Assegno sociale 2027: importi, requisiti e scadenze


L’aumento dell’assegno sociale per il 2027 è una notizia che interessa molti, ma dietro la cifra stimata si nascondono tempistiche e regole che possono cambiare la convenienza di presentare subito la domanda o di aspettare. In questo pezzo spiego con chiarezza quanto potrebbe salire l’importo, perché l’età prevista per il diritto si sposta in avanti e quali sono le scelte pratiche che conviene conoscere per non perdere mensilità.

Leggere questi dettagli ora permette di capire se conviene organizzare la domanda secondo la propria data di nascita e il proprio reddito: poche settimane fanno spesso la differenza tra ottenere l’assegno con la vecchia soglia o dover rispettare i nuovi requisiti. Di seguito trovi la spiegazione divisa per temi, con esempi concreti e i passaggi amministrativi da seguire.

Quanto potrebbe aumentare l’importo nel 2027

Secondo le stime preliminari dell’ISTAT l’inflazione acquisita registra una crescita attorno al 2,9% per il periodo considerato. Applicando questo tasso all’assegno sociale, l’importo mensile dovrebbe passare dall’attuale circa 546,24 euro a circa 562 euro per tredici mensilità, quindi intorno a 7.306 euro annui.

Come si arriva a questa cifra:
– l’ISTAT pubblica una stima iniziale dell’inflazione e poi dati definitivi entro settembre;
– a novembre l’Istituto invia al Ministero dell’Economia la variazione dell’indice FOI (con alcuni mesi ancora stimati);
– un decreto ministeriale fissa una percentuale provvisoria che vale a partire da gennaio; eventuali differenze vengono poi compensate con un conguaglio l’anno successivo.

L’assegno sociale rientra nella fascia che beneficia della perequazione piena fino a quattro volte il trattamento minimo, quindi non subisce le riduzioni parziali applicate a importi superiori.

Stime ISTAT: inflazione acquisita utile per la rivalutazione dell’assegno.

Chi vede slittare l’età: il calendario dei requisiti

Dal 1° gennaio 2027 il requisito anagrafico sale di un mese: chi deve raggiungere l’età minima per l’assegno sociale dovrà avere 67 anni e 1 mese. Dal 1° gennaio 2028 l’aumento sarà di tre mesi rispetto alla soglia originaria (quindi 67 anni e 3 mesi). Residenza decennale e condizioni reddituali rimangono invariate.

Perché questo avviene:
– la variazione è collegata all’adeguamento alla speranza di vita previsto dalle norme di aggiornamento dei requisiti pensionistici;
– la distribuzione dell’incremento su due anni è stata stabilita dalla legge che ha modulato l’aumento complessivo.

Implicazione pratica: chi compie 67 anni entro fine 2026 conserva la vecchia soglia; chi invece raggiunge l’età a partire da gennaio 2027 deve tener conto del mese aggiuntivo.

Tempistiche per presentare la domanda e decorrenza dei pagamenti

La domanda non può essere anticipata: deve essere inviata quando si è effettivamente maturato il requisito anagrafico valido. Questo significa che:
– se la persona compie 67 anni e 1 mese in aprile 2027, la domanda va presentata in aprile; il pagamento decorre dal primo giorno del mese successivo (cioè dal 1° maggio);
– ogni mese di ritardo nella trasmissione della richiesta corrisponde a una mensilità persa, senza possibilità di recupero retroattivo.

Modalità di invio:
– online tramite SPID, Carta d’Identità Elettronica o CNS;
– chiamando il Contact center INPS;
– attraverso un patronato che inoltri la domanda per conto dell’interessato.

Ricorda che la decorrenza del pagamento è sempre il primo giorno del mese successivo alla presentazione: non conta la data di compimento dell’età, ma la data in cui effettivamente invii la domanda.

Persona che compila una domanda su una scrivania con documenti
La domanda va inviata quando si è maturato il requisito; ogni mese di ritardo può far perdere mensilità.

Come incide l’anno di nascita: esempi pratici

Il requisito applicabile è quello valido nell’anno in cui si perfeziona l’età. Alcuni esempi per orientarsi (date esemplificative basate sulle nuove soglie):
– persone nate nell’ultimo trimestre del 1959: completano 67 anni entro il 31 dicembre 2026 e quindi beneficiano della soglia precedente, potendo ottenere il primo accredito se la domanda è inviata entro il mese utile;
– nate nei primi mesi del 1960: raggiungono 67 anni e 1 mese durante il 2027, quindi la decorrenza e la prima mensilità seguono le nuove regole;
– chi nasce a fine 1960 può trovarsi nella situazione di passaggio d’anno, con l’effetto che l’incremento di tre mesi si applica pienamente se il requisito intermedio scade prima del raggiungimento dell’età.

Queste differenze sono importanti perché poche settimane possono determinare se si accede con la vecchia soglia o con quella aggiornata: vale la pena calcolare la propria situazione e fissare la data per l’invio della richiesta di conseguenza.

Limiti di reddito e modalità di calcolo dell’assegno

Le soglie di reddito che consentono il diritto all’assegno sociale sono pari all’importo annuo della prestazione: con la rivalutazione stimata salgono proporzionalmente. Indicativamente:
– per il singolo la soglia annua passa da circa 7.101,12 euro a circa 7.306 euro;
– per il coniuge la soglia raddoppia (circa 14.612 euro con l’indice al 2,9%).

Caratteristiche del beneficio:
– l’assegno è differenziale: integra il reddito fino al limite previsto, quindi chi ha reddito basso riceve la differenza.
– il calcolo non si basa sull’ISEE ma sul reddito effettivo, comprensivo del reddito del coniuge quando applicabile.

Esempio numerico: una persona non coniugata con 3.000 euro di reddito annuo
– oggi la prestazione sarebbe circa 315,47 euro mensili (differenza tra 7.101,12 e 3.000 divisa per 13);
– con la rivalutazione al 2,9% la stessa persona riceverebbe approssimativamente 331,23 euro mensili: l’aumento è lo stesso sia per chi prende l’importo pieno sia per chi riceve la prestazione ridotta.

Cosa cambia per la maggiorazione sociale

La maggiorazione sociale è stata aumentata: dal 1° gennaio 2026 è cresciuta di 20 euro al mese per tredici mensilità, e la soglia reddituale oltre la quale non spetta è salita di circa 260 euro annui. Il riconoscimento è automatico per chi è già titolare, quindi non serve presentare una nuova domanda per ricevere l’incremento.

È importante distinguere due soglie diverse:
– la soglia che determina il diritto all’assegno sociale (collegata all’importo annuo della prestazione);
– la soglia che regola la maggiorazione sociale (previste da una norma diversa).

Un beneficiario dell’assegno sociale può dunque ricevere anche la maggiorazione se rientra nel relativo limite reddituale; i 20 euro si aggiungono alla prestazione senza cambiare l’importo di riferimento usato per valutare il diritto all’assegno.

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