In 93 tagliano il traguardo di AlpsMan Ponte di Legno by The Stone


Sono le ore 18:12 quando i triatleti di pietra di AlpsMan Ponte di Legno by The Stone iniziano a varcare la leggendaria finish line sui 2.600 m di Passo Paradiso, accolti dalla maestosità del ghiacciaio Presena, portando a compimento un viaggio incredibile nel nome della triplice disciplina, partito alle 4 del mattino dalle sponde del Lago di Iseo, in un silenzio ancora avvolto dalle tenebre.

Dei 200 iscritti totali alla sfida estrema d’alta quota, solo in 60 hanno concluso la tostissima full distance (Xtrem e Relay) e in 33 l’Half Triathlon, a dimostrazione del notevole grado di preparazione fisica e mentale necessario per superare le prove, complice anche un caldo non indifferente. In testa ai finisher della distanza Xtrem, tutti premiati in veste di vincitori con la tradizionale Stone, il francese Issam Idjerouidene (Club des Nageurs de Paris), che ha registrato il miglior tempo al maschile (14h12’13”): “La gara è stata semplicemente fantastica. È la prima volta che affronto una frazione nuoto in linea retta, di notte, illuminato solo dalla luce di un faro. C’erano molto vento e corrente, a un certo punto è stato faticoso. Anche la bici è stata fantastica, il Passo Gavia un po’ meno, soprattutto per la mia fisicità. La corsa, invece, un incubo: correre su così tante pietre è davvero duro. Un’esperienza comunque pazzesca”.

forbes

Tra le donne, migliore prestazione per la svizzera Sandra Wolf (Swiss Triathlon, 16h08’46”), che ha commentato: “La nuotata è stata difficile perché c’era molto vento. Vedevo la luce chiaramente, ma ero sempre troppo concentrata su me stessa. Ho cercato di correggermi, ma non ha funzionato: sbagliavo sempre e ho fatto una nuotata molto dura. Ho quasi avuto il ‘mal di mare’ per tutto quel vento sull’acqua. La bici è stata perfetta nel tratto pianeggiante: non ho spinto troppo all’inizio a causa delle montagne che mi aspettavano. La prima salita è stata proprio bella, ma poi la discesa lunghissima. Non ho mangiato abbastanza e sono arrivata in fondo male. Al Gavia è stata dura nella parte della foresta dove il pendio era tanto ripido e non si potevano fare curve. Molto contenta di essere arrivata lassù”.

Ponte di Legno
la prova di nuoto sul Lago d’Iseo

IL PERCORSO DELLA DISTANZA REGINA – La distanza regina è iniziata con la frazione di nuoto da 3,8 km nelle acque lacustri: guidati esclusivamente dal fascio luminoso di un faro, i triatleti hanno attraversato il lago da una sponda all’altra, raggiungendo la prima zona cambio nell’omonima cittadina sul versante bresciano entro il cut-off delle 6.20. Dalla T1 sul lungolago sono saliti in sella per i 180 km della frazione ciclistica, segmento particolarmente impegnativo della competizione. Sulle strade della Val Camonica hanno accumulato oltre 4.100 m di dislivello positivo, misurandosi con tre salite leggendarie: il Passo Aprica, il Mortirolo e il Gavia, i cui 2.652 m di quota hanno rappresentato il punto più elevato raggiunto.

La gara è entrata nella sua fase decisiva con la frazione di corsa di 39 km, lungo i sentieri dell’alta Valle Camonica. Partendo da Ponte di Legno, sono state superate le località di Zoanno, Precasaglio, Villa Dalegno, Temù e Valbione, in una costante ascesa. Il check-point di Ponte di Legno, al km 23, si è confermato uno dei momenti più significativi della giornata: chi vi è transitato entro le 18.30 ha potuto suonare la mitica campana e proseguire verso il Passo del Tonale, affrontando così i temuti 7 km finali d’alta montagna nella Val Presena, con 800 m di dislivello positivo, per l’accesso al Paradiso.

Diciassette, invece, i triatleti che non sono riusciti a rispettare il cancello orario, completando così la prova su un percorso alternativo a bassa quota con la Wood Finish Line a Ponte di Legno. A vivere la fatica e le emozioni dell’evento sono stati anche gli staffettisti della Xtrem Relay, con squadre di due o tre membri che hanno condiviso le frazioni della full distance, contribuendo a rendere ancora più coinvolgente una giornata di sport, resistenza e passione tra paesaggi spettacolari. AlpsMan by The Stone è la nuova avventura che unisce la storia decennale di The Stone alla passione di AlpsMan Annecy, appuntamento dell’ultra triathlon alpino, grazie alla sinergia tra AlpsMan e TriO Events, con la partnership di Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Comune di Iseo e Comune di Ponte di Legno.

Ponte di Legno
Loro ce l’hanno fatta

IL NUOVO HALF TRIATHLON – Tra le novità più apprezzate dell’edizione, l’Half Triathlon ha offerto un’esperienza intensa e spettacolare, pur su distanze ridotte rispetto alla Xtrem. La frazione di nuoto, più breve, ha comunque regalato il fascino unico dell’attraversamento del lago nelle ore notturne. La frazione ciclistica, lunga 145 km e caratterizzata da 2.790 m di dislivello positivo, ha seguito gran parte del percorso della gara principale fino a Ponte di Legno. Gli atleti si sono confrontati con due salite simbolo del territorio, il Passo Aprica e il Mortirolo. La frazione run, di 22 km e 850 m di dislivello positivo, si è sviluppata attorno a Ponte di Legno e lungo il fondovalle, alternando tratti veloci e sezioni più tecniche in alcuni degli scenari più caratteristici dell’alta Valle Camonica, facendo al termine rientro nel centro del paese.

È stata dura – le parole del bergamasco Matteo Andreini (Sportaction), miglior tempo tra gli uomini in 8h27’50”. – Con la scusa di partecipare a una Half si cerca di andare molto più forte, ma è una competizione che merita tanto rispetto. E oggi il caldo era veramente esagerato. È stato bello gareggiare per la terza volta – le prime due sul full – e un onore poter arrivare davanti. Fino a 3/4 di bici ero in seconda posizione e davanti avevo un giovane. Ho messo tutto quello che avevo ma non era detto che bastasse”.

Una gara durissima – ha dichiarato la bolzanina Cristina Nardin (TRI Alto Adige), miglior tempo al femminile in 10h19’58”. – Nella frazione bici, che ho adorato, ho tirato particolarmente. La corsa è stata dura, le gambe erano finite. Un bellissimo viaggio dal lago alle montagne. Condividerlo con gli altri partecipanti è stato molto emozionante”. (Fonte: TriO Events)


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