettivo dichiarato è rafforzare la trasparenza sulle politiche di sostenibilità e favorire un modello di sviluppo capace di coniugare competitività economica, attenzione all’ambiente e valorizzazione delle comunità locali.

La Settimana per l’Energia e la Sostenibilità 2026 diventa così l’occasione per mettere in rete imprese e territori sui temi dell’efficienza energetica, dell’economia circolare, dell’innovazione e della transizione sostenibile.

L’appuntamento di Predaia ha portato il confronto fuori dalla teoria, mostrando come il recupero di spazi sotterranei possa essere messo al servizio delle nuove esigenze tecnologiche. La sfida, adesso, è trasformare queste opportunità in benefici concreti e diffusi per il sistema produttivo, comprese le piccole imprese che rappresentano una parte essenziale dell’economia trentina.




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