Accordo Usa-Iran, aggiornamenti e notizie 15 giugno


IPA70183018 – Mandatory Credit: Photo by Iranian Presidency/ZUMA Press Wire/Shutterstock (16365880h).Pro-government demonstrators rally at Enghelab (Revolution) Square in central Tehran in support of the Islamic Republic. Iranian authorities on January 12, 2026, sought to reassert control of the streets through nationwide rallies following protests on a scale unprecedented in recent years, amid growing concern over a deadly crackdown..Pro-Government Rally Against Recent Protests In Tehran, Iran – 17 Jan 2026

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Stati Uniti e Iran hanno annunciato di aver raggiunto un’intesa preliminare per porre fine al conflitto esploso lo scorso 28 febbraio. Il presidente americano Donald Trump ha scritto su Truth Social alle 5:30 ora di Washington (21:30 GMT) che “l’accordo con l’Iran è ora completato”.

Pochi minuti prima era stato il premier pakistano Shehbaz Sharif, il cui Paese ha svolto il ruolo di mediatore, ad annunciare il raggiungimento dell’intesa. La firma ufficiale della memorandum d’intesa (MoU) è prevista per venerdì prossimo a Ginevra, in Svizzera. Secondo fonti iraniane citate dal New York Times, per Teheran saranno presenti il capo negoziatore Mohammad Bagher Qalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Da parte americana parteciperà il vicepresidente JD Vance, che lo ha confermato personalmente. Non è ancora chiaro se Donald Trump sarà presente fisicamente o in collegamento a distanza, dopo le raccomandazioni dei servizi di intelligence statunitensi di non far viaggiare contemporaneamente presidente e vicepresidente all’estero.

Si tratta di un evento definito “storico” dalle fonti iraniane, in quanto primo incontro di alto livello tra i due Paesi dopo la rottura delle relazioni diplomatiche seguita alla rivoluzione islamica del 1979 e alla crisi degli ostaggi all’ambasciata americana a Teheran. Prima della firma sono in programma incontri preparatori separati con le due delegazioni a Doha, in Qatar, nei prossimi giorni. I mediatori qatarini hanno lasciato Teheran ieri sera dopo 17 ore di negoziati. Dopo la firma inizierà una fase di trattative più ampie della durata di 60 giorni, che includerà la discussione sul programma nucleare iraniano e un possibile alleggerimento delle sanzioni, come ha anticipato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi.

I DETTAGLI DELL’ACCORDO, STOP A OPERAZIONI MILITARI E RIAPERTURA HORMUZ

Fonti informate hanno rivelato ad “Al Arabiya” i contenuti principali dell’intesa preliminare raggiunta tra Stati Uniti e Iran dopo mesi di intensi negoziati. Secondo le fonti, Washington si impegna a cessare tutte le operazioni militari su ogni fronte, inclusa la linea libanese, per stabilizzare la situazione regionale e impedire un allargamento del conflitto. Gli Stati Uniti si impegnano inoltre a sollevare l’assedio imposto all’Iran e a procedere a un graduale alleggerimento delle sanzioni americane e internazionali, legato all’attuazione dei vari punti dell’accordo.

Tra le misure economiche, è previsto il sollevamento delle restrizioni sulle esportazioni di petrolio iraniano, che consentirà a Teheran di riprendere parte della sua attività economica e commerciale. In cambio, l’Iran si impegna a riaprire lo Stretto di Hormuz alla navigazione internazionale entro 30 giorni, garantendo il libero flusso del commercio globale e dell’energia. Teheran si impegna inoltre a non produrre, possedere o acquisire armi nucleari, clausola definita da Washington come “pilastro fondamentale” dell’intesa. L’accordo prevede anche negoziati entro 60 giorni per lo smantellamento delle scorte di uranio arricchito.

Parallelamente, proseguiranno i colloqui tecnici sul programma nucleare, sui meccanismi di verifica e sulla completa applicazione delle sanzioni. Lo stesso “New York Times” riporta che il presidente Donald Trump ha avvertito: gli Stati Uniti riprenderanno gli attacchi militari contro l’Iran se non si arriverà a un accordo nucleare definitivo. Trump ha definito l’intesa attuale “un passo importante” verso una soluzione più ampia, ma ha ribadito che il rispetto degli impegni da parte iraniana sarà condizione indispensabile. Ha inoltre confermato che lo Stretto di Hormuz sarà “permanentemente esente da pedaggi” in base all’accordo. Se completato nelle sue fasi successive, questo patto rappresenta uno dei più significativi cambiamenti nelle relazioni tra Washington e Teheran da anni, combinando aspetti di sicurezza, militari ed economici, con la speranza di ridurre le tensioni regionali e aprire la strada a soluzioni più ampie su vari dossier caldi.

MEDIA, NETANYAHU A TRUMP “NON CI RITIREREMO DAL LIBANO”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe dichiarato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump che Israele non si ritirerà dal Libano e non si considera vincolato dalla clausola sul Libano contenuta nell’accordo con l’Iran. Lo riferisce il portale Ynet. Secondo fonti israeliane, Netanyahu ha chiarito che le Forze di difesa israeliane (Idd) manterranno le loro attuali posizioni in Libano e continueranno a operare per contrastare la minaccia di Hezbollah, distruggendo le infrastrutture del gruppo armato e rispondendo a qualsiasi attacco contro Israele. Tra i ministri del governo vi sarebbe la convinzione che Israele difenda i propri interessi in Libano e Netanyahu avrebbe ricevuto il pieno sostegno durante la riunione di gabinetto, conclude Ynet.

MINISTRO PAKISTAN “MESSAGGIO DI RASSICURAZIONE PER MONDO E MERCATI”

Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha rinnovato il benvenuto del suo Paese all’intesa tra Stati Uniti e Iran. In un messaggio pubblicato oggi su X, Dar ha sottolineato che questo accordo preliminare “trasmette un messaggio di rassicurazione alla comunità internazionale” e offre “grande fiducia e stabilità ai mercati globali e all’economia mondiale”, in particolare per i Paesi in via di sviluppo più esposti alle conseguenze dell’instabilità regionale.

Il capo della diplomazia pakistana ha elogiato l’impegno di Washington e Teheran nel perseguire la pace e ha espresso gratitudine “per il sostegno e gli sforzi diplomatici sinceri” profusi da Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Egitto e da altri Paesi, oltre che dall’Onu e dai partner internazionali coinvolti nel processo. Dar ha inoltre assicurato che il Pakistan resterà pronto a sostenere ogni ulteriore sforzo per consolidare i progressi raggiunti, mentre proseguono i negoziati sulle questioni ancora aperte. “Questo sviluppo positivo – ha concluso – spianerà la strada a una pace duratura, stabilità e prosperità condivisa per la regione e oltre”.

– Foto di repertorio IPA Agency –
(ITALPRESS).

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