Il Codice di condotta funge da standard interno per l’attuazione e la gestione delle procedure amministrative, strettamente legate alle specificità della gestione fiscale, dei dati elettronici e della gestione del rischio.
Lo scopo principale di questo codice di condotta è garantire che le procedure amministrative siano gestite in conformità alla legge , guidando correttamente i contribuenti fin dall’inizio, in modo rapido, trasparente e proattivo. Le autorità fiscali a tutti i livelli mirano a utilizzare i risultati, la comodità e la soddisfazione dei contribuenti come parametro di valutazione del servizio offerto.
Otto regole fondamentali, concise, facili da ricordare, facili da implementare e facili da monitorare, racchiudono l’intero processo, dalla ricezione e elaborazione alla consegna dei risultati, formando una catena unificata: “Comunicare per comprendere correttamente – Guidare per fare correttamente – Sfruttare i dati per ridurre i requisiti non necessari – Essere flessibili entro i limiti del quadro giuridico – Elaborare immediatamente quando le condizioni sono soddisfatte – Risolvere proattivamente i problemi quando si presentano – Portare a termine la questione – Essere trasparenti e onesti” lungo tutto il processo.
L’obiettivo non è solo garantire che una pratica venga elaborata correttamente, ma anche semplificare la comprensione per i contribuenti, ridurre gli spostamenti, minimizzare la necessità di reinviare le informazioni, ridurre al minimo i tempi di attesa e consentire loro di essere sempre informati sullo stato di avanzamento della propria pratica.
Nello specifico, gli otto principi fondamentali includono:
“Comunicazione efficace” – Rispetto, calma, attenzione, chiarezza e supporto: i funzionari fiscali devono ascoltare attentamente, usare un linguaggio chiaro, mantenere un atteggiamento calmo e rispettoso e mirare a supportare i contribuenti. Comunicare non significa concludere rapidamente lo scambio, ma comprendere correttamente il problema e risolverlo.
“Fornire le giuste indicazioni” – La cosa giusta da fare, completa, facile da capire e facile da attuare: i contribuenti devono sapere chiaramente cosa devono fare, perché devono farlo, come farlo e qual è il passo successivo. I funzionari devono verificare i registri e i dati prima di richiedere ulteriori informazioni, riducendo al minimo le situazioni in cui i contribuenti devono modificare, integrare o contattare le autorità più volte a causa di indicazioni incomplete, poco chiare o incoerenti.
“Avere dati – sfruttarli in modo proattivo” – Se disponibili, sfruttarli; se ci sono discrepanze, confrontarle; se ci sono rischi, indagarli: quando l’autorità fiscale possiede informazioni e dati ed è autorizzata a utilizzarli, deve sfruttarli in modo proattivo e non chiedere ai contribuenti di fornire nuovamente informazioni non necessarie. Quando i dati non corrispondono, è necessario indagarne la causa e distinguere tra errore del contribuente ed errori nei dati, nel sistema o nel processo dell’autorità fiscale.
“Flessibilità, non arbitrarietà” – La legalità è il limite; la flessibilità è il metodo di attuazione: i funzionari pubblici devono coordinarsi internamente in modo proattivo, spiegare chiaramente i metodi legali e applicarli in modo coerente a casi con la stessa natura e base giuridica; la flessibilità non deve essere usata come pretesto per l’arbitrarietà o per creare eccezioni infondate.
“Idoneo – non aspettare la scadenza” – Non bisogna aspettare le scadenze, non c’è bisogno che i contribuenti lo ricordino: la scadenza per l’elaborazione è un limite che deve essere rispettato, non un obiettivo da raggiungere solo alla scadenza. Quando una pratica è idonea, i funzionari devono verificarla ed elaborarla proattivamente; le pratiche a rischio di ritardo devono essere monitorate, elaborate con urgenza e la causa del ritardo deve essere affrontata tempestivamente. I contribuenti non dovrebbero dover ricordare alle autorità fiscali di elaborare le loro pratiche.
“Segnalate qualsiasi problema si presenti, presentate proposte quando necessario e gestite le questioni che rientrano nelle vostre competenze”. Basta con i fascicoli bloccati e con le sottrazioni alle responsabilità: i funzionari fiscali devono individuare, segnalare e proporre soluzioni in modo proattivo quando si presentano problemi che esulano dalle loro competenze; chi ha l’autorità per farlo deve gestirli tempestivamente; i contribuenti non dovrebbero essere costretti a trovare da soli il modo di risolvere i problemi interni dell’agenzia delle entrate.
“Risoluzione completa dei problemi” – Accurata, completa, tempestiva e chiara: i funzionari pubblici devono monitorare il processo dalla ricezione al completamento, coordinarsi in modo proattivo, verificare i risultati prima della consegna e garantire che i risultati siano accurati, completi e chiari. Anche i problemi che sorgono dopo la consegna dei risultati e che rientrano nella responsabilità e nell’autorità dell’agenzia fiscale devono essere ricevuti ed elaborati in conformità con le normative.
“Trasparenza – Integrità – Controllo rigoroso – Applicazione severa” – Nessuna molestia, nessuna elusione, nessun comportamento opportunistico: i funzionari pubblici devono adempiere correttamente alle proprie responsabilità, non creare difficoltà, non avanzare richieste infondate e non suggerire o accettare benefici contrari alle normative. Qualsiasi segnale insolito, potenziale violazione, molestia o comportamento opportunistico deve essere individuato, segnalato, indagato, corretto e affrontato tempestivamente.
Al fine di garantire l’efficace attuazione della Decisione n. 1361/QD-CT, il Dipartimento delle Imposte richiede che i responsabili delle unità sotto la propria giurisdizione e supervisione diffondano ampiamente il contenuto del Regolamento al 100% dei dipendenti pubblici a loro affidati, facendo sì che lo spirito delle norme diventi una prassi quotidiana per ogni funzionario fiscale.
Al contempo, è necessario rafforzare i controlli e collegare l’emulazione alla disciplina.
I responsabili delle unità devono svolgere in modo proattivo ispezioni interne e attività di supervisione; correggere tempestivamente e sanzionare severamente i singoli individui che violano le norme. I risultati dell’applicazione di tali norme costituiranno uno dei criteri principali per la valutazione e la classificazione della qualità dei dipendenti pubblici e per l’assegnazione dei titoli di emulazione annuali. In caso di violazioni gravi, il responsabile dell’unità e i singoli individui coinvolti saranno ritenuti responsabili a livello disciplinare, secondo quanto previsto dalla normativa.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



