Intervento del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al XIX Congresso nazionale della UIL (2.07.2026)


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Dunque buona sera a tutti, grazie grazie davvero di questo invito, grazie a tutta la segreteria confederale.
Della UIL.
Grazie, dicevo, a tutta la segreteria confederale scusatemi per le spalle.
Grazie ovviamente in particolare
Al segretario generale Pierpaolo Bombardieri detto bomba ho scoperto, ma allo scoperto oggi, chiaramente è più facile quando ti chiami i bombardieri perché se ti chiami Meloni non viene Melo.
Bene uguale però davvero gli facciamo
I miei complimenti al di là delle battute per una relazione.
Estremamente corposa, articolata, ricca di spunti anche, ovviamente, soprattutto per noi, anche raccontata con la passione, con la tempra di chi crede in quello che dice e si batte per cercare di tramutarlo, in realtà, chiaramente saluto anche io i ministri e le molte autorità e rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle categorie economiche e produttive che sono presenti in sala ma voglio soprattutto salutare e ringraziare tutti i delegati che sono qui oggi che sono chiaramente la spina dorsale,
Di questo congresso dell’Unione italiana, del lavoro
E lo dico perché so cosa significhi essere delegati a un congresso e ovviamente posso immaginare l’emozione ma soprattutto la responsabilità che si avverte ognuno di voi qui non rappresenta se stesso, ognuno di voi qui rappresenta migliaia di persone, porta sulle sue spalle le loro aspettative, i loro bisogni, le loro istanze e per questo voglio dire subito che sono d’accordo col Segre col segretario bombardieri quando dice che questo congresso è un grande esercizio di democrazia e di partecipazione.
Sono d’accordo ed è anche per questo un evento che non può lasciare indifferente chi ricopre incarichi istituzionali, particolarmente non può lasciare indifferente chi, avendo alle spalle una lunga storia di militanza politica, conosce il valore profondo per la qualità della nostra democrazia, di quello che voi state facendo qui oggi allora io anche per questo ho accettato l’invito della UIL,
Come ho fatto in questi anni con la Cgil, con la Cisl, credo di essere l’unico Presidente del Consiglio dei ministri ad aver partecipato, nel corso del suo mandato, ai congressi di tutte e tre le principali organizzazioni sindacali.
E penso
E penso che questo dica quanto il confronto con le parti sociali sia stato e sia per noi una cifra del lavoro, dell’attività delle convinzioni di questo governo è un approccio che abbiamo cercato di dimostrare in molte occasioni, fin dal nostro insediamento alcune non sono state comprese ma lo abbiamo sempre fatto con convinzione crediamo,
Che nessuno di noi possa avere da solo le risposte a ogni domanda che sia la capacità di ascoltare che fa la differenza, soprattutto quando l’interlocutore che hai davanti non è un interlocutore a condiscendente, un remissivo, ma non è neanche un interlocutore che antepone il giudizio ideologico al merito delle questioni che invece è pronto a valutare con onestà
Quel tipo di interlocutore è particolarmente prezioso e Pierpaolo, Bombardieri e la UIL hanno rappresentato in questi anni per noi esattamente quel tipo di interlocutore.
Noi.
Abbiamo messo sul tavolo le nostre proposte, a volte erano convergenti, altre volte non lo erano, però siamo sempre entrati nel merito.
Con una franchezza che è sempre stata un po’, la cifra del nostro confronto non è mai venuta meno, io penso che sia stato soprattutto grazie a quella franchezza che il nostro dibattito ha sempre prodotto dei risultati positivi,
Per la nazione e per i lavoratori, allora sono qui, ovviamente anche per dire grazie alla UIL per aver saputo interpretare il confronto tra governo e parti sociali nella sua accezione più nobile e alta, dopodiché, ovviamente, io proverò a entrare nel merito di alcuni dei temi che il segretario generale ha sviluppato nella sua relazione sarebbe impossibile entrare nel merito di tutti, salvo diciamo, monopolizzare il congresso, ma cercherò di dare qualche risposta di fare del mio meglio. Partiamo dal salario
Segretario bombardieri definito una vittoria della UIL la scelta di far corrispondere il salario giusto al trattamento economico complessivo sancito dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative.
Sicuramente era una rivendicazione della UIL, sicuramente è stata una vittoria, io credo che sia stata una vittoria di tutti i lavoratori italiani, io credo che sia stata.
