Firenze, 20 ottobre 2026 – Fino a 720 euro per le mamme che lavorano e hanno due figli, di cui il più piccolo sotto i 10 anni, oppure almeno tre figli, con il più piccolo sotto i 18 anni. Da oggi, 20 ottobre, è possibile presentare la domanda per il nuovo bonus mamme 2026, il contributo economico riconosciuto dall’Inps alle lavoratrici dipendenti e autonome che rispettano determinati requisiti familiari e di reddito. Rispetto al 2025, l’importo sale da 40 a 60 euro mensili, per un massimo di dodici mensilità. I soldi saranno versati in un’unica soluzione, generalmente a dicembre, mentre per le pratiche che non saranno definite in tempo il pagamento arriverà a partire da gennaio 2027, una volta conclusa l’istruttoria.
La misura interessa anche le lavoratrici toscane, in una regione in cui la natalità continua a diminuire e l’età delle madri resta elevata. Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia regionale di sanità, nel 2025 in Toscana sono nati 20.447 bambini, il 3,8% in meno rispetto al 2024 e il 26,5% in meno rispetto al 2016. L’età media delle donne al parto era di 32,9 anni nel 2024, con le mamme sopra i 40 anni che rappresentavano il 10,2% del totale.
Anche la composizione delle famiglie è cambiata. Dal censimento Istat emerge che in Toscana le madri sole con figli conviventi rappresentavano nel 2021 il 18,5% dei nuclei familiari, contro il 13,1% del 2011. Una fotografia che racconta la trasformazione delle famiglie, anche se non permette di quantificare quante donne potranno effettivamente accedere al bonus, riservato soltanto a chi soddisfa i requisiti previsti dalla legge.
Chi può richiedere il bonus
Il contributo è rivolto alle lavoratrici madri con due figli, di cui il più piccolo abbia meno di dieci anni, oppure con almeno tre figli, di cui il più piccolo abbia meno di diciotto anni. Sono compresi anche i figli adottati e quelli in affidamento preadottivo. Possono presentare domanda le dipendenti del settore pubblico e privato, comprese le lavoratrici con contratti a tempo determinato e indeterminato, e le autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, comprese la gestione separata Inps e le casse professionali. Sono ammessi anche i rapporti di lavoro intermittente e in somministrazione.
Il requisito economico è un reddito annuo da lavoro non superiore a 40mila euro nel 2026. Non si tratta dell’Isee familiare, ma dei redditi da lavoro della madre, anche nel caso in cui svolga più attività. Nel calcolo rientrano anche i redditi da lavoro soggetti a tassazione sostitutiva o agevolata, come quelli delle autonome in regime forfettario, e quelli fiscalmente esenti. Vengono considerate inoltre alcune indennità sostitutive della retribuzione, come quelle per maternità e malattia, mentre sono escluse prestazioni come la Naspi. Per le lavoratrici dipendenti il reddito è calcolato al netto dei contributi previdenziali obbligatori trattenuti dal datore di lavoro.
Chi è escluso dal bonus
Non tutte le lavoratrici che rispettano i requisiti familiari ed economici potranno ottenere il nuovo contributo. La distinzione più importante riguarda le madri con almeno tre figli che hanno un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Per queste lavoratrici il bonus mamme da 60 euro mensili non è riconosciuto per i mesi in cui è in essere, anche solo parzialmente, un contratto a tempo indeterminato. Questo perché fino al 31 dicembre 2026 resta in vigore, in presenza dei requisiti previsti, l’esonero totale dei contributi previdenziali a loro carico. Anche i contratti di apprendistato sono considerati a tempo indeterminato.
Attenzione anche a chi cambia contratto o ha un altro figlio durante l’anno. Ad esempio, una madre con due figli ed un contratto a tempo indeterminato che nel settembre 2026 partorisce il terzo figlio perde il diritto al bonus da 60 euro a partire proprio da settembre. Può però accedere, se ne ricorrono i requisiti, all’esonero contributivo previsto per le madri con almeno tre figli. Analogamente, una madre con tre figli che passa da un contratto a tempo determinato a uno a tempo indeterminato perde il diritto al bonus dal mese della trasformazione del rapporto di lavoro. Sono escluse inoltre le lavoratrici domestiche, come colf e badanti, e le imprenditrici non iscritte alle forme previdenziali richieste dalla normativa.
