Biocarburanti, Assocostieri chiede due mesi di proroga


ROMA – L’aumento dei costi di approvvigionamento dei carburanti e il peso degli obblighi legati ai biocarburanti stanno mettendo sotto pressione la liquidità degli operatori indipendenti. Per evitare che le difficoltà finanziarie del comparto si traducano in ulteriori criticità operative, Assocostieri ha chiesto al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica una proroga straordinaria di due mesi per completare gli adempimenti relativi al 2025.

La proposta, formalizzata il 13 ottobre, prevede lo slittamento dal 31 ottobre al 31 dicembre 2026 del termine per la registrazione delle transazioni dei Certificati di Immissione in Consumo (CIC) sulla piattaforma BIOCAR.

La richiesta di Assocostieri arriva in una fase particolarmente delicata per la filiera della distribuzione indipendente dei prodotti petroliferi. L’incremento delle quotazioni internazionali dei carburanti, accompagnato da una crescente pressione sui prezzi di vendita e dall’aumento dei costi necessari per rispettare gli obblighi sui biocarburanti, sta infatti determinando un maggiore fabbisogno finanziario per le imprese. Il problema riguarda soprattutto la capacità degli operatori di sostenere contemporaneamente l’acquisto dei prodotti, la gestione delle scorte e gli impegni economici previsti dalla normativa. In questo contesto, il differimento richiesto dall’associazione non punta a modificare gli obblighi di immissione in consumo, ma a concedere un margine temporale aggiuntivo per completare le operazioni relative ai certificati.

Gasolio e benzina, quotazioni in forte aumento

A spiegare le difficoltà del comparto sono anzitutto i dati sull’andamento dei prezzi internazionali dei prodotti raffinati. Secondo quanto riportato da Assocostieri, tra gennaio e settembre 2026 il gasolio è passato da circa 0,50 euro a oltre 1,10 euro al litro, mentre la benzina è salita da circa 0,45 a 0,90 euro al litro.

Si tratta, rispettivamente, di un incremento superiore al 120% per il gasolio e di un raddoppio per la benzina, sulla base dei valori indicati dall’associazione. Una dinamica che ha accresciuto sensibilmente il capitale circolante necessario per finanziare gli approvvigionamenti, imponendo alle imprese un maggiore impiego di risorse per acquistare gli stessi quantitativi di prodotto.

L’aumento delle quotazioni non si traduce tuttavia automaticamente nella possibilità di adeguare i prezzi praticati alla clientela. Sul mercato della distribuzione intervengono infatti le politiche commerciali delle principali compagnie petrolifere, che attraverso iniziative di contenimento dei prezzi esercitano un’ulteriore pressione competitiva sugli operatori indipendenti.

Secondo Assocostieri, le compagnie interessate da queste politiche rappresentano complessivamente circa il 57% delle rilevazioni dei prezzi nei punti vendita self-service di benzina e gasolio. Per una parte significativa della rete, le iniziative commerciali hanno previsto prezzi massimi di riferimento pari a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio.

Questi limiti commerciali, pur non configurandosi come un tetto imposto dalla normativa, possono ridurre lo spazio di manovra degli operatori indipendenti, che devono confrontarsi con prezzi di mercato condizionati dalle strategie dei gruppi maggiori e con costi di acquisto in aumento.

Ne deriva una compressione dei margini che, secondo l’associazione, rende più difficile assorbire gli ulteriori oneri collegati alla componente rinnovabile dei carburanti.

confcommercio

Il peso dei certificati sui bilanci delle imprese

Alla pressione esercitata dai prezzi si aggiunge infatti il costo degli adempimenti relativi ai biocarburanti. Il sistema dei Certificati di Immissione in Consumo costituisce uno degli strumenti attraverso i quali viene verificato il rispetto degli obblighi previsti per l’immissione di carburanti rinnovabili nel mercato nazionale.

Per gli operatori soggetti a tali obblighi, l’acquisizione dei certificati rappresenta un impegno economico che deve essere programmato insieme alle altre esigenze finanziarie dell’attività commerciale.

Secondo Assocostieri, i maggiori prezzi registrati nel 2025 hanno avuto ripercussioni anche sul valore economico dei CIC, aumentando il costo necessario per assolvere agli obblighi riferiti a quell’anno. L’effetto si manifesta quindi in un momento nel quale le imprese devono già destinare maggiori risorse all’approvvigionamento dei prodotti petroliferi.

La questione assume una rilevanza particolare per gli operatori indipendenti, la cui capacità finanziaria può risultare più esposta alle oscillazioni dei prezzi e alle condizioni commerciali del mercato rispetto a quella dei grandi gruppi integrati.

La proroga richiesta al MASE consentirebbe di distribuire su un periodo più lungo gli impegni finanziari connessi ai certificati, offrendo alle imprese la possibilità di coordinare meglio le uscite necessarie per gli adempimenti con i flussi di cassa generati dall’attività ordinaria.

La richiesta al MASE e il ruolo del GSE

La proposta avanzata da Assocostieri riguarda nello specifico il rinvio al 31 dicembre 2026 della scadenza attualmente fissata al 31 ottobre per la registrazione delle transazioni dei CIC sulla piattaforma BIOCAR. L’associazione chiede inoltre che il Ministero valuti gli eventuali adeguamenti delle tempistiche previste per le successive attività di verifica e annullamento dei certificati da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Un passaggio necessario affinché l’eventuale differimento possa essere applicato senza creare disallineamenti nelle procedure amministrative.

La richiesta non introduce dunque una revisione degli obiettivi relativi ai biocarburanti, ma interviene sulle modalità temporali di assolvimento degli obblighi già previsti. Resta ora da verificare se il Ministero riterrà possibile concedere la proroga, tenendo conto delle difficoltà finanziarie rappresentate dagli operatori e della necessità di garantire il corretto funzionamento del sistema di certificazione.

La vicenda evidenzia una questione più ampia che interessa la filiera energetica: la sostenibilità finanziaria degli obblighi ambientali per le imprese chiamate ad applicarli. In un mercato caratterizzato da forti oscillazioni dei prezzi e da una competizione commerciale particolarmente intensa, anche le scadenze amministrative possono incidere sulla gestione della liquidità e sulla capacità degli operatori di programmare gli acquisti.

È su questo equilibrio tra rispetto degli obblighi e condizioni economiche del mercato che si concentra l’iniziativa di Assocostieri, in attesa di una risposta del MASE prima della scadenza del 31 ottobre.

LEGGI ANCHE: 

GNL, il 15 ottobre Assocostieri porta la filiera alla Camera

 


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม