CityWave entra nella fase finale del cantiere e si prepara a completare entro fine 2026 il distretto CityLife, uno dei più grandi progetti europei di rigenerazione urbana. Il nuovo edificio progettato dallo studio BIG – Bjarke Ingels Group ha raggiunto un passaggio chiave con il completamento delle principali opere strutturali della canopy, la grande copertura ‘ad onda’ sospesa tra i due edifici che caratterizza il progetto. L’intervento è stato presentato a Milano alla presenza di Aldo Mazzocco, presidente di CityLife e amministratore delegato di Generali Real Estate, Paolo Micucci, amministratore delegato di CityLife, e Marco Beccati, direttore tecnico di CityLife.
Il completamento della canopy segna una tappa fondamentale del progetto, a circa 200 giorni dalla conclusione dei lavori prevista per dicembre 2026. La struttura collegherà due edifici direzionali per oltre 60mila metri quadrati di uffici e ospiterà più di 11mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici integrati con sistemi geotermici, capaci di ridurre sensibilmente consumi energetici e costi di gestione.
Ogni giorno nel cantiere lavorano circa 700 persone su due turni, dal lunedì al venerdì, con attività operative estese anche al sabato e orari fino alle 20. Nelle fasi finali del progetto è previsto inoltre un incremento ulteriore delle maestranze impegnate sul sito.
“Con CityWave, CityLife si avvicina al completamento del proprio disegno urbano; resterà soltanto un ultimo edificio da realizzare. Sempre più spesso, ovunque mi trovi, mi piace definire questo quartiere una mostra di architettura a cielo aperto, non solo per i grandi nomi internazionali che hanno lavorato qui, ma anche per la qualità dei progetti realizzati. Perché non sempre grandi architetti firmano grandi opere. Qui, invece, bisogna riconoscere che non ne è stata sbagliata una”, ha dichiarato Mazzocco.
Secondo il manager, CityWave rappresenta una delle sfide costruttive e ingegneristiche più avanzate affrontate negli ultimi anni a Milano. “CityWave è forse, più di ogni altro edificio del distretto, una sfida ingegneristica, perché alcune fasi della costruzione costituiscono veri e propri prototipi inediti. In molti momenti ci siamo confrontati con il concetto stesso di prototipo, senza poter contare su riferimenti precedenti. Per questo va riconosciuto il lavoro svolto da Colombo Costruzioni e da Cmb, che insieme ai progettisti hanno individuato le soluzioni tecniche necessarie. Dentro questo progetto c’è il contributo di tantissime imprese, degli uomini che lavorano in corda doppia e di otto o nove gru che operano in perfetta sincronia”, ha aggiunto.
Mazzocco ha quindi rivendicato il ruolo internazionale di Milano sul fronte dell’architettura e della rigenerazione urbana. “Siamo in Italia, siamo a Milano che ancora una volta dimostra di non essere una città qualsiasi, ma sulla frontiera dell’ingegneria, dell’architettura e anche della urban regeneration, perché 36 ettari trasformati da sede abbandonata di una fiera in un quartiere che vive durante la settimana e anche il fine settimana non è così frequente”, ha spiegato.
Nel corso dell’incontro Paolo Micucci, amministratore delegato di CityLife, ha ricostruito la filosofia urbanistica e progettuale che ha guidato l’intero sviluppo dell’area. “Questo progetto non nasce da solo, non è isolato, ma rientra in un contesto più ampio di rigenerazione urbana che è CityLife, che fin dall’inizio aveva un grande obiettivo: ricreare un quartiere nel centro di Milano che potesse ripensare il modo in cui si vive la città”, ha spiegato.
“Gli architetti che ci hanno assistito nella fase di masterplan – ha aggiunto – hanno pensato di prendere tutte le cose che più creano congestione in una città e portarle sotto terra. Così tutto il traffico, tutte le strade, tutte le infrastrutture e tutti i parcheggi sono stati portati sotto terra ed è stata liberata la superficie, ridonata alla città con un grande parco urbano, il secondo dopo Parco Sempione per dimensione nel centro cittadino”.
Micucci ha definito il parco “il cuore pulsante di CityLife”, sottolineando come sia diventato “un luogo sicuro, vivo, frequentato da migliaia di persone, famiglie e sportivi”.
Il manager ha inoltre spiegato la logica architettonica che ha portato alla selezione del progetto di Bjarke Ingels. “Questo edificio non si eleva in altezza, si estende in larghezza e pertanto completa il preesistente, ossia le tre torri”, ha ricordato, spiegando come CityWave sia stato concepito per “completare senza competere” con lo skyline esistente di CityLife.
Il progetto ha subito nel tempo una variante urbanistica che ha consentito di rafforzare la continuità tra i due lotti e integrare maggiormente il nuovo edificio con il parco di CityLife attraverso una vasta area piantumata e nuovi spazi pubblici permeabili.
Dal sesto piano in poi ogni livello sarà dotato di balconi, mentre al quinto piano sorgerà una grande terrazza centrale con corte interna, camminamenti e alberature. Il piano terra sarà invece dedicato al retail e agli spazi pubblici accessibili, con dehors e aree aperte alla città, mentre gli uffici resteranno separati dagli spazi aperti al pubblico.
Gli ingressi principali saranno caratterizzati da lobby a doppia altezza progettate direttamente da BIG, con ampie revolving doors, pannelli in feltro e collegamenti verticali tra i diversi livelli dell’edificio. Una seconda lobby ribassata collegherà direttamente la quota metropolitana e il centro commerciale attraverso scale mobili e percorsi pedonali integrati. Gli spazi direzionali saranno altamente personalizzabili dai tenant, pur venendo consegnati già completi delle principali dotazioni tecnologiche e impiantistiche.
Grande attenzione è stata dedicata anche alla sostenibilità ambientale e alla qualità degli ambienti di lavoro. CityWave ha già ottenuto la certificazione WiredScore Platinum e le pre-certificazioni WELL Platinum e LEED Platinum.
“La complessità progettuale è stata tradotta in realtà grazie a competenze ingegneristiche di prim’ordine e al lavoro di squadra”, ha dichiarato Micucci.
Sulle sfide tecniche del progetto è intervenuto anche Marco Beccati, direttore tecnico di CityLife. “La realizzazione della canopy ha rappresentato una sfida ingegneristica particolarmente complessa, per geometria e modalità costruttive. Con il completamento delle principali strutture, dopo un lungo lavoro di progettazione, test e messa a punto delle soluzioni esecutive, entriamo in una nuova fase del cantiere, che permette già di apprezzare in modo concreto l’unicità di questo edificio”, ha detto. Con il completamento di CityWave, CityLife arriverà a ospitare circa 200mila metri quadrati di uffici e 30mila metri quadrati di retail, consolidando il proprio ruolo come uno dei più importanti business district europei.
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Maria Elena Molteni
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