Una vittoria della nazione nel suo complesso
Con il decreto Lavoro che pochi giorni fa il Parlamento ha convertito in legge o noi abbiamo fissato nero su bianco, un principio che in Italia non era mai stato riconosciuto, e cioè che la contrattazione collettiva, la contrattazione di qualità, è lo strumento più efficace che abbiamo a disposizione per far crescere le tutele difendere i diritti, rafforzare le retribuzioni dei lavoratori,
Ed è una scelta di campo, perché, per la prima volta lo Stato afferma che la dignità di uno stipendio passa dalla qualità del contratto e non semplicemente da una cifra stabilita a tavolino, magari calata dall’alto, dallo Stato da parte dello Stato stesso.
Ora, voi sapete meglio di me che l’Italia vanta una copertura, un tasso di copertura della contrattazione collettiva tra i più elevati d’Europa è un storicamente, un sistema che ha rappresentato un presidio per i nostri lavoratori, per i loro diritti, come tutti i meccanismi, anche questo ovviamente alle sue fragilità ma se ci sono delle fragilità, quello che bisogna fare è combattere quelle fragilità e non svilire o addirittura a demolire il lavoro di decenni è una tradizione che per noi è straordinaria, tra l’altro per sostituirla con un sistema
Quello per capirci, basato sul salario minimo, che rischia di sottrarre tutele ai lavoratori invece di aggiungerne, perché, al netto della propaganda, questa sembra essere la realtà dove il salario minimo è stato sperimentato, ad esempio in Puglia, la condizione di quei lavoratori è peggiorata perché lo avevamo previsto banalmente, perché il rischio che il salario minimo orario diventasse un parametro sostitutivo e non aggiuntivo era un rischio reale per questo che noi abbiamo scelto un’altra strada, non perché, come si dice, non vogliamo migliorare la condizione dei lavoratori, ma esattamente per il contrario, perché vogliamo davvero migliorare la condizione di quei lavoratori. E allora abbiamo deciso di valorizzare la contrattazione di qualità ancorando il salario giusto a un contratto equo, e questo è il principio che abbiamo codificato nel decreto Lavoro e che voi, insieme alla Cgil, insieme alla Cisl, avete messo nero su bianco nella piattaforma unitaria che avete sottoscritto pochi giorni fa. Punto di partenza del negoziato per l’accordo con le organizzazioni datoriali sulla qualità del lavoro, sulla qualità della presa della rappresentanza e io sono orgogliosa che questo governo abbia contribuito a riavviare un percorso di confronto tra le parti sociali che per molti anni era rimasto bloccato. È un cammino,
Che vogliamo continuare a sostenere con convinzione, con tutti gli strumenti dei quali disponiamo, abbiamo scelto di non attuare la delega sulla rappresentanza per tutelare la vostra autonomia alla vostra indipendenza, e siamo pronti a ragionare sulle modalità più idonee per dare riconoscimento dignità alla futura intesa. Possiamo centrare, dal mio punto di vista, un traguardo storico per ridisegnare le relazioni sindacali e industriali che penso che dobbiamo mettercela tutta per raggiungere quel traguardo. E poi il tema della condizionalità degli incentivi occupazionali. Anche questo ha richiamato dal segretario bombardieri. Noi sappiamo bene che per anni lo Stato ha distribuito soldi a pioggia a tutti, anche a chi delocalizza va chi non rispettava le regole sulla sicurezza. Noi abbiamo anche qui con coraggio, ho scelto di dire basta perché i soldi che lo Stato distribuisce non sono soldi suoi, sono i soldi che raccoglie e dalle tasse e dai sacrifici dei lavoratori di questa nazione e vanno spesi con equità, con responsabilità e con l’obiettivo di migliorare la condizione
Di vita delle persone nel mercato del lavoro, questo significa che quelle risorse devono essere destinate a chi applica contratti giusti e rispetto ai diritti dei lavoratori, e tutto questo ci consente ovviamente anche di combattere quei contatti contratti pirata che applicano condizioni sfavorevoli quando non addirittura umilianti anche questa è una vittoria che dobbiamo considerare di tutti.
