Come preparare la sicurezza digitale del futuro per Aruba



Marco Mangiulli, Chief Innovation Officer di Aruba spiega l’importanza del Post-Quantum Cryptography e perché sarà d’aiuto alla sicurezza digitale del futuro.

Il quantum computing rappresenta una delle trasformazioni tecnologiche più importanti dei prossimi anni. Le sue applicazioni potranno aprire nuove possibilità in ambiti ad alta complessità, dalla ricerca scientifica alla simulazione molecolare, dall’ottimizzazione industriale fino allo sviluppo di nuovi materiali. Come ogni grande evoluzione tecnologica, tuttavia, il quantum non porta con sé soltanto nuove opportunità, ma richiede anche di ripensare alcune delle infrastrutture invisibili su cui si fonda oggi la società digitale.

Gestire una grande evoluzione tecnologica

Tra queste, una delle più importanti è la crittografia. Ogni giorno cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni utilizzano servizi digitali che si basano su meccanismi crittografici per proteggere comunicazioni, identità, transazioni, firme, certificati e dati riservati. Nella maggior parte dei casi, questi meccanismi restano fuori dalla percezione degli utenti, ma costituiscono una componente essenziale della fiducia digitale. È proprio questa fiducia che va preservata anche nella prospettiva di un futuro in cui i computer quantistici saranno più maturi e potenti.

La sicurezza digitale e la fiducia

Il punto non è alimentare allarmismi. I computer quantistici oggi disponibili non hanno ancora un livello di potenza, affidabilità e correzione degli errori tale da compromettere su larga scala la crittografia asimmetrica tradizionale utilizzata nei servizi digitali. Proprio per questo, la transizione può essere affrontata con metodo. La sicurezza, per definizione, non si costruisce quando la minaccia è già pienamente manifestata, ma attraverso una pianificazione anticipata, graduale e responsabile.

Attenzione non allarmismo

È in questo contesto che assume rilevanza la Post-Quantum Cryptography, o PQC. Cioè un insieme di algoritmi crittografici progettati per resistere anche ad attacchi condotti con computer quantistici sufficientemente evoluti. Ma pensati per essere eseguiti sulle infrastrutture digitali attuali. Non significa quindi difendersi dal quantum con altra tecnologia quantistica. Piuttosto aggiornare le fondamenta matematiche della sicurezza digitale affinché restino affidabili anche nel nuovo scenario tecnologico.

Capire l’evoluzione in atto nella sicurezza digitale

Proprio per comprendere le implicazioni di questa evoluzione, il tema è oggi al centro di attività di ricerca, sperimentazione e standardizzazione. Attività che coinvolgono operatori infrastrutturali, università, organismi internazionali e provider tecnologici. L’obiettivo non è soltanto sviluppare nuovi algoritmi, ma verificarne l’effettiva integrazione all’interno di infrastrutture e servizi esistenti. Garantendo continuità operativa, interoperabilità e affidabilità nel lungo periodo.

sicurezza digitale

Harvest Now, Decrypt Later

La ragione per cui è importante occuparsene già oggi è legata a una minaccia concreta e attuale, nota come Harvest Now, Decrypt Later. Un attaccante potrebbe intercettare e conservare dati cifrati che oggi non è in grado di leggere, per poi decifrarli in futuro, quando disporrà di capacità quantistiche adeguate. Il rischio riguarda soprattutto le informazioni che riservate per molti anni: dati sanitari, informazioni industriali sensibili, documenti strategici, comunicazioni governative, identità digitali e archivi con valore legale o contrattuale. È proprio questo a rendere la minaccia quantistica diversa da molte altre minacce informatiche. Il momento in cui le informazioni sono sottratte può essere molto distante da quello in cui potranno essere effettivamente compromesse.

La sicurezza digitale compromessa oggi per sfruttarla domani

Da qui nasce l’esigenza di affrontare la transizione in modo ordinato. La Post-Quantum Cryptography non è infatti un singolo intervento da applicare in un punto preciso dell’infrastruttura. Piuttosto è un percorso che coinvolge molte componenti dei servizi digitali. La crittografia è presente nei protocolli di comunicazione, nei certificati, nelle applicazioni, nei dispositivi, nelle librerie software, nei servizi cloud e nei processi di firma e autenticazione. Per questo, l’adozione di nuovi algoritmi deve essere pianificata con attenzione, valutando compatibilità, performance, interoperabilità e continuità operativa.

