Con la pubblicazione della quarta relazione sullo Stato del Decennio Digitale UE, è emerso che l’Italia ha superato la media europea per quanto riguarda i risultati nello sviluppo delle reti in Fibra e 5G, nella digitalizzazione delle PMI e nell’adozione del cloud e dell’analisi dei dati.
I dati del country report 2026 del Decennio Digitale relativo all’Italia (ecco il documento completo) sono stati annunciati nella giornata di oggi, 22 Giugno 2026, dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DTD), sottolineando i progressi compiuti dall’Italia negli ultimi anni in diversi ambiti della digitalizzazione.
Questi dati arrivano dalla quarta relazione sullo Stato del Decennio digitale pubblicata lo scorso 17 Giugno 2026 dalla Commissione dell’Unione Europea, che fotografa i progressi compiuti dagli Stati membri verso gli obiettivi di trasformazione digitale fissati per il 2030 dal Programma Strategico per il decennio digitale (DDPP).
Come sottolinea il DTD, il country report riconosce all’Italia il primato nell’istituzione di un quadro di governance nazionale per l’intelligenza artificiale per attuare la normativa dell’Unione europea sull’IA (AI Act), e garantire un uso etico, trasparente e responsabile dell’IA.
Inoltre, secondo quanto riporta il Dipartimento per la trasformazione digitale, la relazione evidenzia le “forti capacità accademiche e industriali” dell’ecosistema nazionale nei principali pilastri delle tecnologie quantistiche, guidata dalla Strategia italiana per le tecnologie quantistiche.
Alessio Butti, Sottosegretario all’innovazione tecnologica, ha dichiarato:
“L’ultimo Digital Decade Report della Commissione europea conferma che l’Italia ha imboccato la strada giusta e che la sta percorrendo in modo spedito: oggi siamo tra i Paesi più avanzati nella diffusione del 5G, nella crescita della fibra ottica e nella digitalizzazione dei servizi pubblici.
I risultati ottenuti sono il frutto di una strategia chiara, sostenuta dagli investimenti del PNRR e da un forte lavoro di squadra con territori, imprese e pubbliche amministrazioni.
Dall’IT-Wallet alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati, dal Fascicolo Sanitario Elettronico al cloud della PA, stiamo costruendo infrastrutture digitali sicure, interoperabili e vicine ai cittadini.
Il riconoscimento europeo sul fronte dell’intelligenza artificiale conferma, inoltre, la validità della scelta italiana, ossia promuovere innovazione e competitività attraverso regole chiare, tutela dei diritti e una governance solida.
Ora la sfida è accelerare sulla formazione degli specialisti ICT per ottenere un avanzamento analogo a quello riscontrato sulle competenze digitali”.
Per quanto riguarda l’ambito delle reti e della connettività, a detta del Dipartimento lo studio dell’UE rileva “ottimi risultati” per l’Italia, sostenuti dalle iniziative messe in campo nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e, in particolare, dal Piano Italia a 1 Giga (3.1.1).
L’Italia si conferma tra i Paesi con prestazioni migliori nella copertura generale del 5G (99,82%), collocandosi sopra la media comunitaria (99,38%).
La diffusione della Fibra FTTP (Fiber To The Premises, ossia la Fibra fino ai locali delle abitazioni) tra le famiglie italiane ha raggiunto il 77,56% nel 2025, superando la media UE del 74,13%, con anche una crescita (9,6%) superiore al tasso medio UE (7,1%).
Tuttavia, come sottolinea anche il Dipartimento per la trasformazione digitale, permane un “divario significativo” da colmare nelle aree rurali.
Per quanto riguarda l’Intelligenza Artificiale, la Commissione UE riconosce l’ambizione dell’Italia su questo tema, con l’adozione del primo quadro normativo nazionale in Europa (Legge n. 132/2025) che disciplina sviluppo, adozione e governance dei sistemi di IA nel rispetto dei principi costituzionali e dei diritti fondamentali e in piena coerenza con l’AI Act europeo.
