La tredicesima 2026 arriva il 1° dicembre ai pensionati INPS, a metà dicembre ai dipendenti pubblici pagati da NoiPA e con lo stipendio di dicembre a quelli privati. Vale un dodicesimo della retribuzione lorda per ogni mese lavorato, ma il netto è più basso di una mensilità ordinaria: in busta si pagano contributi (9,19%) e IRPEF senza detrazioni. Con una RAL di 30.000 euro restano circa 1.614 euro netti su 2.308 lordi. Per il 2026 non c’è né detassazione né bonus Natale da 100 euro: le aliquote IRPEF sono 23%, 33% e 43%.
Sommario
Prima di entrare nei numeri, due letture utili: come funziona il taglio del cuneo fiscale, che pesa molto sul netto di fine anno, e la guida a busta paga di dicembre, conguaglio e tredicesima.
Quando arriva la tredicesima 2026
La data dipende da chi la paga. Per i pensionati è l’INPS, per gli statali è il sistema NoiPA del Ministero dell’Economia, per i lavoratori privati è il datore di lavoro secondo il contratto collettivo applicato.
| Categoria | Quando arriva (dicembre 2026) | Chi paga |
| Pensionati | Martedì 1° dicembre, insieme alla rata di dicembre (Poste e banche) | INPS |
| Dipendenti pubblici | Di norma intorno al 15 dicembre, con lo stipendio (nel 2025 il 15); cedolino visibile in anticipo nell’area personale NoiPA | NoiPA – MEF |
| Dipendenti privati | Con la busta paga di dicembre, entro la data fissata dal CCNL (spesso tra il 15 e il 24) | Datore di lavoro |
| Lavoratori che cessano il rapporto | Nell’ultima busta paga, come ratei maturati | Datore di lavoro |
Chi riceve la pensione con cadenza semestrale ha già incassato la quota di tredicesima con la rata di luglio. Per alcuni pensionati con redditi bassi, a dicembre si aggiunge anche l’importo aggiuntivo di 154,94 euro, riconosciuto dall’INPS entro precisi limiti di reddito: conviene verificarlo nel cedolino di dicembre e, per una stima complessiva dell’assegno, con il nostro calcolo della pensione 2026.
Tra i dipendenti pubblici fanno eccezione i supplenti brevi e temporanei della scuola, che ricevono la quota di tredicesima mese per mese in proporzione ai giorni di servizio. Chi ha chiuso il rapporto prima di dicembre (dimissioni, pensionamento, contratto scaduto) la trova invece nel cedolino finale.
A chi spetta la tredicesima (e a chi no)
La tredicesima spetta a tutti i lavoratori dipendenti e ai pensionati. Vale per i contratti a tempo indeterminato e determinato, per gli apprendisti, per i part-time e per i lavoratori somministrati. Spetta anche a colf, badanti e baby sitter: per il lavoro domestico la paga la famiglia datrice di lavoro, a dicembre, secondo il contratto collettivo di settore.
| Spetta | Non spetta |
| Dipendenti privati e pubblici, a tempo indeterminato o determinato | Lavoratori autonomi e partite IVA |
| Apprendisti, part-time, somministrati | Collaboratori (co.co.co.) e prestatori occasionali, salvo accordi diversi |
| Colf, badanti, baby sitter con contratto | Chi percepisce la NASpI (l’indennità non prevede la tredicesima) |
| Pensionati INPS ed ex INPDAP | Beneficiari dell’Assegno di inclusione, che non è uno stipendio |
Come si calcola la tredicesima
La formula di base è semplice: retribuzione lorda mensile diviso 12, moltiplicata per i mesi lavorati nell’anno. Chi ha lavorato tutto il 2026 riceve una mensilità lorda piena.
I mesi che contano (e quelli che no)
Un mese si considera maturato se si lavorano almeno 15 giorni. Contano in genere ferie, malattia, infortunio e congedo di maternità obbligatorio. Non maturano invece i periodi di aspettativa non retribuita e, di solito, gli scioperi e i permessi non pagati. Le regole di dettaglio possono variare tra un CCNL e l’altro.
Esempio pratico
Un dipendente assunto il 10 aprile 2026 con 2.000 euro lordi al mese matura 9 ratei (da aprile a dicembre, perché ad aprile ha superato i 15 giorni). La sua tredicesima lorda è 2.000 / 12 x 9 = 1.500 euro.
Per i part-time il calcolo è lo stesso, applicato alla retribuzione ridotta. Per chi ha una RAL su 14 mensilità (commercio e altri contratti) la tredicesima vale comunque una mensilità: la quattordicesima è una voce separata pagata di solito a luglio.
Quanto si prende netto: tabella per RAL
Il netto della tredicesima è più basso di quello di un mese normale per una ragione precisa: sulla tredicesima, nel metodo usato dalla maggior parte dei software paghe, l’IRPEF si applica senza detrazioni da lavoro dipendente, perché queste sono già state distribuite sulle 12 mensilità ordinarie. È come ricevere un regalo da cui il fisco ha già staccato il cartellino, ma ha dimenticato di scontare il prezzo.
