Sofia, morta a 23 anni nello schianto stradale. Il video con le risate: “Ve lo giuro questa è morta, bro”


Mentre Sofia Caterina Barberi moriva – giovanissima – dopo lo schianto sull’Aurelia di Ceriale, nel Savonese, uno dei ragazzi che viaggiavano sulla Fiat 500 coinvolta nell’incidente riprendeva la scena e pubblicava un video sui social. Le frasi, poi rimosse ma finite agli atti dell’inchiesta, hanno provocato un’ondata di indignazione:

“Ve lo giuro, questa è morta”, si sente dire nel filmato. E ancora: “Abbiamo rotto tutto stanotte, bro. Per un mese niente lavoro, tentato omicidio ci han dato”.

Lunedì 22 giugno 2026, mentre Ceriale si preparava alla passeggiata solidale per Sofia e per l’amica Emma Brasca, gravemente ferita, lo stesso giovane è tornato sui social con un altro reel girato all’aeroporto di Malpensa.

“Mi sa che il mio piano di fare bella vita felice in Italia è fallito. Tutta Italia ci odia, remigrazione”, dice nel video. Poi aggiunge: “Mi ha rovinato la vita sto incidente. Mi tocca cambiare vita. Meno male che prendo tutto sul ridere”.

È questo secondo filmato, pubblicato mentre il giovane lasciava l’Italia, ad aver riacceso la rabbia attorno a una tragedia già devastante. Sofia aveva 22 anni e avrebbe compiuto 23 anni venerdì 26 giugno. È morta nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 giugno 2026 dopo l’impatto tra lo scooter su cui viaggiava con Emma e una Fiat 500 guidata da una ragazza residente nel Pavese, neopatentata da circa tre mesi.

Sofia Barberi

Lo schianto e l’inchiesta

L’incidente è avvenuto poco dopo l’una, lungo la via Aurelia, nel territorio di Ceriale, in provincia di Savona. Sofia ed Emma erano in scooter; sulla Fiat 500 viaggiavano la conducente e alcuni passeggeri. L’impatto è stato violentissimo: le due ragazze sono state sbalzate sull’asfalto e lo scooter è stato distrutto.

Sofia è stata portata in codice rosso all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, ma è morta poco dopo il ricovero. Emma è stata sottoposta a un intervento chirurgico molto delicato ed è rimasta ricoverata in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione. Secondo le fonti locali e nazionali, nell’intervento le sarebbe stato amputato un piede.

La ragazza alla guida della Fiat 500 è indagata per omicidio stradale e lesioni personali stradali gravissime. La patente le è stata ritirata. I primi controlli su alcol e droga erano risultati negativi; nelle ore successive anche gli esami del sangue avrebbero confermato l’assenza di alcolici e stupefacenti.

La Procura di Savona dovrà chiarire la dinamica esatta. Le prime ricostruzioni parlano di una manovra di sorpasso e dell’invasione della corsia opposta, ma gli accertamenti dovranno stabilire velocità, traiettorie, visibilità e responsabilità. I carabinieri stanno lavorando anche sulle testimonianze e sulle immagini della videosorveglianza cittadina.

Le frasi del passeggero: dal video dello schianto alle scuse

Il primo video, quello girato nelle ore immediatamente successive all’incidente, è il passaggio che ha trasformato il dolore in rabbia pubblica. Nel filmato il ragazzo commenta l’accaduto ridendo. Le frasi riportate da più testate sono durissime:

“Bro, questa è morta… abbiamo rotto tutto stanotte. Per un mese niente lavoro, tentato omicidio ci han dato”.

Dopo le polemiche, il giovane ha pubblicato un secondo video di scuse:

Chiedo scusa per le storie che ho messo, ho capito la gravità delle cose, sono un coglione e me ne vergogno, non pensavo le cose fossero così gravi. Chiedo veramente scusa perché una ragazza ha perso la vita e mi dispiace veramente tanto. Ero ubriaco, non capivo le cose, mi dispiace”.

Le scuse non hanno fermato l’indignazione. Un gruppo di persone si è radunato sotto la sua abitazione e sono intervenuti i carabinieri. Il ragazzo ha poi lasciato l’Italia, riprendendosi all’aeroporto di Malpensa e pubblicando un nuovo reel.

Nel nuovo filmato, invece di mantenere il silenzio dopo le scuse, ha detto:

“Mi sa che il mio piano di fare bella vita felice in Italia è fallito. Tutta Italia ci odia, remigrazione”. Poi ha aggiunto: “Mi ha rovinato la vita sto incidente. Mi tocca cambiare vita. Meno male che prendo tutto sul ridere”. Parole che hanno riaperto la ferita, perché pronunciate a poche ore dalla morte di Sofia e mentre Emma era ancora ricoverata in condizioni gravissime.

La conducente: “Avevo un ostacolo davanti”

La ragazza alla guida avrebbe ricostruito così i momenti precedenti allo schianto:

“Avevo un ostacolo davanti, mi pare fosse un Suv. Non si capiva se andava piano o era proprio fermo. Con il volante mi sono spostata sulla sinistra per vedere cosa stava succedendo, se potevo sorpassare. Ora non ho più motivo di stare al mondo”.

La giovane ha anche preso le distanze dal ragazzo del video. Attraverso il suo avvocato, Paolo Larcesi, ha dichiarato:

“Quei due ragazzi del video? Non sono neanche miei amici, mi hanno solo chiesto un passaggio”. Il legale l’ha descritta come “annientata e devastata, così come tutta la sua famiglia”.

Sono dichiarazioni che non modificano il quadro giudiziario, ma aiutano a separare i piani: da una parte l’inchiesta sulla dinamica dell’incidente e sulle responsabilità della conducente; dall’altra il caso social nato dai video pubblicati dal passeggero, non indagato per lo schianto ma al centro dell’indignazione pubblica.

La madre di Sofia: “Non ho visto niente e non voglio sapere niente”

Sofia era figlia di Barbara De Stefano, assessora ai Servizi sociali del Comune di Ceriale. Nelle ore successive alla morte della figlia, la madre ha scelto parole asciutte, concentrate sul dolore e non sulla rabbia.

“Sofia non c’è più, non ho visto niente e non mi interessa niente. Una disgrazia così grande non me la potevo aspettare, non doveva succedere”, ha detto.

Ha raccontato l’ultima sera come una normalità interrotta all’improvviso:

“Sofia era uscita venerdì sera come sempre, ci siamo salutate, forse ci siamo scritte qualche messaggio”. Poi la telefonata nella notte, l’ospedale, la notizia. “Poi ci hanno avvisati, ed è finito tutto”.

Sul video, De Stefano ha scelto di non soffermarsi:

Non ho visto niente e non voglio sapere niente. Quello che devo sapere, lo so: Sofia non c’è più”. Nelle stesse ore ha chiesto di pregare anche per Emma, ancora ricoverata dopo il gravissimo intervento.

Una comunità ferita

Domenica 21 giugno, il sindaco di Alassio Marco Melgrati ha espresso cordoglio alla famiglia Barberi e alla comunità cerialese, parlando di una perdita che lascia “addolorati e annichiliti”. Ha rivolto un pensiero anche a Emma, “ricoverata in ospedale gravemente ferita”, e ha invitato a trasformare il dolore in responsabilità, rispetto e sicurezza.

La sera di lunedì 22 giugno, Ceriale si è raccolta in una passeggiata solidale per Sofia ed Emma. Gli organizzatori avevano chiesto ai partecipanti di portare un palloncino bianco: “Un segno semplice per Sofia, e per Emma tutta la forza di cui questa comunità è capace”.


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 Valeria Panzeri

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