EKKELSìA FESTIVAL 2026
Segesta si accende al tramonto, Selinunte respira all’alba e Marsala apre i suoi giardini storici alla parola: Ekklesía torna per la sua seconda edizione e trasforma tre dei parchi archeologici più affascinanti della Sicilia in un unico grande teatro a cielo aperto. Dal 7 al 19 luglio, tra colonne doriche e templi millenari, il festival promosso dall’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana intreccia musica, teatro, letteratura e arti performative in un progetto che non si limita a occupare i luoghi della storia, ma prova a farli parlare.
Il senso di un’assemblea tra le pietre
Il nome scelto non è casuale. Ekklesía, in greco, significa assemblea: il luogo dove una comunità si ritrova e prende coscienza di sé.
“La Sicilia racconta continuamente sé stessa: attraverso il mare, il vento, la luce, le sue città, i suoi silenzi. Ma soprattutto attraverso i suoi parchi archeologici, dove la storia non è mai immobile, continua a respirare e a interrogare chi sceglie di attraversarla con rispetto. Ho sempre pensato che la cultura non dovesse limitarsi a entrare in questi luoghi, ma imparare ad ascoltarli. Per questo Ekklesía non è nato come un semplice festival, ma come un progetto permanente di promozione e valorizzazione dei parchi archeologici della Sicilia, dove musica, teatro, letteratura, arti visive, laboratori e incontri diventano strumenti per leggere il patrimonio culturale con uno sguardo contemporaneo”.
– il direttore artistico Francesco Panasci
“La Sicilia possiede un patrimonio archeologico e culturale tra i più importanti del Mediterraneo. Ogni parco archeologico custodisce una parte della nostra storia, ma soprattutto rappresenta una straordinaria opportunità per costruire nuova conoscenza, promuovere partecipazione e rafforzare l’identità culturale della nostra comunità. Segesta, Selinunte e Lilibeo-Marsala diventano così luoghi nei quali la cultura si trasforma in esperienza condivisa. Luoghi nei quali il paesaggio non è semplice cornice, ma parte integrante del racconto artistico”.
– l’ Assessore dei beni culturali e dell’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato
Segesta apre le danze tra canto e memoria
Il festival prende il via il 7 luglio alle 21 al tempio dorico di Segesta con “Song for Peace”, il viaggio musicale di Alessandra Salerno accompagnata dal NoQuiet Women Orchestra 6et, un percorso che dalle canzoni di Rosa Balistreri arriva fino al repertorio della stessa cantante, all’insegna della pace e del dialogo tra i popoli. L’8 luglio il parco propone alle 18.30 l’itinerario guidato “Camminare la storia”, condotto dal direttore del parco Luigi Biondo insieme ad Alessandra Spadafora e Francesco Oliva, mentre alle 21 va in scena “La Memoria degli Innocenti”, pièce teatrale con Laura Calia e Joseph Gandolfo, testo e regia di Giancarlo Figuccio.
Il 9 luglio, sempre al tempio dorico, alle 18.30 spazio alla presentazione del libro “Sicilia è fimmina” di Francesco Panasci, con l’autore in dialogo con Luigi Biondo e Delia Accetta. Alle 21 arriva “Sicilitudine, tra terra e cielo”, omaggio alla cultura isolana firmato da Elio Crifò con l’orchestra a plettro della città di Taormina, tra le parole di Pirandello, Bufalino, Abu Nuwas e Cannizzaro e le note di Battiato, Mascagni, Rota e Morricone.
Selinunte tra pietre che raccontano e albe che cantano
Il 10 luglio il festival si sposta a Selinunte con “Le pietre raccontano”, itinerario guidato tra acropoli, templi e museo del baglio Florio, seguito alle 21 dalla replica di “Sicilitudine, tra terra e cielo”. L’11 luglio riserva una sorpresa insolita: Alessandra Salerno torna in scena all’alba, alle 5 del mattino, con “Song for Peace”, per un risveglio tra i templi che promette di restare impresso.
Il 12 luglio, alle 18.30 al baglio Florio, va in scena “Sicilia è fimmina LAB”, laboratorio e performance tratti dal “Sinthassi Project”, ricerca artistica di Francesco Panasci sul rapporto tra pensiero creativo, memoria e identità mediterranea, con la partecipazione della sand artist Stefania Bruno. Alle 21, al tempio, “Notturno a Selinunte” porta la firma del Trio Mulè, formato da Mariangela Lampasona al violino, Sabrina Colajanni al violoncello e Giusy Cascio al pianoforte.
Marsala chiude in bellezza tra libri, corde e ceramiche
Il 16 luglio il festival approda al parco archeologico Lilibeo di Marsala: alle 18.30, nel giardino storico del museo, si presenta il libro “L’ultima estate di un uomo perbene, una storia dimenticata, una verità negata” di Carmelo Sardo, introdotto dalla direttrice del parco Anna Occhipinti e in dialogo con la giornalista Jana Cardinale. Alle 21 tocca a “Trame sonore”, viaggio musicale transatlantico firmato dai FisarVoice.
Il 17 luglio l’area archeologica di Capo Boeo inaugura la mostra “Da Lilybaeum a Marsā ‘Alī”, curata da Filippo Pisciotta, con una selezione di ceramiche tardoantiche, bizantine e islamiche rinvenute nel sito tra gli anni Settanta e il 2010. In serata, alle 21, spazio al quintetto a pizzico Nomos.
Il gran finale è fissato per il 19 luglio: alle 18.30 il museo Sala Famà ospita “Donne, potere e parola”, dialogo curato dalla direttrice Anna Occhipinti, mentre alle 21 il giardino storico del museo accoglie il progetto musicale “Celia”, dedicato ai versi del poeta Antonio Veneziano, con Maurizio Curcio, Roberta Scacciaferro, Valentina Migliore e la partecipazione di Giuseppe Viola e Angelo Battaglia.
Come partecipare
Gli appuntamenti di Segesta e Marsala sono a ingresso libero. Per Selinunte è previsto un biglietto, acquistabile su www.coopculture.it. Laboratori e visite guidate restano gratuiti, fino a esaurimento posti.
Da tempio a teatro, da libro a concerto, Ekklesía dimostra che la Sicilia più antica sa ancora sorprendere chi la guarda con occhi nuovi. Tredici giorni, tre parchi, un’unica idea di fondo: la cultura non si visita soltanto, si vive. E chi sceglierà di attraversare Segesta, Selinunte e Marsala tra luglio e le note di questo festival porterà a casa molto più di un ricordo da cartolina.
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Redazione ilModeratore
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