La simulazione che segue è una nostra elaborazione su RAL divisa in 13 mensilità, contributi INPS del 9,19% e IRPEF con gli scaglioni 2026 (23% fino a 28.000 euro, 33% fino a 50.000, 43% oltre) rapportati al mese. Le addizionali regionali e comunali non sono incluse.
| RAL annua | Tredicesima lorda | Contributi INPS | IRPEF trattenuta | Netto in busta |
| 20.000 euro | 1.538 euro | 141 euro | 321 euro | 1.076 euro |
| 25.000 euro | 1.923 euro | 177 euro | 402 euro | 1.345 euro |
| 30.000 euro | 2.308 euro | 212 euro | 482 euro | 1.614 euro |
| 35.000 euro | 2.692 euro | 247 euro | 573 euro | 1.871 euro |
| 40.000 euro | 3.077 euro | 283 euro | 689 euro | 2.105 euro |
| 50.000 euro | 3.846 euro | 353 euro | 919 euro | 2.573 euro |
In pratica, fino a circa 36.000 euro di RAL la tredicesima netta in busta si aggira intorno al 70% del lordo. Sopra, una parte dell’importo mensilizzato supera la soglia del secondo scaglione e il netto scende verso il 67-68%.
Quanto resta davvero: il prelievo effettivo sulla tredicesima
Il netto che si legge a dicembre non è la fine della storia. La tredicesima fa parte del reddito annuo, e il reddito annuo decide due cose che contano molto: quanta detrazione da lavoro dipendente spetta e se spetta il beneficio del cuneo fiscale (la somma esentasse fino a 20.000 euro di reddito, la detrazione aggiuntiva fino a 1.000 euro tra 20.000 e 40.000 euro).
Per misurarlo abbiamo fatto un calcolo che di solito non si trova: abbiamo confrontato il netto annuo con e senza la tredicesima. La differenza è quanto la tredicesima aggiunge davvero al portafoglio a fine anno.
| RAL annua | Tredicesima lorda | Netto aggiunto nell’anno | Prelievo effettivo |
| 20.000 euro | 1.538 euro | 1.015 euro | 34% |
| 25.000 euro | 1.923 euro | 1.185 euro | 38% |
| 30.000 euro | 2.308 euro | 1.422 euro | 38% |
| 35.000 euro | 2.692 euro | 1.426 euro | 47% |
| 40.000 euro | 3.077 euro | 1.215 euro | 61% |
| 50.000 euro | 3.846 euro | 2.037 euro | 47% |
Il dato che sorprende è quello dei 40.000 euro di RAL: qui la tredicesima porta il reddito imponibile da circa 33.500 a 36.300 euro, cioè dentro la fascia in cui la detrazione aggiuntiva del cuneo fiscale si riduce fino ad azzerarsi a 40.000 euro. A ogni euro in più si perdono contemporaneamente IRPEF al 33%, una quota della detrazione da lavoro dipendente e una quota del bonus cuneo. Risultato: su 3.077 euro lordi ne restano 1.215. Non si paga di più “sulla” tredicesima in busta, ma la tredicesima è il denaro che fa scattare la perdita.
È lo stesso meccanismo che, insieme all’inflazione, spiega perché gli stipendi in Italia sono fermi da 30 anni: nella fascia del ceto medio gli aumenti lordi si traducono in aumenti netti molto più piccoli. Per lo stesso motivo, chi può scegliere tra un aumento e un benefit dovrebbe leggere il nostro confronto aumento in busta paga o buoni pasto.
Timeo Danaos et dona ferentes, “temo i Greci anche quando portano doni”, ammoniva Virgilio a proposito del cavallo di Troia. La tredicesima non è un dono, è stipendio differito: ma il fisco la tratta con la stessa diffidenza con cui i Troiani avrebbero dovuto guardare quel cavallo.
Detassazione della tredicesima e bonus Natale 2026: a che punto siamo
A dicembre 2026 la tredicesima sarà tassata in modo ordinario. La Legge di Bilancio 2026 ha abbassato il secondo scaglione IRPEF dal 35% al 33% (redditi tra 28.000 e 50.000 euro), ma non ha introdotto né la flat tax sulla tredicesima né la conferma del bonus Natale da 100 euro riconosciuto nel 2024 a chi aveva coniuge e figli a carico.
Per la Manovra 2027 in estate si è parlato di una tassazione al 15% sulla tredicesima per i redditi fino a 15.000 euro, o al 10% fino a circa 30.000 euro. Il Documento programmatico di bilancio approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026, però, non ne prevede: la detassazione, anche parziale, sembra uscita dai radar, e la composizione finale della manovra è rinviata a novembre. In ogni caso, una misura della Manovra 2027 riguarderebbe la tredicesima di dicembre 2027, non quella di quest’anno.