Dello stato, dei lavoratori, delle imprese e dei datori di lavoro che fanno il proprio mestiere, rispettando la legge, che sono anch’essi vittima di chi applica dumping contrattuale e salariale, principi di buon senso che però siamo stati i primi a introdurre e che hanno l’ambizione di rendere il nostro mercato del lavoro oltre che più dinamico
Come dicono dimostrano i dati registrati in questi anni, anche più giusto, e io voglio ringraziare davvero il segretario.
Generale per aver riconosciuto l’impegno del governo in questo senso. Non lo considero affatto scontato. In questi anni ci siamo dedicati moltissimo all’obiettivo di far crescere i salari e difendere il potere d’acquisto dei cittadini. Sono molte le iniziative che abbiamo avviato in questo senso. Non le citerò, tu, citerò tutte, ma diciamo, agiscono principalmente su due fronti. Il primo è l’età e il taglio delle tasse sul lavoro, quindi i provvedimenti sono molteplici. Abbiamo con questi provvedimenti ha aumentato il netto in busta paga per milioni di lavoratori, soprattutto per i redditi medio-bassi. Oggi un lavoratore dipendente con uno stipendio intorno ai 26.000 euro annui può avere in busta paga tra i 1.500 e i 2.400 euro in più all’anno rispetto al passato, tenendo conto solamente del taglio del cuneo fiscale della riforma dell’Irpef. Ogni anno lo Stato rinuncia a circa
21 miliardi di euro di soldi che non incassa e che rimangono nelle tasche dei lavoratori ne aumentano il potere d’acquisto, abbiamo incentivato il welfare aziendale proprio perché sappiamo quanto una buona retribuzione non sia determinata solo dal salario in senso stretto e qui potrei ricordare molte cose ma ricordo soprattutto che abbiamo di fatto azzerato l’aliquota sui premi di produttività portandolo all’1% alzando la soglia a 5.000 euro una misura,
Che sta dando i frutti che avevamo sperato, con un aumento sia dei contratti aziendali depositati sia del valore economico medio, del beneficio per i dipendenti delle aziende che li hanno sottoscritto, ultimi dati di giugno 2026 dicono che i contratti depositati attivi sono oltre 13.600, con una crescita di oltre 1.300 contratti in un solo mese del premio annuo riconosciuto agli oltre 3,8 milioni di lavoratori coperti da un contratto di produttività supera i 1.800 euro.
Circa 300 in più rispetto a dicembre del 2022, il secondo fronte sul quale abbiamo lavorato e il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego sono stati stanziati oltre 20 miliardi di euro fino al 27. In meno di quattro anni abbiamo già chiuso 48 tra accordi e contratti in alcuni comparti siamo riusciti a siglare persino tre tornate di rinnovo è il caso, ad esempio, del comparto della scuola, dove un insegnante ha potuto ricevere mediamente in busta paga 412 euro.
Al mese in più, insieme agli arretrati, però, abbiamo deciso, come è stato correttamente ricordato, anche di sostenere i rinnovi dei contratti del settore privato con la detassazione al 5% degli aumenti contrattuali, provvedimento che era anch’esso richiesto dalla UIL che era richiesto dalle parti sociali perché rafforza il legame tra produttività e salario e contribuisce a dare ancora centralità alla contrattazione collettiva. È un provvedimento efficace, è un provvedimento al quale vogliamo dare continuità e stabilità, e allora io ne ho già parlato con il ministro Calderone. Ne ho anche parlato con chi detiene i cordoni della borsa, che il ministro Giorgetti e voglio dire al segretario Bombardieri che il governo raccoglie un’istanza che è vostra e non solamente vostra, di garantire che questa misura possa essere confermata anche
Nella prossima legge di bilancio
Mediante il lavoro.
Scriveva Giovanni Paolo secondo.
L’uomo non solo trasforma la natura adattandola alle proprie necessità, ma realizza se stesso, come uomo ed anzi in un certo senso diventa più uomo, noi abbiamo cercato di agire per trasformare questi principi in mattoni, infatti, concreti in provvedimenti in risposta.
Lo abbiamo fatto insieme.
Abbiamo incentivato le assunzioni, abbiamo sostenuto che crea ricchezza che assume in Italia, abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulle donne, sui giovani, i dati ci restituiscono uno scenario che è incoraggiante, con il livello più alto di sempre di tasso di occupazione, il minimo storico di tasso di occupazione sia generale che giovanile.
