Missione a Bruxelles: Prato parla con una sola voce in Europa per chiedere nuove regole che valorizzino le filiere del riciclo
Una voce unica e compatta per far valere in Europa le ragioni, la storia e il futuro del distretto tessile pratese. È questo il bilancio della missione a Bruxelles condotta dal Tavolo del Distretto di Prato, che ha visto unite istituzioni, associazioni economiche e organizzazioni sindacali intorno a una posizione comune e condivisa. L’obiettivo prioritario è quello di rappresentare alle istituzioni europee la realtà di Prato all’interno del futuro Circular Economy Act, un modello industriale fondato da sempre sulla sostenibilità e sulla rigenerazione che non può essere parificato a realtà non manifatturiere.
L’economia circolare deve diventare una vera e propria politica industriale europea che valorizzi le filiere del riciclo già esistenti, riconosca il valore delle fibre rigenerate e sostenga un effettivo mercato delle materie prime seconde. A fronte delle sfide legislative comunitarie, Prato promuove inoltre un’alleanza strategica con i principali distretti tessili europei. Attraverso la creazione di una rete tra distretti, a partire dalle interlocuzioni avviate con le realtà della Catalogna e del Portogallo, l’obiettivo è costruire posizioni condivise e intervenire con maggior forza e incisività nel percorso legislativo dell’Unione.
Il Tavolo di Distretto, lo ricordiamo, è formato da Comune di Prato, Confindustria Toscana Nord, Confartigianato Imprese Prato, Cna Pistoia e Prato, Cgil, Cisl, Uil, Plures spa e Next Technology Tecnotessile.
Per il sindaco di Prato Matteo Biffoni: “La nostra è una vera e propria missione di sistema: è questo il valore aggiunto ed è l’unica modalità con cui possiamo e dobbiamo approcciarci a queste vicende. Rimanere fermi significa aver già perso in partenza; presentarci compatti e ben preparati rappresenta invece l’unica sfida reale per presidiare quel mondo strategico che è Bruxelles. Nel 2027 il nostro Paese voterà per il rinnovo del Parlamento e del Governo, e la prima grande sfida successiva sarà il semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea che inizierà nel 2028. Muovendoci fin da ora come missione di sistema, potremo interloquire con un Governo pienamente legittimato dal consenso popolare che, guidando il Consiglio, potrà farsi carico con maggiore forza e attenzione delle istanze di Prato. Si tratta di temi esiziali per un pezzo fondamentale del nostro futuro, da cui possono nascere sia difficoltà sia opportunità straordinarie. Altro dato politico centrale è l’esigenza di insistere sulla creazione di alleanze strategiche, individuando quei distretti europei che parlano la nostra stessa lingua e sui quali investire tempo, risorse ed energie per costruire rapporti stabili e condivisi”.
“La missione a Bruxelles rappresenta un passaggio importante – spiega l’assessora Benedetta Squittieri, coordinatrice del Tavolo di Distretto –, nei prossimi mesi il Tavolo di Distretto avrà un ruolo centrale nel trasformare le relazioni costruite e le istanze condivise in azioni concrete per tutelare e rilanciare il nostro distretto tessile. In un momento così complesso sul piano internazionale, caratterizzato da una forte instabilità soprattutto dal punto di vista dei costi dell’energia, la forza del Tavolo sta nella capacità di tenere insieme istituzioni, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali, individuando priorità e obiettivi comuni. Vogliamo rafforzare questo lavoro di coordinamento, dando continuità agli impegni assunti e seguendo concretamente l’attuazione della roadmap che abbiamo condiviso: dal Circular Economy Act alla valorizzazione delle filiere del riciclo, dalla competitività delle imprese alla riduzione dei costi energetici, fino ai progetti strategici come il Textile Hub e il riconoscimento IGP del Cardato Riciclato Pratese”.
Il presidente della Provincia di Prato Simone Calamai era presente a Bruxelles come delegato Upi, l’Unione delle Province d’Italia: “Parlare di riciclo tessile significa raccontare una storia che è l’essenza stessa del nostro distretto e dei nostri territori. La missione a Bruxelles – sottolinea Calamai – ci ha visto uniti e coesi per presentare direttamente alle istituzioni europee le necessità e le caratteristiche uniche del nostro distretto produttivo. Attraverso una serie di incontri mirati, abbiamo voluto dialogare apertamente con chi ha il compito di scrivere le norme e i regolamenti comunitari, affinché le nostre istanze vengano comprese e integrate. Le necessità del nostro territorio si sposano perfettamente con le grandi priorità promosse dall’Unione Europea, a partire dalla transizione ecologica e dalla sostenibilità ambientale. Questi valori non sono nuovi per noi: sono da sempre alla base del nostro modello produttivo che, storicamente, fa della rigenerazione e del riciclo il proprio punto di forza”.
Da Bruxelles a Roma
Dopo aver portato in Europa il Position Paper – lo strumento attraverso cui trasformare le esigenze del territorio in proposte concrete per le politiche europee – c’è la volontà di organizzare una presentazione del documento a Roma, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso il raccordo della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UE per interessare il Governo nazionale. Questa interlocuzione risulta cruciale anche in vista dell’avvicinamento al semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’UE, in programma dal primo gennaio al 30 giugno 2028, che rappresenterà una vetrina e un’occasione strategica per portare le priorità industriali del distretto al centro dell’agenda europea.
La roadmap del distretto
Nel breve termine, oltre al confronto con il Governo e alla formalizzazione dei contatti con gli altri distretti europei, verrà predisposto un contributo tecnico specifico incentrato su Circular Economy Act, End-of-Waste, materie prime seconde, Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) e riconoscimento del riciclo meccanico. Guardando alle prospettive 2027-2028, il percorso vedrà la partecipazione attiva alle consultazioni europee sull’Ecodesign tessile per fornire evidenze industriali sulle produzioni pratesi, il costante monitoraggio dei dossier legati a competitività, etichettatura, vigilanza del mercato e appalti pubblici, oltre al costante presidio sull’attuazione dell’EPR tessile e della direttiva rifiuti in vista delle scadenze del giugno 2027 e dell’aprile 2028. Infine, il lavoro confluirà nel negoziato sul bilancio europeo 2028-2034 e nella valorizzazione della presidenza italiana per fissare le priorità della manifattura e della circolarità tessile su scala globale.
A supporto di questi obiettivi, il distretto si presenta in Europa forte di progetti concreti e all’avanguardia: tra questi, il Textile Hub di Plues spa, l’innovativo impianto da 33 mila tonnellate/anno dedicato alla selezione e al trattamento dei rifiuti tessili tramite tecnologia NIR e intelligenza artificiale (un investimento da 30 milioni di euro nato dal recupero funzionale dell’area dell’ex depuratore), e il percorso per l’ottenimento del riconoscimento dell’IGP per il Cardato Riciclato Pratese, pronto a diventare il primo prodotto non alimentare dell’Unione Europea protetto da un marchio di indicazione geografica a tutela di una filiera di oltre 5.000 addetti.
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