Tale intervento si inserisce nel percorso delineato dalla Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026 (ma si è già insediato il Comitato per la strategia 2026-2028) che definisce le priorità nazionali per promuovere la ricerca, l’innovazione e l’adozione responsabile dell’IA nei settori della PA, delle imprese e della formazione.
Nell’ambito dei servizi pubblici digitali, l’Italia risulta in linea con la traiettoria definita nella roadmap nazionale per il decennio digitale.
Infatti, superano la media europea (84,64%) i risultati nei servizi pubblici digitali rivolti ai cittadini italiani, che arrivano all’86,11%, con una crescita del 3% rispetto al 2024.
Viene sottolineato in particolare il risultato relativo ai servizi digitali per i cittadini nel Paese, con un dato pari al 96,77% che supera la media europea (94,01%) e quasi centra l’obiettivo finale. Anche i servizi pubblici digitali transfrontalieri si attestano sopra la media UE, con un risultato del 75,45%.
Lo studio della Commissione UE evidenzia i risultati raggiunti dallo sviluppo del sistema di portafoglio digitale IT-Wallet, dalla diffusa adozione dei sistemi di identità digitale CIE e SPID e il rafforzamento dell’interoperabilità dei dati pubblici.
Inoltre, sono proseguiti gli interventi sostenuti dal PNRR (1.1 e 1.2) per la migrazione di servizi e dati della PA verso infrastrutture di cloud qualificato, con l’obiettivo di rendere i servizi pubblici più sicuri, integrati, efficienti e resilienti.
Come sottolinea il Dipartimento, la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (1.3.1) consente lo scambio sicuro di informazioni tra oltre 9.000 enti tramite API, con oltre 1,1 miliardi di scambi di dati effettuati.
Inoltre, l’Italia ha promosso, nell’ambito del PNRR, un pacchetto di iniziative volte ad accelerare la digitalizzazione dei servizi pubblici, migliorare l’esperienza dei cittadini e favorire l’adozione di piattaforme nazionali come PagoPA e app IO per l’erogazione dei servizi e i pagamenti digitali.
Positivi anche i progressi nella sanità digitale, con un esito dell’89,93% (superiore alla media comunitaria, pari all’86,51%) e una crescita del 6,9% nell’accesso ai dati sanitari elettronici, grazie alla diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 sempre nell’ambito del PNRR, e all’Ecosistema Dati Sanitari.
A Febbraio 2026, in Italia il 95% dei medici di medicina generale e dei pediatri ha trasmesso documenti digitali firmati o gestito ricette elettroniche attraverso il sistema nazionale.
Infine, i risultati dell’Italia nelle competenze digitali restano sotto la media UE, ma a detta del Dipartimento per la trasformazione digitale si registrano “segnali incoraggianti”, passando dal 45% al 54%, con l’ampliamento dei servizi di formazione e supporto rivolti a vari gruppi della popolazione per migliorare le competenze digitali di base.
Lo studio dell’UE mette in luce i risultati delle due Misure strategiche nell’ambito del PNRR: la Rete dei servizi di facilitazione digitale (1.7.2) è arrivata a 4000 Punti Digitale Facile attivi, offrendo supporto a circa 2,5 milioni di persone, e il Servizio Civile Digitale (1.7.1) che ha coinvolto circa 9300 volontari e raggiunto circa 290mila cittadini.
Queste iniziative sono coerenti con il programma nazionale Repubblica Digitale, che riunisce soggetti pubblici e privati per promuovere l’inclusione digitale e lo sviluppo delle competenze nella società.
All’Italia rimane un dato da migliorare, ossia il numero di specialisti ICT occupati al 3,8%, rispetto all’obiettivo del decennio digitale fissato al 10%.
Editing Simone Nicolosi
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Redazione MondoMobileWeb
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