E crescono i contratti a tempo indeterminato 1 milione e 200.000 in più dall’inizio della legislatura dei mini diminuiscono i contratti precari e io penso che questo sia un dato di straordinaria importanza, forse uno di quelli che mi rendono più orgogliosa su questo, caro Segretario, la penso esattamente come.
Voi, la precarietà non è flessibilità alla precarietà e la vita che non puoi programmare e il ragazzo a cui la banca non concede il mutuo.
A cui il proprietario non affitta la casa perché non ha un contratto stabile perché di fatto non viene considerato un lavoratore a tutti gli effetti un lavoratore come gli altri avete definito quel ragazzo segretario Bombardieri ha definito quel ragazzo un fantasma mi ha colpito molto perché è vero.
È una metafora che è molto ben centrata allora io penso che il nostro compito, il mio compito, il vostro compito, il compito del governo e di ognuno di voi sia ridare un volto, un nome, un futuro a quei fantasmi, anche su questo abbiamo tentato in questi anni di fare la nostra parte di offrire delle risposte che certamente non sono risolutive il fenomeno è estremamente complesso, però tratteggiano una visione diversa penso al Piano casa,
Al quale anche voi avete dato il vostro contributo importante apprezzato, devo ringraziarvi anche per questo ci siamo voluti occupare non solamente di rimettere a disposizione delle famiglie più fragili circa 60.000 case popolari che esistono, però non si possono assegnare perché non sono a norma ma ci siamo voluti occupare anche di quella zona grigia fatta di tantissimi italiani.
Giovani, coppie, studenti e lavoratori fuori sede precari per l’appunto famiglie monoreddito persone con disabilità, cioè persone che si impegnano che lavorano, che pagano le tasse che contribuiscono al benessere della nostra nazione, che però sono troppo ricche passatemi il termine per accedere a una casa popolare e contemporaneamente troppo povere per poter fare fronte alle richieste sempre più alte del mercato immobiliare. Io penso che uno Stato giusto non debba lasciare queste persone in un limbo, penso che non debba trattarle come fantasmi e il Piano casa nasce esattamente con questo obiettivo, partendo chiaramente dalla dimora, no, cioè dal luogo che ti fa sentire al sicuro che ti consente di condividere, di progettare, di avere
Punti di riferimento rappresenta il frutto dei due sacrifici dei tuoi traguardi, un punto di arrivo e, allo stesso tempo un punto di partenza, e poi vogliono affrontare qui con voi anche il tema che pesa più di ogni altro che.
Stato citato dal segretario bombardieri in apertura della sua relazione c’era una domanda che oggettivamente fa tremare i polsi, no di quale dignità parliamo se ancora oggi più di 1.000 persone all’anno non tornano a casa dal lavoro oltre?
Oltre 1.000 volte l’anno sono le volte in cui noi siamo stati tutti sconfitti, persone, famiglie, storie interrotte che non devono e non possono essere dimenticate io anche io voglio qui rivolgere un pensiero di riconoscenza, commossa anche per.
Il suo bel caldo abbraccio a chi ha trasformato un dolore inimmaginabile, come la perdita di una figlia in un impegno per la vita, e quindi anche io voglio dire a Emma la mamma, di o di Luana d’Orazio che tutti noi la consideriamo una mamma straordinaria è una persona straordinaria,
E che la battaglia?
E che la battaglia alla quale lei ha dato vita in memoria di sua figlia è una battaglia che ci coinvolge, che ci riguarda, che ci mobilità uno a uno e che ha già ispirato anche una proposta che la UIL ha avanzato e che il governo ha fatto propria che è l’istituzione delle borse di studio per accompagnare ragazzi e bambini che hanno perso i loro genitori sul posto di lavoro durante il percorso di studio dalla scuola primaria fino all’università le borse di studio sono già operative, possono contare su un investimento strutturale di 26 milioni di euro, l’anno sarà una goccia nel mare,
Emma, però non sarebbe stato possibile senza di te, senza il tuo coraggio, senza la tua forza, senza i tuoi splendidi occhi che ci insegnano quanto.
