BRINDISI – La nautica di lusso continua a offrire prospettive di crescita, anche mentre il mercato delle imbarcazioni più piccole attraversa una fase di rallentamento. Per Brindisi e per l’intero Mezzogiorno, la sfida è trasformare questa tendenza in nuovi investimenti, attività produttive e opportunità occupazionali, puntando sulle infrastrutture portuali, sulle competenze professionali e sull’integrazione tra cantieristica e turismo.
È il quadro emerso dalla tavola rotonda «Il valore della nautica per lo sviluppo dei territori. Il contributo strategico del Mezzogiorno», ospitata al Marina di Brindisi nell’ambito dello SNIM, Salone Nautico di Puglia, in programma fino al 26 ottobre.
L’incontro, aperto dal presidente della manifestazione Giuseppe Meo e moderato dal giornalista di Sky Maurizio Bulleri, ha riunito alcuni protagonisti della cantieristica italiana e rappresentanti delle istituzioni.
Al confronto hanno partecipato Marco Valle, amministratore delegato di Azimut Benetti, Barbara Amerio, amministratrice delegata di Amer Yachts, Giuseppe Danese, presidente di Confindustria Brindisi, l’assessore regionale Sebastiano Leo e il deputato Mauro D’Attis.
Uno dei temi principali ha riguardato l’andamento del mercato nautico internazionale, che presenta dinamiche differenti a seconda delle dimensioni delle imbarcazioni.
Dopo la forte espansione registrata negli anni successivi alla pandemia, negli ultimi 12-18 mesi il settore delle unità più piccole ha rallentato, mentre continua a mantenersi sostenuta la domanda di grandi yacht.
«Nonostante il rallentamento registrato negli ultimi mesi per le imbarcazioni di dimensioni più contenute, la domanda di yacht oltre i 30 metri continua a essere sostenuta», ha spiegato Marco Valle.
Per l’amministratore delegato di Azimut Benetti, la Puglia può beneficiare di questa evoluzione grazie alla crescente notorietà internazionale del territorio e alla presenza di aziende specializzate che già collaborano con importanti cantieri italiani.
«È un’opportunità non soltanto per i cantieri, ma per l’intera filiera nautica e per il turismo», ha sottolineato Valle, richiamando anche i nuovi modelli di collaborazione tra nautica e ospitalità di lusso.
Tra gli esempi citati figura un accordo recentemente concluso per circa 20 imbarcazioni destinate a una società che gestisce 2 grandi resort alle Maldive, dove gli yacht vengono utilizzati come parte integrante dei servizi alberghieri.
Un modello che, secondo Valle, si sta diffondendo anche nel Mediterraneo, dalla Sardegna alla Sicilia, e che potrebbe trovare nuove possibilità di sviluppo in Puglia.
Sul potenziale del territorio è intervenuta anche Barbara Amerio, che ha indicato nel porto naturale di Brindisi e nelle sue banchine un patrimonio ancora da valorizzare per il turismo nautico e le attività di manutenzione e ammodernamento delle imbarcazioni.
La manager ha evidenziato però uno degli ostacoli principali agli investimenti: la complessità delle procedure burocratiche.
Amerio ha raccontato di aver dovuto attendere 20 anni per ottenere le autorizzazioni necessarie alla riconversione di un cantiere destinato al refitting, a fronte dei 2 anni impiegati per realizzare un nuovo capannone industriale a Pisa.
Una differenza che, secondo l’imprenditrice, dimostra quanto sia importante garantire tempi certi e una programmazione condivisa.
«Il Mezzogiorno dispone di un grande patrimonio di infrastrutture portuali e di opportunità ancora da sviluppare per la nautica da diporto», ha affermato, richiamando la necessità di offrire ai diportisti approdi sicuri, servizi adeguati e occasioni per conoscere anche le località dell’entroterra.
