cosa fare se non si paga


Ottobre è uno di quei mesi nei quali, per molti contribuenti, il calendario fiscale torna a farsi sentire. Il prossimo appuntamento da segnare è venerdì 16 ottobre 2026, una data che interessa numerose imprese, professionisti e titolari di partita IVA. Mancano ancora dieci giorni e proprio per questo è il momento giusto per verificare la propria posizione, soprattutto quando più versamenti finiscono per concentrarsi nello stesso periodo.

Tra gli appuntamenti previsti ci sono, per i contribuenti interessati, il versamento dell’IVA relativa al mese di settembre, le ritenute operate dai sostituti d’imposta e diverse rate relative alle imposte risultanti dalle dichiarazioni. Per alcuni contribuenti possono inoltre essere in calendario rate del saldo 2025 e del primo acconto 2026, comprese quelle relative all’imposta sostitutiva per chi opera nel regime forfettario.

Ed è proprio quando arrivano più F24 contemporaneamente che nasce una delle domande più frequenti negli studi professionali: “Se questo mese non ho abbastanza liquidità per pagare tutto, cosa faccio?”

Non pagare un F24 non significa cancellare il debito

Il primo concetto da chiarire è molto semplice. Lasciare trascorrere la scadenza non fa sparire il tributo. Se un’imposta doveva essere versata entro una determinata data e il pagamento non viene effettuato, il debito rimane e al contribuente possono essere richiesti anche sanzioni e interessi. Per questo motivo una difficoltà finanziaria temporanea non dovrebbe trasformarsi in un problema fiscale più serio soltanto perché si è deciso di non affrontarla.

Il comportamento meno consigliabile è quello di lasciare gli F24 nel cassetto e aspettare. Il contribuente dovrebbe invece informare tempestivamente il proprio commercialista e verificare esattamente quali somme sono in scadenza, quali versamenti sono già stati eventualmente rateizzati e quali possibilità offre la normativa nel caso concreto. Non tutti gli F24, infatti, hanno la stessa origine e non tutte le situazioni possono essere gestite nello stesso modo.

“Posso pagare qualche giorno dopo?”

È un’altra domanda molto comune. La risposta è che un versamento effettuato oltre la scadenza è un versamento tardivo, ma l’ordinamento tributario prevede strumenti che, quando ne ricorrono le condizioni, consentono al contribuente di regolarizzare spontaneamente la propria posizione. Uno dei più conosciuti è il ravvedimento operoso.

In termini semplici, il ravvedimento permette di correggere spontaneamente determinate violazioni fiscali versando quanto dovuto insieme agli interessi e alla sanzione prevista in misura ridotta secondo le regole applicabili al caso specifico. Questo significa che accorgersi immediatamente di un mancato pagamento e intervenire è molto diverso dal dimenticare completamente il debito e attendere una futura contestazione.

È però importante evitare il fai-da-te. Imposta, sanzione e interessi devono essere determinati correttamente e occorre utilizzare i codici tributo appropriati. Anche un F24 compilato in maniera errata può rendere più complicata una situazione che, affrontata tempestivamente, potrebbe essere gestita con maggiore semplicità.

Il vero problema è spesso la programmazione della liquidità

Dietro molti mancati versamenti non c’è necessariamente la volontà di non pagare le imposte. Soprattutto nelle piccole imprese, nelle attività commerciali e tra i professionisti, il problema può essere molto più concreto: le scadenze fiscali non sempre coincidono con gli incassi.

Un’azienda può avere fatture emesse e crediti verso clienti ma non avere, proprio nel giorno della scadenza, sufficiente disponibilità sul conto corrente. Allo stesso modo, un professionista può attraversare un mese caratterizzato da minori incassi e trovarsi contemporaneamente davanti a imposte, contributi, stipendi e altri costi dell’attività. È qui che il rapporto con il commercialista dovrebbe andare oltre la semplice preparazione dell’F24.

Conoscere con qualche settimana di anticipo l’ammontare indicativo delle prossime scadenze consente all’imprenditore di programmare la liquidità, evitando di scoprire soltanto pochi giorni prima del pagamento che sul conto non ci sono risorse sufficienti.

Attenzione anche alle rate già in corso

Ottobre può essere particolarmente delicato anche per chi aveva scelto di rateizzare le somme derivanti dalla dichiarazione dei redditi. In questi casi il contribuente potrebbe avere contemporaneamente le normali scadenze periodiche dell’attività e una rata delle imposte già programmate. È quindi importante non confondere i diversi versamenti e soprattutto verificare quali somme siano effettivamente dovute il 16 ottobre.

Lo stesso discorso riguarda i contribuenti in regime forfettario. L’assenza dell’IVA sulle proprie fatture non significa essere esenti dagli appuntamenti fiscali: anche il forfettario può trovarsi a dover versare le rate dell’imposta sostitutiva e i contributi previsti dalla propria posizione previdenziale.

Il consiglio del commercialista: controllare adesso, non il 16 ottobre

Se la scadenza è il 16 ottobre, il momento per affrontare un eventuale problema di liquidità non è la mattina del 16. Il consiglio è verificare già in questi giorni gli F24 previsti e confrontare l’importo complessivo con la liquidità disponibile. Se emerge una difficoltà, è opportuno parlarne immediatamente con il proprio consulente. Il professionista potrà controllare la natura dei singoli debiti, verificare eventuali rateazioni già attivate, controllare la presenza di crediti fiscali utilizzabili secondo le norme vigenti e valutare quale comportamento sia corretto nel caso specifico.

Bisogna inoltre fare attenzione a una convinzione piuttosto diffusa: non esiste una soluzione universale del tipo “questo mese non pago e recupero il prossimo”. Ogni versamento deve essere analizzato in base alla sua natura, alla scadenza originaria e alla situazione fiscale del contribuente. La prevenzione, anche in campo fiscale, costa quasi sempre meno della gestione tardiva di un problema.

Per questo, in vista del 16 ottobre 2026, imprese, commercianti, artigiani, professionisti e titolari di partita IVA farebbero bene a controllare fin da ora il proprio calendario fiscale. Dieci giorni possono essere sufficienti per organizzarsi; accorgersi del problema a scadenza già trascorsa significa invece partire da una situazione più complessa.

“Il Commercialista risponde” è la rubrica di Torino Top News dedicata ai dubbi fiscali, contabili e del lavoro che riguardano quotidianamente famiglie, professionisti e imprese.

La rubrica si avvale dell’esperienza dello Studio Rag. Ciuccariello, realtà professionale con pluriennale esperienza a Torino nell’assistenza fiscale, contabile, societaria e del lavoro, al fianco di imprese, professionisti e contribuenti nella gestione degli adempimenti e delle principali scadenze fiscali.


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