Innovazione, Trevisi indica la via degli Azzurri: “Promuoviamo un umanesimo moderato”


Il senatore forzista Antonio Trevisi da settembre ricopre la carica di nuova nomina a capo del Dipartimento Nazionale Innovazione Tecnologica, Ricerca e Sviluppo di Forza Italia. Ruolo conferitogli da Alessandro Cattaneo, responsabile nazionale dei Dipartimenti, d’intesa con Antonio Tajani. L’incarico delicato ma allo stesso tempo di interesse strategico.

Senatore, in che modo deciderà di strutturare i lavori del Dipartimento e secondo quali tempistiche ora che la legislatura che volge al termine?
«Ad un anno dalla scadenza naturale della legislatura cercherò di focalizzarmi soprattutto sulla conversione del lavoro teorico prodotto in questi anni. Forza Italia deve diventare il partito di riferimento e più capace nell’ascoltare talenti scientifici ed imprenditoriali. La struttura e la gestione del tempo devono essere orientate al principio dell’Impact – Driven Political Management: per differenziarsi l’innovazione non deve essere fine a se stessa, ma uno strumento per comunicare soluzioni concrete ai bisogni dei cittadini e delle imprese. Il dipartimento avrà una Struttura organizzativa snella con l’obiettivo di sintetizzare le ricerche pregresse in punti programmatici chiari – Intelligenza Artificiale nel lavoro, Transizione Digitale della PA, investimenti nella ricerca universitaria – agganciare l’ecosistema dell’innovazione italiana ed europea – startup, venture capitalist, centri di ricerca, università, associazioni di categoria – e fornire dati e schede tecniche in tempo reale ai parlamentari ed alle segreterie per rispondere ai provvedimenti del Governo, alle imprese e cittadini. Mi piacerebbe anche organizzazione di un grande evento nazionale, gli “Stati Generali dell’Innovazione e della Ricerca”, per dimostrare la centralità del partito su questi temi e generare un’ampia copertura mediatica, con produzione di materiale di comunicazione semplificata per i social media, come infografiche, pillole video e schede riassuntive».

Il settore dell’innovazione tecnologica, della ricerca e dello sviluppo è ampio, su cosa si concentrerà il suo lavoro?
«Credo che in questo dipartimento ci sarà spazio per 5 macroaree. Logicamente si dovrà partire su un Focus su IA per proporre soluzioni pratiche a tutela dei lavoratori e delle imprese. Tutto dovrà esser fatto con un linguaggio accessibile e messaggi chiari. Le 5 macroaree saranno quindi: Intelligenza Artificiale Avanzata e Sistemi Autonomi; indipendenza energetica, transizione e Green Tech; Biotecnologie, Salute e Scienze della Vita; Tecnologie Quantistiche e Computazione di Frontiera; Nuovi Materiali e Nanotecnologie».

In che modo questo sosterrà la crescita economica e la competitività del nostro Paese e delle nostre imprese?
«L’analisi e l’azione politica del Dipartimento Innovazione e Tecnologia di Forza Italia punta ad essere leva strategica per la crescita economica e la competitività del sistema Paese attraverso un modello di sviluppo basato su digitalizzazione, intelligenza artificiale, trasferimento tecnologico e formazione di nuove competenze. Si promuoverà un approccio definito “umanesimo moderato”. L’obiettivo è supportare l’adozione delle tecnologie emergenti da parte delle imprese per ottimizzare i processi produttivi e ridurre i costi operativi e favorirà lo sviluppo di infrastrutture digitali avanzate e tecnologie cloud in grado di proiettare e progettare la nostra Italia all’avanguardia. Inoltre sto creando uno spazio operativo che connetta le imprese, creando sinergie, mettendo a sistema le risorse per favorire la nascita e l’espansione delle nostre realtà imprenditoriali e valorizzare le startup tecnologiche in modo da contribuire direttamente a modernizzare i settori tradizionali dell’economia».

La ricerca scientifica deve richiedere molto più spazio e risorse economiche. Quasi sempre è la causa per la quale molti giovani si spostano all’estero abbandonando il nostro Paese. È un tema centrale. Cosa si propone di fare?
«Si tratta di un tema centrale ossia quello di superare il ritardo italiano nella trasformazione industriale della ricerca scientifica, il trasferimento tecnologico, che spesso causa la fuga di cervelli dal nostro paese. È necessario individuare tutte le soluzioni utili a garantire che l’innovazione si traduca in occupazione qualificata. Il dipartimento si occuperà di come incrementare la formazione specialistica legata ai “lavori del futuro” per fornire alle Piccole e Medie Imprese le competenze necessarie per gestire i processi di transizione. Per creare le condizioni ideali affinché i giovani talenti possano restare ed investire sul territorio nazionale. Per questi motivi Forza Italia sta puntando, grazie all’eccellente lavoro fatto in questa legislatura dalla Ministra Anna Maria Bernini, sul potenziamento dei finanziamenti per le Università (alloggi, fondi e borse di studio) e per gli enti di ricerca come il CNR. Il dipartimento punterà sicuramente a stimolare la collaborazione tra il mondo accademico e le imprese private, facilitando le connessioni che generano nuovi investimenti privati in ricerca e sviluppo attraverso gli strumenti normativi esistenti».

L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo di fare ricerca. Il Dipartimento svilupperà anche tematiche focalizzate sull’IA?
«Sicuramente anche perché l’intelligenza artificiale sarà centrale e sta trasformando radicalmente e velocemente il modo di fare ricerca. Il Dipartimento di Innovazione Tecnologica di Forza Italia deve integrarla non solo come oggetto di studio nelle politiche pubbliche, ma anche come strumento operativo per potenziare la propria attività. Proprio in questi giorni in una delle prime riunioni ho personalmente utilizzato dei modelli predittivi per ottimizzare il mix energetico nazionale. Logicamente lo scopo di questa prima fase, dopo un periodo di studio ed analisi dei diversi modelli complessi di IA, è rendere quanto più accessibile e comprensibile a tutti i messaggi talvolta complessi che la tecnologia ci consegna. Finita questa prima fase di studio e di ascolto saremo già operativi a novembre con le prime iniziative pubbliche del Dipartimento».

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Dottore in Scienze politiche. Master di II livello in Comunicazione strategica politico-istituzionale. Le tematiche socio politiche, la sicurezza interna ed estera e le dinamiche di geopolitica internazionale è ciò che mi appassiona alla luce anche di una forte esperienza ispettiva di oltre 25 anni nella Corpo della Guardia di Finanza. Si è davvero Riformisti se, dopo essersi confrontati il giusto, si passa alla teoria della praxis.




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