Riformare i meccanismi di finanziamento della ricerca e accrescere l’efficacia della cooperazione scientifica internazionale.


Il Ministero dell’Istruzione e della Formazione ha appena pubblicato la bozza di circolare che disciplina la gestione delle attività scientifiche, tecnologiche e innovative nell’ambito della cooperazione internazionale bilaterale, finanziate, commissionate o richieste dal Ministero ad agenzie, organizzazioni e singoli individui.

La bozza si basa sulla Legge sulla Scienza , la Tecnologia e l’Innovazione del 2025 e sui relativi regolamenti, e si prevede che sostituisca la Circolare n. 56/2012/TT-BGDĐT del 25 dicembre 2012. L’emendamento mira a migliorare il meccanismo di gestione dei progetti di ricerca con elementi di cooperazione internazionale, ad aumentare la trasparenza nel processo di selezione, a sfruttare le risorse dei partner stranieri e a migliorare l’efficacia degli investimenti in scienza e tecnologia.

La bozza non solo richiede la valutazione dei prodotti scientifici al termine del progetto, ma prende in considerazione anche i risultati della formazione, dello sviluppo delle risorse umane e la misura in cui i partner stranieri adempiono ai propri impegni.

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda la modalità di valutazione dei progetti di ricerca. Invece di concentrarsi esclusivamente sulla qualità della proposta scientifica, la bozza pone l’accento sul valore della cooperazione internazionale, sulla capacità delle parti partecipanti e sull’efficacia prevista al termine del progetto.

Di conseguenza, le proposte di progetti di cooperazione bilaterale vengono valutate su una scala di 100 punti, sulla base di quattro gruppi di criteri. Questi includono: qualità scientifica e fattibilità (40 punti); valore della cooperazione internazionale (35 punti); capacità ed esperienza dell’organizzazione capofila, del responsabile del progetto, del team di ricerca e dei partner stranieri (15 punti); e risultati e impatti attesi (10 punti).

Per essere prese in considerazione per finanziamenti o ordini, le candidature devono ottenere un punteggio di almeno 70 punti e soddisfare i criteri di distribuzione del punteggio stabiliti dalla commissione di valutazione.

In particolare, nei casi in cui le candidature abbiano punteggi totali uguali, la bozza dà priorità al compito con un punteggio più alto in termini di cooperazione internazionale, un maggiore contributo da parte di partner stranieri e un numero maggiore di dottorandi, studenti di master e ricercatori post-dottorato previsti.

Questo approccio dimostra che la necessità di migliorare la qualità della cooperazione scientifica internazionale non è determinata solo dal numero di programmi, progetti o accordi di cooperazione, ma anche dalla capacità di mobilitare risorse, sviluppare personale di ricerca e generare risultati di valore duraturo.

Con il 35% destinato al valore della cooperazione internazionale, il progetto di legge definisce requisiti più chiari in merito al livello di partecipazione sostanziale dei partner stranieri. Un progetto di ricerca di elevata qualità scientifica deve dimostrare simultaneamente i benefici della cooperazione, la complementarietà delle capacità e delle risorse tra le parti e le prospettive di mantenimento dei rapporti di ricerca anche dopo la conclusione del progetto.

Questo approccio è fondamentale per migliorare l’efficienza nell’utilizzo dei fondi del bilancio statale destinati ai progetti di cooperazione bilaterale. I finanziamenti pubblici non solo supportano la realizzazione dei singoli progetti, ma possono anche facilitare l’accesso a tecnologie, laboratori, dati di ricerca ed esperti internazionali.

Al fine di potenziare la capacità di mobilitare queste risorse, il progetto di regolamento specifica la procedura per l’identificazione, la dichiarazione e la conversione del valore dei contributi provenienti da partner stranieri. Di conseguenza, i contributi non si limitano ai finanziamenti, ma possono includere anche risorse umane, strutture, diritto d’uso di attrezzature, laboratori, dati, documenti, diritto d’uso della proprietà intellettuale, attività di formazione e scambi di esperti.

Per i contributi finanziari, il valore è determinato dall’importo impegnato. I contributi non monetari vengono convertiti in base al prezzo unitario o al livello di spesa annunciato e applicato dal partner estero, oppure in base ai prezzi di mercato nel paese ospitante.

Questo regolamento contribuisce a riflettere più pienamente il valore pratico della ricerca collaborativa. In molti campi scientifici, l’accesso a laboratori all’avanguardia, a dati approfonditi o a esperti altamente qualificati può essere altrettanto prezioso quanto un finanziamento diretto.

Il riconoscimento di queste forme di contributo fornisce inoltre una base per valutare adeguatamente il livello di impegno e responsabilità di ciascun partner, incoraggiando al contempo gli istituti di ricerca nazionali a sviluppare programmi di collaborazione approfonditi.

Tuttavia, per garantire la trasparenza e l’uso efficiente delle risorse, la bozza prevede la divulgazione pubblica del tetto massimo di finanziamento proveniente dal bilancio statale, del tasso di cambio e di eventuali fondi di contropartita richiesti, direttamente nel piano di finanziamento o nella notifica del provvedimento.

Il livello di sostegno deve essere conforme alle tariffe stabilite dal Decreto n. 267/2025/ND-CP e non deve superare il tetto massimo annunciato. Un altro aspetto importante è quello di aumentare la coerenza nel processo di selezione dei progetti tra il Vietnam e i partner stranieri.

