La notizia è arrivata nelle ultime ore e segna un passaggio importante nell’inchiesta sui presunti finanziamenti illeciti legati alla campagna elettorale che, nel 2024, ha portato Alessandro Mager alla guida del Comune di Sanremo. Il sindaco è stato iscritto nel registro degli indagati nell’ambito del procedimento coordinato dalla Procura di Imperia, che punta a fare luce sui contributi raccolti dal movimento civico-culturale Anima e sul loro eventuale collegamento con le spese sostenute per le elezioni amministrative. Un nuovo sviluppo che amplia il perimetro della vicenda, già emersa pubblicamente nei mesi scorsi con il coinvolgimento di Sergio Tommasini e di alcuni imprenditori del territorio. L’iscrizione nel registro degli indagati, è bene precisarlo, non equivale a una dichiarazione di colpevolezza: saranno gli accertamenti della magistratura a chiarire le singole posizioni e le eventuali responsabilità.
Il silenzio di maggioranza e opposizione
La novità giudiziaria porta con sé anche un dato politico che, a Sanremo, non è passato inosservato. Ieri, dopo la pubblicazione della notizia, abbiamo cercato di raccogliere commenti e valutazioni dagli esponenti della politica cittadina, in particolare dai rappresentanti dell’opposizione. Non sono arrivate dichiarazioni, né prese di posizione pubbliche, nemmeno quelle più prudenti e canoniche in circostanze di questo genere, quando si richiama il rispetto per il lavoro della magistratura e la necessità di attendere gli sviluppi dell’inchiesta prima di formulare giudizi. Un silenzio che accomuna, almeno per il momento, i diversi schieramenti e che lascia senza una prima lettura politica condivisa una vicenda destinata inevitabilmente a far discutere. La notizia, infatti, non riguarda soltanto un procedimento giudiziario, ma tocca direttamente il percorso che ha portato l’attuale amministrazione a Palazzo Bellevue.
L’inchiesta partita a maggio: il primo nome è quello di Tommasini
Per ricostruire la vicenda bisogna tornare all’11 maggio scorso, quando emerse pubblicamente l’indagine della Procura di Imperia sul movimento Anima e venne confermato il coinvolgimento di Sergio Tommasini, primo presidente dell’associazione e, all’epoca, presidente di Amaie Energia e Servizi. Gli accertamenti, condotti dalla Guardia di Finanza nell’ambito del fascicolo coordinato dal sostituto procuratore Matteo Gobbi, riguardavano la provenienza dei contributi raccolti dal movimento, la loro gestione contabile e la possibile destinazione a sostegno dell’attività elettorale. Tra gli elementi riportati nelle ricostruzioni giornalistiche figuravano versamenti per un importo complessivo di circa 16.500 euro, con contributi riconducibili ad alcuni ambienti imprenditoriali cittadini. L’ipotesi investigativa era quella di un possibile finanziamento illecito, da verificare attraverso l’esame della documentazione e dei flussi economici. Tommasini aveva precisato che la vicenda riguardava il suo ruolo all’interno di Anima e non l’attività di Amaie Energia, dichiarandosi disponibile a collaborare con gli inquirenti.
La posizione di Mager e le parole pronunciate a maggio
Quando la notizia dell’indagine su Tommasini era diventata pubblica, il sindaco Mager era intervenuto per commentare quanto stava accadendo, inquadrando la vicenda nel periodo della campagna elettorale e negli aspetti gestionali interni al movimento. “Da quel che si comprende la vicenda risale a due anni fa, periodo di campagna elettorale, e l’indagine si concentra su questioni tecniche legate ad aspetti gestionali interni alla lista Anima. Sono comunque convinto che Tommasini potrà chiarire la sua posizione”, aveva dichiarato l’11 maggio. In quel momento, sulla base delle informazioni rese pubbliche, il primo cittadino non risultava indicato tra gli indagati. L’iscrizione ora confermata rappresenta quindi un nuovo elemento nel quadro investigativo e accresce la rilevanza istituzionale della vicenda. Resta da chiarire quali siano gli specifici profili contestati al sindaco e quali elementi abbiano portato gli inquirenti a iscriverlo nel registro degli indagati.
Dai contributi all’associazione agli approfondimenti sugli imprenditori
Nei mesi successivi, l’attenzione investigativa si è concentrata sui finanziamenti e sui rapporti tra l’associazione e la campagna elettorale del 2024. Nelle prime ricostruzioni erano emersi, oltre a Tommasini, i nomi degli imprenditori Gianni Silvano e Giulio Ghersi. Nei giorni scorsi, secondo quanto riportato dalla stampa locale, il registro degli indagati si era ulteriormente ampliato con l’iscrizione di un altro imprenditore sanremese, il cui nome non è stato reso pubblico. In quel contesto erano stati riferiti anche accertamenti documentali e acquisizioni di materiale informatico. Il filo conduttore dell’indagine resta la ricostruzione delle somme raccolte, delle modalità con cui sarebbero state versate e della loro eventuale destinazione al sostegno della candidatura di Mager e delle liste collegate. Il punto centrale sarà stabilire se i contributi siano stati gestiti nel rispetto delle norme sul finanziamento della politica, distinguendo le responsabilità individuali sulla base degli elementi che verranno raccolti.
Una vicenda giudiziaria che diventa anche politica
L’iscrizione del sindaco nel registro degli indagati apre ora una fase nuova per una vicenda che riguarda le origini della maggioranza uscita vincitrice dalle elezioni amministrative del giugno 2024. Anima, movimento civico-culturale nato prima della competizione elettorale, aveva sostenuto la candidatura di Mager nel percorso che lo ha condotto alla guida della città. Gli accertamenti dovranno chiarire se e in quale misura i finanziamenti raccolti dall’associazione siano collegati alla campagna elettorale e se siano state rispettate tutte le disposizioni previste. Sul piano politico, intanto, resta il dato delle mancate dichiarazioni raccolte dopo la diffusione della notizia: nessuna presa di posizione da parte dei gruppi di maggioranza e opposizione, almeno al momento delle verifiche effettuate dalla redazione. L’inchiesta prosegue e saranno gli eventuali sviluppi giudiziari a definire il quadro dei fatti.
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