Ha preso il via oggi, 23 ottobre, con il concerto inaugurale dell’Orchestra giovanile di Laureana di Borrello, nella sala Scrigno di Vetro del complesso monumentale del Valentianum, a Vibo Valentia, la nona edizione del Festival del Sud – Valentia in Festa. Alla rassegna politico-culturale, promossa dalla Fondazione Valentia, che proseguirà fino a domenica 25 ottobre con la partecipazione di autorevoli personalità del panorama nazionale, sono giunti in apertura dei lavori i video-messaggi della vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna e del ministro del Made in Italy, Adolfo Urso.
Antonella Sberna: «Il diritto a restare»
In particolare Antonella Sberna, con un messaggio rivolto direttamente ai moltissimi studenti che insieme alle massime autorità del territorio hanno affollato la sala, ha detto: «Vorrei partire proprio da voi, concedetemelo, con una domanda molto semplice, cioè chiedendovi tra dieci anni quanti di voi vivranno ancora qui? Ognuno di voi conosce qualcuno che è partito. Forse per troppo tempo, nel Mezzogiorno andare via per un lungo periodo di tempo è stata l’unica strada per studiare, per lavorare, per realizzarsi. E ogni volta che un giovane parte, senza averlo davvero scelto, il territorio perde. In Europa oggi abbiamo dato un nome a questa sfida, perché di sfida si tratta, e si chiama diritto a restare, il famoso “right to stay”, ed è il principio che il vicepresidente esecutivo della Commissione, Raffaele Fitto, ha voluto mettere al centro della politica di coesione di una nuova strategia».

Ancora: «È un’idea di libertà, significa che ogni giovane, ognuno di voi deve poter scegliere, partire per fare esperienza se lo desidera e poter restare o tornare se lo vuole, trovando qui lavoro, servizi, una casa a prezzi accessibili e opportunità all’altezza delle sue ambizioni. Questo Festival – ha aggiunto – è la prova di cosa può fare la coesione quando arriva sui territori. Al Parlamento europeo stiamo lavorando perché nel prossimo bilancio dell’Unione la coesione resti forte e costruita insieme ai territori, con le Regioni, con i Comuni, che siano insieme agli stati nazionali protagonisti delle scelte, perché nessuno conosce il bisogno di una comunità meglio di chi chiaramente la vive ogni giorno, di chi la tocca quotidianamente e perché le risorse europee producano risultati quando incontrano le progettualità locali serie, come quella che chiaramente la Fondazione Valentia dimostra di saper mettere in campo, allora lì veramente si ottiene un risultato importante».

Adolfo Urso: «Il Sud non è più la periferia d’Europa»
Dal ministro Urso la considerazione: «In questi ultimi anni il Sud è cresciuto, recuperando parte dei divari storici rispetto al centro-nord. Oggi è più competitivo e sempre più attrattivo per le imprese e per gli investimenti esteri. Questi risultati concreti non sono il frutto del caso, ma di una scelta precisa del Governo Meloni che sin dall’inizio della legislatura mi ha voluto fare la piattaforma strategica dell’Europa nel Mediterraneo. Viviamo, lo sappiamo tutti, una fase segnata da guerre e tensioni alle porte del nostro continente che ridisegnano gli equilibri geopolitici e le catene globali del valore. In questo scenario, dove predomina l’incertezza, l’imprevedibilità e il conflitto, l’Italia è tornata al centro della competizione mondiale, crocevia di rotte commerciali, di approvvigionamenti energetici, di infrastrutture digitali e di nuove filiere produttive. La Calabria lo dimostra con Gioia Tauro che nel 2025 ha raggiunto il record di 4,5 milioni di container movimentati, con una crescita del 14%, confermandosi uno dei principali hub del Mediterraneo» .
Poi, proseguendo: «La sfida è fare in modo che le merci non si limitino a transitare, ma che generino valore sul territorio. Per questo lavoriamo con la Regione per arrivare a collegare porti, ferrovie e aree industriali in un sistema logistico integrato. Lo strumento chiave è la ZES Unica, i cui risultati parlano da soli. A fine settembre sono state rilasciate complessivamente 1.563 autorizzazioni uniche, a conferma di un modello amministrativo che si sta rivelando importante volano per la crescita. Il Sud non è più la periferia d’Europa e l’affaccio su un mondo che sta cambiando. Sta a noi istituzioni, imprese, comunità, trasformare questa posizione in sviluppo, lavoro e opportunità» ha concluso Urso.

Alessandra Locatelli: spazio ad accessibilità e inclusione
Un messaggio di ringraziamento è inoltre arrivato dalla ministra per le disabilità Alessandra Locatelli per «aver dedicato uno spazio della manifestazione ai temi dell’accessibilità, dell’autonomia e della partecipazione delle persone con disabilità. Un Festival che coinvolge istituzioni, cittadini e nuove generazioni può contribuire anche a cambiare il modo in cui guardiamo alla disabilità, superando pregiudizi e dando maggiore spazio alle capacità, ai desideri e alle aspirazioni di ogni persona» ha detto.

