numeri alla mano. Intervista a Luca Dal Poggetto (2.07.2026)


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Buongiorno agli ascoltatori, eccoci anche per questa settimana l’appuntamento con Open Polis, numeri alla mano, e siamo in compagnia di Luca Dal Poggetto che innanzitutto salutiamo bentornato a Radio Radicale. Luca buongiorno, amicale, grazie buongiorno. A chi ci ascolta allora, Luca quella di oggi è una giornata importante perché si chiude un cerchio che abbiamo aperto anni fa, in realtà, perché il 30 giugno il PNRR è arrivato al termine, sostanzialmente per una serie di questioni, ma oggi parleremo di questa scheda che ci dice questo, ma la sua fine è ancora tutta da scrivere e naturalmente stamattina ci dirai qualcosa perché ci sono dati questioni ancora aperte, ma appunto spiegaci bene tu e dici guarda il primo numero di o il primo dato di oggi si ecco appunto, come ricordavi tu giustamente, il 30 giugno rappresenta un momento importante per quanto riguarda l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che abbiamo seguito con grande attenzione negli ultimi anni, perché naturalmente segna un po’alla fine del del cronoprogramma entro il 30 giugno dovevano essere completate tutte le scadenze riguardanti il Piano italiano e quindi stamattina abbiamo pensato di fare un attimo un punto della situazione ora qui. Purtroppo, come abbiamo evidenziato, spesso non è semplicissimo capire a che punto siamo, perché purtroppo non abbiamo. Non abbiamo informazioni aggiornate da questo punto di vista, una cosa che sicuramente possiamo dire è che, sebbene il cronoprogramma del PNRR delle scadenze in particolare si concludeva appunto il 30 giugno, c’è tempo per il nostro governo fino al 31 agosto per inviare
L’ultima richiesta di pagamento, che vale circa una trentina di miliardi. Quindi è un po’difficile al momento fare una valutazione, diciamo un po’circoscritta
Di qual è il livello di completamento di queste ultime scadenze. L’ultima indicazione la più recente che abbiamo a disposizione è quella pubblicata nella relazione semestrale della Corte dei Conti, che ha incaricata appunto di monitorare l’avanzamento del PNRR e ci parlava che ad aprile delle 159 scadenze che erano previste per quest’ultimo per quest’ultimo tratto di PNRR
Solo 11 erano quelle
Già completate e diciamo fra quelle che rimangono ancora da completare. La Corte ne individuava tre considerate un po’a rischio e anche e questo è uno dei motivi per cui come approfondiremo meglio stamattina è stata inviata anche un’ottava richiesta di revisione del PNRR italiano proprio per cercare di raggiungere tutti gli obiettivi nei tempi previsti.
E allora speriamo che nelle prossime settimane ci saranno questi i dati sui quali poi certamente ritorneremo, ma diciamo, c’è stata anche una sorta di gara, diciamo così, sul completamento del PNRR. Qui non siamo, diciamo sul sul podio o mi sbaglio esatto, perché naturalmente spesso abbiamo sentito parlare nelle ultime settimane ma anche negli ultimi anni, di un primato italiano nell’attuazione del PNRR e lo abbiamo detto molte volte in questa trasmissione di come tutti i Paesi europei abbiano incontrato delle difficoltà nell’attuazione del proprio piano. Però, appunto, questa affermazione sul primato italiano necessita di essere contestualizzata per non essere fraintesa. Innanzitutto, se facciamo riferimento esclusivamente al rapporto tra scadenze già superate rispetto al totale di quelle previste, l’Italia non è prima. L Italia ha raggiunto attualmente un notevole, diciamo così sicuramente un positivo. 72% di scadenza già completate, ma ci sono almeno cinque paesi che fanno meglio, in particolare alla Francia è prima con l’83% di scadenze già completate, ma anche Germania, Danimarca, Austria e Malta fanno fanno meglio del nostro Paese. Ora, naturalmente,
Dobbiamo sempre ricordare che i piani nazionali di ripresa e resilienza dei diversi Paesi hanno livelli di complessità diversi e inoltre diciamo la percentuale di scadenze ancora da raggiungere per quanto riguarda il nostro Paese è dovuta anche al fatto che molte sono state rinviate all’ultimo momento utile proprio per guadagni cercare di guadagnare tempo
Dato questo contesto, se, ad esempio, prendiamo in considerazione la Spagna, che è la seconda principale beneficiaria dopo l’Italia, per quanto riguarda le risorse europee, vediamo che questo questo Paese e si ferma molto al di sotto del nostro con un livello di completamento pari al 54% e quindi vanno compresi nel contesto questi dati naturalmente, poi sul sito ci sono anche molti altri dati che ci aiutano a capire questa situazione, ma
Luca veniamo al tema che già anticipato poco fa, cioè la ottava richiesta di revisione del PNRR esatto, perché proprio alla metà di giugno il governo italiano ha inviato una nuova richiesta di revisione del PNRR finalizzata proprio a cercare di raggiungere tutti i traguardi, tutti gli obiettivi previsti entro i tempi stabiliti, secondo quanto ha illustrato il ministro Tommaso Foti, che il ministro con delega al PNRR in una recente audizione.
