Chissà come sarebbe stato felice Eligio ReFraschini nel vedere la sua azienda, nata per produrre modelli in legno per fonderie, riunita in un teatro per festeggiare ottant’anni di storia. Chissà se avrebbe mai immaginato che quel seme da lui piantato nel 1946, in una piccola bottega di via Madonna delle Grazie a Legnano, sarebbe cresciuto fino a raggiungere i settori più avanzati dell’industria internazionale, dalla Formula 1 alla nautica d’eccellenza, fino all’aerospazio.
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Ottant’anni dopo, quel seme continua a crescere. E a Gallarate, davanti a centinaia di persone che hanno contribuito ad annaffiarlo e farlo diventare ciò che è oggi, la storia della Re Fraschini è apparsa per quello che realmente è: un’impresa di famiglia – che porta ancora il nome del suo fondatore – di un territorio e di tante mani che insieme costruiscono una visione di futuro.
La serata organizzata per celebrare l’anniversario della Eligio ReFraschini ha riunito al Teatro Condominio Vittorio Gassman di Gallarate dipendenti di ieri e di oggi, partner, collaboratori, istituzioni, associazioni, e tutte quelle realtà del territorio che negli anni hanno incrociato il cammino dell’azienda. Un modo per ringraziare tutte queste persone e condividere una ricorrenza che appartiene non solo alla famiglia ReFraschini, ma anche a una comunità con cui l’impresa è cresciuta e alla quale è rimasta profondamente legata.
A tutti loro è stata fatta una sorpresa: sul palco è salito Andrea Pucci insieme alla Zurawski Band. Fin dalle prime battute il comico milanese ha conquistato il pubblico con il suo stile diretto e irriverente, scherzando con il sindaco Lorenzo Radice, con i fratelli Re Fraschini e con gli ospiti presenti in sala. Tra battute sulla vita quotidiana, sull’età che avanza, sugli affetti e sulle piccole fragilità che accomunano tutti, Pucci ha coinvolto il pubblico in uno spettacolo leggero e divertente, costruito all’insegna della spensieratezza, ripercorrendo gli ultimi 80 anni in musica.
Tutto è iniziato nel 1946
La storia della Eligio ReFraschini, raccontata anche nel libro Un’impresa di famiglia, realizzato da Legnanonews attraverso testimonianze e interviste ai protagonisti dell’azienda, inizia nel dopoguerra grazie alla visione e al coraggio di Eligio Re Fraschini. «Era il 1946 quando il nonno Piero ebbe l’idea di piantare qualcosa di diverso: non per sé, ma per dare al figlio una vita diversa da quella segnata dalla guerra e dalla fame», ha ricordato dal palco Piero ReFraschini, salito sul palco accanto al fratello Massimo. «Quel seme l’ha innaffiato, è diventata una piantina. La Mariuccia l’ha rinforzata. Quando ci siamo spostati in via XX Settembre l’annaffiatoio l’avevamo in mano in tanti e sono tutte qui quelle persone».
Persone che hanno fatto parte o che fanno ancora parte di un percorso che ha portato il nome di Legnano nel mondo, collaborando con realtà prestigiose come Ferrari e Luna Rossa e contribuendo a progetti che oggi guardano persino allo spazio. Una crescita che non è stata il frutto del caso, ma della capacità di immaginare il domani prima degli altri, qualità che chi ha conosciuto Eligio ReFraschini ricorda ancora come uno dei suoi tratti distintivi: «Dal 1946 a oggi sono passati ottant’anni, ma gli ultimi quarant’anni sono stati davvero impressionanti», ha detto Massimo ReFraschini. «Da bambino vedevo ancora i modelli trasportati con il cavallo e il carrello. Oggi realizziamo componenti destinati a settori che allora erano impensabili». La scelta di investire nelle nuove tecnologie, compiuta già negli anni Ottanta, ha infatti consentito all’azienda di entrare in mercati sempre più avanzati, fino a diventare un punto di riferimento nella progettazione e realizzazione di attrezzature, prototipi e componenti in materiali compositi e carbonio, dall’automotive, alla nautica, fino allo spazio.
La famiglia e le relazioni
Accanto alla visione imprenditoriale c’è però un altro elemento che spiega questi ottant’anni: la famiglia. Dopo la scomparsa del fondatore nel 1983, il testimone è passato ai figli Piero e Massimo, e ancora dopo ai nipoti, Silvia, Andrea e Tommaso. Insieme hanno raccolto un’eredità importante e l’hanno trasformata in un progetto capace di innovare e internazionalizzarsi. L‘azienda è arrivata oggi a contare oltre 250 collaboratori. Una crescita costruita mantenendo quello spirito familiare che ancora oggi caratterizza la realtà di via XX Settembre, dove il rapporto con le persone continua a essere considerato un valore prima ancora che un modello organizzativo. Basti pensare che il figlio del primo dipendente assunto da Eligio è ancora oggi in azienda.
Daniele Mezzenzana, il figlio del primo dipendente assunto da Eligio Refraschini
Proprio questo equilibrio tra impresa e famiglia è stato evidenziato dal professor Salvatore Sciascia, professore prdinario di Economia Aziendale alla Liuc di Castellanza, specializzato in Family Business: «Alle logiche dell’impresa si aggiungono quelle della famiglia: trovare l’equilibrio tra questi due mondi non è semplice». Un equilibrio che, secondo il docente, si fonda su una parola precisa: «Relazione. All’interno della famiglia, con i dipendenti, con i partner e con i fornitori». Il segreto della Re Fraschini sarebbe proprio quello di aver saputo mantenere «un equilibrio tra passato e futuro, tra continuità e cambiamento, tra innovazione e tradizione».
“Orgogliosi di questa eccellenza”
Anche il sindaco Lorenzo Radice ha voluto sottolineare il valore che l’azienda rappresenta per la città. «La prima volta che ho visitato l’azienda sono rimasto colpito dalla precisione del lavoro. Per tanti giovani che si affacciano al mondo del lavoro questa realtà rappresenta un esempio importante». E ha concluso: «Come legnanesi siamo particolarmente orgogliosi di questa eccellenza del territorio. Auguri per altri ottant’anni».
Dal mondo imprenditoriale è arrivato anche il riconoscimento di Confindustria, che ha richiamato il valore del saper fare costruito in decenni di esperienza. Un patrimonio che continua a rappresentare uno dei punti di forza dell’azienda.
Lo sguardo sempre più lontano
A guardare al futuro sono oggi le nuove generazioni della famiglia. «Ottant’anni non sono un punto d’arrivo, ma una spinta verso il futuro», hanno ricordato dal palco Silvia, Andrea e Tommaso. «Guardiamo avanti con la passione, l’energia e lo spirito di squadra che ci hanno sempre contraddistinto».
Perché, come ricordato nel video che ha aperto la serata, nella sua essenza tutto passa ancora dalle mani, dalle persone e dalle idee. «Ottant’anni dopo non abbiamo costruito solo prodotti, ma un modo di lavorare e continuiamo a guardare avanti, ogni giorno un po’ più lontano».
Ottant’anni dopo quel primo laboratorio nato nel cortile di casa, la storia continua. Con la stessa la voglia di innovare, lo stesso sguardo rivolto al futuro, e con la consapevolezza che i risultati più importanti si costruiscono insieme alle persone che hanno creduto e continuano a credere in questa impresa di famiglia.
Dalla Formula 1 allo spazio, la storia “in velocità” della Eligio Re Fraschini di Legnano
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