Gli ospiti della mattinata
Tra gli ospiti della mattinata, figurava anche Giampiero Cannella, sottosegretario di Stato al Ministero alla Cultura: «È stato un momento molto importante, inserito in un evento molto utile che ha la capacità di mettere in relazione operatori della cultura con studenti e giovani che hanno bisogno di messaggi chiari. E credo che momenti di confronto come questi siano davvero fondamentali perché la cultura non ha soltanto la funzione di trasmettere, sapere, preservare e valorizzare patrimoni. La cultura ha anche una funzione sociale, la funzione di riqualificare luoghi e riqualificare lo spirito», ha dichiarato.
In questo senso «dare ai giovani messaggi di speranza e trasferire anche delle capacità critiche, come accade in questo Festival, credo che sia una medicina fondamentale per contrastare anche quelle devianze che sfociano in episodi pessimi come quelli che abbiamo visto recentemente a Milano. A questi fatti bisogna rispondere con assoluta fermezza, ripristinando l’autorevolezza delle figure dello Stato, degli operatori delle forze dell’ordine e anche il diritto alla proprietà privata che non può essere violato per nessun motivo».
Chiara Colosimo: «C’è una possibilità per chiunque voglia affrancarsi»
Chiara Colosimo, presidente Commissione parlamentare antimafia, si è espressa in merito alla legge “Liberi di scegliere”: «Abbiamo raccontato, a chi potrebbe vivere sulla sua pelle il meccanismo della riproduzione della ‘ndrangheta all’infinito per colpa di un cognome, come si sfugge a questo meccanismo, come si interrompe questo Dna obbligatorio. Lo abbiamo fatto sperando che anche qui sia arrivata quella voglia di ribellione ad una narrazione che non ci piace e che non deve far parte di questa terra. C’è una possibilità per chiunque voglia affrancarsi. Quella possibilità mette a disposizione supporti economici, lavorativi, mette speranza per questo traguardo».
Poi, sulle possibili infiltrazioni nelle proteste degli autotrasportatori: «Io sono stata sollecitata a verificare possibili infiltrazioni e, secondo il dettato della legge istitutiva della Commissione che presiedo, lo sto facendo. È evidente che per tutelare le persone per bene, che legittimamente manifestano, bisogna evitare che qualcuno proveniente dalla criminalità organizzata li strumentalizzi. Questo è quello che vogliamo accertare e lo faremo».


Eulalia Micheli: «I ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati»
Eulalia Micheli, assessore all’Istruzione della Regione Calabria, si è invece soffermata sul mondo giovanile: «In questa occasione, abbiamo posto subito una riflessione e cioè che i ragazzi hanno bisogno di esprimersi e hanno bisogno di luoghi e spazi per mettere a frutto le loro capacità. Ma hanno anche bisogno di adulti capaci di accompagnarli nei loro percorsi di crescita e anche di comunità che credano nel loro talento, nelle loro capacità. Da qui l’importanza della scuola e dello sport e di tutto quello che, come amministrazione regionale, stiamo facendo su questi fronti. Perché parliamo di due leve fondamentali, due presidi educativi che nei nostri territori ancora resistono. Le violenze di piazza di questi giorni ci dicono che i ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati e di riconoscere quelle che possono essere le opportunità anche nei loro territori. In questo noi dobbiamo essere un po’ più presenti, dobbiamo essere un po’ più vicini e dobbiamo essere anche un po’ più capaci di aiutarli in questo percorso. Poi quando abbiamo queste manifestazioni o questi momenti di incontro capiamo che da parte loro c’è la voglia di partecipare, quindi dobbiamo essere più disponibili all’ascolto. E da questo punto di vista, vorrei anche dire che la misura che abbiamo messo in campo grazie al presidente Occhiuto, dello psicologo scolastico, prima regione in Italia a farlo, è una misura importante che va proprio in questa direzione».
Francesco Repice: «La vera chiave della libertà è la conoscenza»
Infine, un altro ospite della manifestazione, Francesco Repice, telecronista Rai, ha invece parlato di sport: «Faccio sempre fatica a lasciare messaggi, però il concetto generale che lancia lo sport è quello di fare in modo che quei valori di cui ci parla adesso diventino cose tangibili, non astratte, non campate per aria. Io penso semplicemente che chi si diverte in una palestra, su un campo di calcio, su una pista, ovunque si faccia dello sport, sia una persona migliore. Lo sport ci aiuta, fin da piccoli, a capire come interfacciarsi con gli altri, come comportarsi con gli altri, secondo quali regole. Vedo che anche nella nostra regione tante cose stanno cambiando, ne sono sicuro, perché vedo tanti ragazzi che hanno capito che la vera chiave della libertà è la conoscenza e la conoscenza e lo studio ti rendono liberi. E quando questi concetti diventeranno appunto valori tangibili e concreti, non una parola astratta, allora questa terra sarà quello che merita di essere: la più bella del mondo».

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