Amerio ha inoltre evidenziato le prospettive occupazionali legate alla formazione di figure specializzate nella falegnameria e nella carpenteria metallica, indispensabili per lo sviluppo della cantieristica.
«Serve però una visione nazionale, non più soltanto regionale, fondata sulla cooperazione, per rafforzare sia la produzione sia le attività di refitting», ha aggiunto.
Il tema delle competenze è stato affrontato anche da Giuseppe Danese, presidente di Confindustria Brindisi, che ha ripercorso la trasformazione della filiera nautica pugliese.
Dopo la crisi economica del 2008-2010, numerosi artigiani e tecnici originari della Puglia, fino ad allora impiegati nei cantieri del Nord Italia, sono rientrati nella regione avviando imprese specializzate, oggi inserite nelle catene di fornitura dei principali costruttori nazionali.
Danese ha ricordato anche i percorsi formativi sviluppati in collaborazione con la Regione e progettati insieme alle aziende, che hanno registrato, secondo quanto riferito durante l’incontro, un inserimento lavorativo del 100% dei partecipanti.
Resta invece da organizzare in maniera più strutturata l’offerta locale di servizi nautici per rispondere alla crescente presenza di turismo di lusso.
Sul versante degli investimenti industriali, il deputato Mauro D’Attis ha richiamato le opportunità offerte dalla ZES Unica e dagli strumenti normativi destinati ad accelerare le procedure autorizzative.
Particolare attenzione è stata riservata alla designazione di Brindisi e Taranto come distretto nazionale di accelerazione industriale per le attività a zero emissioni, con la prospettiva di un successivo riconoscimento come aree di accelerazione industriale europee.
D’Attis ha inoltre illustrato i dati relativi ai progetti di investimento presentati nel territorio brindisino.
«A Brindisi sono stati presentati 57 progetti, per un valore complessivo di circa 6 miliardi di euro di investimenti», ha dichiarato il parlamentare.
Si tratta di proposte di investimento, per le quali la sfida indicata da D’Attis è creare condizioni favorevoli alla realizzazione e all’insediamento delle attività produttive.
«La cantieristica nautica può rappresentare uno dei pilastri dello sviluppo industriale di Brindisi e del Mezzogiorno, grazie alla capacità di generare occupazione, creare una filiera produttiva e valorizzare il Made in Italy sui mercati internazionali», ha sottolineato.
Il deputato ha insistito anche sulla necessità di accompagnare i nuovi progetti con una formazione professionale coerente con le esigenze delle imprese.
Un tema condiviso dall’assessore regionale al Bilancio e alla Finanza Sebastiano Leo, che ha richiamato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e mondo produttivo in uno scenario di crescente competizione internazionale.
Secondo Leo, la pubblica amministrazione deve modernizzare procedure e strumenti, utilizzando anche le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale per rispondere con maggiore efficacia alle richieste delle aziende.
L’assessore ha ricordato che l’occupazione non può essere creata attraverso semplici provvedimenti normativi, ma richiede condizioni concrete che permettano alle imprese di investire e lavorare.
«In un contesto internazionale sempre più competitivo, è fondamentale continuare a fare sistema, individuando gli ambiti strategici su cui concentrare gli investimenti e offrendo agli imprenditori certezze e procedure burocratiche più snelle», ha dichiarato Leo.
L’assessore ha infine sottolineato il percorso compiuto da Brindisi nell’economia del mare, attribuendo i risultati raggiunti alla collaborazione tra istituzioni, imprenditori e operatori del settore.
Dal confronto dello SNIM emerge dunque una prospettiva che coinvolge cantieristica, infrastrutture portuali, turismo, innovazione e formazione, con la necessità di trasformare le potenzialità del Mezzogiorno in iniziative industriali concrete.
Per Brindisi e Taranto, il tema centrale resta quello di accompagnare gli investimenti con procedure più rapide, personale qualificato e una strategia condivisa tra pubblico e privato, capace di sostenere la crescita della filiera nautica e creare nuove opportunità di lavoro.
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