Quanto non basta non dimenticare, bisogna costruire per impedire che non accada di nuovo, non tutti avrebbero avuto la stessa forza, non tutti ce l’hanno avuta, noi ti siamo tutti quanti riconoscente, però alla famiglia d’Orazio e a qualsiasi altra famiglia con colpita da questa tragedia io voglio dire che sono convinta penso a cui tutti siamo convinti che,
Sia su priorità come questa che si misura la civiltà di una nazione e quanto un popolo abbia davvero a cuore
Il proprio presenta il proprio futuro anche qua. Anche su questo abbiamo cercato di fare la nostra parte. Abbiamo aumentato le risorse, abbiamo aumentato gli ispettori non sono mai sufficienti, ma abbiamo fatto uno sforzo importante da questo punto di vista e oggi lo Stato è dentro i luoghi di lavoro, come non si vedeva da tempo solo nel 2024 gli accessi ispettivi congiunti dell’ispettorato, dell’Inps, dell’Inail e dell’Arma dei Carabinieri hanno superato quota 158.000 e se in quasi due ispezioni su tre salta fuori un il, un’irregolarità significa che quei controlli non si fanno a caso, ma vanno esattamente dove c’è bisogno che quei controlli vadano chiaramente non basta chiaramente, non può bastarci sapere che, nonostante ci siano oggi più persone che lavorano rispetto al 2022, diminuiscono gli incidenti mortali perché, come dicevo, saremo sconfitti fino a quando anche una sola persona perderà la vita nel tentativo di guadagnare quello che gli serve per vivere i numeri ci servono solamente a capire se la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta e i numeri ci dicono che la prevenzione, i controlli e la formazione su cui abbiamo investito cominciano a funzionare e quindi, a maggior ragione, insieme non dobbiamo abbassare la guardia, dobbiamo invece insistere e rilanciare, perché la sicurezza sul lavoro è un diritto inalienabile. Ce lo ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è una questione di civiltà che si affronta e si vince nei cantieri, nelle scuole, nei controlli, nel rispetto delle regole, e non voglio eludere gli spunti del segretario bombardieri anche sul tema della patente a punti. La patente a punti è un meccanismo, lo sapete meglio di me, che era stato previsto dal decreto legislativo 81 del 2008, poi è rimasto sulla carta inattuato. Questo governo lo ha reso operativo partendo dall’edilizia, il settore dove ce n’era più bisogno. Con il decreto legge 159 del 25 abbiamo previsto di estenderlo ad altri settori. Ci stiamo lavorando perché va fatto con precisione ed equilibrio, così come sempre con quel provvedimento abbiamo introdotto il badge di cantiere, che è già partito nei cantieri
Del centro Italia che sono legati alla ricostruzione post terremoto. Chiaramente, se nell’attuazione c’è qualcosa da migliorare, il governo è pronto a discuterne, come abbiamo fatto finora. Però noi siamo convinti che lo strumento vada potenziato e per farlo contiamo anche sul vostro lavoro. Contiamo anche sui vostri suggerimenti. Chiaramente il ministro del Lavoro Calderone, che voglio ringraziare davvero, perché è una persona di una competenza straordinaria, di una capacità di lavoro straordinaria,
E anche qui a vostra
Disposizione caporalato.
Qui la linea del governo è stata continuerà a essere una linea molto chiara in quella linea e tolleranza zero contro i caporali e sono molto d’accordo contro le organizzazioni criminali che si nascondono troppo spesso dietro quei caporali e speculano sulla pelle delle persone organizzazioni criminali che molto probabilmente non sono solamente straniere segretario Bombardieri sono d’accordo e quello che è successo ad Amendolara è un crimine abominevole che non deve prevedere alcuna clemenza. Qui parliamo di una battaglia di civiltà che non ci stancheremo di portare avanti.
E anche qui.
Potrei citare molti provvedimenti che abbiamo portato avanti in questi anni, abbiamo incrementato sensibilmente le ispezioni, abbiamo investito risorse importanti per premiare le imprese virtuose, siamo intervenuti sul piano delle sanzioni, ad esempio reintroducendo il reato di somministrazione illecita di lavoro fattispecie che in passato era stata depenalizzata ma si era no no,
Ciononostante rivelata molto diffusa, spesso dissimulata da contratti di appalto e distacchi fittizi, e poi abbiamo introdotto la condizionalità sociale per le risorse della politico alla politica agricola comune, stabilendo anche qui un principio semplice, cioè puoi accedere ai contributi europei solo se rispetti le norme sui contratti di lavoro, sulla salute e sulla sicurezza nel lavoro,
E se accedi e dopo violi le norme, quel contributo ti può essere azzerato e richieste.