Nelle Commissioni Economia e Bilancio e politiche dell’Unione Europea. Diciamo che questa nuova proposta comprende circa 90 modifiche di carattere tecnico, ma anche una rimodulazione finanziaria di 2,1 miliardi di euro. In particolare, questo questo rialloca me. Questa riallocazione di risorse riguarda in via del tutto principale, il settore delle infrastrutture, dove sono stati definanziati interventi per 1,29 miliardi di euro. Ma c’è stato un taglio anche per quanto riguarda gli investimenti nell’agrisolare, nella meccanizzazione dell’agricoltura, per quanto riguarda le colonnine di ricarica elettrica, che sappiamo essere uno degli investimenti che è stato particolarmente poco fruttuoso, ma anche
Ad esempio le la realizzazione di opere di fognatura e la gestione delle materie prime critiche. I soldi liberati con quest’ultima revisione dovrebbero essere ridistribuiti, in particolare sul settore dell’efficientamento energetico, sia per quanto riguarda gli edifici pubblici che gli edifici privati, ma anche verso industria. 5.0, che è un’altra misura di cui abbiamo parlato in questa trasmissione, che ha incontrato diverse difficoltà attuative
Allora Luca gli ultimi minuti di dedichiamo agli ultimi due dati che ci dicono qualcosa sull’impatto del PNRR, sulla nostra economia, il primo sul Pil e il secondo poi ne parliamo dopo riguardo, appunto un confronto con altri provvedimenti esatto, naturalmente premessa fondamentale da fare è che valutazioni più accurate, più approfondite su quello che è stato f e l’effettivo impatto del PNRR su sul nostro Paese potranno essere fatte solo più avanti quando avremo dati consolidati, però nelle ultime settimane stanno iniziando a uscire alcune prime valutazioni, alcune prime relazioni
Da cui emerge sostanzialmente un dato che
A mio modo di vedere è molto importante che è quello che diciamo in linea generale.
È vero che in questi anni ci sono state delle grandi difficoltà, c’è stata la necessità di profonde revisioni del piano rispetto a quella che era l’impostazione iniziale, ma non bisogna, come si suol dire, buttare il bambino con l’acqua sporca. Sicuramente il PNRR ha avuto un impatto positivo e, diciamo, la più il più recente studio in questo ambito è stato pubblicato qualche settimana fa dall’Ufficio parlamentare di bilancio, in base alle cui simulazioni vediamo che proprio nel 2026 l’impatto del PNRR sul Pil raggiunto dovrebbe raggiungere il picco massimo con un incremento in termini di variazione percentuale dell’1,8% rispetto a uno scenario di base dove il PNRR non è presente. Quindi sicuramente è un elemento significativo da tenere in considerazione, visto che sta in possiamo ipotizzare che senza il piano l’economia italiana in questi anni sarebbe stata stagnante.
Il secondo dato riguarda poi un confronto rispetto ai diciamo le somme messe a disposizione dai fondi per le politiche di coesione nel periodo 2014 2020, giusto esatto, perché sicuramente un altro risultato importante che il PNRR ha contribuito a raggiungere è sicuramente un un incremento dell’efficienza della pubblica amministrazione nella gestione di queste risorse rispetto a quello a cui siamo abituati. C’è una stima della Banca d’Italia che ci dice appunto come le pubbliche amministrazioni siano riuscite a spendere i soldi del PNRR.
In una percentuale di 10 punti superiore rispetto a quello che avevano fatto per le politiche di coesione nel periodo 2014 2020. Quindi, anche da questo punto di vista c’è stato un incremento importante della capacità amministrativa, che è un altro, come dire, un altro effetto del PNRR, una un elemento che il PNRR ci lascia in eredità, che sicuramente è molto positivo e sarà importante confermare anche in vista del prossimo bilancio pluriennale europeo.
D’altra parte, però, sempre la Corte dei Conti ha ricordato come il piano italiano, nel nel tempo, sia passato dall’essere uno strumento fortemente orientato alla trasformazione strutturale del Paese, a un concentrato di scadenze amministrative da rispettare e relative semplificazioni. Quindi, se da un lato è vero che finora il I, L Italia è riuscita a rispettare in qualche modo
Le scadenze del PNRR. È anche vero che probabilmente rispetto a livello di ambizioni originarie va bisogna un po’, come dire ridimensionare appunto quello che era l’aspettativa iniziale, il PNRR, terminato il 30 giugno, ma la sua fine è ancora tutta da scrivere. Questo è il titolo della scheda di cui vi abbiamo detto qualcosa oggi, con valutazioni anche poi da fare nel corso del tempo, come abbiamo spiegato, noi ci fermiamo qui anche per questa mattina, perché abbiamo finito il nostro tempo a disposizione. Siamo come sempre grati agli analisti di Openpolis che vi presentano il loro lavoro e questa mattina siamo davvero grati a Luca Dal Poggetto che è stato con noi. Grazie a Luca grazie a voi buona giornata.


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