Studiare e testare nuovi algoritmi non basta

Il vero tema, quindi, non è solo adottare nuovi algoritmi, ma costruire crypto-agility. Ossia rendere le infrastrutture capaci di evolvere nel tempo, sostituendo o affiancando algoritmi crittografici senza dover riprogettare l’intero sistema. In uno scenario in cui gli standard continueranno a maturare e le esigenze di sicurezza potranno evolvere, la capacità di adattamento èun elemento essenziale della resilienza digitale. Più che dal singolo algoritmo utilizzato, la sicurezza dei servizi digitali dipenderà sempre più dalla capacità delle infrastrutture di evolvere in modo rapido, ordinato e sostenibile.

Per questo motivo, la Post-Quantum Cryptography viene sempre più affrontata come una sfida infrastrutturale prima ancora che puramente crittografica. La capacità di aggiornare progressivamente piattaforme cloud, servizi fiduciari, sistemi di autenticazione e ambienti applicativi è infatti un fattore determinante. Così da accompagnare l’evoluzione tecnologica senza compromettere stabilità e continuità dei servizi.

La transizione graduale

La transizione sarà necessariamente graduale. In molti casi, l’approccio più ragionevole è quello ibrido. Qui algoritmi tradizionali e algoritmi post-quantum convivono temporaneamente per garantire continuità, compatibilità e un livello di protezione rafforzato. Questo permette di sperimentare, misurare l’impatto sui servizi esistenti, valutare le performance, verificare l’interoperabilità e pianificare l’evoluzione senza introdurre discontinuità operative.

Obiettivo: la continuità dei servizi

È un passaggio particolarmente rilevante per gli operatori che gestiscono infrastrutture digitali critiche, servizi fiduciari, cloud, identità digitali e piattaforme ad alta disponibilità. In questi ambiti, la sicurezza non può essere considerata un elemento accessorio, né può essere affrontata con interventi improvvisati. Deve essere progettata, testata e integrata in modo coerente con la continuità dei servizi.

La sicurezza digitale del futuro

Come operatore di infrastrutture digitali e servizi fiduciari, Aruba ha avviato da tempo attività di ricerca e sperimentazione dedicate alla Post-Quantum Cryptography. Obiettivo comprendere come i nuovi algoritmi possano essere integrati progressivamente all’interno dei servizi digitali esistenti. Attraverso ambienti di laboratorio dedicati è possibile valutarne l’impatto, verificarne l’interoperabilità e le prestazioni e definire percorsi di transizione sostenibili.

Queste attività consentono inoltre di sviluppare competenze concrete, validare le tecnologie emergenti e affrontare con maggiore consapevolezza l’evoluzione degli standard e delle infrastrutture di sicurezza. Prepararsi oggi significa costruire le condizioni affinché, quando l’evoluzione tecnologica lo richiederà, i servizi continuino a garantire gli stessi livelli di sicurezza. Oltre a affidabilità e continuità operativa che cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni si aspettano.

La riservatezza va protetta

Questa prospettiva assume un significato che va oltre la sola dimensione tecnologica. La riservatezza dei dati non è soltanto un requisito tecnico o normativo, ma uno dei presupposti fondamentali della fiducia digitale. Più in generale, una delle condizioni che consentono a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni di operare con sicurezza nella società dell’informazione. Proteggere nel tempo informazioni personali, comunicazioni, identità e relazioni digitali significa preservare questa fiducia anche a fronte dell’evoluzione delle tecnologie.

Il futuro visto da Aruba

In questo senso, preparare la transizione significa creare le condizioni perché il quantum possa essere accolto per ciò che realmente rappresenta. Ossia una grande opportunità scientifica, industriale e tecnologica. Il quantum computing non è una minaccia da temere, ma un’evoluzione da governare con consapevolezza. Investendo oggi nelle tecnologie e nelle competenze che permetteranno di affrontare il cambiamento in modo ordinato.

La Post-Quantum Cryptography rappresenta il ponte tra la sicurezza di oggi e quella di domani. Infatti consente di accompagnare l’innovazione senza rinunciare alla fiducia che rende possibile l’economia digitale. Perché anche nel futuro cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni continuino a contare su servizi e infrastrutture sicure, resilienti e affidabili.


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