Il Consiglio dei Ministri si è riunito martedì 13 ottobre 2026, alle ore 18.15. Tra i provvedimenti approvati si segnalano i seguenti.
DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI BILANCIO
Il Cdm ha approvato il Documento Programmatico di Bilancio (DPB) 2027.
Il Documento conferma tutti gli obiettivi programmatici indicati nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP), come approvato dalle Camere, e, in particolare, il tasso di crescita dell’indicatore della spesa netta, pari al 3,3% nel 2027 e all’1,7% nel 2028. Nel 2029, l’indicatore è previsto allo 0,2%. Al netto degli impieghi derivanti dall’utilizzo della clausola di salvaguardia nazionale, il tasso di crescita annuo della spesa netta è previsto all’1,9% nel 2027, all’1,7% nel 2028 e all’1,5% nel 2029, rispettando i limiti previsti dalla raccomandazione del Consiglio.
EX ILVA: LAVORATORI E RILANCIO INDUSTRIALE DI TARANTO
Misure urgenti a sostegno dei lavoratori dell’ex ILVA, dell’indotto e per il rilancio industriale del territorio (decreto-legge)
Nella seduta è stato approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti a sostegno dei lavoratori dell’ex ILVA e dell’indotto, per la salvaguardia della funzionalità degli impianti dell’area a caldo e per il rilancio industriale del territorio.
Dal 1° ottobre 2026 al 30 giugno 2027 è riconosciuta un’integrazione al reddito, erogata direttamente dall’INPS, con una procedura di accesso semplificata e con la relativa contribuzione figurativa, ai lavoratori delle imprese dell’indotto che sospendono o riducono l’attività in conseguenza della sospensione o della riduzione dell’attività produttiva di un’impresa in amministrazione straordinaria con almeno uno stabilimento di interesse strategico nazionale.
Il collegamento con la crisi dell’impresa committente è riconosciuto in presenza di monocommittenza o di rapporti contrattuali prevalenti con la stessa, certificati dai commissari straordinari.
Ai datori di lavoro privati che, dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027, assumono con contratto a tempo indeterminato dipendenti di Acciaierie d’Italia S.p.a. e di ILVA S.p.a. in amministrazione straordinaria è riconosciuto:
- l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico;
- un contributo per ciascun lavoratore assunto.
Il beneficio è subordinato al mantenimento in servizio del lavoratore, all’assenza di licenziamenti nella medesima unità produttiva nel periodo precedente l’assunzione e alla corresponsione di un trattamento economico non inferiore al cosiddetto “salario giusto”. Ne sono esclusi i datori di lavoro collegati alle società in amministrazione straordinaria e quelli che ne acquisiscono i complessi aziendali.
Per il rilancio industriale del territorio, il Mimit raccoglie e coordina le manifestazioni di interesse per investimenti privati nelle aree ex ILVA e nelle aree del demanio marittimo e militare attigue idonee a insediamenti industriali, ed elabora un Piano degli investimenti da sottoporre al Consiglio dei ministri ai fini della dichiarazione di preminente interesse strategico nazionale e della nomina di un Commissario straordinario. Il Commissario coordina il Piano con gli interventi del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto.
Ai contratti di sviluppo per gli investimenti ricompresi nel Piano si applica una procedura accelerata. Le imprese beneficiarie si impegnano ad assumere in via prioritaria i lavoratori dell’ex ILVA che percepiscono interventi di sostegno al reddito o che sono stati licenziati nell’ambito di procedure collettive, nonché i lavoratori delle imprese dell’indotto.
CAMPI FLEGREI E PROTEZIONE CIVILE
Piano straordinario per i Campi Flegrei nonché ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile (decreto-legge)
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che introduce un Piano straordinario per fronteggiare gli effetti dell’evoluzione del fenomeno bradisismico nell’area dei Campi Flegrei, nonché ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile.
Il Presidente della Regione Campania è nominato, fino al 31 dicembre 2036, Commissario straordinario per gli interventi nell’area dei Campi Flegrei.
