Il gas russo conviene solo ai russi. Noi uniti su Kyiv, i problemi sono a sinistra


Dopo aver parlato al Senato questa mattina, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è alla Camera dei deputati per la discussione sulle Comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. Prima del voto sulle risoluzioni si sono svolte le repliche della premier alla discussione generale iniziata nel pomeriggio. E nella dichiarazione di voto alle risoluzioni presentate sono intervenuti i leader Nicola Fratoianni di Avs, del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte e Partito democratico Elly Schlein.

Nel corso delle comunicazioni, i partiti hanno presentato diverse risoluzioni. La maggioranza ne ha depositate due. Lo schema che si è visto stamattina al Senato si è ripetuto anche alla Camera, con Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi moderati che hanno presentato due testi congiunti. Il secondo, per “rafforzare” l’indirizzo del Parlamento al sostegno a Kyiv. E, come raccontano diverse fonti parlamentari, per spingere la sinistra a votarla. Per evitare contraddizioni, al Senato Pd, Movimento 5 stelle, Italia viva e Avs ha lasciato l’Aula prima del voto. Loro, a differenza di ieri, hanno presentato una risoluzione per un partito (a pesare il nodo Ucraina).

Di seguito trovate il discorso integrale che la presidente del Consiglio ha pronunciato a Palazzo Madama, che è lo stesso di Montecitorio: per questa ragione la premier non ha parlato di nuovo.

“Quanto all’Ucraina, Putin è l’aggressore e bene facciamo a sanzionarlo, ma l’Europa non è nata per scommettere, come ha detto più volte lei, su vittorie militari contro una superpotenza militare. Invece di inviare armi oltranza, mandiamo negoziatori e apriamo gli occhi”, lo ha detto il presidente del Moviment 5 stelle Giuseppe Conte, intervenendo in Aula alla Camera in dichiarazione di voto, rispondendo a Giorgia Meloni. “Washington, che abbiamo seguito nell’illusione della vittoria, adesso fa affari d’oro con Putin. E attenzione, quello non è un accordo rischioso, abbia il coraggio di dirlo, è un accordo irresponsabile, mentre noi qui rischiamo, bomba dopo bomba, una guerra mondiale in casa”, ha aggiunto sulla politica estera.

Conte ha proseguito: “Veniamo alle spese militari: ha contestato che ho aumentato le spese militari? Certo, non l’ho mai negato, siamo arrivati all’1,4-1,5 per cento, non certo al due. Lei il due l’ha superato e ha firmato per il 5 per cento a spese degli italiani! Si ricordi che molte di quelle spese sono state aggiuntive durante la pandemia per i nostri militari, che hanno difeso e protetto gli italiani per strada, negli ospedali durante la pandemia. Mentre voi eravate i disertori! I disertori della patria durante la pandemia!”, ha attaccato. E, continua: “Abbia rispetto almeno per i nostri militari! Prima ha chiesto: come mai le forze di opposizione non sottoscrivono la seconda risoluzione? Eh, pensate di esser furbi in maggioranza! Non la sottoscriviamo perché a un certo punto addirittura scrivete che il governo italiano si è costantemente impegnato per porre fine al conflitto tra Russia e Ucraina. Ma quando? Durante la telefonata coi due comici?“

“Sono certa che voi delle opposizioni sareste in grado di fare meglio, sono certa che portereste pace, prosperità, che mettereste tutti d’accordo”, ha detto la premier Meloni chiudendo le sue repliche, a proposito della politica estera dell’Italia. “Ma – aggiunge – se posso darvi un consiglio: prima di provare a mettere d’accordo Putin e Trump, provate a mettere d’accordo Magi e Fratoianni in un’unica risoluzione“, ha detto. 

I due leader del campo progressista rispondono allora con una foto in Transatlantico, lasciandosi immortalare dai cronisti abbracciati e sorridenti.

