la tabella e i tagli


Dal 1° gennaio 2027 i coefficienti di trasformazione scendono per tutte le età, da un calo dell’1,21% a 57 anni a uno dell’1,97% a 71 anni: a 67 anni il valore passa dal 5,608% al 5,514%. Lo stabilisce il decreto direttoriale del 16 ottobre 2026 del Ministero del Lavoro, adottato di concerto con il Ministero dell’Economia e annunciato il 20 ottobre 2026.

Il decreto vale per le pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2027 e pesa solo sulla quota di assegno calcolata con il sistema contributivo: per come funziona il calcolo previsto dalla legge 335/1995, chi è già in pensione non dovrebbe essere toccato.

In sintesi

  • Che cosa cambia: nuovi coefficienti di trasformazione del montante contributivo, più bassi a tutte le età.
  • Da quando: pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2027.
  • Quanto: da meno 1,21% (57 anni) a meno 1,97% (71 anni); a 67 anni meno 1,68%.
  • Perché: revisione biennale legata ai dati demografici ed economici dell’Istat.
  • Cosa non cambia: i requisiti d’età, regolati da un altro decreto.

Coefficienti di trasformazione 2027: che cosa sono?

Nel sistema contributivo, ricorda il Ministero del Lavoro, l’importo della pensione annua si ottiene moltiplicando il montante contributivo individuale, cioè i contributi versati e rivalutati negli anni, per il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età di uscita. Come mostra la tabella, il coefficiente cresce con l’età di uscita. Il motivo, detto in parole nostre, è che chi esce più tardi riceverà l’assegno per un numero minore di anni.

La legge prevede che i coefficienti vengano rivisti ogni due anni sulla base delle rilevazioni demografiche e dell’andamento del Pil di lungo periodo rilevati dall’Istat. Il decreto richiama i dati trasmessi dall’Istat il 27 maggio 2026. I valori ancora in vigore fino al 31 dicembre 2026 sono quelli fissati dal decreto del 20 novembre 2024.

Coefficienti di trasformazione 2027: la tabella per età

Ecco il confronto tra i valori in vigore nel 2025 e nel 2026 e quelli che si applicheranno dal 1° gennaio 2027, con la variazione percentuale calcolata da Capitalist sui dati ufficiali.

Età Coefficiente 2025-2026 Coefficiente dal 2027 Variazione
57 4,204% 4,153% -1,21%
58 4,308% 4,254% -1,25%
59 4,419% 4,361% -1,31%
60 4,536% 4,475% -1,34%
61 4,661% 4,596% -1,39%
62 4,795% 4,725% -1,46%
63 4,936% 4,863% -1,48%
64 5,088% 5,009% -1,55%
65 5,250% 5,166% -1,60%
66 5,423% 5,334% -1,64%
67 5,608% 5,514% -1,68%
68 5,808% 5,707% -1,74%
69 6,024% 5,914% -1,83%
70 6,258% 6,139% -1,90%
71 6,510% 6,382% -1,97%
Fonte: decreto direttoriale del 16 ottobre 2026 e nota tecnica del Ministero del Lavoro. Variazione calcolata da Capitalist.

Coefficienti di trasformazione 2027: quanto cambia l’assegno, un esempio

Per capire l’ordine di grandezza prendiamo un caso di scuola, puramente indicativo: un montante contributivo di 300.000 euro e un’uscita a 67 anni. Con il coefficiente in vigore nel 2026 (5,608%) la quota contributiva annua lorda sarebbe di 16.824 euro. Con quello dal 2027 (5,514%) scende a 16.542 euro, circa 282 euro lordi in meno all’anno.

L’esempio serve solo a mostrare l’effetto del coefficiente e non è una consulenza previdenziale. Non tiene conto della quota retributiva per chi ce l’ha, delle tasse, della rivalutazione del montante né delle regole delle singole misure di uscita. Per una stima sulla propria posizione bisogna rivolgersi all’Inps o a un patronato.

Coefficienti di trasformazione 2027 e requisiti d’età: perché non vanno confusi

I coefficienti dicono quanto vale la pensione a una certa età, non quando ci si può andare. I requisiti d’accesso sono adeguati alla speranza di vita con un decreto diverso: il decreto direttoriale del Ministero dell’Economia del 19 dicembre 2025, che ha aggiornato i requisiti dal 1° gennaio 2027 ed è richiamato nello stesso decreto sui coefficienti.

In altre parole, il nuovo valore a 64 anni (5,009%) non significa che a 64 anni si possa uscire: per l’anticipo valgono le regole della singola misura, come quelle illustrate nella nostra guida sulla pensione anticipata a 64 anni.

Coefficienti di trasformazione 2027: chi è coinvolto e chi no

  • Coinvolti: chi va in pensione dal 1° gennaio 2027, per la parte di assegno calcolata con il metodo contributivo.
  • Non coinvolti: secondo il meccanismo della legge 335/1995, chi ha già una pensione in pagamento, perché il coefficiente si usa per calcolare l’assegno al momento della liquidazione.
  • Più esposti: i lavoratori con carriera interamente contributiva, il cui assegno dipende solo da montante e coefficiente.

Il tema si intreccia con il dibattito sulle pensioni nella manovra 2027. La revisione dei coefficienti segue però un binario diverso: è un atto tecnico previsto dalla legge con cadenza biennale.

Coefficienti di trasformazione 2027: cosa resta da sapere

Il prossimo aggiornamento è atteso per il biennio che parte dal 2029, sempre sulla base dei dati Istat. Resta da vedere come l’Inps recepirà i nuovi valori nei propri simulatori, utili a chi deve scegliere se uscire a fine 2026 o nel 2027.

Domande frequenti

Quando entrano in vigore i coefficienti di trasformazione 2027?

I nuovi coefficienti si applicano alle pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2027. Li fissa il decreto direttoriale del 16 ottobre 2026 del Ministero del Lavoro, adottato di concerto con il Ministero dell’Economia e pubblicato il 20 ottobre 2026.

Di quanto scendono i coefficienti nel 2027?

Il calo va dall’1,21% a 57 anni all’1,97% a 71 anni. A 67 anni il coefficiente passa dal 5,608% al 5,514%, con una riduzione dell’1,68%. La variazione è calcolata sui valori ufficiali della tabella allegata al decreto.

Chi è già in pensione perde qualcosa?

In base al meccanismo di calcolo della legge 335/1995 non dovrebbe perdere nulla. Il coefficiente si usa quando la pensione viene liquidata e il decreto riguarda le pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2027. Il decreto non lo dice in modo esplicito: è una deduzione dal meccanismo.

I coefficienti cambiano l’età per andare in pensione?

No. I coefficienti determinano l’importo della quota contributiva, non i requisiti di accesso. L’adeguamento dei requisiti alla speranza di vita dal 2027 è stato deciso con un decreto distinto del Ministero dell’Economia, datato 19 dicembre 2025.

Come si calcola la quota contributiva della pensione?

Si moltiplica il montante contributivo, cioè la somma dei contributi versati e rivalutati, per il coefficiente legato all’età di uscita. Il risultato è l’importo annuo lordo. Per una stima personale conviene usare i servizi dell’Inps o rivolgersi a un patronato.


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