Sono istituiti due fondi, ciascuno con una dotazione di 50 milioni di euro annui per dieci anni, destinati rispettivamente:
- alla riduzione della vulnerabilità sismica;
- alla riparazione e alla riqualificazione sismica del patrimonio edilizio privato e del patrimonio edilizio pubblico, delle infrastrutture e dei servizi pubblici.
Inoltre, il Commissario potrà disporre la concessione di contributi per l’assistenza e il sostegno alle famiglie e alle imprese, nei limiti delle risorse specificamente destinate a tale finalità.
- È istituita la Conferenza permanente per l’area dei Campi Flegrei, presieduta dal Commissario, che esprime parere obbligatorio e vincolante sugli strumenti urbanistici attuativi dei comuni e approva i progetti degli interventi pubblici.
- Nei comuni interessati, gli strumenti urbanistici possono prevedere nuovo consumo di suolo soltanto in casi eccezionali e adeguatamente motivati, legati in particolare alla riduzione del rischio, alla protezione civile e alla fornitura di servizi essenziali, e solo se è dimostrata l’impossibilità tecnica ed economica di riqualificare aree già edificate.
- Per gli edifici privati con almeno un’abitazione principale, danneggiati e sgomberati in conseguenza di eventi sismici successivi all’entrata in vigore del decreto, il Consiglio dei ministri individua annualmente le risorse da destinare ai contributi per la riparazione e la riqualificazione sismica.
- Per la riparazione dei danni lievi e il rapido ripristino dell’agibilità delle abitazioni principali sgomberate è previsto un contributo fino a 30.000 euro per ciascuna unità immobiliare e per le parti comuni degli edifici, con domande da presentare entro il 31 dicembre 2026.
- Il contributo per la riduzione della vulnerabilità sismica delle abitazioni principali è elevato fino al 100% del costo per i nuclei familiari con reddito inferiore a 28.000 euro.
- Per il patrimonio pubblico, il Commissario predispone un programma pluriennale di riparazione e riqualificazione sismica, con priorità per le scuole e le università, per gli edifici destinati a servizi pubblici essenziali, per l’edilizia residenziale pubblica e per gli edifici che ospitano minori, detenuti o persone con disabilità.
- In favore dei soggetti residenti o con sede in immobili sgomberati, o per i quali è stata richiesta la verifica di agibilità, sono sospesi, dal 31 luglio al 30 novembre 2026, i termini dei versamenti tributari, degli adempimenti e dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, nonché dei versamenti derivanti da cartelle di pagamento e da atti di accertamento esecutivi. Fino al 31 dicembre 2027 è sospeso il pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti relativi alle abitazioni principali sgomberate e agli immobili delle attività economiche e professionali.
Il decreto reca, infine, ulteriori disposizioni di protezione civile. È prorogata fino al 31 marzo 2027 la gestione commissariale per la ricostruzione nei territori dell’Emilia-Romagna, delle Marche e della Toscana colpiti dagli eventi alluvionali del 2023 e del 2024. Le strutture emergenziali realizzate dopo il sisma del 2016 sono trasferite a titolo gratuito ai comuni, che potranno renderle permanenti. Nel comune di Niscemi è previsto un contributo per la delocalizzazione e la riattivazione delle attività economiche e produttive interessate dai dissesti, anche se esercitate in immobili non di proprietà.
NUOVO CODICE DELLA STRADA
Nuovo codice della strada (decreto legislativo – esame preliminare)
Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione della delega di cui all’articolo 35 della legge 25 novembre 2024, n. 177, introduce il nuovo Codice della strada, destinato a sostituire quello vigente (decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285).
Il nuovo Codice riconduce a un quadro unitario una disciplina stratificatasi nel tempo, lungo quattro direttrici:
- la digitalizzazione di documenti, notifiche, accertamenti e banche dati;
- il rafforzamento della sicurezza stradale e della tutela degli utenti vulnerabili;
- la disciplina delle nuove forme di mobilità e della guida automatizzata;
- la revisione complessiva del sistema sanzionatorio.