L’eccezione: aumenti da rinnovo contrattuale tassati al 5%
Una piccola detassazione nel 2026 esiste, ma riguarda solo una parte della tredicesima. Per i dipendenti del settore privato con reddito di lavoro 2025 fino a 33.000 euro, gli aumenti pagati nel 2026 per effetto di rinnovi contrattuali firmati tra il 2024 e il 2026 sono tassati con un’imposta sostitutiva del 5% invece che con l’IRPEF. L’agevolazione vale anche sulla quota di aumento contenuta nella tredicesima e si applica in automatico, salvo rinuncia del lavoratore.
Esempio: se il rinnovo del contratto ha portato lo stipendio da 1.900 a 2.000 euro lordi, sui 100 euro di aumento presenti nella tredicesima l’imposta passa dal 23% al 5%. Il guadagno è di circa 16 euro sulla sola tredicesima: poco, ma è l’unico “sconto” fiscale di dicembre 2026.
Cosa fare con la tredicesima
Una parte delle tredicesime finisce in regali e spese di fine anno, un’altra in tasse e scadenze di dicembre. Chi riesce a metterne da parte anche solo un terzo può usarla come mattone di un piccolo risparmio annuale: tra BTP e conti deposito le alternative a basso rischio non mancano, e per scegliere un conto deposito si possono usare i criteri del Il Metodo Biagetti per Conti Deposito. Ripetuto ogni anno, l’effetto dell’interesse composto trasforma una somma modesta in un capitale.
Domande frequenti sulla tredicesima 2026
Quando arriva la tredicesima 2026?
Ai pensionati il 1° dicembre, agli statali a metà dicembre, ai privati con lo stipendio di dicembre. La data precisa per i dipendenti privati dipende dal contratto collettivo e dall’azienda, per gli statali dal calendario NoiPA.
Perché la tredicesima netta è più bassa dello stipendio normale?
Perché sulla tredicesima l’IRPEF si applica di solito senza detrazioni da lavoro dipendente. Le detrazioni sono già distribuite sulle 12 mensilità ordinarie, quindi a parità di lordo il netto della tredicesima risulta inferiore.
Quanto si prende netto di tredicesima con 1.500 euro al mese?
Con circa 1.500 euro netti al mese la tredicesima netta è intorno ai 1.180-1.200 euro. Quello stipendio corrisponde a una RAL vicina a 22.000 euro: tredicesima lorda di circa 1.692 euro, netto in busta di circa 1.183 euro, prima delle addizionali. La differenza rispetto al mese normale è dovuta all’assenza di detrazioni sulla tredicesima.
La tredicesima 2026 sarà detassata?
No, nel 2026 non è prevista alcuna detassazione della tredicesima. Le ipotesi di flat tax al 10% o al 15% riguardano il dibattito sulla Manovra 2027 e al momento non compaiono nel Documento programmatico di bilancio.
Se cambio lavoro perdo la tredicesima?
No, i ratei maturati vengono pagati nell’ultima busta paga. Il nuovo datore di lavoro, a dicembre, pagherà solo la quota maturata presso di lui, calcolata sui mesi lavorati da lui.
La tredicesima matura durante malattia e maternità?
Sì, durante la malattia e il congedo di maternità obbligatorio la tredicesima continua a maturare. Non matura invece nei periodi di aspettativa non retribuita. Per il congedo parentale e la cassa integrazione le regole dipendono dal contratto e dalla prestazione INPS: conviene controllare il CCNL o chiedere all’ufficio del personale.
La tredicesima si può pignorare?
Sì, la tredicesima è pignorabile entro gli stessi limiti dello stipendio. Di regola il creditore può trattenere fino a un quinto dell’importo netto, salvo casi particolari come i crediti alimentari.
La tredicesima conta per il TFR?
Sì, la tredicesima entra nella base di calcolo del TFR. Ogni anno il trattamento di fine rapporto si accantona su tutta la retribuzione annua, tredicesima compresa. Su come gestirlo al meglio trovi la nostra analisi investire il TFR conviene?
La tredicesima va dichiarata nel 730?
No, non serve dichiararla a parte: è già compresa nella Certificazione Unica. Il datore di lavoro la somma agli altri redditi e la considera nel conguaglio fiscale di fine anno. Per approfondire le regole generali c’è la nostra guida con le 200 FAQ sulle tasse in Italia.
Avvertenza: le cifre sono simulazioni a scopo informativo elaborate dalla redazione su ipotesi standard (RAL su 13 mensilità, contributi del 9,19%, scaglioni IRPEF 2026, nessuna addizionale). Il netto reale dipende da contratto, addizionali regionali e comunali, carichi familiari e altri redditi. Per il proprio caso fanno fede il cedolino, la Certificazione Unica e le indicazioni di Agenzia delle Entrate, INPS e NoiPA; per i casi particolari è opportuno rivolgersi a un consulente del lavoro o a un CAF.
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