Protagonista di Engage X, il nuovo centro di competenza esperienziale di Siemens, è una parete digitale, il Wall, che fondamentalmente contiene l’ecosistema delle soluzioni per la transizione energetica della multinazionale tedesca. Quadri elettrici, relè di protezione per la sicurezza, Rtu. Tutto è sensorizzato e connesso ai software dedicati, come Electrification X, Gridscale X, Building X. Ma soprattutto c’è il gemello digitale, attorno al quale ruota questa nuova struttura. «Lo utilizziamo per fare simulazioni, analisi di impatto, e in base ai risultati implementiamo le soluzioni», sottolinea Marco Rastelli, managing director electrification and automation di Siemens Italia, intervistato da Industria Italiana.
L’azienda tecnologica si propone alle imprese come un vero e proprio partner per la trasformazione digitale, mettendo a disposizione tecnologie e competenze per co-progettare soluzioni su misura. Esattamente come un competence center. Fra i settori target spiccano i data center, strutture che stanno diventando un po’ il simbolo degli impianti energivori e anche per questo sono spesso in prima linea nell’identificare soluzioni che riducano l’impatto ambientale. Ma Engage X, allestito nel quartier generale milanese della società guidata in Italia da Floriano Masoero, si rivolge anche alle industrie che investono nella twin transition, agli enti pubblici, ai gestori delle reti.
D: Esattamente, a quale esigenza di mercato risponde Engage X?

R: Sicuramente all’accelerazione della trasformazione energetica imposta dal cambiamento climatico. Oggi assistiamo a un sensibile aumento della domanda di elettrificazione dei consumi e alla necessità di infrastrutture per la mobilità elettrica. Pensiamo ai data center, che necessitano di grandi quantità di energia. Ma anche al modo in cui l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili incrementa la complessità delle reti. Devono essere in grado di gestire picchi di produzione e di consumo, in un contesto di forte crescita della domanda di elettricità. Gli operatori sono quindi chiamati ad aumentare la capacità delle reti garantendo flessibilità e resilienza. La risposta a questa esigenza è la digitalizzazione, supportata dall’intelligenza artificiale.
D: Quindi data center, gestori delle reti. A quali altri settori vi rivolgete con questo nuovo spazio?
R: Non parliamo di singoli settori, ma di tutte le realtà che oggi devono gestire la crescente complessità energetica. Oltre a utility e data center, ci rivolgiamo alla manifattura, agli edifici e alla mobilità elettrica. Il comun denominatore è la necessità di integrare elettrificazione e digitalizzazione per migliorare efficienza, resilienza e capacità decisionale. Con Engage X mostriamo in modo concreto come infrastrutture, software, dati, digital twin e intelligenza artificiale possano essere combinati per affrontare queste sfide e trasformarle in opportunità di crescita.
D: Quali sono le caratteristiche fondamentali di questo nuovo spazio? Come lo definireste?

R: È un’area esperienziale di co-progettazione. Utilizziamo il digital twin per simulare scenari e analizzare gli impatti, e in base ai risultati implementiamo le soluzioni. Se dovessimo fare questo tipo di analisi senza l’ausilio del software, dovremmo procedere per tentativi. Il procedimento sarebbe quindi più lungo, complicato, e dispendioso. In definitiva, questo è uno spazio progettato per accompagnare i nostri clienti nella transizione energetica, mettendo loro a disposizione le nostre tecnologie, hardware e software, le nostre competenze, e strumenti digitali per progettare soluzioni.
D: I data center sono un segmento di mercato in forte sviluppo. Come intervenite su strutture così energivore?
R: Siamo partner dei principali hyperscaler italiani e internazionali. A livello mondiale, i data center hanno un consumo di energia paragonabile a quello di un intero paese industrializzato. Ottimizzarli è strategico sia per l’ambiente sia dal punto di vista economico. Attraverso il gemello digitale siamo in grado di identificare il reale fabbisogno energetico. Successivamente, implementiamo piattaforme di monitoraggio che regolano i condizionamenti e gli altri asset hardware in tempo reale, adattandosi al carico di lavoro dei server.
D: Si può parlare di una progettazione energetica integrata?

R: Esattamente, e aggiungerei che il percorso va oltre la gestione dei consumi. Spesso integriamo la produzione da fonti rinnovabili vicine, oppure proponiamo soluzioni per il calore di scarto dei server. Normalmente il surriscaldamento è considerato un problema da risolvere spendendo ulteriore energia per il raffreddamento. In realtà, quel calore può trasformarsi in una risorsa preziosa. Unareti sta ad esempio studiando soluzioni per recuperare questo calore residuo e immetterlo nella rete di teleriscaldamento cittadina. Questo è il nostro modus operandi: ridurre i costi operativi e aumentare la sostenibilità ambientale.
D: Nel laboratorio c’è anche molta tecnologia fisica, inclusa una stazione di ricarica per le auto elettriche. Come si integrano questi mondi?
R: I quadri elettrici di media e bassa tensione rappresentano la spina dorsale fisica delle infrastrutture. Essendo sensorizzati, raccolgono dati direttamente dal campo e li inviano ai software. La forza strategica di Siemens, sta proprio nell’unione fra la storica esperienza nell’hardware con le soluzioni digitali. Lo dimostra la nostra colonnina di ricarica fast charge.
Lavora esattamente come un quadro di media tensione, ovvero accende e spegne l’erogazione di energia. Il valore aggiunto è il software di gestione che coordina l’infrastruttura e la integra con la rete elettrica. Se pensiamo a una stazione di servizio con dieci colonnine in parallelo, il software è indispensabile per gestire la capacità elettrica ed evitare sovraccarichi.
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