Quanto spetta
L’importo dipende dai mesi per i quali sono soddisfatti i requisiti durante il 2026. Il bonus è pari a 60 euro per ogni mese, o frazione di mese, in cui è in essere il rapporto di lavoro o l’attività autonoma, con esclusione dei periodi di sospensione previsti dalla disciplina. Una lavoratrice che ha maturato i requisiti per tutto il 2026 potrà quindi ricevere 720 euro. Chi invece ha diritto al beneficio per sei mesi riceverà 360 euro.Conta anche il momento in cui si raggiungono i requisiti relativi ai figli. Ad esempio, una lavoratrice che ha avuto il secondo figlio ad aprile 2026 potrà ricevere il contributo a partire da aprile, per un massimo di 540 euro fino a dicembre. Se il figlio più piccolo raggiunge durante l’anno il limite di età previsto, il bonus spetta anche per il mese in cui compie dieci anni, ne l caso delle madri con due figli, oppure diciotto anni per quelle con almeno tre. Il contributo non è soggetto a imposte né a contributi previdenziali e non viene conteggiato ai fini dell’Isee.
Quando arriva il bonus
L’Inps prevede di versare le mensilità maturate nel 2026 in un’unica soluzione a dicembre, purché la domanda sia stata presentata e l’istruttoria completata in tempo utile. Le richieste vengono avviate all’istruttoria in base alla data di presentazione. Per quelle che non saranno definite entro dicembre, i pagamenti partiranno da gennaio 2027, ma soltanto dopo la conclusione delle verifiche. Non è quindi garantito che tutte le beneficiarie ricevano il contributo già nel primo mese del nuovo anno. Attraverso il servizio online utilizzato per presentare la domanda sarà possibile consultare le ricevute, seguire lo stato della pratica, conoscere l’esito e aggiornare le modalità di pagamento.
Se la richiesta viene respinta o accolta soltanto per alcune mensilità, la lavoratrice potrà presentare una richiesta di riesame direttamente attraverso la procedura telematica, allegando eventuali documenti utili a chiarire la propria posizione. Il termine per chiedere il riesame sarà quello indicato nel provvedimento dell’Inps.
Come fare domanda
Le domande sono aperte dal 20 ottobre 2026 e possono essere presentate direttamente online attraverso il portale www.inps.it. Per accedere occorre avere lo Spid di almeno livello 2, la carta d’identità elettronica di livello 3, la carta nazionale dei servizi oppure le credenziali Eidas. Una volta effettuato l’accesso, il percorso da seguire è: “Sostegni, sussidi e indennità”, “Esplora sostegni, sussidi e indennità”, “Per genitori”, “Vedi tutti i servizi”, “Nuovo bonus mamme 2026”. Il sistema indirizza al punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche, dove è possibile compilare e inviare la richiesta.
Nella domanda la lavoratrice deve dichiarare il possesso dei requisiti previsti, indicare i dati dei figli, le informazioni relative all’attività lavorativa e al reddito e scegliere la modalità di pagamento. Per ogni figlio sono richiesti i dati anagrafici, la data di nascita e, se attribuito, il codice fiscale. Nel caso di adozione o affidamento preadottivo è necessario indicare anche la data di ingresso nel nucleo familiare. Se non viene indicato il codice fiscale, occorre allegare la documentazione richiesta dall’Inps per comprovare il rapporto di filiazione. Chi non vuole utilizzare autonomamente la procedura online può rivolgersi ad un patronato oppure al Contact center Inps. Il numero verde 803 164 è gratuito da rete fissa, mentre da cellulare si può chiamare lo 06 164164, con costi variabili in base al proprio operatore telefonico.
Come viene pagato il bonus
Il pagamento può avvenire mediante accredito su un conto dotato di Iban oppure tramite bonifico domiciliato. Se il conto è già registrato nei sistemi Inps per altre prestazioni, può essere selezionato senza dover inserire nuovamente tutti i dati.
Entro quando si può fare domanda
La domanda deve essere presentata entro il 31 dicembre 2026. È prevista una scadenza diversa soltanto per le lavoratrici che maturano i requisiti nel mese di dicembre: in questo caso il termine è prorogato al 31 gennaio 2027. È il caso, ad esempio, di una lavoratrice che diventa madre per la seconda volta a dicembre e che soddisfa gli altri requisiti richiesti.
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