Dopodiché, caro Segretario cari amici della UIL, io mi ero promessa di essere breve, forse ho già parlato troppo, però dicevo, gli spunti sono molti, non posso non affrontare, seppure velocemente altri tre punti che Segretario Bombardieri ha sollevato nella sua relazione che meritano una risposta, il primo è il tema della produttività del lavoro, chiaramente fondamentale per la nostra economia, per la competitività delle nostre imprese, per una share crescita adeguata strutturale dei salari,
Perché aumenti salariali e produttività chiaramente si.
Si alimentano a vicenda innescare questo circolo virtuoso è uno dei nostri obiettivi, però,
Per farlo. Occorre investire soprattutto in questo tempo, in innovazione, in ricerca e sviluppo in formazione del capitale umano. Significa cioè delineare una politica industriale che punti allo stesso tempo sulle filiere produttive tradizionali ad alto valore aggiunto e su quelle più innovative. Anche qui la strategia che stiamo cercando di portare avanti tanto in Italia quanto in Europa di Europa potrei parlare a lungo. Non lo farò in questa occasione, ma certamente siamo d’accordo con voi sul fatto che il futuro del nostro continente non è la desertificazione industriale, non è la dipendenza strategica dai nostri avversari sistemici, non è l’irrilevanza economica e quindi inevitabilmente anche politica. L’Europa può e deve guidare il cambiamento partendo da tre ambiti decisivi che sono energia, ambito sul quale, come avete visto molto ci battiamo. Abbiamo anche fatto alcuni importanti passi in avanti sul mix energetico. Non ci torno segretario bombardieri. Siamo assolutamente d’accordo, è quello su cui abbiamo lavorato. Diversificare le fonti, diversificare le tecnologie per renderci ancora il a per renderci il più possibile autonomi e anche il nucleare risponde a questa necessità perché, con la riapertura della tecnologia del nucleare, chiaramente pulito, i piccoli reattori di nuova generazione, noi possiamo ottenere due obiettivi che l’obiettivo di rendere più competitive le nostre imprese. È chiaro che con il costo dell’energia di oggi i nostri lavoratori, le nostre imprese, non competono ad armi pari.
In autonomia noi abbiamo già visto quanto sia pericoloso dipendere da scenari che non puoi controllare da attori che non puoi controllare, l’abbiamo visto durante la pandemia, lo abbiamo visto con la con la guerra d’aggressione russa contro l’Ucraina, stupiamo su questo avere il coraggio,
Di fare le scelte che servono per dire che questa nazione non sceglierà di continuare a rischiare, per non guardare il problema in faccia, noi faremo quello che serve per dare a questa nazione la libertà e l’autonomia che le sono necessarie per essere davvero competitivi.
Dicevo, l’Europa può guidare il cambiamento su molti di questi settori, lo può fare sull’energia, lo può fare sulla manifattura avanzata, lo può fare sull’intelligenza artificiale.
E l’intelligenza artificiale è il secondo tema del quale col quale voglio provare, sul quale voglio provare a confrontarmi con voi con molta franchezza.
Chiaramente l’intelligenza artificiale è destinata a diventare uno dei principali motori della produttività della crescita, però proprio per questo anche per questo io penso che sarebbe un errore considerarla solamente una straordinaria opportunità tecnologica.
è corretto, è corretto anche quello che noi abbiamo visto nel video, ogni grande svolta della storia ampliato, le possibilità dell’uomo lo ha fatto il fuoco, lo ha fatto la stampa, l’ha fatto il motore a vapore, l’elettricità, internet, tutte rivoluzioni che hanno accresciuto la nostra capacità di costruire e di comunicare di produrre,
L’intelligenza artificiale avrà sulla storia un impatto della stessa portata, secondo me anche superiore.
In alcuni casi.
Però rappresenta qualcosa di diverso.
Perché per la prima volta a noi non ci troviamo semplicemente di fronte a uno strumento che amplifica le capacità dell’uomo.
Noi ci troviamo di fronte a uno strumento che è capace di sostituire alcune delle funzioni più proprie dell’essere umano.
La produzione della conoscenza, la capacità di decidere la creazione di contenuti.
Se la politica, se i corpi intermedi, se chi ha responsabilità in questa nazione e non solo in questa Nazione, decide di sottovalutare le responsabilità che ha di fronte a una rivoluzione di questa portata, di fatto rinuncerebbe a governare.
E accetterebbe di rischiare di finire per essere governato?
Vi cito tre rischi.
