De Palma: «Non permetteremo guerre “fratricide” tra professionisti. Se non ci sono nuove risorse, qualcuno spieghi agli italiani da dove arriveranno i soldi per portare gli autisti soccorritori dall’area degli operatori, dove si trovano “di fatto oggi”, all’area superiore degli assistenti. E mentre si discutono nuove progressioni, servono oltre 20mila Infermieri di Famiglia e di Comunità, ma il contratto continua a non prevederne uno specifico inquadramento. Così si mette a rischio il futuro della sanità territoriale.»
ROMA, 8 luglio 2026 – Mentre Governo e Regioni continuano a indicare la sanità territoriale come priorità del Servizio sanitario nazionale, nelle trattative per il rinnovo del CCNL Sanità 2025-2027 emergono, e le denuncia il sindacato Nursing Up, due evidenze profondamente contraddittorie.
Da una parte la bozza ARAN, su richiesta di alcuni sindacati generalisti, prevede la collocazione dell’autista di ambulanza con funzioni di soccorritore dall’area operatori, dove di fatto si trova oggi, a quella superiore degli Assistenti, precisando che l’operazione avverrà “senza incremento di spesa”.
Dall’altra ancora nessuno risponde alla richiesta del Nursing Up, di definire un serio inquadramento contrattuale per l’Infermiere di Famiglia e di Comunità (IFeC), figura centrale della Missione 6 del PNRR.
ESAMINIAMO IL PRIMO PARADOSSO: PROGRESSIONI DI CARRIERA SENZA INCREMENTO DI SPESA. MA CHI PAGA?
Nursing Up chiarisce subito che non è una battaglia contro gli autisti soccorritori, operatori che meritano pieno rispetto e valorizzazione, anche con giusti avanzamenti di carriera. Ma, come loro, ed a volerla dire tutta, esisterebbero anche altre categorie, tra gli operatori socio sanitari ad esempio, che da tempo attendono la loro valorizzazione.
«In ogni caso, la formula contenuta nella bozza ARAN deve essere chiarita. Se davvero non ci sono nuove risorse, qualcuno spieghi come verranno finanziate queste progressioni fattuali. O esistono fondi aggiuntivi oppure le risorse saranno reperite all’interno del monte salari già disponibile. In quest’ultimo caso, tuttavia, la domanda è inevitabile: chi pagherà il conto? Noi contestiamo un contratto costruito promuovendo una categoria con risorse messe a disposizione anche per le altre», afferma Antonio De Palma, presidente nazionale di Nursing Up.
BASTA PERICOLOSE GUERRE TRA POVERI
Per il sindacato il rinnovo del contratto non può trasformarsi in una redistribuzione delle poche risorse disponibili. «Le professioni sanitarie hanno bisogno di investimenti aggiuntivi, non di combattersi tra loro. Se il principio è davvero quello del “senza incremento di spesa”, Governo, Regioni e ARAN hanno il dovere di spiegare come intendano evitare che gli altri dipendenti del comparto sanità vengano penalizzati da promozioni selettive, che tuttavia pescano nel borsellino contrattuale destinato alla generalità dei dipendenti.»
IL MONITO AI SINDACATI GENERALISTI
Nursing Up fa appello anche alle organizzazioni sindacali che stanno sostenendo questa impostazione.
«Chi avalla, o addirittura richiede progressioni professionali “fattuali” senza pretendere nuove risorse, deve assumersi la responsabilità di spiegarne gli effetti ai lavoratori, di spiegare ad infermieri, ostetriche, tecnici e OSS, chi di loro ci rimetterà per questo. Non si costruisce così un contratto moderno. La stagione delle guerre tra poveri deve finire.»
PROMOZIONI PREVISTE, MA LE RESPONSABILITÀ RESTANO SUGLI INFERMIERI
Il sindacato ricorda inoltre che nelle ambulanze le responsabilità cliniche continueranno a gravare sugli infermieri. «È difficile comprendere perché il contratto trovi spazio per ridefinire alcuni profili professionali mentre continua a lasciare senza risposta questioni strategiche che riguardano migliaia di infermieri.»
IL SECONDO, GRAVE PARADOSSO: L’INFERMIERE DI FAMIGLIA RESTA FUORI DAL CONTRATTO
Per Nursing Up il grande assente della trattativa è l’Infermiere di Famiglia e di Comunità.
Il DM 77/2022 individua questa figura come pilastro della nuova sanità territoriale e la programmazione nazionale indica un fabbisogno di oltre 20mila professionisti.
Eppure ARAN non risponde alla richiesta Nursing Up, di prevederne uno specifico inquadramento.
«Tutti sostengono che gli Infermieri di Famiglia siano indispensabili. Poi, quando arriva il momento di riconoscerli contrattualmente, scompaiono.»
EPPURE LE CASE DI COMUNITÀ NON SI APRONO CON GLI SLOGAN
Secondo Nursing Up la politica continua a concentrarsi quasi esclusivamente sugli accordi con la medicina generale, dimenticando che senza gli infermieri la riforma territoriale non può funzionare.
«Senza Infermieri di Famiglia e di Comunità le Case di Comunità rischiano di restare scatole vuote.»
IL RISCHIO È SVUOTARE GLI OSPEDALI
Per rispettare gli obiettivi del PNRR, molte Regioni sono oggi costrette ad utilizzare gli infermieri già presenti negli ospedali, trasferendoli sul territorio ma mantenendoli inquadrati come infermieri generalisti. «Si tratta di un doppio errore: si impoveriscono gli ospedali e si continuano a richiedere competenze specialistiche senza riconoscerle contrattualmente.»
E LE NUOVE LAUREE MAGISTRALI?
Nursing Up richiama anche il tema delle nuove lauree magistrali cliniche.
«Lo Stato investe nella formazione e crea nuovi percorsi specialistici, ma il contratto continua a non dire nulla su quale debba essere la collocazione professionale di questi infermieri. Chi consegue una laurea magistrale clinica deve poter accedere a percorsi coerenti con le competenze acquisite, mentre le lauree di primo livello specialistiche devono trovare spazio e carriera sino all’Area dell’Elevata Qualificazione.»
L’APPELLO A GOVERNO, ARAN E REGIONI
«Il Governo, il Ministero della Salute, il Ministero dell’Economia, l’ARAN e le Regioni facciano chiarezza. Che cosa significa davvero la formula “senza incremento di spesa” sulla bozza di contratto che si discute in questi giorni? Esistono risorse dedicate oppure si pensa di redistribuire quelle già disponibili? Che fine farà l’Infermiere di Famiglia e di Comunità? Come si renderanno operative le Case di Comunità senza un impianto contrattuale dedicato? Quale futuro avranno le nuove lauree magistrali cliniche e gli infermieri specialisti? Le risposte non possono più essere rinviate.»
DE PALMA: «CONTINUEREMO A CONTESTARE UN CONTRATTO CHE DOVESSE DIVIDERE GLI OPERATORI DEL SSN»
«Se il rinnovo del contratto dovesse trasformarsi in un meccanismo che valorizza alcuni operatori senza nuove risorse, scaricando il peso economico su altri lavoratori, non sarebbe una valorizzazione del personale, ma una ridistribuzione della povertà. Nursing Up difenderà il diritto di infermieri e tutte le professioni sanitarie a essere valorizzate. Il vero problema non è riconoscere solo una professione con risorse destinate anche a tutte le altre, ma di avere finalmente il coraggio di investire davvero su tutte le professioni della sanità.»
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