Per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate entro il 31 dicembre 2026, il Bonus Donne riconosce ai datori di lavoro privati l’esonero totale dei contributi previdenziali, esclusi i premi Inail. Il limite ordinario è di 650 euro mensili, elevato a 800 euro quando la lavoratrice risiede in una delle regioni della Zes unica. Su 24 mesi, il risparmio contributivo può quindi raggiungere 19.200 euro per dipendente.
Il beneficio riguarda le lavoratrici svantaggiate e richiede, tra le altre condizioni, un incremento occupazionale netto. Sono esclusi lavoro domestico, apprendistato e contratti intermittenti. La durata è di 24 mesi per le categorie maggiormente svantaggiate e di 12 mesi in alcune ipotesi meno restrittive.
L’aspetto più rilevante è la compatibilità con la maxi-deduzione fiscale “Più assumi, meno paghi”, prorogata fino al 2027. Questa permette di dedurre il costo del nuovo personale in misura pari al 120%, elevabile al 130% per le categorie meritevoli di maggiore tutela. Non si tratta del cumulo tra due esoneri contributivi — vietato dalla normativa — ma dell’abbinamento tra uno sgravio previdenziale e una maggiorazione fiscale.
Per esempio, un costo del lavoro agevolabile di 30.000 euro può generare una deduzione aggiuntiva di 6.000 euro con il coefficiente del 120% o di 9.000 euro con quello del 130%. Per una società soggetta all’Ires del 24%, il vantaggio fiscale teorico aggiuntivo sarebbe rispettivamente di 1.440 o 2.160 euro. Il risparmio complessivo dipende però dalla contribuzione effettivamente dovuta, dalla situazione fiscale dell’impresa e dalla presenza di tutti i requisiti. La domanda deve essere presentata all’INPS attraverso il Portale delle agevolazioni.
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Quali sono le “lavoratrici svantaggiate”
Ai fini del Bonus Donne 2026, per “lavoratrici svantaggiate” non si intendono genericamente donne in difficoltà economica, ma persone che rientrano in precisi requisiti normativi.
L’incentivo può riguardare donne di qualsiasi età che:
- non abbiano avuto un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti;
- siano senza impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi e appartengano a una categoria di particolare svantaggio;
- siano senza impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, nei casi specificamente previsti dalla disciplina.
Tra le categorie di particolare svantaggio rientrano le donne:
- tra 15 e 24 anni;
- con più di 50 anni;
- prive di diploma superiore o professionale, oppure uscite da non più di due anni dalla formazione senza aver ancora ottenuto il primo impiego;
- che vivono sole con una o più persone a carico;
- impiegabili in settori o professioni nei quali la disparità occupazionale tra uomini e donne supera di almeno il 25% la media nazionale;
- appartenenti a una minoranza etnica e bisognose di rafforzare formazione linguistica, professionale o esperienza lavorativa.
L’espressione “priva di impiego regolarmente retribuito” non coincide necessariamente con lo stato formale di disoccupazione: comprende anche chi, nel periodo considerato, non ha svolto un rapporto subordinato di almeno sei mesi o un’attività autonoma con reddito superiore alle soglie fiscali previste.
La durata dell’esonero è generalmente di 24 mesi per le situazioni di maggiore svantaggio e di 12 mesi nelle altre ipotesi previste. La verifica va effettuata sulla condizione posseduta dalla lavoratrice alla data dell’assunzione.
La ZES unica
La ZES unica – Zona economica speciale per il Mezzogiorno è un’area nella quale le imprese possono beneficiare di procedure amministrative semplificate e, in presenza dei requisiti, di agevolazioni fiscali e contributive per nuovi investimenti e assunzioni.
La ZES unica ordinaria comprende:
- Abruzzo
- Basilicata
- Calabria
- Campania
- Molise
- Puglia
- Sicilia
- Sardegna
Dal 1° gennaio 2026 il modello è stato esteso anche a Marche e Umbria, indicate nelle misure occupazionali 2026 tra i territori agevolati. Per il Bonus Donne, quindi, il massimale di 800 euro mensili riguarda le lavoratrici residenti in una di queste dieci regioni.
Occorre però distinguere la ZES unica istituita per le otto regioni meridionali dall’estensione delle agevolazioni a Marche e Umbria: non tutti i benefici fiscali o contributivi si applicano automaticamente allo stesso modo in tutti e dieci i territori. Va verificata di volta in volta la disciplina della singola misura.
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