Il primo riguarda la verità.
Quando un sistema di intelligenza artificiale produce un testo, un’immagine, un video perfetto, coerente, convincente, completamente inventato chi è in grado di riconoscerlo?
Non il cittadino comune spesso non il giornalista, probabilmente non il tribunale, ora però, vedete, la democrazia funziona, perché esiste un accordo minimo su cosa sia un fatto su chi abbia il diritto di attestarlo su dove ci si possa rivolgere per contestarlo.
Quando quelle certezze vengono meno, quello che è in pericolo non è semplicemente l’informazione.
È la base comune di realtà che ci consente di discutere razionalmente dei problemi e quindi di governarli
Vivere in un mondo nel quale non si distingue più cosa sia vero e cosa non lo sia, è semplicemente rischiare di rinunciare alla base della democrazia, perché l’opinione non la genera, chi sei cosa fai cosa dici, ma quello che chi detiene il controllo della tecnologia decide che sei che fai che dici,
Per questo la tracciabilità.
Battaglia che stiamo conducendo
La tracciabilità e la trasparenza dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale non sono un tema tecnico, sono una condizione per la tenuta delle nostre democrazie.
Il secondo rischio riguarda ovviamente il lavoro.
Ogni rivoluzione industriale ha sostituito lavoro, però si è trattato quasi sempre di lavoro fisico, oggi no, oggi è l’intelletto a essere sostituito e così l’intelligenza artificiale rischia di colpire soprattutto le le le, le professioni cognitive, quelle competenze che rendono l’uomo indispensabile in ogni processo, quelle sulle quali si è costruita la forza per capirci della nostra classe media. E certo che formare competenze sarà nuove. Sarà indispensabile, però io penso che sarebbe illusorio ritenere che solo il reskilling possa risolvere ogni problema. Allora dobbiamo interrogarci insieme. Dobbiamo interrogarci su come garantire che la ricchezza continui a essere distribuita su come preservare il valore sociale del lavoro, che non è soltanto una fonte di reddito, ma è anche dignità e identità, partecipazione alla vita della comunità, perché il rischio che ci siano milioni di persone spunta dal mercato del lavoro e una ricchezza sempre più verticalizzata, sempre più concentrata, sempre più immensa, è sempre più
Appunto, concentrata più è purtroppo molto reale.
Terzo aspetto di questo si parla pochissimo e la questione della responsabilità.
Oggi, nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, noi stiamo passando da strumenti che rispondono a comandi.
Ad agenti intelligenti che sono capaci di pianificare e agire con sempre maggiore autonomia significa.
Che l’intelligenza artificiale non smette di lavorare quando tu smetti di dargli l’input continua a lavorare per centrare l’obiettivo che tu gli hai dato, coinvolgendo altri agenti e tutti i limiti che non gli sono stati specificati sono limiti che non ha.
Ora, voi capite che se in quel processo a un certo punto si produce un danno.
Di chi è la colpa?
Di chi ha dato il comando iniziale della piattaforma del programmatore, oggi nessuno è in grado di dare una risposta.
Solo che in uno Stato di diritto non può esistere un potere che non ha responsabilità e ve lo dico perché è un tema che io ho posto ai principali amministratori delegati delle società, André piatte, le principali società di intelligenza artificiale e ai miei omologhi del G7 e che intendo tornare a porre purtroppo quello è l’ambito in cui queste decisioni a questi dibattiti vanno portati.
Perché se noi scegliessimo semplicemente di iperregolamentare o di dare queste risposte a livello nazionale, probabilmente otterremmo niente. Otterremo uno sviluppo dell’intelligenza artificiale fuori dai nostri confini nazionali e problemi che non abbiamo comunque risolto dopo avervi terrorizzato, però, voglio dirvi che non sono convinta che il bivio sia tra innovazione e regolazione. Io penso che il video sia tra un’innovazione che rimane al servizio dell’uomo e un’innovazione che finisce per condizionarlo. La tecnologia deve essere uno strumento della libertà, non un fattore di dipendenza o di concentrazione del potere. Noi abbiamo bisogno di un autentico umanesimo tecnologico, cioè un modello nel quale il progresso continui ad avere al centro la persona e i suoi diritti, il suo lavoro, la sua dignità, e spero che ci possa che ci si possa lavorare insieme. Spero che ci si possa lavorare, voglio dirlo davvero con profondità a tutti i livelli, perché se noi pensiamo di poter affrontare un dibattito sulle domande come quelle che io ho cercato di sintetizzarvi con, diciamo i nostri schemi, i nostri pregiudizi, le nostre divisioni preconfezionati, signori, vi comunico che abbiamo già perso se riusciamo a farlo con un altro livello di profondità,
Siamo ancora in grado di fare la nostra parte di dire la nostra, anche perché l’intelligenza artificiale può essere uno strumento fondamentale per la produttività.
Ovviamente, però, investire improduttività significa porsi il problema di come aiutare le imprese a crescere, penso che sia utile ragionare insieme su un regime fiscale agevolato che favorisca le aggregazioni alla staffetta generazionale, perché io penso che essere piccoli debba essere una scelta consapevole, mentre chi intende crescere debba essere sostenuto e accompagnato nel farlo terzo punto che velocemente voglio toccare e vado alla conclusione,
Riguarda la futura sostenibilità del nostro welfare, della nostra spesa sociale, rappresenta una delle principali sfide di scenario sulle quali sono d’accordo col segretario Bombardieri è necessario avviare una riflessione profonda, ora tutti noi in questa sala siamo consapevoli che, se non riusciremo in tempi brevi a ripristinare l’equilibrio tra la popolazione attiva è quella che ha bisogno di assistenza noi semplicemente non avremo più uno stato sociale questa consapevolezza,
È quella che ci ha spinto in questi anni a investire più di tutti i governi che ci hanno preceduto sulla natalità, sulla famiglia, sulla conciliazione, vita lavoro, sulla soprattutto sull’occupazione femminile, e io sono fiera che sia stato in questi anni che abbiamo raggiunto il tasso di occupazione femminile più alto di sempre però anche qui non possiamo accontentarci, non dobbiamo accontentarci, dobbiamo fare di più perché se solo l’Italia riuscisse a colmare il divario di occupazione femminile che ha con la media europea,
Noi risolveremmo gran parte dei nostri problemi di crescita economico e di soft crescita economica e di sostenibilità previdenziale.
Insomma, il futuro dell’Italia, mi dispiace, signori, dipende dalle donne, e segnatamente dalle donne lavoratrici.
E questa continuerà ad essere, diciamo, una nostra priorità.
Dopodiché, però anche qui la questione è anche di natura culturale. Non ci dobbiamo prendere in giro troppi messaggi che io considero devastanti sono stati veicolati in questi anni, hanno finito per convincere molte persone che la famiglia, cioè la prima forma di welfare delle nostre società, fosse obsoleta, che i figli fossero un limite, un fardello, una scelta incompatibile con quella dell’affermazione. Su questo penso che dobbiamo lavorare insieme, come dobbiamo lavorare insieme, ovviamente, sugli strumenti concreti che dobbiamo offrire, però penso che la materia anche qui meriti e abbia bisogno di un confronto a un altro livello di profondità. Ho ascoltato da questo punto di vista voglio dire dal Segretario Generale alcuni spunti su questa materia, che considero molto interessante, che sono pronta ad approfondire
Conclusione, caro Segretario, cari amici, io voglio lasciarvi con un messaggio molto semplice, che però in questi anni ha rappresentato la chiave di tante piccole rivoluzioni e quel messaggio è che la porta del governo la mia porta rimarrà sempre aperta al confronto e alla proposta nulla penseremo sempre allo stesso modo su tutto, come è giusto che sia, come è naturale che sia, come è un bene che sia,
Però io so che c’è una cosa sulla quale la pensiamo allo stesso modo, il lavoro non è semplicemente il corrispettivo di una prestazione, il lavoro e il riconoscimento della dignità di una persona, la dignità di chi si alza la mattina manda avanti una famiglia costruisce con le proprie mani con i propri gesti e il futuro di questa Nazione.
Voi avete scritto questo principio nel vuol nei vostri documenti, lo avete difeso nelle vostre trattative, lo avete costruito con le vostre battaglie, noi abbiamo tentato di declinarlo con i nostri provvedimenti, però tutti, ciascuno con il proprio ruolo, con la propria libertà abbiamo lo stesso dovere, quel dovere, renderlo reale ogni giorno perché è una nazione è davvero forte solo quando chi lavora sa di non essere solo e io voglio che l’Italia sia esattamente quella nazione vi ringrazio.


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