Il segretario di Più Europa                  Riccardo Magi                  e Nicola Fratoiani di Avs hanno ironicamente risposto alla                  premier Giorgia Meloni - foto Ansa

“Quello che stiamo facendo sull’Ucraina è quello che è nel programma” votato anche da chi ora è con Roberto Vannacci, “ma sarebbe più credibili se” chi è ora con l’europarlamentare leader di Futuro nazionale e proviene dal centrodestra “si dimettesse”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine della discussione sulle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo, rivolgendosi ai deputati vicini all’ex generale. “Sono certa che il cambio di posizione in finale di legislatura sia genuino e non determinato dal rischio di una mancata rielezione” ma “in questo caso sarebbe più credibile se rassegnaste le dimissioni e vi candidaste con le nuove tesi che sostenete. Altrimenti siamo davanti ai tanti casi di trasformismo“, ha detto. “Cercherò soprattutto – la sua premessa – di dare qualche spunto che non è già stato oggetto della mia relazione e delle mie repliche di questa mattina, come sempre replicando soprattutto agli argomenti delle opposizioni, quindi mi concentrerò sul campo larghissimo, mettiamola cosi‘”.

“Il gas russo non costa meno agli italiani, ma ai russi: il prezzo in Europa è stabilito dalla Borsa olandese e quando il gas arriva viene venduto a un unico prezzo”, ha puntualizzato. “Anche negli anni di maggior importazione in Italia la componente è stata inferiore al 40 per cento del totale: una nuova importazione di gas russo non comporterebbe una riduzione del prezzo per diversi anni”, ha affermato la presidente del Consiglio. “Vorrei capire quali sono gli interessi che si stanno difendendo reiterando questa proposta. Non mi pare che in questo caso si vogliano difendere gli interessi italiani”.

“Qui sull’Ucraina c’è una maggioranza, mi pare che i problemi siano dall’altra parte”, ha detto la premier, Giorgia Meloni, rivolgendosi al Pd in replica alla Camera. Sull’Ucraina, la maggioranza ha presentato una mozione al Senato per chiedere una tregua energetica con la Russia ma “il campo largo ha abbandonato l’aula per non partecipare alla votazione. Mi chiedo cosa ci sia in questa proposta che non è sostenibile“, ma “non mi fate la morale sulla difesa dell’interesse italiano”, ha aggiunto Meloni.

Si è poi rivolta al dem Giuseppe Provenzano. “Cosa intendeva quando ha detto che non sono andata a non so quale vertice perché Trump non mi vezzeggiava? Vezzeggiare significa trattare qualcuno con carezze e moine. Non so come devo interpretare questo atteggiamento. Faccio politica da 35 anni, non sono arrivata dove sono arrivata con carezze e moine, ma combattendo, con le mie idee, dimostrando il mio valore e con il consenso dei cittadini. Lei non userebbe questo tono con un collega maschio”, ha detto la presidente del Consiglio rispondendo al deputato. “Collega Boldrini – ha aggiunto rivolgendosi alla ex presidente della Camera –, mi sembra il caso che cominciamo a fare i conti con una certa misoginia che a sinistra ha impedito di consentire alle donne di arrivare dove meritavano“. 

“La nostra battaglia non è contro la transizione ecologica, la nostra battaglia è sempre stata contro la transizione ideologica”, ha detto Meloni. “I dati che ho io dicono che gli introiti dell’Ets sono stati utilizzati per il 50 per cento dal Mef per la decarbonizzazione dei fabbricati e per il restante 50 per cento in processi di decarbonizzazione da parte del Mase, del Mimit e del Mit”, ha spiegato, rispondendo alla ricostruzione delle opposizioni secondo cui “soltanto il 9 per cento delle risorse sarebbe stato impiegato per abbattere le bollette e sostenere la modernizzazione. Quindi le risorse Ets sono utilizzate per gli scopi e le finalità previste”, ha sottolineato. 

La premier si è poi rivolta al M5s. “Prendo atto delle vostre posizioni anche sul tema dell’imperialismo americano, vi chiederei di essere conseguenti e dire quale è la posizione dell’Italia rispetto all’alleanza atlantica” in caso di ritorno al governo, “se ritenete che l’Italia dovrebbe abbandonarla o no. Non credo si possa stare col piede in tutte le scarpe non credo che si possa dire che gli americani sono imperialisti e poi correre a pranzo con Zampolli, un po’ come abbiamo già visto fare con la Merkel“, ha detto la presidente del Consiglio. 

L’INTERVENTO


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