Secondo la bozza, prima di annunciare il piano di finanziamento o di avviare il progetto, il Ministero dell’Istruzione e della Formazione discuterà e concorderà con la parte straniera la scadenza per la presentazione delle candidature, i tempi di pubblicazione, le modalità di scambio dei risultati della selezione, i tempi di approvazione dell’elenco dei compiti e i principi per la gestione di eventuali discrepanze nei risultati di valutazione tra le due parti.

Si tratta di un requisito pratico, poiché i progetti di ricerca bilaterali sono spesso soggetti ai meccanismi di finanziamento, ai processi di selezione e alle condizioni di gestione di entrambi i paesi. Differenze nelle tempistiche o negli esiti delle approvazioni possono influire sull’attuazione, sui piani di personale e sull’utilizzo del budget.

Per far fronte a queste situazioni, la bozza prevede la possibilità di riservare i risultati della selezione del Vietnam per la successiva fase di notifica, ma il periodo di riserva non può superare i 12 mesi e deve essere confermato come oggetto di revisione da parte della controparte straniera.

Se le condizioni non vengono soddisfatte o il periodo di prenotazione scade senza che il partner abbia fornito i risultati richiesti, il progetto non verrà finanziato né commissionato.

Il presente regolamento mira ad aumentare il coordinamento proattivo, a limitare l’approvazione di incarichi senza il necessario accordo tra le due parti e a garantire che l’assegnazione dei fondi si basi su criteri chiari e sulla trasparenza.

La bozza affronta anche le situazioni che potrebbero verificarsi durante l’attuazione, come il ritiro dei partner stranieri dalla cooperazione, l’interruzione dei finanziamenti, la modifica della portata degli impegni o i ritardi nell’attuazione dei compiti concordati.

L’istituzione di un meccanismo per la gestione di queste situazioni mira a mitigare il rischio di una completa interruzione del lavoro a causa di modifiche unilaterali, garantendo al contempo il controllo del budget e la responsabilità di tutte le parti coinvolte.

Oltre ai meccanismi di finanziamento e all’attuazione, la bozza pone particolare enfasi sulla proprietà intellettuale e sullo sfruttamento dei risultati della ricerca. Di conseguenza, l’accordo di cooperazione deve definire chiaramente il prodotto della ricerca congiunta, i diritti di proprietà intellettuale, i principi per la pubblicazione dei risultati, la condivisione dei dati, le responsabilità per la registrazione della protezione in Vietnam e all’estero, nonché il piano per la ripartizione dei benefici derivanti dal trasferimento e dalla commercializzazione dei risultati della ricerca.

Questi sono aspetti cruciali della cooperazione scientifica internazionale, poiché i risultati della ricerca possono derivare dal contributo simultaneo di risorse umane, finanziarie, dati e infrastrutture provenienti da più soggetti.

Se la proprietà e i meccanismi per lo sfruttamento dei risultati della ricerca non sono chiaramente definiti fin dall’inizio, la pubblicazione, il trasferimento o la commercializzazione dei prodotti della ricerca possono dare origine a controversie, compromettendone l’applicabilità e l’ulteriore sviluppo.

In particolare, la bozza non richiede solo la valutazione dei prodotti scientifici al termine del progetto, ma considera anche i risultati della formazione, dello sviluppo delle risorse umane e il livello di rispetto degli impegni da parte dei partner stranieri.

Le attività di valutazione dell’impatto continuano a concentrarsi sulle pubblicazioni scientifiche complessive, sui risultati in termini di sviluppo delle risorse umane e sul potenziale di espansione della rete di cooperazione internazionale creatasi grazie al progetto.

Lo stato di avanzamento dell’applicazione e della commercializzazione della ricerca viene aggiornato direttamente sulla piattaforma digitale, contribuendo a un monitoraggio più efficace e a una gestione più efficiente dopo l’investimento.

In caso di risoluzione di un contratto, le parti devono formalizzare lo status giuridico dei risultati della ricerca congiunta, gli obblighi di riservatezza, la condivisione dei dati, la pubblicazione dei risultati e la gestione dei fondi e dei beni conferiti o trasferiti dal partner estero.

Queste normative mirano a garantire che i risultati della ricerca non solo siano validati professionalmente, ma abbiano anche una base giuridica per il loro continuo sfruttamento, applicazione e sviluppo anche dopo la conclusione del progetto.

Dal punto di vista degli investimenti in scienza e tecnologia, le proposte contenute nella bozza mostrano una tendenza a passare da una gestione basata principalmente su registri e procedure a una maggiore attenzione all’efficienza dei risultati, al valore derivante dalla collaborazione e alla capacità di creare un impatto a lungo termine.

Per gli istituti di istruzione superiore e gli enti di ricerca, il nuovo meccanismo, se implementato, richiederà di potenziare la propria capacità di elaborare proposte, selezionare partner in grado di fornire un supporto sostanziale, definire chiaramente le proprie responsabilità in termini di contributo e sviluppare proattivamente piani per lo sfruttamento dei risultati della ricerca.

Ancora più importante, la cooperazione scientifica internazionale dovrebbe essere vista non solo come un modo per integrare le risorse, ma anche come un’opportunità per potenziare la capacità di ricerca nazionale, formare risorse umane altamente qualificate e promuovere l’accesso a conoscenze e tecnologie avanzate.


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