Dall’IRPEF alle agevolazioni per i giovani, passando per la conferma delle flat tax sugli stipendi: il Governo è chiamato a prendere le prime decisioni con il Documento Programmatico di Bilancio. Nel frattempo si inciampa sui bonus assunzione e si va verso la chiusura della stagione dichiarativa
La prossima settimana il Governo dovrà definire in forma embrionale il pacchetto delle novità da inserire nella prossima Manovra: dall’IRPEF alle agevolazioni per i giovani, passando per la conferma delle flat tax sugli stipendi, il tempo dei desideri e delle ipotesi sta per scadere. È ora di passare ai fatti.
Ma non è solo il futuro delle agevolazioni a richiedere attenzione, i riflettori sono puntati anche sull’attuazione delle misure già previste. La vita dei bonus assunzione 2026 continua ad essere complicata e il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali inciampa sulle regole per la pubblicazione degli annunci di lavoro sul SIISL, Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa.
Nel frattempo la stagione dichiarativa si avvia verso lo sprint finale e dall’Agenzia delle Entrate arrivano le istruzioni per aderire al concordato preventivo biennale.
Una panoramica delle notizie dal 5 all’11 ottobre con uno sguardo anche al futuro.
Verso la Manovra 2027: per il Governo è tempo di decisioni
I numeri del Documento Programmatico di Finanza Pubblica approvato il 2 ottobre e l’annuncio di un approccio alla prudenza del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti hanno fatto calare il gelo sulla Manovra 2027.
Il messaggio di via XX Settembre è stato chiaro, ma anche prevedibile a un occhio attento: non tutti i desideri espressi negli ultimi mesi potranno essere realizzati con la Legge di Bilancio che, però, rappresenta l’ultima buona occasione per mantenere promesse e patti.
La sfida in questa fase è soprattutto interna alla maggioranza: serve far convivere le proposte che arrivano dalle diverse anime del Governo.
Il vicepremier Tajani in questi giorni ha confermato di portare al tavolo degli alleati il leit motiv autunnale della detassazione delle tredicesime, la Ministra del Lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone ha confermato la volontà di proseguire con la detassazione degli aumenti che derivano dai rinnovi contrattuali previsti per quest’anno, il viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo ha ribadito che in campo c’è il taglio dell’IRPEF, la flat tax per i giovani, la cedolare secca e la necessità di far quadrare conti ed equilibri politici.
Non a caso il Governo ha preso tempo e con il DPFP non si è sbilanciato sulle direzioni che intende intraprendere, ma questi sono giorni decisivi per trovare accordi e fissare i primi punti fermi perché la partenza della stagione di Bilancio non si può rimandare. Entro il 15 ottobre dovrà essere approvato il Documento Programmatico di Bilancio ed entro il 20 il disegno di legge, ovvero la stesura di base della Manovra 2027 che dovrà essere approvata da entrambi i rami del Parlamento entro fine anno.
Mentre nuove agevolazioni sono in costruzione con la Manovra 2027, si inciampa sui bonus in vigore
E mentre l’attenzione è tutta concentrata sulle politiche future, si riaccendono i riflettori anche su quelle già approvate.
L’accesso ai nuovi bonus assunzione introdotti dal Decreto Lavoro è subordinato alla pubblicazione delle offerte di lavoro sulla piattaforma SIISL, secondo le istruzioni definite con un decreto attuativo ad hoc.
Ma sul nuovo adempimento neanche il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali sembra avere le idee molto chiare.
Il 5 ottobre, infatti, è apparso sul sito del Dipartimento per il Programma di Governo il decreto attuativo con la firma autografa della Ministra Calderone, per poi essere misteriosamente rimosso dal database poco dopo.
A scatenare le polemiche degli addetti ai lavori era stato l’articolo 3 del testo, che sembrava imporre con una formulazione non chiarissima un obbligo retroattivo di pubblicazione per le assunzioni effettuate nel periodo transitorio tra il 1° aprile e il 30 novembre 2026.
Di fronte ai malumori di consulenti e imprese, il Ministero è intervenuto per chiarire la situazione. Vincenzo Caridi, Capo dipartimento politiche del lavoro, ha smentito la retroattività del provvedimento, sottolineando che il decreto era firmato ma non ancora ufficialmente pubblicato. A stretto giro, un comunicato ministeriale dell’8 ottobre ha messo un punto fermo: l’obbligo di pubblicazione preventiva scatterà solo per le assunzioni effettuate dal 1° dicembre 2026.
Per il periodo sperimentale (1° aprile – 30 novembre), la pubblicazione della posizione resta facoltativa ai fini del monitoraggio e non comporta alcuna decadenza dalle agevolazioni in corso.
La nota chiarisce le regole, ma appare anche come una retromarcia rispetto al testo inizialmente circolato su canali ufficiali e come un segnale di iniziale incertezza sulla gestione del nuovo adempimento.
Oltre la Manovra, ottobre chiude la stagione dichiarativa: nuove istruzioni sul concordato
Nel frattempo tra nuove misure da definire e questioni attuative, continua a scorrere il calendario fiscale e si va verso la chiusura della stagione dichiarativa 2026.
Dopo la scadenza del 30 settembre, continua la coda degli adempimenti legati al modello 730/2026: entro lunedì 12 ottobre c’è la possibilità di richiedere una riduzione o l’annullamento del secondo acconto e fino alla fine del mese è possibile aggiustare il tiro sulle dichiarazioni inviate.
Resta in campo, infatti, il modello Redditi fino al 2 novembre (il 31 ottobre cade di sabato). E queste ultime settimane sono anche utili per valutare l’adesione al concordato preventivo biennale, il patto per bloccare il pagamento delle imposte per due anni destinato alle partite IVA che applicano gli ISA, Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale.
Il remind arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate, dopo gli errori contenuti nelle ricevute relative alle dichiarazioni inviate che indicavano il 30 settembre come termine ultimo per accettare la proposta del Fisco.
Con una circolare accompagnata anche da un comunicato stampa, l’Amministrazione finanziaria ha ribadito tempi, istruzioni e vantaggi legati al concordato preventivo biennale. L’invito a stringere il patto con il Fisco in queste ultime settimane si fa sempre più diretto: anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha messo in circolazione un nuovo spot per invitare le partite IVA all’adesione.
D’altronde, il concordato preventivo biennale è uno degli strumenti di punta della riforma fiscale, ufficialmente chiusa questa estate con la scadenza della legge delega, ma di fatto ancora in corso con tutte le novità candidate a entrare nella prossima Manovra, che arrivano proprio dal progetto di revisione del sistema tributario.
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