Tra le principali novità:
- la possibilità di esibire in formato digitale i documenti di guida e di circolazione;
- l’innalzamento da 50 a 65 anni del limite di età fino al quale è previsto il rinnovo decennale delle patenti del gruppo 1, tra cui quelle per motocicli e autoveicoli;
- la possibilità, per i titolari delle patenti per i veicoli pesanti e per il trasporto di persone che abbiano avviato da almeno un anno il corso di qualificazione iniziale, di guidare i veicoli per i quali è richiesta la carta di qualificazione del conducente prima del suo conseguimento;
- per i veicoli oggetto di un richiamo di sicurezza del costruttore, l’obbligo di effettuare gli interventi entro ventiquattro mesi, in mancanza dei quali non si può procedere alla revisione né al passaggio di proprietà;
- l’estensione dell’accertamento a distanza delle violazioni alla sosta nelle aree riservate al carico e allo scarico delle merci e al mancato rispetto della precedenza a pedoni e ciclisti sugli attraversamenti;
- la riduzione da 90 a 45 giorni del termine per la notifica dei verbali relativi alle violazioni accertate a distanza;
- un criterio progressivo per le sanzioni per eccesso di velocità, che crescono per ciascun chilometro orario oltre il limite, in luogo del sistema per scaglioni;
- la possibilità di recuperare, entro cinque anni, le sanzioni non pagate dai conducenti stranieri;
- l’obbligo per i comuni di iscriversi alla Piattaforma unica nazionale informatica dei contrassegni unici per le persone con disabilità e nuove misure contro l’uso improprio dei contrassegni e dei permessi per le donne in gravidanza;
- l’utilizzabilità come fonte di prova, nei giudizi per il risarcimento dei danni, delle riprese video e fotografiche realizzate dalle parti sul luogo e nell’immediatezza del sinistro;
- nuovi obblighi per le imprese di trasporto sull’uso corretto del tachigrafo.
AUTONOMIA DIFFERENZIATA
Il Consiglio dei ministri ha approvato, in via definitiva, gli schemi di intesa tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa” e nella materia “tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica”.
Ha quindi approvato i seguenti disegni di legge, che recano in allegato le intese sottoscritte dai Presidenti relative a ciascuna Regione:
- Attribuzione alla Regione Liguria di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione (disegno di legge)
- Attribuzione alla Regione Lombardia di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione (disegno di legge)
- Attribuzione alla Regione Piemonte di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione (disegno di legge)
- Attribuzione alla Regione Veneto di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione (disegno di legge)
Disposizioni comuni. Per ciascuna intesa è istituita una Commissione paritetica Stato-Regione-autonomie locali, che verifica annualmente l’attuazione e valuta gli oneri finanziari, informandone le Camere e la Conferenza unificata. Le intese individuano in un apposito allegato le disposizioni statali che cessano di avere efficacia nel territorio regionale con l’entrata in vigore delle leggi regionali di attuazione. Le intese hanno durata decennale e si intendono rinnovate per un uguale periodo, salvo diversa volontà dello Stato o della Regione manifestata almeno dodici mesi prima della scadenza.
Protezione civile. Per far fronte alle emergenze che interessano esclusivamente il territorio regionale, il Presidente della Regione può adottare ordinanze in deroga, oltre che alla normativa regionale, anche a quella statale. Sono adottate previa autorizzazione del Consiglio dei ministri; nei casi di grave urgenza possono essere emanate, sentito il Capo del Dipartimento della protezione civile, e sottoposte all’approvazione del primo Consiglio dei ministri utile, in mancanza della quale cessano di produrre effetti.
Le deroghe alla normativa statale non possono superare la durata dello stato di emergenza e comunque i due anni dalla sua deliberazione.
Il Presidente della Regione, o una persona da questi indicata, è nominato commissario delegato per le emergenze di rilievo nazionale che interessano il territorio regionale. Alla Regione sono attribuite, inoltre, funzioni in materia di reclutamento, anche d’urgenza, e di formazione del personale di protezione civile, ed è estesa ai veicoli e ai conducenti della protezione civile regionale la disciplina statale su targhe e patenti.
Previdenza complementare e integrativa. La Regione può promuovere forme di previdenza complementare e integrativa su base regionale, anche mediante convenzioni con fondi pensione esistenti, disciplinandone il funzionamento operativo e organizzativo.
Tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica. Nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza (LEA), la Regione, tra le altre cose, può:
- gestire in autonomia le risorse statali per gli investimenti sul patrimonio edilizio e tecnologico delle aziende sanitarie;
- istituire e gestire fondi sanitari integrativi;
- destinare risorse all’assunzione di personale sanitario o all’incremento delle prestazioni aggiuntive;
- impiegare in altri ambiti della spesa sanitaria le economie realizzate sulle risorse nazionali vincolate, previa attestazione del raggiungimento degli obiettivi per cui sono state assegnate.
MODIFICHE ALLO STATUTO SPECIALE DELLA REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA
Disposizioni concernenti l’adeguamento dello Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia (disegno di legge costituzionale – esame preliminare)
Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, un disegno di legge costituzionale recante disposizioni concernenti l’adeguamento dello Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia.
Il disegno di legge interviene sulle competenze legislative regionali e sui relativi limiti, eliminando quello delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica, introducendo il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea, e qualificando espressamente come “esclusiva” la competenza legislativa primaria regionale.
Viene, inoltre, ampliato l’elenco delle materie di competenza esclusiva, che ricomprende, tra l’altro:
- il rapporto di lavoro e la contrattazione collettiva del personale regionale e degli enti locali;
- il governo del territorio;
- i contratti pubblici di interesse locale e regionale;
- la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema di interesse regionale, compresa la gestione della fauna selvatica;
- la tutela e la conservazione dei beni storici, artistici e popolari di interesse regionale e locale, la cui individuazione e le cui modalità di tutela saranno definite con norme di attuazione.
RIFORMA FISCALE
Interventi di coordinamento e correttivi di disposizioni emanate in attuazione della delega fiscale (decreto legislativo – esame preliminare)
Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 9 agosto 2023, n. 111, introduce interventi di coordinamento e correttivi dei testi unici adottati per il riordino del sistema tributario.
Il provvedimento interviene sui testi unici delle sanzioni tributarie amministrative e penali, dei tributi erariali minori, della giustizia tributaria, dei versamenti e della riscossione, dell’imposta di registro e degli altri tributi indiretti, dell’imposta sul valore aggiunto, delle imposte sui redditi e degli adempimenti e accertamento, con l’aggiornamento dei riferimenti normativi, la correzione di refusi e il completamento della trasposizione di disposizioni vigenti.
Sono inoltre corrette la collocazione di alcune modifiche e alcuni richiami contenuti nei decreti legislativi 5 agosto 2026, n. 141, e 7 agosto 2026, n. 148, integrativi e correttivi dei testi unici.
PIANO CASA
Il Consiglio dei ministri ha deliberato la costituzione della struttura di supporto del Commissario straordinario di Governo per la realizzazione del programma di edilizia integrata presentato dal Fondo di investimento “ADD Italy living”, da disporsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
STATI DI EMERGENZA
Il Consiglio dei ministri ha deliberato la proroga, per dodici mesi, dello stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni dal 10 al 13 settembre 2025 nel territorio della provincia di Como e dal 22 al 27 settembre 2025 nel territorio della provincia di Como e dei comuni di Barlassina, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Giussano, Lentate sul Seveso, Limbiate, Meda, Seveso e Varedo, in provincia di Monza e della Brianza.
Il Consiglio dei ministri ha inoltre deliberato lo stanziamento di ulteriori 5.600.000 euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali, per la realizzazione degli interventi relativi allo stato di emergenza già dichiarato in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni 16 e 17 novembre 2025 nel territorio delle province di Gorizia e di Udine.
NOMINE
Il Consiglio dei ministri ha deliberato:
- su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, l’attribuzione al Commissario unico per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla vigente normativa delle discariche abusive, generale di brigata dell’Arma dei carabinieri Giuseppe Vadalà, dell’incarico di realizzare le attività di chiusura e di post-gestione del sito di discarica “CO.BE.MA” di Canosa di Puglia;
- su proposta del Ministro della salute Orazio Schillaci, il conferimento dell’incarico ad interim di Capo del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della salute al dottor Sergio Iavicoli, Direttore generale della prevenzione del medesimo Ministero, fino alla nomina del titolare e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, e la contestuale revoca del medesimo incarico conferito alla dottoressa Maria Rosaria Campitiello, a seguito di dimissioni.
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