Dopo una seduta parlamentare lunga oltre 21 ore, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato in nottata la manovra di variazioni di bilancio da 1,3 miliardi di euro. L’ok definitivo è arrivato in un’Aula orfana delle opposizioni, con i deputati di Pd, M5s e Controcorrente che hanno scelto di abbandonare i lavori al momento del voto finale. Il governo di Renato Schifani esce politicamente rafforzato dalla lunga maratona: la maggioranza di centrodestra, aiutata anche dalla gestione equilibrata dei lavori da parte del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, ha respinto tutti i tentativi di ostruzionismo e non ha mai ceduto, nemmeno di fronte all’inedito fallimento sistematico del ricorso al voto segreto. Archiviata questa manovra, le prossime sfide decisive per l’esecutivo regionale saranno il rendiconto e l’ultima legge di stabilità della legislatura.
A infiammare lo scontro politico è stato soprattutto il Fondo per gli interventi territoriali destinato ai Comuni. Il capogruppo del Partito Democratico all’Ars, Michele Catanzaro, ha attaccato frontalmente la misura: «Dopo un’intera notte di lavori d’Aula è apparso chiaro il vero obiettivo della maggioranza: trasformare una variazione di bilancio nata per affrontare le emergenze della Sicilia, in una distribuzione di contributi utili alla prossima campagna elettorale». Secondo l’esponente dem, i finanziamenti distribuiti a circa 250 amministrazioni creano disuguaglianze, lasciando fuori chi è privo degli agganci politici giusti. «Sostenere i territori rientra nei compiti di un deputato ma le risorse devono rispondere a una programmazione, a criteri trasparenti e a un’idea di sviluppo. Parcellizzare i finanziamenti in contributi da 40 o 50 mila euro significa costruire consenso elettorale», ha continuato Catanzaro, parlando di «una Sicilia divisa tra figli e figliastri». Il capogruppo ha poi rivendicato il ruolo costruttivo della minoranza: «Le opposizioni hanno garantito l’approvazione delle misure urgenti per famiglie, lavoratori e imprese, comprese quelle destinate ai comparti agricolo e della pesca, e hanno chiesto di fermarsi agli interventi concordati. Il centrodestra ha scelto invece di proseguire con la spartizione noi abbiamo dato risposte ai siciliani. Alla maggioranza lasciamo la responsabilità politica di una manovra delle mancette».
Al netto delle tensioni politiche, il provvedimento ha incassato il favore di diverse categorie per i sostegni mirati. Gaetano Callista, presidente dell’Unione radiotaxi italiani Sicilia, ha accolto con favore le norme contro il caro carburanti per il trasporto pubblico non di linea: «Esprimo il mio sincero ringraziamento al Governo Regionale per la sensibilità e la tempestività dimostrate nel recepire il forte disagio della nostra categoria, duramente colpita dall’emergenza del caro carburante». Per Callista, si tratta di «una risposta tangibile alle richieste delle imprese e dei lavoratori del comparto, confermando l’importanza del dialogo istituzionale per la salvaguardia del trasporto pubblico non di linea e turistico nell’isola».
Clima disteso, invece, sull’approvazione unanime della norma che assegna un primo milione di euro per permettere agli enti locali siciliani di aumentare le ore del personale stabilizzato. Il deputato dem Fabio Venezia, primo firmatario dell’emendamento, ha evidenziato l’importanza del traguardo: «Da mesi lavoriamo, d’intesa con l’amministrazione civica di Enna, per dare dignità ai lavoratori ex precari e part-time del comune di Enna e di tanti altri enti locali siciliani». Il sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, ha voluto ringraziare il parlamentare per l’obiettivo raggiunto: «Esprimo grande soddisfazione per il lavoro svolto dall’onorevole Fabio Venezia che ci ha consentito di raggiungere questo straordinario risultato, per i lavoratori che otterranno il monte orario completo e di conseguenza la retribuzione che gli spetta». Sulla stessa scia l’assessore al Personale del Comune di Enna, Lillo Maria Colaleo, che ha ricordato l’impegno dell’amministrazione: «Già come primo atto della nostra giunta avevamo aumentato le ore degli ex articolisti, oggi aumentiamo quello degli ex asu».
«Con il Ddl “Coesione e Crescita” abbiamo anzitutto dato risposte concrete alle emergenze attuali della Sicilia, sostenendo ad esempio il comparto cerealicolo, il settore della pesca e gli autotrasportatori. Inoltre abbiamo garantito la copertura dell’intero fabbisogno del credito d’imposta per gli investimenti nella Super Zes. Lo abbiamo fatto con una maggioranza finalmente compatta e dopo un iter condotto magistralmente in commissione Bilancio dal presidente Daidone e qui in aula dal presidente Galvagno, con Fratelli d’Italia in prima linea», afferma Giorgio Assenza, capogruppo di FdI, aggiungendo: «Respingiamo con fermezza le accuse delle opposizioni, che vorrebbero sminuire l’importanza di questa manovra puntando l’indice contro i fondi per gli investimenti territoriali. Fit che difendiamo con forza, perché finanziano interventi importanti che hanno ricadute positive sui territori e, ricordiamolo, sono già dotati di progetti immediatamente realizzabili. I colleghi delle opposizioni hanno dimenticato che più volte in passato loro stessi si sono vantati pubblicamente di avere fatto finanziare interventi di questo tipo e non solo? Allora erano atti di pregevole politica e ora diventano vili mance? Dovremmo forse vergognarci, ad esempio, di avere garantito fondi per cittadelle giudiziarie, ospedali, porti, cimiteri, chiese, riqualificazioni urbane, oratori e impianti sportivi? Noi siamo orgogliosi di avere portato a termine una manovra che contemporaneamente dà risposte concrete alle emergenze e viene incontro alle legittime istanze provenienti dai territori della nostra Sicilia».
«Se oggi l’Ars ha potuto approvare una manovra da circa 1,4 miliardi di euro è perché a monte c’è stato un lavoro paziente e rigoroso del governo Schifani che ha rimesso in ordine i conti, riorganizzando la spesa e accompagnando la crescita dell’economia regionale, che a sua volta produce maggiori entrate per centinaia di milioni». Lo dichiara Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Ars, commentando il voto sull’assestamento di bilancio. «Al di là dei singoli provvedimenti – aggiunge – è questo il dato politico da sottolineare, il risultato di scelte fatte negli anni con costanza, spesso senza clamore».
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